CONN IGGULDEN.

BLOODLINE.
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La Guerra delle Rose 3.

Parte 1.

Titolo originale: Wars of the Roses. Book Three: Bloodline. 2015.
Traduzione di: Elena Cantoni.
2015 EDIZIONI PIEMME, Milano.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Riccardo duca di York  stato ucciso: le sue ambizioni di regnante si sono dissolte come nuvole dopo un temporale, e la sua testa decapitata, con una corona di carta e paglia,  stata posta sulle porte delle mura di York, macabro memento per tutti quelli che pensano di opporsi ai Lancaster. Nel frattempo, mentre il re Enrico Sesto  ancora prigioniero, la regina dei Lancaster Margherita dAngi  in marcia verso sud, con il suo seguito di guerrieri scozzesi, un esercito che sembra ormai inarrestabile. Ma uccidere un padre vuol dire scatenare lodio dei figli. Cos Edward di March, ora duca di York, si proclama legittimo re dInghilterra. Nuove fazioni si formano e si disfano come fiocchi di neve, e molto sangue dovr ancora scorrere, molte vendette dovranno ancora compiersi, fino al momento finale, in cui un re frontegger laltro. Perch due uomini possono sempre contendersi una corona. Ma solo uno potr tenerla.
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Lautore.
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Conn Iggulden, il pi grande autore inglese di romanzi storici,  nato a Londra nel 1971. Ha esordito con la fortunatissima serie dedicata alle imprese di Giulio Cesare (Le porte di Roma, Il soldato di Roma, Cesare padrone di Roma, La caduta dellaquila), seguita dallaltrettanto amata saga di Gengis Khan (Il figlio della steppa, Il volo dellaquila, Il popolo dargento, La citt bianca e Il signore delle pianure), entrambe pubblicate in Italia da Piemme. Bloodline  il terzo episodio della nuova serie bestseller dedicata alla Guerra delle due Rose, dopo Stormbird e Trinity, che hanno ottenuto un successo straordinario in Inghilterra e nel resto del mondo.
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Questo libro  unopera di fantasia. I fatti storici narrati sono liberamente interpretati dallautore.
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A mio padre, per la sua pazienza, e il suo senso dellumorismo.
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PERSONAGGI.
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Margherita dAngi/regina Margherita: figlia di Renato dAngi, moglie di Enrico Sesto.
Derihew (Derry) Brewer: capo delle spie di re Enrico Sesto e della regina Margherita.
George Plantageneto, duca di Clarence: fratello di Edoardo Quarto e di Richard di Gloucester.
John Clifford, barone Clifford: sostenitore di Enrico Sesto, ha ucciso il figlio di Richard di York, Edmund.
Andrew Douglas: laird scozzese e alleato di Enrico Sesto.
Edward Plantageneto/Edoardo Quarto: figlio di Richard di York, succedutogli come duca di York, poi re dInghilterra.
William Neville, lord Fauconberg: zio di Richard di Warwick.
Richard Plantageneto, duca di Gloucester: figlio di Richard di York, fratello di Edoardo Quarto e di George di Clarence
Sir John Grey: sostenitore di Enrico Sesto, primo marito di Elizabeth Woodville.
Maria di Guelders: vedova di Giacomo Secondo di Scozia.
Enrico Sesto: re dInghilterra, figlio di Enrico Quinto.
Sir Thomas Kyriell: guardia incaricata di Enrico Sesto dopo la cattura.
Albert Lalonde: cancelliere di re Luigi 11esimo.
Luigi 11esimo: re di Francia, cugino della regina Margherita.
John Neville, barone di Montague: fratello di Richard di Warwick.
Anne Neville: figlia di Richard di Warwick.
George Neville: arcivescovo di York, fratello di Richard di Warwick.
Isabel Neville: figlia di Richard di Warwick.
John de Mowbray, duca di Norfolk: sostenitore di Edoardo Quarto.
Henry Percy, conte di Northumberland: capo della famiglia Percy, sostenitore di Enrico Sesto.
Henry Percy: figlio di Henry di Northumberland, privato del titolo ereditario.
Hugh Poucher: primo attendente di Richard di York, fattore di Edoardo Quarto.
Richard Woodville, barone Rivers: padre di Elizabeth Woodville.
Edmund Plantageneto, conte di Rutland: figlio di Richard di York, ucciso nella battaglia del castello di Sandal.
Alice Montacute, contessa di Salisbury: moglie di Richard di Salisbury, madre di Richard di Warwick.
Richard Neville, conte di Salisbury: nipote di John di Gaunt, padre di Richard di Warwick, John di Montague e George Neville, ucciso nella battaglia del castello di Sandal.
Henry Beaufort, duca di Somerset: sostenitore della regina Margherita, erede del titolo dopo la morte del padre nella prima battaglia di St Albans.
Owen Tudor: secondo marito di Caterina di Valois (vedova di Enrico Quinto), ucciso dopo la battaglia di Mortimers Cross.
Anne Beauchamp, contessa di Warwick: moglie di Richard di Warwick.
Richard Neville, conte di Warwick: capo della famiglia Neville dopo la morte del padre Richard di Salisbury, in seguito noto come creatore di re.
Edoardo di Westminster: principe di Galles, figlio di Enrico Sesto e della regina Margherita.
Abate Wheathampstead: abate di St Albans.
Anthony Woodville: fratello di Elizabeth Woodville.
Elizabeth Woodville/Grey: vedova di sir John Grey, moglie di Edoardo Quarto.
John Woodville: fratello di Elizabeth Woodville.
Cecily Neville, duchessa di York: moglie di Richard di York, nipote di John di Gaunt, madre di Edoardo Quarto, Richard di Gloucester e George di Clarence.
Cecily di York: figlia di Edoardo Quarto ed Elizabeth Woodville.
Elizabeth di York: figlia di Edoardo Quarto ed Elizabeth Woodville.
Richard Plantageneto, duca di York: pronipote di Edoardo Terzo, padre di Edoardo Quarto, Richard di Gloucester e George di Clarence, ucciso nella battaglia del castello di Sandal.
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PROLOGO.
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Il vento li aggrediva come una cosa viva e malevola, ghiacciando le loro bocche e riempiendo i loro polmoni con folate violente e improvvise. I due tremavano sotto la sua sferza ma continuavano a salire, con le dita intirizzite aggrappate ai pioli di metallo gelido. Anche senza guardare a terra avvertivano la presenza della folla che seguiva larrampicata.
Entrambi erano cresciuti al Sud, in un villaggio della contea di Middlesex. Erano molto, molto lontani da casa, ma si trovavano l per ordine della regina Margherita, che aveva affidato al loro signore quel compito. E, al momento, solo questo contava. Si erano diretti a nord dal castello di Sandal, lasciandosi dietro il campo di battaglia intriso di sangue e disseminato di cadaveri ormai illividiti e spogliati di tutto, per arrivare nella citt di York con un fagotto sulle spalle e accompagnati dalla bufera.
Sir Stephen Reddes li osservava dal basso, con una mano alzata davanti al volto per schermare gli occhi dagli aghi di ghiaccio trascinati dal vento. Non gli importava che la grandine martellasse i suoi uomini, o che unoscurit densa come fuliggine li avvolgesse; avevano una missione da compiere, un ordine da eseguire, e tutti e tre erano fedeli alla Corona. E non avevano scelto il torrione della Micklegate Bar a caso: da sempre i re inglesi usavano quella porta per entrare a York dal Sud.
Godwin Halywell e Ted Kerch raggiunsero uno stretto cornicione di legno, alto sopra la folla, e cominciarono a percorrerlo, addossandosi il pi possibile alla parete mentre il vento minacciava di catapultarli di sotto. Ai loro piedi lassembramento si infittiva, costellato qua e l dal lampo di un chicco di grandine atterrato su una capigliatura nera. Sagome scure continuavano a uscire dalle case e dalle locande. Alcune chiesero spiegazioni alle guardie di picchetto presso le mura, senza ottenere risposta. Le sentinelle non erano state informate.
Sotto il cornicione, a una dozzina di piedi da terra, erano stati conficcati sei spuntoni di ferro, posti a unaltezza inaccessibile per amici e parenti dei giustiziati. Erano piantati in profondit nella solida malta romana e da l dominavano la citt. Quattro reggevano teste decapitate e ormai decomposte, le cui occhiaie vuote scrutavano cieche il buio della notte.
Che ne facciamo di queste? grid Halywell, indicando con un gesto impotente a Kerch la sfilza di crani. Non avevano ricevuto ordini in merito ai resti dei criminali. Halywell imprec tra i denti. La sua collera cresceva mentre la grandine, sempre pi intensa, gli feriva la pelle.
Lasci che quella rabbia vincesse il disgusto e tese la mano ad afferrare la prima testa. Per quanto assurda, la paura che le sue fauci lo mordessero gli imped di toccarle. Agganci il cranio con due dita sotto il mento e lo scagli nel buio. Il movimento brusco rischi di fargli perdere lequilibrio, mozzandogli il respiro e costringendolo ad aggrapparsi ai bordi delle pietre con le dita ormai quasi congelate. Da terra sal un grido allarmato; la folla si fece avanti per poi subito ritrarsi, temendo di finire colpita dai pesanti e pericolosi proiettili che piovevano dalla torre.
Incollato al muro, Halywell si gir verso Kerch. I due si fissarono negli occhi, con lo sguardo di cupa determinazione di chi svolge un compito sgradevole mentre altri, da una posizione di relativa sicurezza, guardano e giudicano. Staccare e lanciare a terra quei teschi richiedeva sforzo e tempo. Uno atterr sulla pietra, schiantandosi con il rumore di un vaso rotto.
Forse non era necessario rimuoverli proprio tutti, pens Halywell. I loro sacchi contenevano solo tre teste... Al tempo stesso, per, non sembrava giusto infilzarle l in compagnia di criminali comuni. Dun tratto gli venne in mente limmagine di Cristo, crocifisso sul Golgota tra i ladroni. Scroll il capo per cancellarla e concentrarsi sul proprio compito.
Mentre il vento gli ululava nelle orecchie, sollev il sacco allaltezza della spalla destra e ci infil la mano, che si strinse intorno a una ciocca di capelli. Il sangue secco aveva incollato il cranio mozzato alla iuta e per staccarlo Halywell dovette rivoltare il sacco, rischiando ancora una volta di cadere. Senza fiato per la paura e la stanchezza, riusc a tenere fermo il tessuto abbastanza da estrarre la testa di Richard Neville, conte di Salisbury.
I capelli attorcigliati intorno alle sue dita erano color grigio ferro; gli occhi, che non si erano rovesciati, sembravano fissarlo alla luce della torcia. Halywell mormor una preghiera ormai semidimenticata e sent il bisogno di farsi il segno della croce o almeno di chiudere le palpebre. Si era creduto immune allorrore, ma quello sguardo senza vita laveva colto alla sprovvista.
Sebbene conficcare un cranio su unasta di ferro non sia cosa di tutti i giorni, nessuno gli aveva dato istruzioni specifiche, contando che bastasse il buon senso per portare a termine il compito. Per pura coincidenza, Halywell aveva trascorso unestate della sua infanzia a macellare maiali e pecore insieme a una dozzina di altri coetanei, in cambio di qualche centesimo dargento o di un taglio di fegato lucido da portare a casa. Ricordava vagamente lesistenza di un foro alla base del cranio, ma nel buio non riusciva a trovarlo. Ridotto quasi in lacrime dallesasperazione e battendo i denti per il freddo, continu a girare e rigirare la testa fra le dita scivolose, invano. Intanto la gente non smetteva di fissarlo da l sotto, mormorando i nomi dei decapitati.
Dun tratto, lo spuntone si fece strada, penetrando nel cervello fino alla fronte. Halywell fece un sospiro di sollievo. Un fremito scosse la folla, simile a un battito dali: gli astanti si facevano il segno della croce.
Lui infil di nuovo la mano nel sacco e afferr una seconda chioma, scura, pi folta e fitta dellaltra. Richard, duca di York, aveva le guance rasate al momento della morte, ma Halywell aveva sentito dire che la barba continua a crescere anche dopo. Con un moto di repulsione, avvert sotto i polpastrelli la pelle appena ispida sulla mascella. Strizz le palpebre per non vedere il viso del morto mentre ne premeva la nuca sulla punta di ferro.
Con le mani imbrattate, si segn. Poco oltre, sul cornicione, Kerch aveva conficcato la terza testa accanto a quella di York: Edmund, il figlio del duca, la cui morte tutti giudicavano ingiusta. Girava voce che stesse fuggendo dal campo di battaglia, quando il barone Clifford laveva intercettato e abbattuto, in spregio al padre.
I muscoli di quei volti non si erano ancora irrigiditi e le mandibole penzolavano nel vuoto. Qualcuno aveva detto ad Halywell che di solito, per tenerle chiuse, i becchini le cucivano o riempivano di pece la bocca del defunto. Non che secondo lui facesse una gran differenza: in fondo, quando sei morto sei morto.
Portato a termine il suo compito, Kerch si apprest a ridiscendere. Halywell stava per seguirlo quando sent la voce di sir Stephen. Il vento copriva le parole, ma il lampo di un ricordo gli illumin la mente, strappandogli unimprecazione.
Sul fondo del sacco cera una corona di carta ripiegata, resa scura e rigida dal sangue rappreso. Halywell la tir fuori, ne aggiust la forma e punt uno sguardo interrogativo sulla testa del duca di York. In un sacchetto di cuoio appeso in vita teneva una manciata di rametti secchi, tagliati in parte per il lungo, a mo di mollette. Maledicendo tra i denti lidiozia di quel gesto, si sporse verso la testa e calc la corona sulla chioma scura, fissandola ciocca per ciocca con le rudimentali forcine. Forse sarebbe rimasta al suo posto per un po, riparata dalla torre, oppure il vento lavrebbe trascinata per tutta la citt nellistante in cui Halywell avesse rimesso piede a terra. Per lui era lo stesso. Un morto non torna, poco ma sicuro. E le schiere angeliche se ne infischiano se in vita portavi una corona doro o di carta. Doveva essere unultima beffa, ma a lui sembrava davvero superflua.
Con cautela, si aggrapp alla scala e scese un paio di pioli. Giunto allaltezza delle teste sugli spuntoni, si ferm a scorrerle con lo sguardo. York era stato un uomo giusto e coraggioso, o almeno cos sosteneva la gente. E lo stesso dicevano di Salisbury. Entrambi avevano puntato al trono e perso la sfida. Quanto ad Halywell, in futuro avrebbe avuto una storia da raccontare ai nipoti: quella della notte in cui aveva piantato con le sue mani la testa di York sulle mura della citt.
Per un istante, gli sembr di non essere solo, sulla scaletta. Avvert come un respiro, sul collo. Mentre osservava i volti di quei tre sconfitti, il vento si era placato ed era calato il silenzio.
Che Dio sia con voi sussurr e perdoni i vostri peccati, se non avete avuto il tempo di pentirvene prima della fine. Che vi accolga in cielo e vi benedica tutti. Amen.
Soltanto allora ricominci a scendere, allontanandosi in fretta da quel luogo di morte per tornare alla folla dei vivi, tra il mormorio degli uomini e il freddo dellinverno.
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PARTE PRIMA.
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1461.
Luomo che ride col pugnale sotto il mantello.
GEOFFREY CHAUCER, Il racconto del Cavaliere, in I racconti di Canterbury.
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1.
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Non prendetevela tanto, mastro Brewer! sbott il duca di Somerset, la faccia nel vento mentre cavalcava. Il Signore marciava alla loro testa di giorno con una colonna di nube, giusto? Columna nubis. Lo sapreste, se aveste studiato lEsodo come si deve. Quel fumo nero che si leva alto sulla nostra scia infonder il sacro timore dellOnnipotente in chiunque pensi ancora di sbarrarci la strada. E, quanto a me, non ci trovo proprio niente di male. Il giovane si gir poi verso le volute cupe alle loro spalle. Gli uomini devono mangiare:  questo che conta. Che importa se incendiano qualche villaggio di contadini, dopo quanto abbiamo realizzato? Sarei disposto a dare alle fiamme il cielo stesso se servisse a trovare cibo per i miei soldati. E poi, cosavete da obiettare a un bel fuoco scoppiettante, con questo freddo?
Che la notizia ci preceder, milord replic Derry Brewer, ignorando il rozzo umorismo del nobile. Si sforzava di conservare un tono cortese, anche se aveva lo stomaco talmente vuoto da sentirlo premere afflosciato sulla spina dorsale e i morsi della fame non gli davano requie. In momenti come quello, soffriva la mancanza del padre di Somerset, con la sua intelligenza acuta e profonda. Il figlio era svelto e scaltro, s, ma superficiale. A venticinque anni, Henry Beaufort dava gi segni di quella sicurezza marziale che spinge gli uomini allobbedienza. Sarebbe diventato un ottimo comandante. Purtroppo, era lunico alla guida dellesercito della regina. Con quel pensiero in mente, Derry cerc di nuovo di spiegare la propria posizione.
Mio signore,  gi grave che dei messaggeri stiano correndo verso sud a diffondere la notizia della morte di York, mentre noi ci attardiamo a cercare rifornimenti in ogni citt. Le nostre avanguardie razziano e uccidono, il grosso dei soldati passa la propria giornata a mettersi al passo con loro, e intanto i giovani del posto si precipitano a dare lallarme al villaggio successivo. Per questo  sempre pi dura trovare cibo: la gente lo nasconde per tempo. E senzaltro saprete perch gli uomini appiccano incendi... Se continuano a cancellare cos le tracce dei crimini commessi in ogni villaggio sul nostro tragitto, ci ritroveremo contro lintera popolazione del regno prima ancora di avvistare Londra. Non credo sia questo il vostro intento, milord.
Brewer, voi sapreste convincere un padre a vendere i propri figli. Poco ma sicuro. Avete sempre pronta unargomentazione elegante. Ma siete rimasto troppo a lungo un uomo della regina. Somerset era cos certo del proprio rango e della propria forza da non avere alcuno scrupolo a pronunciare quelle parole con insolenza.  appunto questo il guaio, a mio avviso. Ci sar tempo per i vostri piani lungimiranti, per la vostra prudenza e i vostri... sussurri francesi. Forse quando arriveremo a Londra. Ma adesso vi sembra davvero il caso di aspettare con pazienza in tutti i mercati locali, negoziando o implorando per ottenere una scodella di stufato o un paio di capponi ingrassati? A dar retta a voi, moriremmo di fame. Aveva alzato la voce, per farsi sentire dagli uomini in marcia al suo fianco. No, Brewer. Per prima cosa dobbiamo pensare a loro, adesso. Mi spiego? Voglio che si aprano un varco in tutto il paese: una schiera larga intere miglia di arcieri e fanti, freschi di vittoria, le armi in pugno. Basta guardarli per capire che hanno trionfato. Sprizzano fierezza!
Il crescendo della sua voce chiamava unacclamazione e i soldati lo accontentarono levando un grido di esultanza. Compiaciuto, Somerset si volt di nuovo verso Brewer.
Hanno versato il loro sangue e sconfitto il nemico. Ora li riempiremo di manzo e montone, poi li sguinzaglieremo su Londra. Non capite? Costringeremo il conte di Warwick a liberare re Enrico e a implorare umilmente il nostro perdono per tutti i guai che ha causato. Trascinato dalla sua stessa immaginazione, Somerset scoppi in una risata a quel pensiero. Rimetteremo in riga il mondo, ve lo dico io. Che importanza ha se gli uomini si lasciano un po prendere la mano a Grantham, Stamford, Peterborough o Luton? E se anche si impadroniscono di alcuni prosciutti messi da parte per linverno, sar una lezione per quei pavidi che li hanno nascosti in cantina: capiranno che avrebbero dovuto schierarsi con noi, contro York! Ebbe il buon senso di abbassare la voce, prima di proseguire. Tagliare qualche gola o prendersi la virt di qualche ragazzetta di campagna serve a scaldare il sangue. Siamo i vincitori, Brewer, e in parte  merito vostro. Lasciate ribollire anche il vostro sangue, per una volta, senza freddarlo con il timore per simili quisquilie.
Quando Derry si gir a sua volta verso il duca, la rabbia gli si leggeva chiara in volto. Henry Beaufort era bello, affascinante e dotato di uneloquenza che sapeva sottomettere la volont di molti. Ma era cos giovane! Si era riposato e rifocillato per bene mentre intere citt appartenute al duca di York venivano ridotte in cenere. Durante la distruzione di Grantham e Stamford, Derry aveva assistito per le strade ad atrocit pari solo a quelle viste in Francia. Gli dava ai nervi sentirsi dire da quel nobile inesperto e arrogante che gli uomini meritavano il proprio bottino.
Spost lo sguardo in avanti. La regina Margherita, avvolta in un mantello blu scuro, si chinava dalla sella per conversare con il conte Percy. Di fianco a lei, sul dorso di un pony, trottava il figlio Edoardo, di sette anni, con i riccioli di un biondo chiaro madidi di sudore.
Somerset not locchiata del capo delle spie e sorrise con aria crudele, forte della propria giovinezza di fronte a quelluomo ormai anziano. Alla nostra sovrana interessa riprendersi il marito, mastro Brewer, non sentire le vostre preoccupazioni da donnicciola sulla condotta dei soldati. Magari, almeno in questa occasione, potreste lasciarle fare la regina, non credete?
Somerset prese un gran respiro, rovesci la testa allindietro e scoppi in una risata fragorosa per celebrare la propria spiritosaggine. Derry ne approfitt: si chin sul suo stivale, afferr il perno dello sperone nella mano guantata e lo sollev di colpo. Con un ruggito, il duca spar sul fianco opposto del cavallo che, sorpreso dallo strattone al morso, si arrest incerto sul posto. Con una gamba puntata verso il cielo, Somerset si dimenava tentando di tornare in sella. Per qualche istante rest con la testa penzoloni, a fissare sbigottito i genitali dellanimale che dondolavano come borse di cuoio.
Attento, milord gli grid Derry, spronando la sua giumenta per allontanarsi. La strada  infida.
Derry era soprattutto in collera con se stesso, per aver perso il controllo, ma era anche infuriato con il duca. La fonte della forza di Margherita, e di buona parte della sua autorit, consisteva nellessere nel giusto. Tutti sapevano che re Enrico Sesto era ostaggio della fazione di York. Una masnada di traditori, dal primo allultimo. I sudditi si erano impietositi per la sorte della regina e del suo giovane erede, ridotti a vagare per il paese in cerca di sostegno alla loro causa. Forse era una visione romantica della situazione, ma aveva garantito il favore di uomini del calibro di Owen Tudor e spinto in battaglia eserciti che in caso contrario se ne sarebbero rimasti con le mani in mano. E alla fine li aveva resi vittoriosi. Il casato di Lancaster, ormai da tanto schiacciato con la faccia nella polvere, risorgeva.
Permettere a un esercito di scozzesi e uomini del Nord di massacrare, stuprare e razziare lungo tutto il tragitto fino a Londra non avrebbe contribuito alla causa di Margherita, n conquistato un solo alleato al suo schieramento. I soldati erano ancora ebbri del fresco trionfo. Avevano visto con i loro occhi Richard Plantageneto, duca di York, costretto in ginocchio e giustiziato; e le teste decapitate dei loro nemici pi potenti se ne stavano ora in mostra sulle mura della citt di York. Una volta scemati ladrenalina e il panico animale della battaglia, quei quindicimila soldati si sentivano la vittoria in tasca, come un bottino. La morte sul campo di York significava non solo la fine delle sue ambizioni, ma la conclusione di dieci anni di lotta. La vittoria era tutto ed era costata cara. Gli uomini che avevano denudato il collo del Plantageneto per offrirne la testa alla spada del boia si aspettavano un premio in cambio: cibo, vino bevuto nei calici doro trafugati dagli altari... Insomma, qualunque cosa gli capitasse sottomano.
Alle spalle di Brewer, la colonna si snodava a perdita docchio, fino a sfumare nella foschia invernale. Gli scozzesi in kilt, i tarchiati arcieri gallesi e gli alti spadaccini inglesi: tutti erano smagriti e con i mantelli sbrindellati, ma continuavano a marciare, animati dalla fierezza.
A una quarantina di passi dietro di lui, il volto paonazzo, il duca di Somerset si era rimesso in sella con laiuto di uno scudiero. Entrambi gli scoccarono unocchiata di fuoco quando Brewer si port una mano alla fronte, in un poco credibile segno di rispetto. Lantica consuetudine dei cavalieri in armatura di sollevare la celata dellelmo al passaggio del loro signore, per mostrare il volto, era diventata una sorta di saluto militare. E tuttavia era evidente che quel gesto non era bastato a placare la rabbia del pomposo giovane duca per essere stato disarcionato. Ancora una volta, Derry maledisse tra s il proprio temperamento, gli accessi di collera capaci di coglierlo in modo cos travolgente e repentino da indurlo ad agire senza riflettere. Laveva sempre considerata una sua debolezza, sebbene abbandonare ogni cautela e seguire listinto potesse rivelarsi abbastanza soddisfacente. Adesso, per, era troppo vecchio per certe cose. Se non stava attento, avrebbe finito per farsi ammazzare da un galletto pi giovane.
Si era quasi aspettato che Somerset lo raggiungesse al galoppo per esigere soddisfazione, ma lo scudiero lo tratteneva, mormorandogli con urgenza qualcosa allorecchio. Un uomo del rango di Somerset avrebbe perso decoro a lasciarsi trascinare in una meschina scaramuccia con un inferiore. Con un sospiro, Derry ramment a se stesso di scegliere con cura il luogo dove sistemare il giaciglio, almeno per qualche notte a venire, e di non allontanarsi mai dagli altri. Affrontava da una vita larroganza dei nobili e sapeva fin troppo bene che consideravano un proprio diritto  se non addirittura la propria occupazione principale  il vendicare unoffesa, alla luce del sole o per vie traverse. E, chiss perch, pretendevano che i destinatari della loro ira stessero al gioco, aspettando pazienti e in disparte che lordine naturale venisse ristabilito da un pestaggio furioso o dallamputazione di un orecchio o delle dita.
Con il passare degli anni, Derry si era stancato di quel teatrino. Se Somerset avesse mandato un paio di scagnozzi a impartirgli una lezione, lui avrebbe risposto sgozzando il duca nottetempo. Lesperienza sul campo di battaglia gli aveva insegnato che i nobili muoiono con la stessa facilit della gente comune. Quel pensiero gli riport il ricordo del padre di Somerset, abbattuto per la strada a St Albans. Il vecchio duca era stato un leone. Non si sarebbe mai piegato, cos lavevano spezzato.
Che Dio vi abbia in gloria, vecchio mio borbott Derry. Maledizione. E va bene, non gli torcer un capello, ma lo faccio solo per voi. Per tenetemi quel pavone insolente di vostro figlio fuori dai piedi, daccordo? Alz gli occhi al cielo e inspir a fondo, sperando che lanima del suo vecchio amico potesse sentirlo.
Laria, intrisa dellodore di tizzoni e cenere, gli raschiava la gola come un dito di cera. Le avanguardie accendevano nuovi focolai di distruzione e sofferenza davanti a loro, trascinando quarti di manzo e teste di maiale in salamoia fuori dai fienili, o pungolando i tori per farli uscire dalle stalle e macellarli sulla via. Alla fine di ogni giornata, la colonna raggiungeva il punto pi distante conquistato dalle prime linee. Dopo diciotto o venti miglia di marcia, i soldati si sarebbero gettati ad arrostire un cappone, rosicchiandolo fino allosso, indifferenti ai nuovi manieri e villaggi dati alle fiamme per nascondere i delitti sotto la fuliggine. Quindicimila uomini andavano pur sfamati, Derry lo sapeva bene, altrimenti lesercito della regina si sarebbe disperso lungo la strada, disertando o morendo di fame tra lerba dei fossati. E tuttavia non riusciva ad accettarlo.
Ancora fremente di rabbia, il capo delle spie prosegu il cammino, chinandosi ad accarezzare il collo di Riscatto, il suo primo e unico cavallo. Il vecchio animale gir la testa a scrutarlo, sperando in una carota. Derry gli mostr le mani vuote e quello perse ogni interesse nel suo padrone. Pi oltre, la regina e suo figlio cavalcavano con una dozzina di nobili, ancora gonfi dorgoglio sebbene fossero gi passate settimane dalla sconfitta di York a Wakefield. La marcia verso sud non era unimpulsiva galoppata di vendetta, ma un calcolato spostamento di truppe, con linvio di missive a sostenitori e avversari ogni mattina. Bisognava raggiungere Londra e Margherita voleva evitare a qualunque costo che il consorte venisse eliminato prima del suo arrivo, in tutta fretta e senza clamore.
Salvare la vita del re non sarebbe stato facile, di questo Derry era certo. Il conte di Warwick aveva perso il padre al castello di Sandal. Cos come il terreno era ancora gelato e le notti lunghe, anche il lutto di Warwick era ancora fresco. E lo era altrettanto quello del figlio di York, Edward. Due giovani ribelli avevano perso il padre nella stessa battaglia e il destino di re Enrico era nelle loro mani.
Derry fu scosso da un brivido al ricordo del grido di York poco prima della sua esecuzione: uccidendo lui e Salisbury avrebbero ottenuto soltanto di scatenare i loro figli, cos aveva urlato. Scroll la testa, strofinandosi il labbro superiore per pulire il muco colato e rappreso dal freddo. Gli uomini della vecchia guardia tramontavano, uno dopo laltro, e quelli rimasti in piedi non gli sembravano della stessa pasta. I migliori erano gi tutti sottoterra.
Una folata di vento agit i lembi della tenda mentre Richard, conte di Warwick, alzava la coppa davanti ai due fratelli. A nostro padre disse.
John Neville e il vescovo George Neville ripeterono il brindisi e scolarono il vino, sebbene fosse freddo. Comunque, mai freddo quanto laria circostante. Warwick chiuse gli occhi, recitando una breve preghiera per lanima del defunto. Tuttintorno, il vento scuoteva e sbatteva i teli dellaccampamento, facendoli sentire nel cuore stesso della tempesta, aggrediti su ogni fronte.
Solo a un pazzo verrebbe in mente di muovere guerra in inverno mormor Warwick. Poi, a voce pi alta, aggiunse: Scusate il vino scadente. Non ne  rimasto altro. Ma  una gioia ritrovarmi davanti i vostri brutti ceffi e non essere costretto a fingere. Il vecchio mi manca.
Avrebbe voluto proseguire, ma il dolore gli aveva improvvisamente serrato la gola, incrinandogli la voce. Cerc di respirare. I polmoni gli si erano come svuotati di colpo, annebbiandogli la vista. Con uno sforzo immane inspir a fondo, a denti stretti, e poi ancora, per ritrovare la parola. In tutto quel tempo, i suoi fratelli non avevano aperto bocca.
Mi mancano i suoi consigli e il suo affetto riprese lui. Il suo orgoglio. Mi manca persino la sua disapprovazione nei miei confronti: anche quando sentivo il suo disprezzo, era pur sempre ancora tra noi. Gli altri due ridacchiarono. Sapevano entrambi cosavesse pensato il padre di quel figlio. Adesso invece non c pi. Non potr rimangiarmi niente di quanto gli ho detto, n riferirgli nulla di ci che compir in suo nome.
Dio sente le tue preghiere, Richard intervenne George. Tutto il resto  sacro mistero. Sarebbe un peccato dorgoglio credere di poter penetrare i piani divini su di noi o sulla nostra famiglia. Essi ci superano, fratello. E non bisogna piangere chi ora contempla la pienezza della gioia.
Con uno slancio daffetto, Warwick tese la mano a stringere la nuca di George. Con sua grande sorpresa, quelle parole gli avevano dato un briciolo di conforto. Era orgoglioso del fratello minore.
Nessuna notizia di York? prosegu George, in tono pacato.
Dei tre fratelli Neville, il vescovo sembrava il meno scosso dalla morte del padre. Non dava alcun segno della collera che consumava John, o dellansia di vendetta che ogni mattina, al risveglio, brillava cupa negli occhi di Richard. Qualunque cosa riservasse il futuro, cera un credito da riscuotere per tutte le fatiche e le sofferenze patite.
Edward si rifiuta di scrivere rispose Warwick, senza nascondere la propria irritazione. Non avrei nemmeno saputo della sua vittoria sui Tudor, se non fosse stato per i loro stessi malconci superstiti, catturati e interrogati dai miei uomini. Le ultime informazioni ricevute lo davano seduto su un mucchio di cadaveri di arcieri gallesi, a sbronzarsi per dimenticare la morte del padre e del fratello. Ha ignorato tutti i miei messaggi, in cui gli spiegavo che qui abbiamo un disperato bisogno di lui. Daccordo, ha appena diciottanni, ma alla sua et... Sospir. A volte ho limpressione che dietro quel fisico imponente si nasconda ancora un bambino. Non capisco come possa indugiare nel Galles, crogiolandosi nel lutto, mentre qui la regina Margherita si prepara ad attaccarmi! Edward pensa solo a se stesso, tutto preso dai suoi nobili sentimenti di dolore e rabbia. Temo che non gli importi nulla di noi, o di nostro padre. Sia chiaro: lo dico solo per le vostre orecchie. Queste parole devono restare tra noi.
Alla morte del padre, John Neville era diventato barone di Montague. La dignit del titolo era evidente dalla sontuosit del nuovo mantello, dal tessuto pesante della calzamaglia e dagli stivali di ottima fattura, il tutto comprato a credito da sarti e calzolai ben pi disposti a concedere prestiti a un lord che a un semplice cavaliere. E tuttavia, a dispetto degli abiti caldi, bast unocchiata allo sbatacchiare della tenda per strappargli un brivido. Certo, per una spia sarebbe stato difficile origliare quella conversazione, con il vento che fischiava in quel modo, ma la prudenza non  mai troppa.
Se la tempesta si intensifica, il telo si staccher da terra e svolazzer sulle truppe come un falco comment sovrappensiero. Poi riprese il filo del discorso. Fratello, giovane o no, York ci serve. Ero con re Enrico, questa mattina, mentre recitava salmi e inni sotto la quercia. Sai che un fabbro gli ha legato una fune alla caviglia? Warwick sollev di scatto la testa, e John Neville alz le mani, per rassicurarlo. Non una catena, solo una corda annodata. Giusto un piccolo intralcio, per evitare che il nostro ingenuo sovrano se ne vada vagando chiss dove. Parli di Edward come di un bambino, ma almeno  un ragazzo forte e nobile, dotato di carattere e incline allazione! Enrico, invece, sembra un neonato piagnucoloso. Non lo capisco proprio.
Taci, John ribatt Warwick. Cieco, sordo, storpio o... sempliciotto, Enrico resta il nostro re, unto dal sacro crisma.  un innocente, come Adamo prima della Caduta. Anzi, come Abele prima che Caino lo uccidesse per invidia e gelosia. Legarlo rappresenta unonta per tutti noi. Ordiner che sia liberato. In due falcate, raggiunse lingresso della tenda e ne stratton i lacci finch un lembo si apr, lasciando passare una folata di vento. Da uno scrittoio nellangolo, diverse carte si levarono in volo, simili a uno stormo di uccelli, sfuggendo ai pesi di piombo che avrebbero dovuto trattenerle.
Fuori, un paesaggio da inferno notturno lo accolse. A sud, nel buio punteggiato di torce, si vedeva St Albans. Poco fuori dalla citt, diecimila uomini divisi in tre grandi battaglioni e attrezzati di tutto punto erano impegnati a erigere fortificazioni. I fal e le fucine brillavano in ogni direzione, numerosi come le stelle del firmamento, ma di una luce pi cupa. E la pioggia cadeva su quella moltitudine con scrosci improvvisi e violente sferzate, come se godesse ad aggravarne la fatica. Tra il rumore della tempesta si sentivano le grida degli uomini, ingobbiti sotto il carico di travi e pietre, o intenti a incitare i buoi che a fatica tiravano i carri lungo i sentieri.
I fratelli del conte di Warwick si avvicinarono, fermandosi al suo fianco per osservare laccampamento. Al centro cerano circa duecento tende rotonde, tutte rivolte a nord, la direzione da cui era atteso lesercito di Margherita.
La notizia della morte di suo padre a Sandal aveva raggiunto Warwick sulla via di ritorno dal Kent. Da quel giorno orribile aveva avuto un mese e mezzo di tempo per prepararsi ad affrontare gli uomini della regina. Sapeva che lobiettivo della sovrana era riprendersi il marito. A dispetto degli occhi slavati e della sua fragilit, Enrico era pur sempre il re. La corona era una soltanto e un solo uomo aveva diritto a regnare. Anche se di governo non sapeva un accidente.
Ogni volta che sorge il sole, vedo nuove palizzate, fossati e... George Neville sventol una mano in aria. Gli mancavano le parole per descrivere gli strumenti e le macchine da guerra approntati dai suoi fratelli. Non cerano soltanto dispiegamenti di cannoni: Warwick aveva consultato le armerie di Londra per dotarsi di qualsiasi crudele dispositivo si fosse mai dimostrato efficace in battaglia fin dai tempi dei sette regni dei Bretoni e delloccupazione romana. Allo sguardo dei tre uomini si offriva dunque una distesa di reti uncinate, triboli, trappole da fossato e torri. Un campo di morte, pronto ad accogliere il grande esercito che muoveva contro di loro.
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In piedi sulla soglia della tenda, Margherita guardava il figlio lottare con un ragazzo del posto. Sbucato da chiss dove, quel monello dagli occhi neri si era incollato al fianco di Edoardo e ora i due duellavano, brandendo bastoni a mo di spada, scontrandosi e ansimando nel fango. Avvinghiati comerano, finirono per sbattere contro una rastrelliera piena di armi e scudi, rifulgente nel tramonto e sormontata dagli stendardi svolazzanti di una dozzina di lord.
Alzando lo sguardo, la regina vide Derry Brewer avanzare verso di lei con passo energico tra lerba alta. Quel giorno avevano scelto per accamparsi una radura in prossimit di un fiume, circondata da alcune colline allorizzonte. Lesercito era come una citt in movimento e ora il vasto pianoro era occupato dai suoi quindicimila uomini con i loro cavalli, carri ed equipaggiamenti. A tarda estate avrebbero spogliato orti e frutteti di ogni ben di Dio, ma allinizio di febbraio cera ben poco da rubare. I campi erano neri e spogli, le future pianticelle ancora bene al riparo sottoterra. Con gli abiti a brandelli, le pance scavate e i muscoli doloranti, i soldati cominciavano a somigliare a mendicanti. Solo il salvataggio di un re poteva indurre a dichiarare guerra dinverno; il motivo era evidente tuttintorno a lei, nella terra gelata.
Raggiunto lingresso della tenda regale, Derry Brewer si inchin. Margherita alz una mano per indicargli di aspettare e lui si gir a osservare il giovane principe di Galles che sconfiggeva lavversario pi debole, ribaltandolo sulla schiena. Il ragazzo strillava come un gatto strangolato.
N Derry n la regina mossero un dito per intervenire. In un nuovo assalto, Edoardo cambi presa sul bastone, super la difesa del ragazzo e lo centr con un affondo in pieno petto. Quello si raggomitol su se stesso smettendo di reagire, mentre il principe sollevava di nuovo il bastone come una lancia, alzando in aria il pugno e imitando il verso di un lupo. Derry sorrise, tra il sorpreso e il divertito. In vita sua, il re non aveva mai dimostrato una goccia di fervore marziale, ed ecco invece suo figlio, cos giovane, gi pieno delleccitazione cocente che si prova soltanto a incombere su un nemico sconfitto. Era una sensazione che Derry conosceva bene. Quando Edoardo fece per chinarsi ad aiutare lamico, lui gli disse, in fretta: Mio principe, forse sarebbe meglio lasciarlo alzare da solo. Stava pensando alle fosse da combattimento di Londra e aveva parlato senza riflettere.
Mastro Brewer? lapostrof Margherita in tono interrogativo, gli occhi colmi di fierezza materna.
Milady, gli uomini hanno opinioni discordanti in merito a come comportarsi in simili situazioni. Alcuni giudicano onorevole dimostrare indulgenza nei confronti di un avversario sconfitto. Personalmente, per, la considero solo unaltra forma dorgoglio.
Capisco. Quindi altri avrebbero consigliato a mio figlio di aiutarlo? Tu, resta dove sei. Aveva puntato il dito sul monello in questione, che avvamp di vergogna. Allibito nel sentirsi rivolgere la parola da una dama di cos alto lignaggio, il ragazzo si lasci di nuovo cadere nel fango.
Derry le sorrise. S, mia signora. Alcuni sono disposti ad abbracciare il nemico e dimostrano la propria grandezza con il perdono delle offese. Il padre del vostro consorte era cos ed era amato per questo. C davvero una certa grandezza in un gesto simile, che tuttavia  superiore alle forze di gran parte di noi.
E voi, dunque, come vi sareste comportato? domand lei con dolcezza.
Oh, io non sono un granduomo, milady. Sono pi propenso a spezzare un osso allavversario caduto, o magari a fargli un po di solletico con la punta del pugnale: usato sui punti giusti non uccide, per pu rovinarti lesistenza per un bel po. Sorrise della propria arguzia, ma sotto lo sguardo fermo della regina cambi espressione poco alla volta. Infine si strinse nelle spalle. Se ho vinto, maest, preferisco che il mio nemico non si rialzi, magari pi infuriato di prima. Nella mia esperienza,  sempre meglio accertarsi che sia incapace di nuocere.
Margherita inclin la testa di lato, compiaciuta della franchezza del capo delle spie. Forse  per questo che mi fido di voi, mastro Brewer: capite certe cose. Io non mi lascerei mai sconfiggere dal nemico al solo scopo di preservare il mio onore, sempre che sia quella la posta in gioco. Sceglierei la vittoria e ne pagherei il prezzo.
Derry chiuse gli occhi per un istante, annuendo. Conosceva Margherita da quandera appena una ragazzina e aveva visto i complotti, le battaglie e i compromessi tramutarla in una donna subdola e vendicativa. Ritengo che abbiate avuto un colloquio con lord Somerset, mia signora. Ho forse ragione?
S,  cos. Lho messo a capo del mio esercito e sono certa che si dimostrer allaltezza. Oh, so che non gli piace rimettersi al mio consiglio, ma lo far se voi gli forzate la mano. Il giovane Somerset  come un rapace, forte nel fisico e nel cuore. Gli uomini lo amano, ne seguono il ruggito, ma non lasciatevi ingannare: suo padre non ha allevato uno sciocco. Lord Somerset teme che voi vogliate trattenerci qui, perdendo tempo a chiedere vettovaglie invece di prendercele da soli, o qualcosa del genere. Il suo unico pensiero, invece,  raggiungere Londra e mantenere gli uomini in forze. E non c nulla di male ad aver cura del mio esercito, Derry.
Il capo delle spie nascose la propria sorpresa alle parole della regina. Non si aspettava che Somerset ingoiasse il suo orgoglio e chiedesse a Margherita di dirimere la disputa. Un comportamento che suggeriva lealt e maturit e, per quanto strano, gli diede speranza. Milady, le forze di Warwick si concentrano soprattutto al Sud: i suoi seguaci provengono in gran parte dal Kent e dal Sussex, contee ribelli e dimenticate da Dio. Dobbiamo sopraffarle e liberare vostro marito, altrimenti...
Lo schianto dei bastoni richiam il suo sguardo sui due ragazzi, che avevano ripreso a duellare. Se re Enrico non fosse sopravvissuto, la dinastia dei Lancaster si sarebbe ridotta quasi per intero a quel principino di sette anni, con un bernoccolo in fronte, impegnato al momento nel tentativo di strangolare il rivale a mani nude.
Lo sguardo di Margherita segu la traiettoria del suo, poi la regina torn a fissarlo negli occhi, alzando le sopracciglia in unespressione interrogativa.
Comunque vada, prosegu lui dopo la liberazione il re dInghilterra dovr riportare la pace nel regno. Sussurrando le parole giuste alle orecchie delle persone giuste, re Enrico potrebbe diventare... un Art redivivo da Avalon, o un Riccardo tornato dalle Crociate. Potrebbe essere il sovrano legittimo restaurato sul trono... Altrimenti, rischia di diventare un altro Giovanni Senzaterra, inseguito per sempre dalle accuse di atrocit come dalla sua ombra. Abbiamo lasciato una scia di distruzione su mezzo territorio inglese. Centinaia di miglia di morte e rapina, e chi ci ha maledetti per simili scorribande ora star morendo di fame. Ragazzi, come questo che gioca con il principe, periranno perch i nostri uomini si sono impadroniti del loro bestiame e hanno divorato le loro sementi, lasciandoli senza niente da piantare in primavera!
La regina gli appoggi una mano sul braccio, interrompendo la sua indignata perorazione. Mentre parlava, Derry aveva continuato a seguire la lotta dei due bambini nel fango, per non guardare Margherita negli occhi. Ora si gir verso di lei e nel suo sguardo trov un misto di fermezza e rassegnazione.
Io... non ho le risorse per pagare i soldati, Derry. Almeno finch non avremo raggiunto Londra, e forse neanche allora. Dovranno combattere di nuovo ben prima che io abbia abbastanza nei miei forzieri per risarcirli, e chiss se saranno disposti a farlo. Sapete bene anche voi che, in mancanza di oro, si aspettano quanto meno di avere la briglia sciolta, come cani da caccia. Si pagano da s, con le razzie compiute strada facendo.
Sono parole di Somerset? domand Derry, in tono gelido. Se  davvero un comandante tanto abile, che trattenga i suoi cani per la collottola...
No, Derry. Siete il mio consigliere pi fidato, e lo sapete bene, ma questa volta chiedete troppo. Al momento porto i paraocchi: vedo soltanto Londra, davanti a me, e nientaltro.
Dunque non sentite lodore degli incendi nellaria, o i lamenti delle donne?
Derry la conosceva da anni, ma correva comunque un rischio a contraddirla in quel modo. Il volto della regina si era acceso, un rossore le aveva invaso gli zigomi per poi diffondersi fino alla gola, mentre il suo sguardo continuava a frugare gli occhi del capo delle spie, come se custodissero tutti i segreti del mondo.
 un inverno duro, mastro Brewer, e non accenna a finire. Per liberare mio marito e riconquistargli il trono, sono disposta a essere cieca e sorda anche davanti al male. E voi dovrete essere muto.
Derry inspir a fondo. Milady, sto diventando vecchio. A volte penso che sarebbe meglio rimpiazzarmi con un uomo pi giovane.
Derry, vi prego: non era mia intenzione offendervi.
Lui alz una mano. Non sono offeso. N vi lascerei mai priva della rete che ho impiegato tanto a tessere. A volte, mia signora, corro gravi rischi nel servirvi. Non lo dico come un vanto, solo come affermazione di fatto: incontro di continuo uomini spietati in luoghi oscuri e verr il giorno in cui non far ritorno. Quando accadr, voglio che sappiate che ho disposto tutto il necessario per la mia successione.
Gli occhi grandi e scuri di Margherita lo fissavano, incuriositi dal suo imbarazzo. Al cospetto della regina, Derry sembrava un ragazzino impacciato, con le dita strette in un nodo nervoso davanti alla vita. Se dovessi cadere, anche voi potreste essere in pericolo, milady. In quel caso, verr qualcun altro al posto mio e si far riconoscere con parole a voi familiari.
Che aspetto avr costui? sussurr lei.
 presto per dirlo, milady. Per il momento sono tre i candidati. Giovani, scaltri e di lealt indefettibile. Sopravviver solo uno di loro: sar lui a prendere le redini, se io dovessi lasciarle cadere.
Avete ordinato che si uccidano lun laltro, per stabilire quale debba restare al mio fianco?
Certo, milady. Niente ha valore se non si lotta per ottenerlo.
Capisco. Ma come sapr di potermi fidare di lui?
Derry sorrise, compiaciuto per la rapidit di pensiero della donna.
Poche parole, mia signora, che tuttavia per me hanno un grande significato.
Si zitt. Il suo sguardo vagava, perso tra il passato e il futuro in cui intravedeva gi la morte. Poi scroll la testa per scacciare quelle immagini.
Alice, la moglie di William de la Pole,  ancora in vita. Considero suo nonno, Geoffrey Chaucer, come il primo letterato dInghilterra, anche se non ho mai avuto loccasione di incontrarlo. Una volta lei us una sua frase per descrivermi; quando le chiesi cosa intendesse, rispose che era un pensiero ozioso, non un insulto. In ogni caso, mi  rimasto impresso. Mi aveva definito luomo che ride col pugnale sotto il mantello. Mi pare calzante per il lavoro che svolgo.
Scossa da un tremito, la regina si massaggi le braccia.
 una frase che mi d i brividi, Derry, ma forse avete ragione voi. Dar ascolto a chiunque mi chieder udienza presentandosi con quelle parole. I suoi occhi mandarono un lampo e lespressione si indur. Il vostro onore mi sar di garanzia, Derry Brewer. Avete meritato la mia fiducia, e non  cosa che io conceda con leggerezza.
Lui chin la testa, ricordando la giovane francese che aveva attraversato la Manica per sposare re Enrico. A trentanni, Margherita aveva ancora un fisico snello, la carnagione immacolata e una folta chioma castana, raccolta in una lunga treccia fermata da un nastro rosso. Altre donne alla sua et si riducevano, a furia di gravidanze, a vecchie giumente da tiro con la schiena rotta. Aver avuto un unico figlio era una rarit, ma grazie a ci lei conservava fianchi stretti e muscoli flessuosi e scattanti. A dispetto delle tante sofferenze e lutti era invecchiata bene, agli occhi di chiunque. Quelli di Derry, per, la guardavano con lesperienza accumulata in sedici anni e ne vedevano anche la nuova durezza, un lato di cui lui non sapeva se gioire o rammaricarsi. Linnocenza si perde a caro prezzo, soprattutto nel caso di una donna; tuttavia a sostituirla  sempre una stoffa migliore, per quanto macchiata di rosso. E, in fondo, le donne ogni mese si trovano a dover nascondere certe macchie. Forse era quello il cuore del loro segreto, del loro io pi profondo: costrette a occultare il sangue, lo conoscevano intimamente.
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3.
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Derry Brewer sent il vino caldo e speziato scendergli nella gola, raggiungere lo stomaco e diffondere il suo calore nel petto, procurandogli un po di sollievo dagli acciacchi che lo tormentavano. Il cavaliere seduto sullo sgabello di fronte annu lentamente e arretr il busto, ben consapevole del peso dellinformazione appena riferita. La locanda era stipata di soldati, che si accalcavano tuttintorno al loro angolo. Esaurite le scorte, loste si era gi ridotto a servire birra di scarto e fondi di bottiglia, eppure altri uomini continuavano a presentarsi speranzosi allingresso.
Derry aveva scelto un luogo pubblico per lincontro, confidando nella scarsa comprensione del suo mestiere dimostrata dai suoi nobili padroni. Non sembravano nemmeno sfiorati dal sospetto che un uomo potesse cavalcare da un campo allaltro per trasmettere informazioni di importanza cruciale. Appoggiandosi alle travi di quercia della parete, Derry punt lo sguardo su sir Arthur Lovelace. A dispetto della bassa statura, quelluomo era uno dei suoi informatori pi altolocati. Sentendosi scrutato, laltro si lisci i baffi, che gli scendevano folti sul labbro. Cera da immaginare che ingoiasse peli insieme a ogni boccone dei propri pasti. Derry laveva conosciuto dopo la battaglia di Sandal, quando aveva preso da parte un centinaio di cavalieri e capitani sconfitti. Aveva offerto qualche moneta a quelli rimasti senza un soldo e un consiglio a chiunque gli prestasse orecchio. Lo avvantaggiava la posizione che ricopriva alla corte di re Enrico: nessuno poteva dubitare della sua lealt, o mettere in discussione la bont della sua causa. Non dopo quella vittoria, almeno.
Grazie alla propria abilit oratoria, Derry aveva convinto un buon numero dei soldati di York a indugiare a Sheffield in attesa dellesercito della regina e a unirsi alle stesse schiere contro le quali avevano combattuto. Se quegli uomini non avessero avuto un bisogno disperato di cibo e denaro, sarebbe sembrata loro una follia. E forse si era persino rivelata tale, quando avevano scoperto che la regina non aveva niente di tutto ci da offrire. Cos avevano contribuito al saccheggio delle citt fedeli a York, solo per riempirsi lo stomaco e i borselli.
Lovelace non indossava i colori di alcuno stendardo, niente fregi su cotta o armatura che permettessero di riconoscerlo o ne tradissero lappartenenza mentre attraversava laccampamento. Per precauzione gli era stata comunicata una parola dordine e lindicazione di chiedere di Derry Brewer, cos che potesse passare senza problemi alleventuale vaglio delle guardie, ma di fatto era arrivato al cuore dellesercito della regina senza che unanima si prendesse il disturbo di sbarrargli il passo. In altre circostanze, Brewer si sarebbe infuriato: avrebbe convocato i comandanti della guarnigione e ribadito loro, per lennesima volta, limportanza di tenere spie e sicari lontani dai centri nevralgici dello schieramento, dove potevano causare danni enormi.
Lovelace si chin in avanti e abbass la voce, riducendola a un mormorio febbrile. Il tanfo di sudore lo circondava come unaura. Aveva galoppato a rotta di collo per comunicare ci che sapeva al capo delle spie. Vi rendete conto di quanto sia vitale quello che vi ho riferito, mastro Brewer? Ho consegnato Warwick nelle vostre mani, gi spiumato, unto e legato con lo spago...  pronto per lo spiedo.
Il Marinaio gli ramment Derry, di riflesso. Per anni Warwick era stato capitano di Calais; si diceva che amasse molto il mare e le navi di quella citt. E, secondo gli accordi, linformatore non avrebbe mai dovuto pronunciare il vero nome delle personalit di spicco. Evidentemente continuava a dimenticarsene. Derry, invece, preferiva comportarsi sempre come se avesse alle spalle il suo peggior nemico, pronto a origliare e trasmettere ad altri tutto ci di cui lui fosse venuto a conoscenza.
Latmosfera nella taverna si stava intanto scaldando, a mano a mano che i soldati ne prosciugavano la cantina. Nella ressa, qualcuno spinse verso il loro tavolo uno sconosciuto dai capelli rossi, che barcoll e si salv dalla caduta solo allultimo, mettendo le mani in avanti. Luomo scoppi a ridere e stava per girarsi a protestare contro i responsabili quando una lama gelida si pos sul suo collo, smorzandone la voce.
Fai pi attenzione, figliolo gli sibil Derry allorecchio. E adesso, fuori dai piedi.
Lo raddrizz con uno spintone e poi rest a scrutarlo mentre, con gli occhi sgranati, si dileguava tra la folla. Una semplice coincidenza, dunque, niente di cui preoccuparsi. Una volta o laltra, per, a Brewer sarebbe toccata una sorte diversa e sarebbe caduto colpito da una lama per finire nella terra gelida. Peccato, avrebbe forse detto la gente ma in fondo  stata la volont di Dio. Comunque la vita deve continuare. Lo ricorderemo spesso e con affetto...
Brewer? Schioccando le dita, Lovelace lo richiam al presente.
Derry batt le palpebre, poi gli scocc unocchiataccia.
Sei ancora qui? Ormai la tua informazione lhai riferita. E mi sar utile... purch sia la verit.
Lovelace si sporse di pi, facendosi tanto vicino da investire laltro con il suo alito pesante, che sapeva di cipolla.
Non ho tradito il Marinaio per niente, mastro Brewer. Al nostro primo incontro, in quella taverna di Sheffield, distribuivate monete e promesse a piene mani. Inspir a fondo e prosegu, con un tremito di speranza nella voce. Ricordo che avevate accennato al titolo di conte di Kent, a tuttoggi vacante. Quel territorio  ancora privo della guida di un uomo fidato, da incaricare del prelievo di tasse e decime in nome del re. Avevate indicato proprio quel frutto dolce e maturo come possibile ricompensa per chi vi avesse consegnato Warwick.
Capisco replic Derry. Poi si zitt, fingendo di rifletterci solo per il gusto di tenere laltro in sospeso. E per punirne la stupidit: aveva ancora una volta nominato espressamente Warwick, sebbene si trovassero in un luogo affollato dove chiunque poteva sentirli, se non addirittura cascare loro in grembo, come poco prima.
Io ho compiuto la missione! insistette Lovelace, con il collo gonfio e il volto paonazzo. Le vostre promesse non valgono dunque nulla?
Ti ho detto io stesso di presentarti nel nostro accampamento senza stendardi n colori sulla cotta o lo scudo che potessero attirare lattenzione. Per raggiungere questa osteria sei passato davanti a diecimila uomini. Ora ti chiedo: uno solo di loro ti ha forse afferrato per un braccio, pretendendo di sapere chi sei?
Intimidito dallintensit nello sguardo del capo delle spie, Lovelace rispose con un cenno negativo della testa.
E, mio buon cavaliere, non ti  venuto in mente che, mentre venivi da me, altri miei uomini restavano ad aggirarsi nellaccampamento che ti sei lasciato alle spalle? Per non parlare di quelli disseminati ovunque nel Sud, a fingere di trasportare secchi dacqua e lucidare armature quando in realt osservano, prendono nota e ricordano ogni dettaglio... E allora, credevi forse che fossi cieco, senza i tuoi occhi?
A poco a poco la speranza svan dallo sguardo di Lovelace. Infine, luomo chin la testa. Certo, essere elevato al rango di conte e ammesso a corte poteva sembrare un sogno impossibile per un soldato comune, o persino per un cavaliere con un castello e qualche fattoria nel suo feudo, ma in tempo di guerra si erano viste succedere cose anche pi strane. E forse Lovelace aveva moglie e figli da qualche parte, una famiglia che contava sulla sua paga, sulla sua astuzia e magari su un pizzico di fortuna.
La povert  un padrone spietato. Scrutando meglio il cavaliere abbacchiato, Derry ne not il mantello logoro e si domand se quella barba folta non fosse solo dovuta al fatto che non aveva i soldi per pagare un barbiere. Sospir. Fosse stato pi giovane, si sarebbe alzato, gli avrebbe battuto una mano sulla spalla e lo avrebbe lasciato l, senza preoccuparsi se quelluomo rischiava un pestaggio, una rapina o una qualunque altra sventura sulla strada del ritorno.
Sebbene il pensiero lo facesse infuriare, sapeva che let aveva smussato i suoi angoli, insegnandogli a intuire la sofferenza altrui e a immedesimarvisi anzich riderne. Forse era davvero venuto il momento di ritirarsi a vita privata. I suoi rimpiazzi pi giovani erano pronti a vedersela tra loro la sera stessa in cui lui non avesse fatto ritorno. In teoria, nessuno dei tre conosceva il nome degli altri, ma Derry era pronto a scommettere lultima moneta della sua borsa che in realt li avevano gi scoperti. Uccidere un avversario armato  un buon modo di evitarne il pugnale, ma chiunque facesse il mestiere di Derry sapeva che  molto meglio liquidarlo prima ancora che sappia di essere tuo rivale.
Il suo volto non trad nessuno di quei pensieri mentre i suoi occhi continuavano a scrutare Lovelace, che ancora non si capacitava di aver venduto Warwick per una pinta di birra scura. Il capo delle spie non poteva azzardarsi a depositare un pezzo doro o dargento sul tavolo, davanti a tutti quei soldati: tanto valeva stendere lui stesso Lovelace con un pugno e risparmiarsi la moneta. Invece allung la mano ad afferrare quella del cavaliere e nel farlo gli premette sul palmo un mezzo noble. Il poveretto abbass lo sguardo sulle loro mani allacciate e strizz le palpebre, per limbarazzo e il sollievo. Come compenso non era granch, ma sarebbe bastato a pagare una dozzina di pasti, forse persino un mantello nuovo.
Che Dio sia con te, figliolo disse Derry, alzandosi in piedi. Confida nel re e andr tutto bene.
Anche in quella notte di luna nuova, Edward di York riusciva a vedersi le mani alla luce delle stelle. Si rigir la sinistra davanti agli occhi, osservando il movimento delle proprie dita: gli ricordavano unala bianca. Sedeva su uno spuntone di roccia, sul ciglio di una montagna gallese di cui non si era preso la briga di chiedere il nome, i piedi a penzolare nel vuoto. A un certo punto un sasso si era staccato dalla parete ed era rotolato nel burrone. Non laveva sentito toccare il fondo. Sotto di lui si spalancava un abisso, ma loscurit era cos densa e compatta da dargli limpressione di poterci camminare sopra.
Il pensiero gli strapp un sorriso da ubriaco e lui tese un piede, sondando laria come in cerca di un ponte dombra in grado di condurlo sul lato opposto della valle. Il movimento lo sbilanci in avanti; con uno spasmodico colpo di reni ritrov lequilibrio e il panico svan repentino comera venuto. Non sarebbe caduto, di questo era certo. Aveva in corpo abbastanza alcol da stroncare un uomo pi debole, ma non lui. E Dio non gli avrebbe certo permesso di schiantarsi sulle rocce gallesi. Non poteva finire cos, non con quanto ancora restava da fare. Annu tra s e la testa pesante continu a oscillare da sola, su e gi.
Sent i passi e le voci basse di due uomini, a non pi di una dozzina di iarde alle sue spalle. Lentamente alz il capo e realizz che in quel buio non potevano vederlo, accucciato a terra comera. Forse alla luce gelida delle stelle lavrebbero potuto scambiare per un fantasma e, se fosse stato di umore diverso, sarebbe scattato in piedi ululando, solo per spaventarli; ma era troppo cupo per certi scherzi. Loscurit della notte gli era penetrata in corpo. Senzaltro era per questo che quei due non lavevano notato, mentre lui riusciva a distinguerli senza sforzo: avevano la pelle bianca, al contrario della sua che aveva assorbito la tenebra e continuava a berla, riempiendolo fino a dargli limpressione di scoppiare. Limmagine gli sembr interessante, cos torn a mettersi comodo per rimuginarci su. Intanto, alle sue spalle gli uomini seguitavano a parlare.
Questo posto non mi piace, Bron. Non mi piacciono le colline, la pioggia n gli stramaledetti gallesi che ci guardano in cagnesco dalla porta delle loro capanne. Tutti ladri, dal primo allultimo. Rubano qualunque cosa non sia fissata al terreno. Il vecchio Nasomozzo si  ritrovato senza sella, due giorni fa, e dubito che se ne sia andata con le sue gambe. Non  un posto dove attardarsi, te lo dico io. E invece siamo ancora qui.
Be, amico, se fossi tu il duca potresti riportarci in Inghilterra. Ma visto che non lo sei, dobbiamo aspettare lordine di padron York prima di rimetterci in cammino. Personalmente non ho niente in contrario, anzi. Preferisco restarmene qui con le mani in mano che andare a marciare e combattere laggi. Lascia che quel ragazzone anneghi in santa pace il lutto per il padre e il fratello. Il vecchio duca era un granduomo. Fossi stato suo figlio, mi stordirei anchio a forza di bere. Alla fine ne verr fuori. Oppure morir di crepacuore. In un caso o nellaltro, noi non possiamo farci niente.
Edward di York li scrutava, nel buio. Uno dei due si confondeva con la roccia cui era appoggiato, come ununica, grande ombra. Laltro se ne stava in piedi, lo sguardo fisso sulla vasta distesa di stelle a nord, sempre pi fulgida con lavanzare della notte. Il giovane signore si era indispettito nel sentire semplici cavalieri, o forse picchieri, discutere del suo lutto  un dolore intimo, privato  come se si trattasse del tempo o del prezzo di una pagnotta. Scatt in piedi, barcoll rischiando di cadere e poi rest l a oscillare, incerto sulle gambe. Aveva un fisico imponente e con il suo metro e ottantadue svettava su tutti gli uomini del proprio esercito. La sua sagoma si stagli nera contro il cielo stellato, oscurandolo, e i due si zittirono davanti a quellapparizione muta e improvvisa che incombeva su di loro.
Chi siete, voi, per dirmi come devo o non devo manifestare il mio dolore? sbott York, biascicando.
Colti dal panico, i soldati girarono sui tacchi e si precipitarono a rotta di collo gi dal pendio, fino a raggiungere il declivio pi dolce sullaltro lato. Edward rest a ruggirgli dietro parole senza senso, avanz barcollando di qualche passo, poi inciamp nei suoi piedi e stramazz a terra. Dalla bocca gli usc un fiotto di vino stantio e umori trasparenti, mescolati in una sostanza tanto acida da bruciargli la pelle escoriata.
Vi trover! Non potete sfuggirmi, insolenti figli di puttana...
Si gir sulla schiena. Mentre sprofondava nel sonno, gli venne da pensare che non sarebbe mai riuscito a riconoscerli. Poi cominci a russare, la montagna gallese alta sopra di lui, ad ancorarlo a terra mentre in cielo le costellazioni seguivano il loro corso.
Pioveva con forza quando i nobili al servizio di Margherita si riunirono sotto la tenda; lacqua affossava la tela, inzuppandola fino a far cigolare i pali di sostegno sotto il suo peso. A braccia conserte, Derry Brewer pass in rassegna con lo sguardo i comandanti pi anziani della regina. Tra i membri dellassemblea, Henry Percy aveva perso pi di chiunque altro. Il conte di Northumberland aveva i tratti di famiglia impressi sul volto: bastava il gran naso aquilino a identificarlo come un Percy fatto e finito. Il prezzo pagato da quel clan in termini di vite conferiva al giovane una certa gravit; inoltre, Derry aveva limpressione che le morti del padre e del fratello lavessero reso pi maturo, insegnandogli a non parlare a sproposito e a mostrare un contegno dignitoso, come un mantello appoggiato sulle spalle. Sarebbe stato un buon condottiero nella battaglia imminente contro Warwick; invece era stato Somerset, meno esperto di lui, a vedersi assegnare il comando dellesercito. Derry si concesse unocchiata furtiva alle guance rosee e alla figura attraente della regina, seduta con aria pudica in un angolo. Se era vero che, in mancanza del marito, aveva cercato consolazione tra le braccia di Somerset, di certo lo aveva fatto con grande discrezione. A venticinque anni suonati Henry Beaufort, duca di Somerset, era ancora scapolo. E gi solo questo bastava a suscitare parecchie chiacchiere. Per zittire le malelingue, bisognava indurlo a prendere moglie al pi presto: una qualche giumenta di razza, giovane e forte, con la quale generare un paio di robusti marmocchi.
Tra i signori convocati dalla regina cera anche una mezza dozzina di baroni minori. Fu una soddisfazione per Derry vedere lord Clifford relegato con loro sulle panche, doverano rimasti a dimenarsi come scolaretti in attesa di uninterrogazione. Sul campo di Wakefield, appena ucciso Edmund di York e orgoglioso del proprio trionfo, Clifford aveva sventolato il pugnale insanguinato sotto il naso del padre del ragazzo. Difficile farsi piacere un uomo capace di un gesto tanto spregevole, quandanche per il resto fosse stato un esempio di virt; ma Derry lo giudicava oltretutto pomposo e debole. Un idiota senza valore, in sostanza.
Stando a quanto riferiva la rete di spie di Derry, il racconto della morte del figlio di York era gi dilagato ai quattro angoli del paese. Erano incredibili la rapidit e lampiezza con cui si era diffusa quella voce, come se volasse su ali proprie, insieme alle storie secondo cui la regina calava verso sud accompagnata da unorda di barbari urlanti del Nord e di selvaggi col volto dipinto, scesi dalle montagne scozzesi. Peggio ancora, si diceva che li avesse marchiati lei stessa, affondando le mani nel sangue dei caduti e in quello di York, godendo della distruzione di ragazzi innocenti. Quei racconti si erano cos radicati che Derry non poteva fare a meno di chiedersi se fossero davvero pettegolezzi crudeli ma spontanei, e non piuttosto il frutto di una mente come la sua, allopera nellombra.
Il suo scrivano fin di leggere la lunga descrizione dellesercito di Warwick, un quadro che Derry aveva tracciato combinando e confrontando i rapporti di dozzine di informatori come Lovelace, finch gli era parso abbastanza accurato. Certo, restava il rischio che le posizioni cambiassero, e lo spostamento di un esercito era in grado di ribaltare le sorti di una battaglia prima ancora che cominciasse, ma per una volta Derry si sentiva sicuro delle proprie conclusioni. Warwick si era trincerato. Leventualit che potesse muoversi appariva piuttosto remota. Con un cenno di ringraziamento al suo uomo, il capo delle spie rest in attesa di domande e obiezioni.
Il primo a sollevarne fu proprio il barone Clifford, con un raglio talmente stridulo da fargli digrignare i denti.
Se ho capito bene, mastro Brewer, pretendereste da noi che muovessimo i nostri uomini come pezzi su una scacchiera?  cos che si combatte una guerra, secondo voi?
Derry prese nota di quel noi. Da sei anni Clifford cercava di equipararsi ai nobili che avevano perso il padre, come il conte Percy di Northumberland e Somerset. Quei due in particolare non sembravano portargli rancore, ma nemmeno gli dimostravano un grande affetto. In ogni caso, le domande di Clifford suonavano retoriche e Derry prefer non replicare. Meglio lasciare che il barone si sgolasse da solo.
Ebbene? Dovremmo forse permettere a spie e infidi tagliaborse di decidere la strategia di un esercito reale sul campo? tuon Clifford.  inaudito! A sentir simili discorsi, si direbbe che persino Warwick abbia un senso dellonore superiore al vostro! Dite che si  accampato sulla strada di Londra, pronto ad affrontarci a viso aperto. Ed  proprio cos che gli uomini onorevoli fanno la guerra, Brewer: senza sotterfugi, menzogne o trucchi di bassa lega. Sono allibito da quanto ho udito qui oggi. Allibito.
Margherita non profer parola e questo indispett Derry. Al Nord la regina aveva sperimentato parte delle gioie e dei supplizi del comando diretto e non li aveva trovati di suo gusto. A peggiorare le cose, Derry sospettava che Somerset lavesse convinta in privato a delegargli la propria autorit. Era lui luomo da convincere, non Clifford e nemmeno il conte Percy, per quanto lappoggio di uno dei due al piano che aveva proposto gli avrebbe facilitato il compito.
Lord Clifford esord. Non poteva dire apertamente che lo considerava un vecchio idiota, ma cerc in ogni caso di parlare con lentezza, per accertarsi che capisse. Un uomo con la vostra preparazione ed esperienza sapr certo delle molte battaglie vinte grazie alle manovre di uno schieramento prima ancora dello scontro vero e proprio. Non sarebbe la prima volta che una fortezza viene conquistata dal fianco.  questo il mio suggerimento. Il mio compito, la mia responsabilit,  di fornire a lor signori tutte le informazioni necessarie.
Clifford apr la bocca per ribattere ma Derry prosegu, imperterrito e in tono ancora pi gelido.
Milord, Warwick ha tramutato in fortezza la strada per Londra, con cannoni, reti uncinate, fossati, contrafforti e ogni ostacolo possibile per sbarrarci il passo. Tutti i miei rapporti... Si zitt per un attimo, quando Clifford si lasci andare a uno sbuffo di scherno. Poi ribad: Tutti i miei informatori confermano che il suo esercito prevede il nostro arrivo da nord, signori.  in quella direzione che Warwick ha puntato le sue bocche da fuoco e le sue picche. Aggirarle ed evitare lo schieramento pi fitto delle difese  puro e semplice buon senso.
E mostrare cos che temiamo un esercito inferiore al nostro? sbott Clifford, esasperato. Dimostreremmo ai nostri alleati che prendiamo sul serio i cani Neville, che rispettiamo i traditori e li trattiamo da pari, anzich schiacciarli come vespe morte, da spazzare via e da bruciare. In base a quei medesimi rapporti, mastro Brewer, il nostro esercito  superiore di cinquemila uomini. Lo negate, forse? E sono gli stessi uomini che hanno sconfitto York! Siamo pi numerosi e ben pi valorosi dei contadini del Kent e dei mendicanti di Londra raccattati da Warwick. E voi pretendereste di farci avanzare furtivi e guardinghi quanto un ladruncolo di mele in un frutteto? Lo chiedo a tutti i presenti: che ne sarebbe del nostro onore?
Le vostre parole sono eloquenti, milord ribatt Derry, a denti stretti. Ma il mio piano offre la possibilit di risparmiare le vite degli uomini sotto il vostro comando. Potremmo infliggere un danno notevole  o persino un colpo letale  a Warwick, senza sacrificare inutilmente i nostri soldati sulle sue fortificazioni. Una prospettiva che non mi sembrerebbe poi tanto onorevole...
Credo possa bastare lo interruppe Somerset, in tono misurato e alzando una mano. Ripetere unargomentazione non la rende pi forte. Ritengo che il succo sia ormai chiaro a tutti.
S, milord rispose Derry. Grazie.
Prese posto su una sedia traballante; una fitta al ginocchio sinistro, che minacciava di tramutarsi in crampo, lo fece trasalire. Era intirizzito, anchilosato e stufo marcio di discutere con quei mocciosi imbecilli che lo superavano per rango. Era rimasto troppo a lungo lontano da re Enrico: la fonte primaria della sua autorit si era ormai esaurita. Cera stato un tempo in cui Derry Brewer era temuto da tutti per la sua prossimit agli uomini di potere, e al pi potente in assoluto. Adesso invece gli toccava sudare per convincere somari come Clifford, tirandoli per la cavezza nel tentativo di costringerli ad abbassare il naso puntato in aria.
Io non ho paura dellesercito di Warwick dichiar il duca di Somerset.
Certo che no! bofonchi Clifford, subito zittito da unocchiata di monito.
 vero che ha avuto pi di un mese per preparare le sue difese, mentre noi marciavamo verso sud con la lentezza di una combriccola di lavandaie. Alz di nuovo la mano a placare un brusio di protesta. Calma, signori. So bene che gli uomini dovevano mangiare, ma il risultato  stato concedere tempo a Warwick e, data la sua ricchezza, non dubito che egli abbia sfruttato al meglio le risorse di Londra. Oltretutto, il solo fatto di avere il re nelle proprie mani gli concede un ascendente notevole. Sebbene prigioniero, sappiamo tutti che sua maest non cercher aiuto n tenter la fuga. Anche tenuto conto di tutto ci, per, Warwick dispone comunque soltanto di un piccolo assembramento di ragazzi del Kent e di Londra, con pochi rinforzi del Sussex e dellEssex. Quindi non temo quellesercito... ma bisogna ricordarne un altro.
Fece correre lo sguardo sui nobili intorno a s, indugiando per un istante su Margherita, che per tenne gli occhi bassi, puntati sulle dita intrecciate in grembo.
Il figlio di York, Edward... Che a questo punto mi sembra giusto chiamare York. Da duca di March, comandava non pi di qualche migliaio di unit nel Galles, eppure  riuscito a spezzare le forze di tre Tudor, uccidendo il padre e costringendo i figli alla ritirata. Forse dopo quella vittoria non ha reclutato altri seguaci sotto il suo stendardo, ma il paese pullula di giovani pieni di rancore e pronti a rispondere alla sua chiamata. Quello di York  un casato reale e una vera minaccia per noi. Se Edward unisse le forze con Warwick, il loro esercito sarebbe quasi pari al nostro e comunque la differenza numerica sarebbe troppo esigua per non suscitare preoccupazioni. Scosse la testa. Come Warwick, anchio preferirei affrontare il nemico faccia a faccia, entrambi pronti a combattere e morire. Ma a tempo debito il figlio di York ci muover contro... e potrebbe colpirci dal fianco.
Si zitt per riprendere fiato e torn a guardare lassemblea.
Miei lord, milady, mastro Brewer: non possiamo permettere a Warwick di dettare le regole dello scontro, con il rischio di lasciarci sorprendere tra il suo schieramento e quello di York. Non dobbiamo danzare al ritmo della loro musica. Se gli informatori riferiscono di una fortezza con un punto debole nel fianco, i miei ordini sono di approfittare del vantaggio che ci viene offerto. Non vedo alcun onore nellinviare migliaia di uomini a morire contro una posizione ben fortificata, lord Clifford. Persino Cesare sapeva cogliere le occasioni propizie, manovrando sul campo. E forse addirittura su questi stessi campi, John!
Alla vista dei sorrisi e dei cenni di assenso rivolti da Clifford a Somerset, Derry prov una rabbia cocente. Gli era intollerabile saperlo a suo agio in quel consesso. Forse era un altro sintomo di vecchiaia, ma non pot lasciar correre.
Inoltre, se mi  permesso spiegarlo al barone Clifford, milord, c una bella differenza tra abbattere un ragazzo ferito mentre  in fuga e attaccare una difesa solida che...
Brewer! Tenete a freno la lingua! sbott Somerset prima che Clifford, scioccato, riuscisse a reagire. Meglio ancora, andatevene! Come osate parlare in tal modo davanti a me? Mi riservo di decidere la vostra punizione. Fuori!
Derry sprofond in un inchino davanti a Margherita, ribollendo di collera pi contro se stesso che contro chiunque altro nella tenda. Prov una cupa soddisfazione nellaver almeno detto chiaro e tondo di quale crimine si fosse macchiato Clifford. Il figlio di York aveva diciassette anni e non rappresentava una minaccia per nessuno mentre scappava dal campo di Sandal. Per la verit, non era certo che il ragazzo fosse davvero ferito, ma aveva aggiunto il dettaglio per additare Clifford come un uomo prepotente e vendicativo persino pi di quanto fosse in realt.  cos che si alimentano le voci.
Usc dalla tenda con la schiena dritta, ben consapevole di aver superato il segno. Al freddo dellaria aperta, e a mano a mano che la sua rabbia sbolliva, si sent sempre pi vecchio e stanco. Clifford avrebbe potuto sfidarlo, ma era improbabile che si abbassasse a tanto, o che si arrischiasse a un duello davanti a testimoni. Derry aveva la giovinezza alle spalle, ma sarebbe comunque riuscito a sfondargli il cranio se Clifford gliene avesse offerto loccasione, e il pallone gonfiato lo sapeva bene. No, la risposta sarebbe stata un colpo di pugnale sferrato nel buio, o vibrisse di gatto mescolate al cibo, per fargli vomitare sangue.
Alz gli occhi, velati di sconforto, sul campanile della chiesa del villaggio, costruita sui terreni della famiglia Stokker di Wyboston. Non era abbastanza alto per proteggerlo dai sicari mandati nottetempo a cercarlo. Lunica soluzione era restare sveglio e mai da solo. Non si rimprover di aver provocato Clifford, come gi Somerset. La morte di York aveva creato un vuoto di potere intorno a Margherita; con la scomparsa del suo nemico pi acerrimo e il protrarsi della prigionia del marito, la regina aveva perso parte della combattivit che laveva animata per anni, come se non fosse pi sicura della direzione da prendere. In quel vuoto si erano fatti avanti uomini come Somerset: giovani brillanti e ambiziosi, con lo sguardo rivolto al futuro. Mentre gli idioti imbelli come Clifford non dovevano che limitarsi a scegliere quale campione adulare.
Naturale che quei giovani cedessero alla lusinga e puntassero ancora pi in alto. Dopo anni a tendere le mani sul trono, come se gli spettasse di diritto, adesso Richard di York era morto, e con lui Richard Neville, conte di Salisbury. Restava da sistemare un ultimo fastidio: la presenza di re Enrico, un povero innocente prigioniero di uomini che avevano tutti i motivi di odiarlo. E la verit era che, se fosse morto, la regina non lavrebbe pianto a lungo. Derry aveva visto come le brillavano gli occhi quando si posavano su Somerset. Era impossibile non notarlo, sapendo dove guardare.
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Allimbrunire si lev un vento gelido, persino pi freddo di quello che li aveva tormentati durante il giorno. La testa china per proteggersi dalle folate, i soldati della regina si allontanarono dalla strada maestra che conduceva a Londra. Eseguendo gli ordini di Somerset, lasciarono le grandi pietre piatte del lastricato e tagliarono verso ovest, facendo scricchiolare il terreno ghiacciato sotto gli stivali. Il tragitto era segnato dagli esploratori a cavallo che, fermi a diverse altezze lungo la pista, agitavano le fiaccole per indicare la direzione verso Dunstable. Era la deviazione suggerita da Derry, sulla quale far sparire quindicimila uomini con il favore del buio e lasciare le sentinelle di Warwick ad attenderli invano da nord.
Dopo la riunione in cui il capo delle spie aveva provocato lord Clifford, fino a ridurlo paonazzo di rabbia, Derry non aveva ricevuto minacce o visite sospette. Comunque era rimasto sul chi vive, conoscendo bene gli uomini come Clifford e il loro spirito vendicativo. Nemmeno Somerset aveva pi fatto parola dellinsulto di cui era stato testimone, come se preferisse fingere di non aver visto niente e passare oltre. Nel caso avesse cambiato idea, la sua reazione pi probabile sarebbe stata ordinare una pubblica fustigazione, eseguita senza remora alcuna davanti a tutti i soldati schierati. Per parte sua, Clifford non aveva n lautorit n la virilit per iniziative simili. Era pi un tipo da agguati alle spalle. Di conseguenza, pur restando in attesa e valutando la situazione, Derry aveva cominciato a predisporre un piano per liquidarlo senza sollevare scalpore. La strategia richiedeva cautela. Far sparire un barone dalla faccia della terra non era impresa da poco, anche per il capo delle spie del re.
In una parata di torce, la colonna di uomini in marcia svegli gli abitanti atterriti di Dunstable con limposizione ormai consueta di consegnare vettovaglie e bestiame. Ma, vista la stagione, alla gente del posto non era rimasto poi molto. Gran parte delle scorte era stata consumata durante i mesi pi rigidi dellinverno.
Per una volta, la regina Margherita e suo figlio erano presenti, a cavallo, a supervisionare lesercito che sfilava attraverso la cittadina. Non ci sarebbero state violenze sotto gli occhi della sovrana; o, almeno, non dove la luce le avrebbe rese palesi. Derry non aveva dubbi che il risultato sarebbe stato un bottino ben pi misero. Sent gridare da un vicolo e avrebbe inviato qualcuno a indagare armato di randello, se Somerset non lavesse preceduto con il medesimo ordine. Al ritorno sulla strada principale, il drappello incaricato di controllare trascinava con s una dozzina di soldati che strepitava per le percosse. Alcuni cercarono di ribellarsi, finch un capitano non chiar la situazione: volendo, avrebbe potuto trattarli da disertori. La minaccia li zitt come il morso in bocca a un cavallo. Le pene draconiane previste per tale reato avevano lo scopo di scoraggiare chiunque fosse tentato di provarci, magari durante le ore buie e fredde di un turno di guardia notturno. Si tramandavano oralmente, affinch anche le reclute analfabete avessero bene impresso in mente il supplizio del ferro e del fuoco. Ciononostante, le notti di febbraio erano abbastanza lunghe da occultare quasi ogni trasgressione.
Quando infine lesercito lasci Dunstable, nelle botteghe e nelle case non era rimasta nemmeno una briciola. Laria era piena di lamenti mentre i soldati si allontanavano, trascinando i piedi controvento e stringendo le armi nelle dita intirizzite. Superati i confini della citt, il cielo cominci a schiarire. Poco oltre sorgeva unantica foresta di querce, agrifogli e betulle, abbastanza fitta da inghiottire persino quella moltitudine. Protetti dallintrico del sottobosco e nellombra gettata dalla volta di rami, poterono infine fermarsi a mangiare. Sapevano che il riposo serviva soltanto a raccogliere le forze in vista della battaglia, quindi impiegarono il tempo ad affilare le lame e ungere il cuoio. Chi soffriva per un dente guasto si offr alle tenaglie di ferro brunito dei maniscalchi. Gli inservienti e gli aiutanti di campo misero a bollire calderoni di cipolle e tagli filamentosi di selvaggina. La porzione toccata a gran parte della truppa era appena una tazza; acqua calda e oleosa o poco pi, che tuttavia ciascuno stringeva con cura gelosa, sorbendone ogni goccia e schioccando le labbra.
Gli uomini autorizzati alla caccia sgusciarono via in cerca di pernici, conigli, volpi, ricci ancora in letargo o qualsiasi altra creatura. Allinizio della campagna i cacciatori venivano pagati per le loro fatiche; ormai i soldi erano finiti, ma loro avevano comunque tenuto fede allincarico, remunerandosi da soli con una parte pi cospicua delle prede. Uno si era addirittura impuntato a tenere per s tutto ci che catturava. Una sera aveva divorato unottima lepre, cuocendola su un fuocherello sotto lo sguardo affamato dei commilitoni. Lindomani mattina, lavevano trovato impiccato a un ramo. Nessuno laveva sentito gridare. Era inevitabile che una lunga marcia mietesse le sue vittime. Alcuni stramazzavano a terra, vinti dalla fame e dalla stanchezza; altri uscivano dai ranghi, vagando smarriti e con lo sguardo vuoto. Talvolta venivano rimessi in riga a frustate. Talaltra restavano accasciati sul ciglio della strada, a esalare in solitudine lultimo respiro mentre i compagni ancora in marcia li fissavano, passando, con spudorata curiosit.
Una volta scaldati gli stomaci con un po di zuppa, lesercito si rimise in cammino, avanzando nellalba grigia verso lorizzonte dove il sole cominciava a spuntare. Erano ancora forti e determinati quanto bastava. Aggirarono St Albans sulla destra, cos da sorprenderla da sud-ovest. Alcuni sorridevano mostrando i denti, immaginando lo sconcerto e il terrore degli uomini di Warwick alla vista di unorda intera di straccioni che li coglieva alle spalle.
In sella a un castrato nero e lucido, Richard Neville, conte di Warwick, teneva lo sguardo puntato sulla strada che arrivava da nord. Il cielo mattutino era terso, ma il vento gelido lo intirizziva fin nelle ossa. La collina e la citt di St Albans sorgevano alle sue spalle, sovrastate dallabbazia. Il pensiero gli suscit una punta di irritazione: ricord labate Wheathampstead che, in pompa magna, dispensava consigli in qualit di testimone della battaglia avvenuta l sei anni prima. Warwick aveva giocato un ruolo centrale in quella vittoria di York e non riusciva proprio a capire come il vecchio potesse arrogarsi il diritto di ripetergli con tanta condiscendenza dettagli di uno scontro di cui lui stesso era stato protagonista. Per buona parte della serata precedente, labate si era speso in descrizioni macabre, paludate in un tono di grande affetto.
Richard scroll la testa per sgomberarla da ogni distrazione. Ora doveva pensare soltanto alla regina e allesercito che gli muoveva contro da nord. Strano che non fossero gi arrivati. Finora, per qualche motivo, Margherita aveva indugiato e lui aveva messo a buon frutto il tempo concesso, incarnando la sua rabbia e il suo lutto in fossati e piazzeforti. La strada per Londra non esisteva pi. Il suo esercito aveva scavato lunghe trincee nel terreno, per impedire una carica di cavalleria. Le fucine londinesi avevano forgiato innumerevoli uncini, lame ricurve poi annodate a mano alle corde; le reti uncinate non erano una difesa impenetrabile, ma se un uomo ci cascava dentro rischiava di uscirne con le carni a brandelli. Il piano di Warwick era di ridurre quanto pi possibile la superiorit numerica dellesercito nemico, decimandone i ranghi e sfinendo di ferite i superstiti. Solo allora avrebbe inviato i suoi ultimi tre battaglioni, diecimila unit in tutto, a spezzare la resistenza e infrangere ogni residua speranza di Lancaster. Corrug la fronte, riflettendo sulle poche forze rimaste allo stesso re Enrico.
Il sovrano riposava non lontano da dove il conte sorvegliava la vasta distesa dellaccampamento. Sedeva a pochi passi di distanza, ai piedi di una quercia spoglia, intento a fissare lintreccio dei rami sopra la sua testa. Sembrava in trance. Non era pi legato, ma daltronde la corda era superflua.
La prima volta che si era trovato davanti quel povero di spirito, Richard si era domandato se il re lo facesse apposta, da tanto recitava la parte alla perfezione. Cinque anni prima, era girata voce che si fosse risvegliato dal suo stato recuperando almeno in parte il proprio vigore virile. Warwick scacci il ricordo con unalzata di spalle. Ammesso che fosse vero allora, adesso non lo era pi.
Mentre il re continuava a fissare i rami, un rumore attir la sua attenzione. Aggrappandosi con le dita al terriccio, si guard intorno, affascinato dallagitazione intorno a s. Warwick sapeva che, se si fosse avvicinato, Enrico gli avrebbe chiesto cosa stava accadendo. E forse avrebbe anche intuito la risposta, ma non per questo avrebbe dato segno di volersi alzare. Il danno che aveva subito era irreparabile. Warwick ne avrebbe quasi avuto piet, se quella specie di affabile bambino non avesse causato la morte di suo padre. Data la situazione, per lui provava soltanto un gelido disprezzo. Enrico era il meglio che i Lancaster potevano offrire per il trono? Be, allora quella dinastia non meritava proprio di regnare.
Con uno schiocco della lingua e un rapido movimento di redini, Warwick fece voltare il cavallo. Aveva avvistato tre sagome che cavalcavano ai margini dellaccampamento e diede di sprone per raggiungerle. Due appartenevano a suo fratello John e allo zio Fauconberg, altri Neville sposati alla causa. La terza era quella di una roccia meno salda di quanto Richard avrebbe desiderato, sebbene John de Mowbray, duca di Norfolk, non avesse fatto niente per giustificare i suoi sospetti. La madre era a sua volta una Neville, ma lo stesso valeva per i fratelli Percy, che pure avevano preferito schierarsi a sostegno di re Enrico. Warwick sospir tra s. La guerra genera strane alleanze. In riconoscimento del rango e dellesperienza di Norfolk, gli aveva assegnato il prestigioso comando dellala destra, schierata un po pi avanti rispetto al resto dellesercito nel grande dispiegamento di blocchi alternati. Non era una coincidenza che quellincarico imponesse a Norfolk di affrontare il nemico per primo. Se davvero covava pensieri di tradimento, la posizione ne avrebbe limitato i danni, dando a Warwick il tempo di ingaggiare una disperata difesa dalla propria ala, pi arretrata.
Scroll appena la testa quando i tre uomini tirarono le redini. La morte di suo padre aveva privato il mondo di parte della sua gioia, corrompendone aspetti che un tempo Richard aveva dato per scontati, senza porsi domande. La scomparsa del vecchio aveva scavato un vuoto nella sua vita, una voragine cos abissale che lui si era appena azzardato a sbirciarla dal ciglio. Adesso vedeva ovunque nemici potenziali: non solo negli amici e nei sodali, ma persino nei fratelli e nei parenti.
Salut suo zio William, lord Fauconberg, con un cenno cortese del capo, ma quello avvicin il cavallo e tese il braccio finch Warwick fu costretto a stringerlo e poi a scambiare con lui un abbraccio impacciato. La somiglianza dello zio con suo padre non gli procurava alcun piacere; al contrario, rendeva le cose pi difficili e quando Fauconberg parlava del proprio stretto legame con il fratello maggiore, quasi rivendicandone la propriet per il rapporto pi antico, Warwick ne ricavava un risentimento cupo. Forse nel tentativo di consolarne i figli, Fauconberg aveva riferito loro molti episodi dellinfanzia del fratello, ma in mancanza della conferma o della confutazione diretta del protagonista nessuno di loro si era fidato delle sue parole. Agli occhi di Warwick, dei due era stato il padre luomo migliore. In pubblico, tutti e tre i fratelli trattavano lo zio con rispetto, ma Fauconberg si credeva destinatario di un affetto molto superiore a quello che i nipoti nutrivano in realt.
In quel momento, Warwick ne avvert lo sguardo sul volto come il tocco di una mano. In passato non aveva mai provato un fastidio particolare per i modi dello zio ma, dopo la morte del padre, i suoi occhi lucidi, il suo sentimentalismo e il suo stramaledetto vizio di mettergli le mani addosso lo mandavano su tutte le furie.
Scorgendo lespressione di Richard, che si incupiva, John Neville si sporse ad assestare una pacca energica sulla spalla di Fauconberg. I fratelli usavano quel gesto come un segnale cifrato, per comunicarsi lun laltro la rabbia intollerabile di vedere in quelluomo il pallido riflesso del padre. Naturalmente Fauconberg lo interpretava in tuttaltro modo: una manifestazione virile di inclusione e sostegno familiare. Quelle violente manate avevano rischiato pi di una volta di disarcionarlo dalla sella.
Warwick sorrise al fratello, ma i suoi occhi restarono gelidi. Almeno il titolo di barone di Montague aveva realizzato unambizione che John nutriva da una vita, sia pure al costo della morte di suo padre. Quanto a lui, era diventato conte anche di Salisbury, ereditando inoltre qualche altra dozzina di manieri, castelli e grandi ville, compresa quella in cui era cresciuto, a Middleham, e dove sua madre abitava ancora, in lutto stretto. Niente di tutto ci gli interessava, anche se John gli invidiava quelle terre che lavevano reso luomo pi ricco dInghilterra. Ormai il suo patrimonio superava persino quello di York, ma lui non sapeva che farsene, almeno finch gli assassini del padre erano ancora vivi e liberi di gozzovigliare, andare a puttane e godersela. Era inconcepibile che i suoi nemici prosperassero mentre le orbite vuote di Salisbury fissavano il mondo dalle mura di York. Richard non parlava mai di questa ulteriore onta, ma ne soffriva come di una ferita aperta. Tentare di recuperare la testa decapitata di suo padre sarebbe stato un suicidio. Dovevano lasciarla dovera, esposta a tutti gli elementi, e tirare avanti per la loro strada.
Riport lo sguardo sulla figura ora distante di re Enrico, seduto a sprecare le poche ore di luce invernale in sogni a occhi aperti. John avrebbe voluto farlo uccidere. In fondo era naturale: quando si  giovani, lunica giustizia che si riconosce  quella dellocchio per occhio, la vita di un padre per quella di un altro. Per parte sua, Warwick aveva limpressione che nemmeno i sudditi provassero grande affetto per il re; ma, finch restava in vita, Enrico costituiva un punto debole per la regina e i lord che le erano fedeli. Era come un taglio di carne grassa in una trappola per lupi, una succulenta esca regale al cui richiamo i suoi nemici non potevano restare indifferenti. Se invece lavessero ucciso, la regina Margherita avrebbe potuto crescere suo figlio in santa pace, per poi tentare di insediarlo sul trono a tempo debito.
Una folata di vento gli scivol in bocca come una lingua gelida, mozzandogli il fiato e richiamandolo al presente. Voltandosi verso il duca di Norfolk, si rese conto che luomo era rimasto in silenzio, a fissarlo e soppesarlo. La loro alleanza aveva avuto inizio nel momento pi difficile per Warwick  sotto il segno della sofferenza e del lutto  e i due non potevano certo dirsi amici. Tuttavia, Norfolk non gli aveva fatto alcun male. E non era cosa da poco, dopo tanti tradimenti.
Il duca aveva un fisico tarchiato, la testa pi squadrata che rotonda e rasata a zero dalla sommit del cranio fino alla punta del mento. Il suo volto di quarantacinquenne, solcato dai segni e dalle cicatrici di vecchie battaglie, non mostrava alcuna traccia di debolezza; vi campeggiava solo lespressione di un uomo che valuta il mondo con freddezza. Norfolk era imparentato sia con il casato degli York sia con quello dei Lancaster e, a parere di Warwick, aveva troppi cugini schierati per entrambe le fazioni. Ora, guardandone il corpo poderoso e disinvolto sulla sella, ringrazi Dio che in lui il sangue dei Neville avesse avuto la meglio.
Benvenuto, milord lo salut.
Luomo pi anziano rispose con un sorriso e un garbato cenno della testa. Mi  sembrata una buona idea venirvi a cercare, Richard disse. Vostro zio  preoccupato per voi.
Nei suoi occhi aleggi unombra di divertimento al solenne assenso di Fauconberg e Warwick soffoc una risata di scherno. Non dubitava che le intenzioni dello zio fossero buone, e non gli faceva onore reagire con tanta irritazione a una piet sincera, ma per qualche motivo quellatteggiamento era diventato il fulcro di tutta la sua collera. Norfolk se nera accorto, diversamente da Fauconberg. Forse era pi acuto di quanto sembrasse.
Nessun rapporto dagli esploratori? chiese Warwick, stringendo le labbra e tramutando la risata in uno sbuffo.
Norfolk scosse la testa, tornando subito serio alla domanda sulle questioni belliche. Niente. Non una parola, a parte le lagnanze dei profughi che alla spicciolata arrivano dal Nord. Intuendo la domanda di Warwick, la anticip. S, abbiamo eseguito i vostri ordini: offriamo loro cibo, riparo e qualche moneta per proseguire il viaggio fino a Londra. I ragazzi giovani e vigorosi li tratteniamo, ovviamente, arruolandoli tra le nostre fila, ma restano comunque vecchi e bambini a sufficienza per portare nella capitale il racconto delle atrocit subite. E pi simili voci si diffondono, meno laccoglienza riservata a sud alla regina sar calorosa.
 un bene che il regno veda il vero volto di Margherita aggiunse John. Vorrei che il paese intero la conoscesse come la conosciamo noi: una baldracca senza onore e senza fede.
Warwick trasal. Beninteso, sottoscriveva ogni parola, ma il fratello minore era impetuoso e avventato quanto Edward di York. N luno n laltro dimostravano un minimo di astuzia, come se bastassero una voce tonante e braccia muscolose a fare un uomo. Quel pensiero gli riport alla mente Derry Brewer. Chiss se era ancora vivo.
John, disse, aggiungendo poi il titolo, per rispetto della forma lord Montague. Forse dovresti far esercitare i tuoi uomini con gli archibugi. Abbiamo unottantina di nuove reclute e mancano istruttori esperti in grado di addestrare gli altri. Sono ancora troppo lenti a ricaricare, dopo il colpo.
Suo fratello sollev le sopracciglia. Nutriva grande interesse per le straordinarie nuove armi giunte dalla citt. Warwick aveva speso argento a fiumi e met dei fabbri di Londra lavorava ancora giorno e notte per rifornire le sue truppe. Il prodotto delle loro fucine lasciava gli uomini a bocca aperta, davanti alle dozzine di carri che ogni mattina arrivavano carichi di inaudite diavolerie e barili di polvere nera, insieme alle spade. Prima dellalba, le file della sua nuova artiglieria si schieravano a imbracciarle, appoggiando il lungo calcio di legno alla spalla e puntando le canne di ferro. Una volta presa posizione, versavano la polvere a grani nella canna, premevano a fondo la pallottola o la manciata di pallini di piombo con lasta del calcatoio e ostruivano la canna con un batuffolo di lana per impedire che la carica scivolasse fuori. Imparavano strada facendo. Certo, quelle armi non potevano vantare la gittata di un arco. Gli arcieri in giubba rossa di Warwick erano stati tra i primi a farsi avanti per sperimentarle, ma alla fine del primo giorno di esercitazione le avevano restituite tutti, preferendo quelle cui erano abituati. A preoccuparli era il lungo intervallo tra una carica e laltra, mentre incoccavano una freccia in un batter docchio. Tuttavia, Warwick contava sulle armi da fuoco come strumento difensivo: per spezzare una carica, per esempio, o disarcionare un gruppo di ufficiali. Ne intuiva il potenziale, purch impiegate al momento giusto. A breve distanza, il loro boato causava sgomento. Davanti allo scoppio e al fumo, la prima schiera di uomini che le aveva provate le aveva gettate a terra e si era precipitata a cercare riparo. Gi solo per questo meritavano di trovare posto sul campo di battaglia.
Il barone di Montague si port una mano alla fronte, smuovendo la frangia ricciuta, e Warwick annu in risposta. Avrebbe voluto provare lo stesso entusiasmo del fratello. Dopo la morte del padre, almeno il loro legame si era rafforzato, questo era innegabile; con lesaurirsi dellaffetto per lo zio, il sodalizio tra Richard, John e il vescovo George Neville si era radicato pi in profondit. Quanto meno erano uniti dalla stessa causa.
Warwick e Norfolk si girarono quasi in contemporanea: un corno suonava alle loro spalle, in cima alla collina di St Albans. Norfolk ruot la testa, porgendo lorecchio migliore, poi si irrigid al rintocco delle campane della chiesa di St Peter.
John Neville era ancora troppo inesperto per comprendere il motivo del loro turbamento. Perch suonano? domand allo zio. Quello scroll la testa, ammutolito. Fu Warwick a rispondere alla domanda, deglutendo a forza il proprio panico per assumere un tono misurato.  lallarme per un attacco, non c altra spiegazione. John, i tuoi uomini sono i pi vicini: manda una dozzina di cavalieri e un centinaio di soldati in citt, a controllare. Nei pressi dellabbazia ho soltanto un manipolo di arcieri feriti, in convalescenza da uno strappo o da una frattura. Subito, John! Le campane non suonano senza motivo. I nemici si avvicinano. Finch non conosceremo il loro numero e la loro posizione, saremo come ciechi quaggi in basso.
Mentre John si affrettava a eseguire lordine, Warwick prov un attimo di scoramento. Aveva dedicato un mese intero a costruire una grande palizzata di picche, a disporre bocche da fuoco e uomini per sbarrare la strada da nord, e i bastardi lo sorprendevano alle spalle. Sent il volto avvampare mentre si rivolgeva a Norfolk e Fauconberg, rimasti in attesa di istruzioni. Signori, tornate alle vostre postazioni. Invier notizie appena sapr qualcosa.
Lo zio aggrav la sua irritazione, avvicinandosi a stringergli una spalla. Gli occhi del vecchio erano lucidi di lacrime.
Per tuo padre, Richard disse. Non falliremo.
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5.
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Lesercito della regina risaliva la collina verso la grande abbazia in una carica di massa. Alla fine, Somerset e Percy non avevano avuto scrupolo a trarre vantaggio dai rapporti e dalle informazioni delle spie di Derry. Gli uomini si erano scrollati la stanchezza di dosso, eccitati alla prospettiva di aggredire il nemico alle spalle. Erano come falchi in picchiata, pronti a stringere tra gli artigli qualche creaturina del sottobosco. A molti era gi capitato di sferrare un pugno a una canaglia o a un mercante quando meno se lo aspettava; non sar stato un comportamento onorevole, ma la sorpresa era uno degli elementi cruciali della guerra e contava quasi quanto la forza delle armi. Persino Derry sentiva il cuore battere pi in fretta, mentre spronava Riscatto lungo la salita. Dallalto, voltandosi in direzione dellalba, vide il vasto accampamento di Warwick ai suoi piedi: tre enormi blocchi posti di traverso alla strada da nord.
Gli uomini intorno a lui non persero tempo a godere del panorama. Il loro compito era abbattere il contingente pi arretrato del nemico, che militava sotto il vessillo di lord Montague. E lo sapevano tutti: nella retroguardia combattono i soldati peggio riforniti e meno affidabili di un esercito. Spesso lala sinistra era lultima a gettarsi nella mischia, sempre che ci arrivasse. Agli occhi degli invasori, che prendevano dassalto le strade vuote e atterrite di St Albans, quel battaglione era come il cervo azzoppato lasciato indietro dalla mandria.
Derry non li avrebbe seguiti: per come la vedeva lui, il suo ruolo terminava con linizio della battaglia. Aveva condotto il duca di Somerset e il conte di Northumberland nel luogo giusto. Adesso era responsabilit loro affondare il pugnale. Per un momento pens di abbozzare un disegno dei grandi battaglioni schierati ai piedi di St Albans, o quanto meno dei fossati e dei contingenti pi numerosi, ma presto cambi idea. Urla di panico salivano poco lontano, rimbombando dalle mura dellabbazia.
Attento, imbecille! Guarda laggi!
Derry tir le briglie e fece ruotare il cavallo su se stesso, restando in ascolto e cercando di localizzare quella voce. Non riusciva a riconoscerla.
Arcieri! In guardia, arcieri! url unaltra, pi acuta e spaventata.
Derry deglut, innervosito, rendendosi conto dun tratto di rappresentare un ottimo bersaglio per qualunque arciere lavesse individuato. Si chin sul collo del cavallo, pronto a dare di sprone per levarsi di torno.
Annunciata da un cigolio, una porta laterale dellabbazia si apr, rivelando una fitta zazzera scura e un volto terreo che si guard rapido intorno. La vista di Derry Brewer, che lo fissava, non sembr preoccupare lo sconosciuto; dal suo riparo emise un fischio basso. A quel segnale, una dozzina di uomini sfil dal portone. Alcuni barcollavano e zoppicavano, ma tutti brandivano pugnali sguainati e archi con le frecce incoccate. Avevano il corpo attraversato da ferite suturate, o fasciato con bende incrostate di sangue. Sembravano febbricitanti, con i volti arrossati e gli occhi lucidi ben oltre leccitazione del momento. Quando li alzarono su Derry, un tremito lo scosse: era gi troppo tardi, per la fuga. Per scampare agli arcieri bisogna cominciare a correre quando distano mezzo miglio, non venti passi.
A quanto pareva, labate Wheathampstead aveva accolto i feriti nellabbazia, affidandoli alle cure e alle competenze dei suoi monaci. Daltra parte non si esce indenni, quando uomini, fuoco e acciaio si scontrano. Nella mente di Derry si accavallarono mille pensieri, tra cui il ricordo del suo vecchio amico, William de la Pole, quando sosteneva che Stupidit  il quinto cavaliere dellApocalisse nel libro di san Giovanni di Patmo. Non conoscendo n il latino n il greco, Derry non aveva mai potuto leggere il brano per stabilire da s se fosse vero oppure no. Sotto lo sguardo dei nemici, ebbe limpressione di essere a un passo dallincontrarlo di persona, quel cavaliere, con la sua risata a raglio, e rabbrivid.
Il gruppo dei feriti usciti allo scoperto era ormai al completo: tredici uomini, di cui otto arcieri. Uno per aveva perso un occhio e di certo buona parte della sua mira. Quando Derry aveva paura, la sua mente tendeva a concentrarsi sui dettagli. La realt dei fatti  lunica che contasse  era che quegli uomini lavrebbero abbattuto in un istante, se avessero intuito da che parte stava.
Voi non dovreste combattere, ragazzi li apostrof lui, dun tratto. I vostri ordini sono di riposare e guarire. Cosa pensate di fare, da feriti?
Pi di quanto faremmo aspettando di morire nei nostri letti sbott uno di loro, con aria diffidente. E poi, voi chi siete?
Mastro Peter Ambrose, attendente di campo di lord Norfolk ribatt lui, in tono sprezzante. Avendo una certa infarinatura da cerusico, il mio signore mi ha inviato a osservare lopera dei bravi monaci e magari apprendere la ricetta di qualche balsamo o unguento.
Poi si costrinse a tacere, sapendo che affastellare dettagli  tipico di chi mente. Il cuore gli sprofond nel petto quando si rese conto che quella presentazione lo faceva apparire utile al nemico. Almeno, per, non avrebbero pensato a ucciderlo se poteva aiutarli con ferite e bendaggi.
Allora verrete con noi, ai piedi della collina disse lo stesso uomo di prima, scoccandogli unocchiata di fuoco.
Reggeva larco con scioltezza, facendolo dondolare su un dito della mano destra e accarezzandolo con il pollice. Cera un punto pi chiaro, sul legno: il segno lasciato negli anni da quel tic. Aspettava solo che Derry se la desse a gambe. Voltarsi adesso avrebbe significato ritrovarsi una punta conficcata nella schiena. Restarono a squadrarsi con ostilit.
Gi, Brewer! grid una voce alla sua destra.
Allistante, e a rischio di spezzarsi losso del collo, Derry si lasci cadere dalla sella senza opporre resistenza, come un corpo morto. Sent Riscatto sbuffare e ne us la massa come scudo mentre si allontanava il pi in fretta possibile, strisciando sui gomiti e aspettando da un momento allaltro la freccia che lavrebbe inchiodato a terra. Dietro di lui lo scontro sal di volume, poi si smorz, le grida zittite da un violentissimo attacco. Continu ad allontanarsi, a testa bassa, finch sent un rumore di passi affrettati alle spalle, la falcata lunga e leggera di un giovane.
Di soppiatto, sfil il pugnale da sotto il farsetto e raccolse le gambe, pronto a scagliarsi contro laggressore. Let laveva rallentato. Movimenti che in giovent gli riuscivano con rapidit felina erano diventati pesanti, impacciati e soprattutto lenti. Rendersene conto fu un colpo durissimo per un uomo che un tempo poteva contare su tanta forza e agilit.
Quando gli fu davanti, linseguitore alz le mani brandendo una scure insanguinata. Era oscenamente giovane e visibilmente divertito alla vista di Derry, coperto di polvere, rabbioso e senza fiato.
Calma, mastro Brewer! Pax, o come accidenti si dice: stiamo dalla stessa parte.
Alle spalle del ragazzo si intravedeva un mucchio di corpi, irti di aculei culminanti in un ciuffetto curato di penne bianche. Alcuni dei feriti si muovevano ancora, dimenando le gambe sul selciato nel tentativo di alzarsi, ma subito gli arcieri di Somerset furono loro addosso, a strappare le frecce da quei corpi con spietata efficienza. Ciascuna di esse era il risultato del lungo lavoro di una mano esperta, e troppo preziosa per abbandonarla. Alla vista dei caduti, Derry prov unombra di tristezza. A volte, vivere o morire era questione di fortuna. Quel pensiero gli rendeva pi o meno cara la vita? Non avrebbe saputo dirlo. Se la morte poteva ghermirti perch eri uscito al sole dalla porta sbagliata, forse niente contava davvero, solo il quinto cavaliere. Almeno, per, gli restava un piacere di cui godeva da sempre: la possibilit di abbattere un nemico prima di cadere lui stesso. Il suo obiettivo era morire per ultimo, a qualsiasi costo. Eccola, la via per la felicit. Sopravvivere a tutti quei bastardi, nessuno escluso.
Si avvicin a Riscatto, che era stato colpito di striscio. Una freccia laveva raggiunto alla coscia e ora pendeva da un brandello di pelle, sgocciolando sangue di un rosso acceso. Con una smorfia, Derry la stacc e ricopr la carne viva con la pelle, parlando sommesso allanimale per tranquillizzarlo. Almeno dinverno non cerano nugoli di mosche a infettare le ferite.
Altre schiere di arcieri e fanti lo superarono, andando a unirsi alla calca che scendeva dalla collina verso i battaglioni ai suoi piedi. Il cozzo delle armi e il ringhio degli ordini salivano fino a lui, che osservava la scena dallalto. Proprio in quel punto, sei anni prima, aveva scrutato lesercito ben pi piccolo di Richard di York. Faticava a distinguere la scena del passato da quella presente, con gli occhi appannati dal vento e i tamburi di Warwick che scandivano per gli uomini della regina la stessa litania di morte di allora.
Ma non bastano i tamburi a respingere un attacco. Lala sinistra sembrava una fetta di pane addentata da un gigante, il cui morso si faceva sempre pi profondo a mano a mano che gli uomini ripiegavano sotto la carica. Un esercito pi agile sarebbe riuscito a riorganizzarsi per affrontare le forze nemiche dal lato giusto. Forse qualche contingente ce laveva fatta, ma met dei soldati di Warwick era ancora impantanata nei fossati e nelle trincee rivolti a nord, e impossibilitata a cambiare direzione e formazione con la rapidit necessaria.
Consapevoli di dover cogliere unopportunit effimera, il duca di Somerset, Percy di Northumberland, persino lord Clifford e gli altri baroni incitavano i loro uomini a un ritmo frenetico. Presto o tardi, i battaglioni di Warwick sarebbero riusciti a voltarsi e i suoi arcieri sarebbero accorsi verso la retroguardia per arginare la carica dellarmata della regina. Lesito della battaglia sarebbe dipeso dai danni inflitti al blocco pi arretrato dei Neville, prima che le loro forze centrali stringessero i ranghi per affrontare lassalto.
Derry appoggi la guancia sul morbido muso di Riscatto e lasci correre lo sguardo sulla campagna circostante. La si sarebbe detta calma, immersa nella bellezza, non fosse stato per i due eserciti intenti a scontrarsi l sotto. Era ben contento di non trovarsi nel fitto del combattimento. Da quella distanza non poteva distinguere i volti dei soldati; riusciva solo a individuare gli stendardi e seguire gli assalti, le cariche e le ritirate, come un movimento di mandrie agitate.
In giovent anche a lui era capitato di trovarsi l in mezzo. Di colpo scroll la testa, avvertendo un brivido lungo la schiena come se la pelle volesse staccarsi dal corpo. Non aveva difficolt a figurarsi lorrendo massacro in corso ai piedi della collina. Ricordava bene gli attimi in cui, con un tuffo al cuore, vedi un uomo correrti incontro armato di mazza o di spada, deciso ad abbatterti o essere abbattuto. E poi la lotta, un colpo dopo laltro, finch non hai nemmeno pi la forza di sollevare larma. Ti rendi conto che hai vinto e a quel punto un nuovo nemico si fa avanti, fresco e sorridente, sfidandoti ancora a duello.
Warwick sedeva reggendo strette le redini nelle mani insensibili, le dita semicongelate aggrappate ai nastri di cuoio. Il respiro gli si addensava in nuvolette bianche, ma la maglia di lana pesante, indossata sotto larmatura, lo teneva abbastanza al caldo. E, non fosse bastata, cerano sempre le vampate di rabbia e umiliazione. Sentiva i suoi capitani sbraitare agli uomini di voltarsi e affrontare lattacco, ma da sopra di loro  chiaramente visibili sulle strade di St Albans  scendevano fiumane di nemici a invadere la piana. I suoi contingenti perdevano pezzi, come staccati a morsi o sciolti da un acido. Scroll la testa, talmente furibondo con se stesso e con loro da non trovare quasi la lucidit necessaria al comando. Ma ci riusc. In sella al cavallo e circondato dalla propria guardia personale, divent lepicentro dei messaggeri che arrivavano al galoppo a ricevere ordini e poi ripartivano a rotta di collo, urlando agli altri di fare strada. I suoi capitani conoscevano il mestiere, ma i soldati del Kent e di Londra erano inesperti: non erano abituati a rapide manovre sul campo. Anche per quello aveva tanto contato sulla possibilit di opporre una posizione fortificata allesercito meglio addestrato della regina. I suoi avevano coraggio da vendere, ma in mancanza di ordini precisi non sapevano quando resistere o ritirarsi, quando ripiegare, rinsaldare uno schieramento o sferrare un attacco. Gli alti ufficiali escogitavano grandi manovre a tavolino, per erano i contadini e i fanti a deciderne lesito, con la forza delle loro mani ruvide e il filo delle spade.
Warwick richiam dallavanguardia tutti gli arcieri, facendoli spostare rapidi lungo i fianchi dellesercito. Strinse il pugno alla vista dei primi nugoli di frecce che, tracciata una parabola, si abbattevano sul nemico in arrivo dalla collina. A quella distanza, nemmeno una su dieci avrebbe centrato il bersaglio, ma il sibilo di quella pioggia incessante avrebbe imposto maggior cautela allavanzata dellaggressore.
Invi un ragazzo a presentare i propri omaggi al duca di Norfolk. La sua ala si trovava sul lato opposto rispetto al fitto dello scontro; la postazione era quella stabilita dai piani originari, ma John de Mowbray non laveva mutata di una spanna dacch era tornato dai suoi uomini. Non sapendo se fosse rimasto impietrito o se stesse soltanto aspettando il momento opportuno per impiegare con la massima efficacia il proprio contingente, Warwick non affid alcun messaggio alla staffetta. Sperava che il duca lavrebbe rimandata indietro con un chiarimento.
Infine, si scroll di dosso gli ultimi residui della letargia che gli aveva inceppato il pensiero. Il suo blocco, composto da tremila uomini, aveva fatto del proprio meglio per ruotare in direzione del nemico, emergendo dalle trincee e scendendo dai camminamenti delle fortificazioni. Era desolante notare come met delle trappole approntate fosse diventata un intralcio per i suoi stessi soldati. I triboli disseminati sul terreno erano in parte sprofondati nel fango e difficili da individuare. Si trattava di unarma rudimentale, soltanto due chiodi legati insieme da un pezzetto di spago, ma era essenziale tenerne alla larga i cavalli, o rischiavi di azzopparli. Lo spostamento degli uomini ne veniva rallentato fino allesasperazione, per quanto Warwick si affannasse a sbraitare ordini e incitare gli ufficiali. Suo fratello John si trovava nel fitto della mischia. Guardandone i vessilli sventolare in aria si aveva limpressione che fossero lultimo baluardo contro una marea impossibile da arginare.
Dun tratto, gli torn in mente re Enrico. Lo rivide seduto ai piedi della quercia, sciolto dalla corda che gli aveva legato la caviglia. Era cos vicino alle linee nemiche che avrebbe potuto raggiungere la moglie per conto suo, se avesse voluto. O se gli fosse venuto in mente. Warwick si scherm gli occhi con un guanto ferrato, premendolo con tanta forza da lasciarsi limpronta delle lamine sulla fronte scoperta. Per quanto impacciati, i suoi archibugieri stavano prendendo posizione. Gli arcieri avevano frenato la calata dellarmata avversaria. I fanti erano pronti a mettersi in marcia.
Invi un nuovo, semplice ordine a Norfolk: Venite. Forse non sarebbe bastato a salvare suo fratello o lala sinistra dellesercito, ma poteva ancora capovolgere lesito della battaglia e prevenire una rotta. Rest a borbottare tra s, sentendo montare la disperazione.
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6.
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Vedendosi passare davanti una fiumana di soldati in corsa, re Enrico si alz in piedi. Gli dolevano le ginocchia, ma voleva confessarsi con Wheathampstead. Ogni mattina il vecchio abate celebrava una cerimonia solenne, il cui cuore pi segreto consisteva proprio nellascolto di colpe e mancanze che il re elencava sussurrando. Enrico sapeva che la debolezza e la salute cagionevole gli erano costate le vite di molti uomini preziosi: William de la Pole, duca di Suffolk; Richard Plantageneto, duca di York; Richard Neville, conte di Salisbury. Ciascuna di quelle morti era un altro peso sui piatti della bilancia che gli gravava le spalle, ingobbendolo sempre di pi. Aveva voluto bene a Richard di York. Amava conversare con lui. Era un bravuomo, ma non si era reso conto del rischio di mettersi contro il re. Il Cielo stesso aveva vendicato quellazione blasfema e ne aveva punito lorgoglio; ma la colpa era anche sua, per non averlo costretto allobbedienza: se fosse riuscito a convincerlo, forse York sarebbe stato ancora vivo.
Enrico aveva sentito i racconti che circolavano nellaccampamento sul destino toccato a York, a Salisbury e al figlio di York, Edmund. Aveva visto il dolore e lodio suscitati dalle loro morti, il feroce istinto a vendicarle che li avrebbe condotti tutti in territori ancora pi oscuri, trascinandoli in una spirale sempre pi violenta, come foglie secche in una tromba daria. Curvo sotto il peso della colpa, gli sembrava di essere soltanto un puntino luminoso in quel vortice, una fiammella fioca e vacillante.
Davanti alla sua quercia, in uno sferragliare di armature, migliaia di soldati della regina correvano, galoppavano, uscivano a fiotti dalla citt, con il volto ancora arrossato dalla discesa a perdifiato lungo la collina. Al suo fianco si erano fermati due cavalieri dei Neville, unoasi di immobilit lasciata indietro dal ripiegamento del contingente. Il pi anziano era sir Thomas Kyriell, un veterano dai capelli grigi, con la stazza di un orso e dodici anni di guerra sulle spalle. Sopra la barba e i baffi impomatati, gli occhi ne mostravano tutto il profondo sgomento.
Enrico si domand se non fosse il caso di chiedere a un soldato di passaggio di accompagnarlo dallabate. Inspir a fondo laria gelida, per schiarirsi le idee. Molti degli uomini che gli scorrevano davanti si voltavano a fissarlo, incuriositi dalla figura solitaria, appoggiata con una mano al tronco dellalbero secolare, e dal sorriso con cui li guardava andare alla guerra. Alcuni reagivano con un gesto ostile, indispettiti dal suo atteggiamento serafico e dal suo buonumore, cos fuori luogo su un campo di battaglia. Rivolti al terzetto, si passavano un pollice di traverso sulla gola, agitavano i pugni, mostravano i denti o alzavano due dita in un gesto doffesa. Quei movimenti rammentarono al re il suo maestro di musica a Windsor, che prima di ogni concerto fendeva laria con una mano, per ottenere silenzio. Era un bel ricordo e, prima in tono sommesso, poi a gola spiegata, Enrico inton un semplice canto popolare, la cui melodia quasi scandiva il passo di marcia dei soldati.
Sir Kyriell arross fino alle radici dei capelli, poi si schiar la voce. Vostra grazia,  una bellissima canzone, ma forse non  adatta a una giornata come questa. Mi sembra troppo dolce per le orecchie dei soldati. Senzaltro lo  per le mie.
Il cavaliere sudava vistosamente, ma la cosa non turb per nulla il re, che scoppi a ridere e continu a cantare. Non si interrompe una canzone prima del ritornello e ormai mancava poco. Sentendolo, senzaltro anche il vecchio Kyriell lavrebbe apprezzato.
E quando lerba torna verde, e le allodole riprendono a cinguettare...
Un uomo in armatura si volt, sorpreso nelludire quel motivo spensierato in un luogo simile. Poco pi in l infuriava la battaglia, una cacofonia di frecce sibilanti, schianti di metallo, urla e ringhiare di uomini. La canzone era nota a tutti e la voce da alto tenore che invocava il ritorno della primavera indusse il cavaliere a tirare le redini e a sollevare la visiera dellelmo.
Fissando la quercia spoglia, sir Edwin de Lise sent il cuore accelerare i battiti sotto il pettorale. Il grande albero sembrava morto, ma i suoi rami contorti si estendevano per cinquanta piedi in ogni direzione, in attesa di nuovi germogli. Accanto al tronco massiccio, due cavalieri fiancheggiavano un uomo, con gli spadoni fuori dal fodero e piantati a terra davanti a s. Sembravano effigi di pietra, immobili e dignitose.
Sia pure a distanza, sir Edwin aveva gi visto re Enrico in passato, una volta, a Kenilworth. Con cautela, smont di sella e fece scorrere le redini sopra la testa del cavallo, per guidarlo. Giunto sotto i rami pi esterni dellalbero, chin la testa e tolse lelmo, rivelando un volto giovane e arrossato dallemozione. Sir Edwin era biondo, con i baffi e la barba incolti, arruffati, cresciuti in modo disordinato durante tutta la campagna e la lunga marcia. Con lelmo sottobraccio si avvicin ai tre uomini. Ora distingueva con chiarezza lespressione tesa dei due cavalieri posti a protezione delluomo disarmato, riccamente vestito ma coperto di polvere.
Re Enrico...? mormor, attonito. Vostra maest?
A quelle parole, Enrico smise di cantare e alz gli occhi stralunati, simili a quelli di un bambino. S? Siete venuto per condurmi dal confessore?
Vostra grazia, se lo permettete, vi accompagno da vostra moglie, la regina Margherita... e da vostro figlio.
Se si aspettava gratitudine, il cavaliere rest deluso. Enrico inclin la testa di lato e corrug la fronte.
E dallabate Wheathampstead. Devo confessarmi.
Certo, altezza, qualunque cosa desideriate rispose sir Edwin. Avvertendo un lieve cambiamento nella postura del cavaliere pi anziano, spost lo sguardo su di lui.
Sir Kyriell scosse lentamente la testa.
Non posso permettervi di portarlo via.
A ventidue anni, sir Edwin aveva una fiducia incrollabile nella propria forza e nella bont della sua causa.
Non siate sciocco, signore. Guardatevi intorno disse. Io sono sir Edwin de Lise, di Bristol. Il vostro nome?
Sir Thomas Kyriell. E il mio compagno  sir William Bonville.
Uomini donore, dunque?
A quella domanda, gli occhi di sir Kyriell mandarono un lampo di rabbia, ma le sue labbra sorrisero.
Cos dicono, ragazzo.
Capisco. E tuttavia tenete prigioniero il legittimo sovrano dInghilterra. Affidate sua grazia a me e io mi accerter che venga restituito alla sua famiglia e ai lord che gli sono fedeli. Altrimenti sar costretto a uccidervi.
Laltro sospir, sentendosi vecchio davanti alla semplice fede di quel ragazzo.
Ho dato la mia parola di non consegnarlo. Non posso accontentarvi.
Prima ancora di cominciare, sapeva gi come sarebbe andata a finire. Un guerriero pi esperto del ragazzo avrebbe chiamato in aiuto qualche soldato, o addirittura un paio di arcieri per essere certo della vittoria. Ma per Edwin de Lise, forte della sua giovent e prestanza, era inconcepibile che la sorte gli voltasse le spalle.
Stava ancora sguainando la spada quando Kyriell avanz rapido e gli conficc un pugnale in gola; poi arretr, con il rammarico impresso nelle rughe profonde del volto. La spada del giovane cavaliere ricadde con un rumore metallico nel fodero. I due restarono a fissarsi, mentre gli occhi di sir Edwin si sgranavano per lo stupore di sentire il sangue caldo che sgorgava dalla ferita e gli gorgogliava in gola.
Mi dispiace davvero, sir Edwin de Lise di Bristol disse Kyriell, sommesso. Tra poco sarai con Dio. Pregher per la tua anima.
Lo scontro, per, non era passato inosservato. Mentre sir Edwin si schiantava a terra, dai suoi ranghi si lev un coro di minacce. I soldati erano gi pronti alla battaglia, eccitati e con i volti arrossati. Erano come cani selvatici che fiutano il sangue nellaria, e tuttavia non aggredirono in massa luomo dai capelli grigi e larmatura argentata che ne sosteneva rabbioso gli sguardi. Parecchi preferirono passare oltre, lasciando il compito a qualcun altro. Non tutti, per. Un manipolo di uomini armati di ronconi usc dallo schieramento e si avvicin allalbero, stringendosi intorno al cavaliere che aveva ucciso uno dei loro. Il cielo si apr, rovesciando un improvviso scroscio di pioggia. Di colpo, tutti si ritrovarono zuppi e raggelati.
Sir Thomas Kyriell non rialz la spada. Addolorato e pieno di vergogna, si limit a girare la testa e a offrire il collo, cos che il primo fendente lo uccise sul colpo. Il suo compagno lott e rugg finch fu ridotto in ginocchio e poi a terra, dove qualcuno gli martell con il manico di una scure la gorgiera di ferro sulla gola. Sir William Bonville mor soffocato dalla sua stessa armatura.
Con una spalla appoggiata alla quercia, re Enrico fu scosso da un lieve brivido, ma erano il freddo e la pioggia a mettergli la pelle doca. La morte dei suoi guardiani non gli aveva suscitato pi orrore o interesse della vista di un pollo spiumato e pronto per la sua tavola. Quando lo scontro fin e i presenti volsero lo sguardo su di lui, domand ancora una volta di essere accompagnato dallabate per la confessione. A quel punto arrivarono alcuni ufficiali a condurlo via, increduli della propria fortuna. Erano venuti a salvare il re e se lerano ritrovato in grembo prima ancora di ingaggiare battaglia. Se mai ne avessero dubitato, ora avevano ricevuto il segno inconfutabile che Dio stava dalla parte dei Lancaster.
John Neville, lord di Montague, barcollava, cos senza fiato da sentirsi i polmoni rattrappiti come reni su uno spiedo. Un fiotto di sangue gli scorreva sullarmatura, addensandosi in alcuni punti e altrove disperdendosi in rivoli sul metallo imbrattato. In preda allo sconcerto, rest a seguire quelle linee rosse mentre, poco alla volta, la sua mente ricostruiva il ricordo del gran colpo che laveva atterrato. Lampi bianchi brillavano ai margini del suo campo visivo. Quando si smorzarono, il clamore della battaglia torn a riempirgli le orecchie. Un membro della sua guardia personale lo fissava, indicandogli locchio con un dito.
Mi vedete, mio signore? continuava a chiedere, con una voce stranamente ovattata.
John annu, indispettito. Che razza di domande. Certo che lo vedeva! Scuotendo la testa, not il suo scudo, caduto a terra. La pioggia stava tramutando la polvere in fango, ma la battaglia continuava. Montague batt le palpebre, scrollandosi lo stordimento di dosso e riprendendo a distinguere le grida degli uomini e il cozzare delle armi. Il colpo doveva averlo centrato sullelmo: era caduto ai suoi piedi, con una profonda ammaccatura sulla sommit, sotto il cimiero. Alz lo sguardo alla vista di un ragazzino, materializzatosi di colpo davanti a lui. Aveva superato le linee del nemico in marcia, correndo come una lepre in un ginepraio per portare lelmo di scorta al suo signore e padrone.
Rimasto senza fiato, lo scudiero chin la testa e gli tese lelmo lucidato.
Grazie riusc a dire Montague, afferrandolo.
Se lo calc in testa, raschiando il sangue incrostato sulla guancia e avvertendo una fitta pi forte. Sollev la spada e ne scrut la lama, restando immobile mentre le forze della regina continuavano a premergli intorno.
Milord, vi prego, seguitemi. Per il momento dobbiamo ritirarci.
Il cavaliere della guardia laveva afferrato per un gomito e lo tirava. Montague si divincol dalla presa, debole ma rianimato da un nuovo impeto di rabbia. Inghiott un conato che aveva rischiato di soffocarlo, salendogli dun tratto in gola fino a bruciargli nel naso. Le ferite alla testa giocano brutti scherzi. Conosceva un tizio che aveva perso lolfatto dopo un colpo al cranio e un altro era diventato estraneo a ogni forma di gentilezza, persino nei confronti dei familiari.
John Neville era un cavaliere giovane e bene addestrato, e sapeva che la collera permette di compiere gesta sovrumane. Non temeva di affrontare a viso aperto schiere di soldati armati; lo aveva gi fatto a St Albans, nella battaglia in cui avevano ucciso Somerset e Percy. E i loro figli non valevano la met di quei grandi uomini. Non si sarebbe certo tirato indietro. Per quanto larrivo dellesercito della regina lavesse colto alla sprovvista, gli era pesato di pi il mese passato ad attenderlo e a costruire le difese volute da suo fratello. Aveva quasi provato sollievo sentendo lallarme delle campane, a dispetto della sorpresa per un attacco da sud. Strinse le dita intorno al cuoio che rivestiva limpugnatura della sua spada. Aveva ancora forze a sufficienza per affondarla nella faccia di un nemico, magari lo stesso uomo che aveva massacrato suo padre. Stordito e dolorante, ricord gli ordini sbraitati poco prima: aveva inviato dei messaggeri nelle retrovie, a chiedere rinforzi. Si pass la lingua sui denti e sent il sapore del sangue. A quel punto la carica urlante del nemico aveva gi sfondato le prime linee.
Migliaia di uomini della regina erano dilagati dalla collina puntando verso la sua posizione, una massa impetuosa di soldati armati di scuri, spade e archi. Alla vista dello scempio compiuto da quellorda sul fianco del proprio schieramento, lodio aveva ceduto il posto a un terribile presentimento. Un cavaliere moribondo gli si era aggrappato, trascinandolo a terra con s, e lui aveva dovuto chiamare a raccolta tutte le forze per scrollarselo di dosso. Un altro gli si era scagliato contro, contando sulla velocit e sul peso della sua armatura per abbattere gli scudi che cercavano di sbarrargli il passo. Le guardie schierate a proteggerlo avevano perso lequilibrio, ma poi erano riuscite ad atterrare laggressore, subito sostituito da altri due, armati di grossi ronconi e comparsi dal nulla mentre cominciava il diluvio.
Montague ricordava con perfetto nitore listante in cui, dun tratto, laria si era riempita di gocce chiare fino a perdita docchio, sfocando la vista della collina di St Albans. Tra pioggia e fango, gli uomini scivolavano e cadevano, torcendosi gli arti e mandando grida pi terribili di un rantolo dagonia.
Scosse di nuovo la testa, rendendosi conto di essere rimasto fermo troppo a lungo, come una statua insanguinata. La testa gli pulsava, ma a poco a poco la mente si andava schiarendo. Il suo nome era John Neville, barone di Montague. Era ancora vivo e in grado di muoversi.
Sent alle sue spalle il suono dei corni, il segnale che Warwick stava facendo girare lesercito, richiamando il contingente principale dalle trincee. Norfolk avrebbe cavalcato lungo il fianco dello schieramento, avanzando con cautela sul terreno disseminato di chiodi e paletti acuminati, per raggiungere quello che era stato il loro accampamento: il punto doverano custoditi gli equipaggiamenti, nonch il pi sicuro al momento.
Batt le palpebre per liberarsi gli occhi dalla pioggia e dal sangue. Le sue guardie erano sparite; era rimasto solo. Si volt verso il nemico e in quellistante un colpo lo centr in pieno petto, atterrandolo di schiena sul fango, con unascia semiconficcata nella piastra del pettorale e il piede di un uomo premuto sulla fronte.
Pax! Sono Montague! url lui, inghiottendo una fitta di dolore e sputando fango e sangue. Sono John Neville! Pax!
Non era sicuro di averlo gridato davvero: forse la richiesta di piet e lofferta di riscatto erano soltanto rimbombate nella sua testa. Gli si girarono gli occhi e non sent il proprio corpo sollevarsi insieme allascia, per poi ripiombare di schianto nel fango quando la lama si stacc dal metallo.
...
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...
7.
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Ritto sulle staffe, Warwick guardava inorridito la posizione del fratello finire inghiottita dalle forze nemiche. Lala esterna era gi stata sopraffatta, ma John si stagliava ancora sul campo, solo. Non dur pi di qualche istante, eppure gli sembr che Montague fosse rimasto cos per un tempo incalcolabile, immobile nellocchio del ciclone.
Tutte le sue guardie erano fuggite o erano state massacrate e il vessillo del barone giaceva calpestato nel fango. Warwick aveva il respiro accelerato; non riusciva a staccare lo sguardo dalla scena, stringendo convulsamente le redini mentre aspettava di assistere alla morte di suo fratello. Sprofondato in una bolla di silenzio, smise di rispondere alle grida di staffette e ufficiali intorno a s. Inspir una boccata di aria gelida e si lasci quasi sfuggire un gemito quando vide una schiera di uomini armati di asce che aggrediva John e lo scaraventava a terra. Lo spazio di seicento iarde che li separava brulicava di trincee, carri e cannoni, ma lui vedeva soltanto suo fratello.
Strizz le palpebre. Quando le riapr aveva gli occhi iniettati di sangue e le labbra strette in una linea sottile. Il temporale era sempre pi violento e il suo mantello zuppo pesava come un macigno; lo stallone scrollava la testa di tanto in tanto, schizzando gocce di pioggia tuttintorno.
Voltandosi verso i suoi capitani, Warwick vide Fauconberg avvicinarsi a cavallo, il volto arrossato e deformato dalla rabbia. Di colpo ritrov la lucidit, ricominciando a impartire ordini. Mise a fuoco limmagine del campo di battaglia e invi istruzioni alle unit che dovevano tenere la posizione. Met delle forze nemiche stava ancora scendendo dalla collina. Se fosse riuscito a serrare i ranghi spezzati del contingente di John, forse potevano ancora resistere. I barbari nordici al soldo di Margherita si sarebbero ritrovati come pecore in corsa verso una fila di macellai. Per quanti uomini la regina avesse messo in campo, lui li avrebbe falcidiati, schiera dopo schiera... e sapeva esattamente come.
Zio, ho un compito da affidarvi. Fate portare le bocche da fuoco grid a Fauconberg. Disponete i miei arcieri e gli archibugieri di supporto; scegliete una posizione e avvertiteli di tenersi pronti. Tutto chiaro? Servono bracieri e munizioni. Cannoncini, bombarde, cannoni: al mio ordine, voglio un fuoco di fila che li riduca a brandelli e li costringa alla ritirata.
Li fermeremo, Richard rispose suo zio. Lo giuro.
Warwick continu a fissarlo con freddezza finch laltro gir il cavallo con una piroetta teatrale e diede di sprone, seguito dalla scia di attendenti e staffette incaricati di diffondere lordine tra gli ufficiali.
Alla sua sinistra, intanto, lo scontro continuava, con gli uomini di John costretti ad arretrare calpestando i propri morti. Non era un bello spettacolo. Quei soldati erano la feccia dellesercito di York: vecchi, ragazzini, guerci e criminali. Non erano codardi, ma nessun comandante si sarebbe arrischiato a scommettere la tenuta della propria difesa sulla loro disponibilit a conservare la posizione. Non avevano orgoglio. E in battaglia lorgoglio conta.
Warwick alz lo sguardo udendo lo schiocco di archi a lunga gittata e sospir di sollievo alla vista della fila di giubbe rosse. I suoi arcieri non avevano rotto i ranghi. Li immagin a bestemmiare e imprecare contro la pioggia, che inumidiva e deformava il legno delle loro armi oltre ad allentare le corde di lino. Quegli uomini s che avevano orgoglio da vendere. Sarebbero rimasti piantati l, furenti di rabbia contro il nemico che li teneva inchiodati sul posto. Annu tra s, rianimato dal sibilo costante delle frecce.
La carica rallentava, si impantanava, dava ai suoi capitani il tempo necessario a disporre la linea dei cannoni. Il peso di quegli enormi arnesi  costruiti in ferro o in bronzo  li rendeva quasi inamovibili. Alcuni erano montati su ruote, altri andavano aggiogati ai buoi e trascinati su una sorta di slitta di legno ricurvo, come una chiatta. Per piazzarli, caricarli e accendere le micce serviva un gran numero di uomini, a volte persino venti; tutti soldati sottratti alla fanteria. Eppure quelle armi erano la sua gioia e il suo orgoglio.
Si asciug il sudore e la pioggia dalla fronte. Ostentava sicurezza, ma in realt temeva la catastrofe. E non poteva permettersi di pensare a John, inerme a terra sotto lassalto nemico: a cos breve distanza dalla perdita di suo padre, era semplicemente troppo.
La vista dei cannoni esposti alle intemperie accrebbe la sua frustrazione. Con quanta cura li aveva fatti mimetizzare sotto ripari di mattoni e muschio, gi pronti e puntati, con la polvere da sparo e le munizioni bene allasciutto. Tutta fatica sprecata. Ora quei fusti neri e bronzei sfidavano il diluvio, con la miccia e la carica protette da teli che con ogni probabilit si sarebbero impigliati nelle ruote e sarebbero finiti nel fango. E tuttavia la dozzina di bombarde pi grosse incuteva soggezione quandera schierata e montata, intervallata ai cannoncini. Le gabbie di ferro dei bracieri dondolavano, sospese tra due pali lunghi come remi, in spalla a quattro portatori. Warwick sentiva il sibilo e lo sfrigolio delle braci sotto la pioggia sempre pi intensa. Nella fretta, qualche pezzo di carbone rovente si rovesciava a terra, sollevando grandi nubi di vapore dalle pozze dacqua.
Dietro gli addetti ai cannoni avanzavano centinaia di archibugieri, i volti tesi e le armi avvolte in una coperta, la canna appoggiata alla spalla. Alcuni avevano gi caricato la propria, versando i grani neri e accendendo la miccia lunga e attorcigliata come un serpente, pronta a incendiare la polvere da innesco. Quelle armi costavano molto meno degli archi a lunga gittata e bastava una giornata per imparare a usarle. Warwick scosse la testa costernato, contemplando la pioggia che scendeva a fiumi e le nubi sempre pi fitte e cupe che oscuravano il cielo. Certo, le sue nuove armi erano capaci di portare scompiglio e distruzione tra le file nemiche, ma prima dovevano riuscire a fare fuoco.
Una schiera sbrindellata dopo laltra, il suo esercito ruot su se stesso e segu lo sferragliare dellartiglieria. Gli arcieri tenevano impegnati gli uomini di Margherita sui lati, mentre lala sinistra di Montague, privata del suo comandante, continu ad arretrare finch si trov al riparo dei cannoni, dove si ferm a riprendere fiato, imprecando e sanguinando.
Finalmente gli archibugieri si fecero avanti ad affrontare il nemico, disponendosi a testa bassa sotto la pioggia. Il terreno bagnato li faceva scivolare e bestemmiare, ma appoggiarono il calcio delle armi alla spalla e presero la mira, un occhio chiuso e laltro puntato lungo la canna.
Fuoco mormor Warwick.
Furono i suoi attendenti a ruggire lordine e lungo tutta la linea si levarono sbuffi di fumo a mano a mano che gli uomini avvicinavano la miccia alla polvere umida. Lo schieramento opposto non rallent nemmeno, continuando ad avanzare a ranghi serrati: quei soldati non avevano idea della minaccia che li fronteggiava.
La successione di spari produsse un suono pi simile a un sibilo che al rombo di un tuono. Sorpreso dallimprovviso spostamento daria e dal fumo ustionante, qualche Lancaster si arrest sui suoi passi. I ranghi cominciarono a scomporsi. Alcuni arretrarono; altri, colpiti, stramazzarono a terra. Senza dar loro il tempo di reagire, gli archibugieri di Warwick girarono sui tacchi e corsero dietro i cannoni a ricaricare. Un gran ruggito di confusione e rabbia si lev dalle forze di Margherita. E furono i cannoni a rispondere. Sebbene rese meno potenti dallumidit, le cariche sparate quasi a bruciapelo sfondarono le loro fila, riducendole a un gran calderone di ossa e arti maciullati. Con gli avversari ormai a un passo, gli artificieri di Warwick si limitavano ad avvicinare la miccia alla polvere nel focone per poi darsela a gambe, mentre il mondo intero tremava sotto i loro piedi.
Richard Neville sent il cuore battere allimpazzata intravedendo, tra il fumo e la polvere che avevano avvolto le file nemiche, un lampo dorato, subito inghiottito dalla nube grigia. Presi dal panico, quei barbari del Nord si gettavano a terra, tappandosi le orecchie per proteggere i timpani dallonda durto che li percuoteva, assordandoli. Alcuni dei superstiti pi vicini ai cannoni si precipitarono in avanti come impazziti, strillando a pieni polmoni, le armi alzate in aria e gli occhi sgranati pieni di furia omicida.
Dopo il fuoco di fila, per, la linea dartiglieria fu travolta. Part un ultimo colpo, che fin ormai alle spalle dellavanguardia della regina; forse era esploso in ritardo per colpa di una miccia pi lunga, o di una carica umida. La palla fece a brandelli un manipolo di uomini in fuga, ma tutti gli altri cannoni si erano zittiti. A pugni stretti, Richard Neville assisteva impotente alla strage dei suoi archibugieri: nel corpo a corpo, quelle armi servivano al massimo come clave. Una trentina di loro cerc di frenare lassalto. Sotto lo sguardo ormai disperato di Warwick, si schierarono e presero la mira. Con locchio puntato lungo la canna approntarono le micce e fecero fuoco, ottenendo per unico risultato chi una nuvoletta di fumo, chi niente del tutto. Era la fine.
La pioggia aveva distrutto il suo vantaggio e ora lesercito avversario aveva solo una cosa da fare; arcieri, balestrieri o qualunque cosa fossero, i suoi uomini sarebbero stati caricati. In fondo, si trattava di una questione vecchia quanto il mondo: lefficacia di una lancia, di una freccia o di un proiettile contro la consapevolezza che, a distanza ravvicinata, larma migliore resta un roncone.
Dai ranghi della regina si lev un ruggito e gli archibugieri che ancora si affannavano a ricaricare  grattando via la polvere bagnata con le unghie e cercando febbrilmente di versarne una manciata pi asciutta da un sacchetto di cuoio o da un corno  furono presi dal terrore. Le scuri e i pugnali dei nemici che stavano per abbattersi su di loro non avrebbero fatto cilecca nella pioggia. Qualche altro sparo risuon nellaria e abbatt un grappolo di soldati, ma il resto dellartiglieria fu sopraffatto dalla carica e passato a fil di spada.
Il contingente di Montague era stato ormai sgominato e i superstiti si erano ritirati per dare manforte al nucleo pi agguerrito, composto dai cavalieri con le migliori armature del battaglione di Warwick: i suoi veterani del Kent e i suoi capitani.
Lui stesso era circondato dai portastendardi e da una dozzina di guardie, il cui unico compito era di proteggerlo. Volt la testa udendo grida di rabbia levarsi alla propria destra, poi ordin ai suoi uomini di aprire un varco al duca di Norfolk.
Luomo  accompagnato dalla cerchia pi stretta dei suoi cavalieri, tutti vestiti dei colori del casato  si era di nuovo tolto lelmo e fiss Warwick da sotto le sopracciglia folte, la testa massiccia sorretta da un collo taurino. Questi gli fece cenno di avvicinarsi. A quarantanni, Norfolk era ancora nel pieno delle forze, eppure il suo volto era stranamente pallido. Ora Warwick aveva bisogno di lui e preg tra s di potersi fidare: non sarebbe stata la prima volta che gli York e i Lancaster si tradivano a vicenda. Con la sorte che favoriva la regina Margherita, il conte non poteva permettersi il minimo errore di giudizio.
Milord esord quando Norfolk gli fu accanto, parlando per primo in riconoscimento dellinferiorit del proprio rango. La battaglia  cominciata male, ma sono certo che possiamo ancora tener testa al nemico.
Il silenzio dellaltro lo indispett. Anzich rispondere subito, il duca diede mostra di voler valutare la situazione da s, passando in rassegna con lo sguardo la retroguardia in rotta, i cannoni abbandonati, il nemico che a ranghi serrati continuava a calare dalla citt. Infine scosse la testa e sollev lo sguardo al cielo, lasciandosi bagnare il volto e la fronte stempiata dalla pioggia.
Sarei daccordo, se il diluvio non avesse messo fuori uso tutte le bocche da fuoco. Il re  di nuovo in mano loro?
A quel punto tocc a Warwick guardarsi alle spalle, prima verso la grande quercia e poi fino alle ultime file dello schieramento della regina.
Pura sfortuna afferm risoluto. Lo credevo al sicuro, nelle retrovie. Pensavo che nessuno potesse raggiungerlo, invece il diavolo lha messo proprio sulla loro strada.
Norfolk si strinse nelle spalle e diede un colpo di tosse, coprendosi la bocca.
Allora hanno gi ci che volevano. La battaglia  finita. Il meglio che possiamo fare, adesso,  evitare la rotta. In fondo non abbiamo perso troppi uomini... i caduti accertati sono meno di seicento.
Tra cui mio fratello John.
In realt Warwick calcolava che le vittime fossero ben di pi. Norfolk stava solo cercando di addolcire la notizia del disastro, ma lui si scopr incapace dellindignazione che un consiglio simile avrebbe dovuto suscitare. Il diluvio non accennava a placarsi; erano entrambi fradici e intirizziti, tremanti sulle selle mentre si fissavano lun laltro. Norfolk aveva ragione. Limmediata cattura di re Enrico aveva segnato la loro sconfitta prima ancora che la vera battaglia fosse iniziata. Warwick imprec a gran voce contro la pioggia, strappando un sorriso al compagno.
Un ripiegamento immediato e ordinato, lord Warwick, lascer lesercito pressoch intatto, senza macchiarci di disonore. Presto Edward di York si unir a noi e a quel punto... Be, si vedr.
Norfolk era un uomo persuasivo, ma a quelle parole una punta di irritazione si fece largo nellumore cupo di Warwick. Il giovane York avrebbe portato alla campagna tutta la sua irruenza, la sua cocciutaggine e il suo disordine, poco ma sicuro. E tuttavia, come suo padre prima di lui, aveva sangue reale nelle vene. Il suo diritto al trono era superiore a quello di chiunque altro nel regno, con la sola eccezione di re Enrico in persona. Una simile discendenza significava potere e nientaltro contava. Warwick nascose il suo disappunto. Sconfitti i Lancaster, solo uno York poteva indossare la corona, che la meritasse oppure no.
In quel momento, comunque, lui aveva questioni pi pressanti di cui occuparsi. Fiss a lungo il campo di battaglia. Il pensiero che una ritirata verso nord lavrebbe costretto a passare davanti a quelle inutili fortificazioni gli strapp una smorfia.
Il suo sguardo indugi nel punto dove aveva visto cadere il fratello. Se era ancora vivo, il nemico lavrebbe tenuto prigioniero in attesa di riscatto. Almeno in questo poteva sperare. Inspir a pieni polmoni laria gelida e, quando si sent pervadere da un enorme e improvviso sollievo, cap che era la decisione giusta.
Ripiegate, in buon ordine! url, poi attese di sentir riecheggiare il comando di capitano in capitano. Gli sfugg un gemito al pensiero di abbandonare i suoi magnifici cannoni, ma ormai quella parte del campo era in mano nemica. Non cera ritorno. Avrebbero potuto renderli inutilizzabili con un semplice paletto piantato nel posto giusto, ma non avevano modo o tempo nemmeno per questo. Avrebbe dovuto ordinare altri cannoni nelle fonderie del Nord; magari con fusti pi grossi e una copertura impermeabile sopra i foconi.
Il suo ordine rimbalz in tutta la spianata, ripetuto decine e centinaia di volte. Con un clima diverso, i nemici avrebbero forse reagito intensificando lavanzata, attirati dallodore irresistibile della vittoria. Ma sotto quel diluvio e con il fango alle caviglie, i loro ranghi si arrestarono al primo smorzarsi degli scontri. Restarono ad asciugarsi la pioggia dagli occhi e dai capelli, mentre lesercito di Warwick voltava loro le spalle e si metteva in marcia.
Margherita sedeva nellaccogliente saletta di una taverna, riscaldata da un fuoco scoppiettante. In suo onore il proprietario aveva messo a cuocere unintera testa di maiale, che ora sobbolliva nel paiolo insieme a un brodo denso di verdure e fagioli. Di tanto in tanto il grugno pallido saliva in superficie, come per guardarla, poi si rigirava e sprofondava di nuovo; era uno spettacolo stranamente ipnotico e lei rest a fissarlo mentre la sua corte le mulinava intorno. Il piccolo Edoardo sedeva muto, contrariato dal divieto di punzecchiare con un bastoncino il pezzo di carne.
La clientela abituale della taverna era stata sloggiata per far posto alla regina, suo figlio e la loro scorta. Da fuori erano filtrati i suoni di un piccolo tafferuglio, quando un paio di ragazzotti del posto si erano messi in testa di obiettare. La sua guardia personale, formata da scozzesi e inglesi, era stata ben contenta di rimandarli per la loro strada, incitando i pi riottosi con qualche calcio nel didietro. Finalmente su Dunstable era sceso il silenzio, salvo il tambureggiare della pioggia sul tetto, il brusio allinterno della taverna e il sibilo del fuoco nel caminetto. Margherita si scrutava le mani, pulendosi le unghie delluna con quelle dellaltra.
Non era la prima volta che assisteva a una battaglia, anzi. Ne aveva viste a sufficienza da non voler ripetere lesperienza. Fu scossa da un brivido al ricordo delle grida degli uomini, le voci stridule come quelle di una donna o di un animale macellato. In qualsiasi altra circostanza, simili urla di dolore avrebbero richiamato i soccorsi: una donna sarebbe accorsa ad aiutare il marito che si fosse ferito con laccetta, una madre o un padre si sarebbero precipitati a prendersi cura del figlio prostrato dalla febbre o da una frattura. Sul campo di battaglia, invece, i lamenti e le strida pi strazianti restavano senza risposta o, peggio, rivelavano la debolezza del ferito attirando i predatori. Margherita torn a fissare la testa di maiale, ora girata proprio verso di lei, poi distolse lo sguardo. Allimprovviso le era venuta la pelle doca.
Ascolt il rumore dei cavalli condotti nelle stalle e le voci dei suoi uomini che riferivano la parola dordine per il cambio della guardia. Derry Brewer ci teneva a certi dettagli. Diceva che avrebbe fatto la figura dellidiota se la regina fosse caduta in mano nemica a causa di una sua negligenza sui rituali e le cautele pi basilari. Dun tratto Margherita sent la voce del capo delle spie e aggrott la fronte. Perch era tornato da St Albans? Possibile che la battaglia fosse gi vinta?
Edoardo si alz e corse ad aprire la porta, agitando la mano e gridando un saluto. Poi si arrest di colpo, ammutolito e con gli occhi sgranati. Lei stava gi scattando dalla sedia quando, dal lastricato della strada, provenne uno sferragliare di armature. I suoi uomini si stavano inginocchiando. La voce di Derry risuon pi forte.
Signori, vi porto sua grazia re Enrico dInghilterra, sesto di questo nome, signore dIrlanda, sovrano di Francia e duca di Lancaster.
Il tono era compiaciuto. Margherita avanz verso la soglia e super il figlio, rimasto immobile e a bocca aperta come lo scemo del villaggio. Sfiorato dalla gonna della madre, il bambino sembr riscuotersi e corse fuori con lei sotto il vento e la pioggia.
Erano passati otto mesi dallultima volta che aveva visto Enrico, ovvero da quando aveva salvato se stessa e suo figlio lasciandolo solo nella sua tenda a Northampton. Si sent arrossire al timore di un rimprovero, ma non chin la testa. Al contrario, la alz. Allora Warwick e York avevano trionfato, invadendo il campo e catturando il re. In seguito, per, lei aveva posto rimedio a quel gesto disonorevole, ribaltando da sola le sorti della guerra. Adesso York e Salisbury erano morti, Warwick indebolito e suo marito era sopravvissuto a quellordalia. Solo questo contava.
Smontato di sella, Enrico barcoll sotto il peso del figlio che gli saltava al collo.
Edoardo, ragazzo mio, quanto sei cresciuto! Tua madre  qui? Ah, Margherita, eccoti. E tu, non mi abbracci?  passato molto tempo...
Lei si fece avanti, subendo lassalto del vento come uno schiaffo. Chin la testa e il marito tese una mano, sbalordito, a sfiorarle la guancia umida. Not che era molto magro, la pelle smorta quasi quanto quella del maiale nel paiolo. Il re dimenticava di mangiare se nessuno gli rammentava di farlo e a quanto pareva i suoi sequestratori non si erano disturbati a insistere. Era sciupato nel fisico, ma gli occhi vacui e inermi erano quelli di sempre.
Sembri la Madonna, Margherita disse in tono sommesso. Una madre di grande bellezza.
Lei si sent arrossire e riprese a respirare. Ormai aveva trentanni e conosceva matrone della sua et con una mezza dozzina di marmocchi e fianchi abbastanza larghi da partorirne altrettanti tutti in una volta sola. Era ben consapevole della propria vanit, ma in fondo era un peccato veniale rispetto a quelli di certa altra gente.
Vederti mi rincuora, marito mio rispose. Ora che sei al sicuro, incalzeremo i traditori fino ad annientarli.
Non poteva certo aspettarsi una lode da lui e tuttavia si sorprese a sentirne un disperato bisogno.
Ho condotto a sud un esercito, Enrico prosegu, incapace di fermarsi. In parte fin dalla Scozia.
Il re inclin la testa di lato, scrutandola con laria interrogativa di un cane che si sforzi di indovinare la volont della padrona. Era chiedere troppo il desiderare da lui una parola daffetto e di gratitudine, dopo una battaglia vinta e la sua liberazione? Le manc il cuore sotto quello sguardo perplesso, nemmeno gli si fosse rivolta in una lingua sconosciuta. Sentendosi le lacrime agli occhi alz ancor di pi la testa, affinch non le scendessero sulle guance.
Vieni, mio sposo lo invit, tendendo una mano e prendendolo per il braccio. Avrai fame e freddo. Dentro c un fuoco e un po di zuppa. Ti faranno bene.
Grazie. Se lo dici tu, Margherita... Per vorrei vedere labate Wheathampstead. Devo confessarmi.  da queste parti?
A lei sfugg una risata soffocata, mentre entravano al caldo della taverna.
Oh, Enrico, quali peccati puoi aver commesso durante la prigionia?
Con sua sorpresa, il re irrigid il braccio. Il volto pallido era corrugato quando si gir a guardarla.
Noi mortali siamo nati nel peccato, Margherita. Sappiamo mentire e coltivare le mancanze pi sordide persino nei pensieri pi reconditi. La nostra mente  debole e il peccato ne approfitta per insinuarsi nei suoi recessi. E il nostro corpo  tanto fragile che basta un soffio a spazzarci via. Un nonnulla e ce ne andiamo, con lanima ancora carica di peccati inconfessati, quindi destinata alla dannazione eterna. E tutto ci in cambio di cosa? Di una saletta calda e una ciotola di zuppa?
Si era accalorato. Margherita lo abbracci, confortandolo e consolandolo come avrebbe fatto con il figlio, finch il suo respiro torn regolare.
Far convocare labate, Enrico. E se la battaglia gli impedir di raggiungerci, chiamer un prete. Va bene?
Lui annu, sollevato.
Nel mentre, per, mi faresti contenta se mangiassi e riposassi un po.
Daccordo, come vuoi rispose il re.
Derry Brewer era rimasto in un angolo, a spostare il peso da un piede allaltro, impaziente di parlare con la regina. Lei affid il marito alle cure di un attendente del proprio seguito e di una guardia inglese, spiegando loro esattamente in che modo comportarsi con il re e come rivolgersi a lui. Non appena ebbero sistemato Enrico su una sedia, con una coperta sulle gambe, Margherita attravers in fretta la stanza e raggiunse il capo delle spie.
Grazie per avermi restituito mio marito, Derry. Notizie dalla battaglia?
Non labbiamo ancora vinta, milady, ma lavvio promette bene. Per nostra fortuna, avevano tenuto il re nelle retrovie. In effetti met dei nostri soldati gli ha marciato proprio davanti. Beninteso, in base alla mia esperienza la buona sorte  il risultato di unoculata preparazione, non proprio il dono inspiegabile che credono alcuni.
Anchio ho imparato che le preghiere sono esaudite pi spesso se accompagnate dal denaro, da buoni piani e dal ricorso agli uomini giusti. Bisogna prima impegnarsi e solo poi si pu chiedere laiuto di Dio. Il Signore non ama la pigrizia.
La regina chiuse le palpebre e si premette la nocca del pollice su un occhio. Derry attese con relativa calma. Il caldo e il profumo di zuppa erano comunque meglio di quanto lo aspettava allesterno.
Mi gira la testa, Derry, per la rapidit e la portata degli eventi. Mio marito di nuovo con me, sano e salvo... o in ogni caso in condizioni non peggiori che in passato. Mio figlio al mio fianco e i miei lord Somerset e Percy che infliggono il giusto castigo a quanti ancora ci contrastano. Siamo tornati in sella, mastro Brewer! Il re si trova a... quanto? Una dozzina di miglia da Londra? Domani raggiungeremo la citt e lintero paese sapr che  sopravvissuto. Vedranno mio figlio e capiranno che  un magnifico erede. Non riesco quasi a capacitarmene. Quanta strada abbiamo fatto!
Milady, entro questa sera recher nuove notizie. Potrete ingannare lattesa occupandovi di vostro marito, affinch sia al sicuro, al caldo e a suo agio.  sempre stato lui la chiave del lucchetto, mia signora. E lo  ancora. Credo che...
I cavalli si fecero sentire ben prima di arrivare alla taverna; a giudicare dal rimbombo dei ferri sul lastricato, dovevano essere almeno una sessantina. E pi il rumore cresceva, pi Derry si incupiva. Dunstable distava appena dieci miglia dal campo di battaglia e lui aveva cavalcato senza fretta mentre conduceva l Enrico. Non poteva escludere che il nemico, vedendolo passare, avesse inviato un manipolo di cavalieri per sferrare un attacco e catturarlo di nuovo.
Milady, preparatevi a nascondere il re, nel caso non fossero dei nostri esclam risoluto.
Poi raggiunse la soglia e corse fuori, lasciando la porta spalancata alle sue spalle. Tra pioggia e foschia, non riusciva a distinguere i colori sugli scudi di quegli uomini. Oltretutto le loro armature erano incrostate del fango schizzato dagli zoccoli. Intorno a lui si schierarono rapidamente trenta uomini, armati e pronti a difendere la famiglia reale fino alla morte.
Pace! Non attaccate! Somerset! grid luomo in testa al gruppo.
Era coperto di fango come tutti gli altri, ma si ripul il pettorale con una mano e sollev la visiera dellelmo. Tir le redini a pochi passi dal gruppo che gli sbarrava la strada, spade e scuri impugnate.
Non mi avete sentito? Sono Henry Beaufort, duca di Somerset. Il mio stesso nome mi vale da salvacondotto e state certi che avr la testa di chiunque osi levare la spada contro di me. Sono stato chiaro? Ora, dov la regina?
 lui grid Derry ai suoi. Fate largo a lord Somerset.
Brewer? Venite a darmi una mano.
Derry non pot esimersi dallobbedire, avvicinandosi al nobiluomo e reggendogli lo stivale da cui spuntava lo sperone. Somerset sollev laltro piede, quindi smont con uno slancio tale da sbilanciarlo, minacciando di mandarlo gambe allaria. Infine gli si par davanti e Derry gli lesse chiaro in volto il ricordo di quando laveva disarcionato. Lo stava fissando con freddezza, ben consapevole del proprio potere in quel momento.
Portatemi dalla regina, Brewer ordin.
E dal suo consorte, re Enrico rispose Derry.
Il duca trasal ed esit per una frazione di secondo mentre passava le redini a un servo. Il ritorno del sovrano avrebbe richiesto un periodo di adattamento a tutti, pens Derry.
...
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...
8.
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Edward di York smont di sella cercando di non fare rumore e leg le redini a un ramo basso. Non poteva per zittire il cigolio dellarmatura o lo schioccare al vento del grande mantello in pelliccia di lupo che da qualche tempo aveva preso labitudine di indossare. Certo, alcuni suoni erano sovrastati dalle folate e inghiottiti dalla foresta o dai crepacci che lo circondavano ma, pur senza darsene troppo pensiero, sapeva che il branco di lupi non si sarebbe lasciato ingannare. Predatori a loro volta, e magari a caccia proprio in quel momento, avrebbero fiutato subito la sua presenza.
Mentre si incamminava tra scoscesi costoni di granito, un latrato giunse alle sue orecchie. Il paesaggio intorno a Northampton era impervio, con rocce antiche come il tempo ricoperte di muschio verde. Nei due giorni di battuta non aveva incontrato anima viva e  sebbene le pareti a strapiombo si stringessero ai suoi fianchi, fino a ridurre il cielo a un sottile nastro grigio  non temeva di cadere in un agguato. Avanz in quellangusto corridoio naturale, sfregando gli omeri contro la roccia; poco oltre, i ringhi e gli ululati si intensificarono nella combinazione di furia e paura che da tempo immemore identifica un branco. Per un istante gli venne il sospetto che non fosse saggio piombare a sorpresa davanti a tanti lupi selvaggi, senza nemmeno sapere se avessero una via duscita alle spalle: sbarrargli il passo equivaleva a farsi attaccare con la stessa ferocia con cui avrebbero sbranato una preda qualsiasi.
Sorrise a quel pensiero, sicuro della propria forza e velocit. Aveva scoperto il puro incanto del rischio, lunica esperienza che ancora riusciva a dargli un brivido di gioia quando il resto del mondo si era ridotto soltanto a cupo dolore. Di fronte al pericolo si sentiva come un osso levigato e libero dal peso della carne. Cos lo accoglieva a braccia aperte.
Il passaggio era buio, tanto che la luce sul fondo risultava quasi abbacinante. Edward avanz il pi in fretta possibile, finch guaiti e rumori di lotta salirono quasi al volume di una battaglia. Cominci a correre quando il passaggio si allarg, poi si arrest di colpo davanti a un avvallamento nel terreno, largo non pi di quaranta iarde. Arrischi una rapida occhiata verso lalto, ma senza trovare appigli per arrampicarsi. A pochi passi da lui cera un enorme branco di lupi che ululava e azzannava laria, mulinando intorno a un segugio preso in trappola. Anche il cane abbaiava, ma il suo verso si perdeva nella cacofonia generale. Quelle bestie selvagge lavevano spinto contro la parete sul fondo, precludendogli ogni possibilit di fuga.
Avevano avvertito la presenza delluomo alle loro spalle e gli scoccavano a turno occhiate minacciose. I membri inferiori del branco chinavano la testa, intimoriti dal suo odore. Tre giovani maschi si girarono verso di lui, abbaiando e ringhiando come impazziti mentre balzavano in avanti per poi arretrare, le zampe rigide e gli occhi spalancati.
Edward sent il sudore scorrergli sul volto. Si era aspettato un branco piccolo  sei esemplari, dieci al massimo  ma nello spiazzo se ne aggiravano pi di trenta, tutti assassini magri e con le zanne gialle. Ormai da parecchi secondi se ne stava l, immobile nellaria fredda, eppure non si erano ancora abituati a lui.
Il cane era una creatura enorme col pelo bianco e nero, probabilmente il mastino di un qualche cacciatore; di certo abbastanza scaltro da restarsene il pi possibile incollato alla roccia. Per era in trappola e il branco lavrebbe gi ucciso se non fosse stato per larrivo di Edward. Non era escluso che morisse comunque.
Un movimento sopra di lui attir la sua attenzione verso il ciglio del piccolo canyon. A occhio, lavvallamento non era pi profondo di sei o sette iarde e, data la forma regolare, sembrava pi opera delluomo che il letto di un fiume prosciugato. Nelle foreste si trovavano ancora anelli e pietre romane, li aveva visti lui stesso, e lo spiazzo gli dava la stessa impressione di quegli antichi manufatti.
Mentre alzava lo sguardo si augur di vedere un giovane pastore, e non un soldato. Sicuramente non si aspettava di scorgere, tra i rovi e ledera, una ragazza. Rest a fissarla a bocca aperta: si stava aggrappando alle radici scoperte di un cespuglio di sorbo, per scrutare verso il basso, e quando alz un braccio Edward not che in mano stringeva un sasso grosso come una mela. Poi lei si sent osservata, guard meglio e rest attonita alla vista del guerriero barbuto, coperto dallarmatura e dal mantello di lupo.
Vattene da l! gli url, scagliando con forza il sasso nel bel mezzo del branco. Colpita, una delle femmine pi piccole gua e spicc un balzo, ruotando su se stessa in cerca del suo aggressore ma stringendo solo aria nelle fauci.
Edward si sent morire quando la ragazza alz di nuovo il braccio. Era decisa a salvare il suo cane, ma cos facendo... Una rabbia acida gli riemp la bocca. Oltre allarmatura e al mantello, portava la spada donatagli da suo padre; la sguain, mentre altri sassi piovevano sui lupi. Gli animali si agitavano sotto quel supplizio e mandavano lamenti, dimentichi della loro preda. Dun tratto, il loro unico pensiero divent la fuga.
Per cera un uomo di mezzo, fermo a ostruire il passaggio. Edward avvert una nuova tensione nellaria quando le pi possenti fra quelle belve si girarono, puntandogli addosso uno sguardo inferocito. Un grosso maschio, con il pelo fitto e il corpo muscoloso, balz in avanti per sfidarlo. Lui deglut a fatica, ma aveva diciottanni e i sensi affinati, temprati dal fuoco. E quella spada era stata forgiata apposta per lui, con un codolo rastremato da cui partivano tre piedi di lama dacciaio. Per altri, manovrare con scioltezza unarma di quel peso sarebbe stato difficile, ma nel suo caso era necessario: altrimenti si sarebbe spezzata sotto la potenza dei suoi stessi fendenti. Nelle sue mani danzava leggera come una piuma.
Coraggio, fatti sotto, ragazzone esclam a voce alta, quasi ringhiando. Vedrai cosho in serbo per te.
Era andato a caccia di lupi molte volte, ma non aveva mai visto la reazione di un branco davanti a una situazione simile. Senza un attimo di esitazione gli si scagliarono tutti addosso, sbavando dalla furia. A dispetto della sua stazza, si ritrov sbattuto contro la parete di roccia, ridotto quasi in ginocchio sotto quella massa inferocita. Fu larmatura a salvarlo: il suo metallo segnato lo protesse contro zanne e artigli. I lupi si accanirono dunque contro il mantello, strappandolo con le fauci, strattonando Edward e facendogli perdere lequilibrio. Lanciato un grido di battaglia, lui prese a menare fendenti, ferendo le belve con i guanti ferrati quanto con la lama.
Fin in pochi istanti, non appena i capi del branco lebbero scansato a forza di strattoni, aprendosi un varco verso la libert. Lui rimase l ad ansimare, con le mani appoggiate alle ginocchia. Ai suoi piedi restavano quattro lupi: due vivi, due morti. Gli altri si erano volatilizzati e della donna che glieli aveva aizzati contro non si vedeva nemmeno lombra. Lentamente, con una smorfia di dolore per i colpi incassati, Edward si accucci e tese la mano verso una delle bestie ferite. Si trascinava sulle zampe anteriori cercando di alzarsi, la schiena spezzata. Spalanc gli occhi e mostr i denti alla vista della mano, finch lui non le assest uno schiaffo sul muso. A quel punto abbai ununica volta, poi strisci pi lontano, mandando lunghi guaiti.
Edward si rialz con cautela. Lenorme mastino si stava avvicinando, ringhiando ogni volta che un lupo si muoveva. Ma quelli ormai non costituivano pi una minaccia e non li temeva veramente. Pesto e impolverato, raggiunse Edward, zoppicando su una zampa coperta di un lungo rivolo di sangue. Quando luomo abbass lo sguardo, il cane gli premette la testa sulla gamba, strofinando il muso sulle pieghe del mantello stracciato. Era il segugio pi grosso che Edward avesse mai visto.
Sei un bel bestione, eh? gli disse. Proprio come me. Era la tua padrona, quella lass? La ragazza che mi ha scatenato il branco contro? Ma certo che era la tua padrona, vero, cagnone?
Il mastino sventol la coda come una frusta e allarg una specie di buffissimo sorriso quando Edward lo gratt tra le scapole. Anche coperto di graffi e tagli, accettava volentieri il tocco di una mano amica.
Allimprovviso, una pioggia di sassolini e foglie li invest. La ragazza si stava calando lungo la parete, aggrappandosi a radici e spuntoni di roccia, con labito che si impigliava sollevandosi sulle gambe fino alle cosce. Edward  malconcio, accaldato e indispettito  fece finta di niente: si abbass su un ginocchio, dedicandosi a coccolare il cane finch quello si rovesci sulla schiena per mostrargli la pancia quasi glabra, felice come un ebete e la lingua penzoloni.
Il respiro affannoso della ragazza rimbombava nel passaggio. Ma Edward non se la passava meglio e rest ad accarezzare il mastino in attesa che il proprio respiro si normalizzasse. Sentiva ancora guaire i due lupi feriti. Per un momento pens di mettere fine alle loro sofferenze con un colpo di pugnale, poi per cambi idea. Quellassalto laveva terrorizzato, anche se non lavrebbe mai ammesso in vita sua. Certo, era protetto dalla cotta e dalle piastre di metallo, ma i lupi adulti sono pesanti e rapidi come la folgore; se fossero riusciti ad atterrarlo sulla schiena, lavrebbero sgozzato in un attimo. Ricordava ancora le zanne gialle che si richiudevano di schianto, cos vicine ai suoi occhi da fargli temere che gli sbranassero la faccia.
Per un tempo che gli sembr interminabile rimase dunque in attesa, consapevole della presenza della donna sopra di lui ma allapparenza impassibile. A met della parete lei si ferm, appesa a una piccola sporgenza di granito muschioso, a una dozzina di piedi da terra. Era ancora troppo in alto per saltare e rest incerta, sbuffando esasperata mentre cercava invano un altro appiglio.
Edward la sent scivolare, poi imprecare. A quel punto sollev gli occhi. Si era aggrappata con entrambe le mani da qualche parte, ma la roccia aveva ceduto; agit le braccia in aria e allultimo secondo si spinse lontano dalla parete con un calcio, piombando verso di lui come unombra scura nel cielo pallido. Sarebbe bastato alzarsi e fare un passo per afferrarla al volo.
Invece lui continu a guardarla, grattando sovrappensiero il petto del cane. Con uno schianto la ragazza gli atterr di fronte. Rest immobile, non un lamento, gli occhi fissi al cielo. Che fosse morta? Rotolando di scatto sul fianco il mastino corse a raggiungerla, agitando la coda in un mulinello sfocato, guaendo mentre le leccava la faccia e le premeva il naso sul palmo aperto. Edward sfil un pezzo di corda dalla cinta e cominci a farne un collare.
Ti serve un nome, vecchio mio dichiar. Poi, dimpulso, si rivolse alla donna. Seppur a fatica, lei aveva ripreso a respirare, ma a dispetto delle leccate e dellagitazione del cane non si era mossa. Tu come lo chiamavi?
Dun tratto, gemendo, lei si tir a sedere. Aveva il volto e le mani coperti di escoriazioni, sporchi derba e terriccio; i capelli erano pieni di foglie. In altre circostanze  magari in un giorno in cui non le fosse capitato di calarsi lungo una parete di roccia e precipitare sul fondo di un canalone  si sarebbe detta bella. E, persino conciata in quel modo, i suoi occhi erano stupendi, enormi e sfolgoranti di rabbia.
Non so chi sei tu, ma il cane  mio lo aggred. E se pensi di farmi del male, sappi che i miei fratelli stanno scendendo da quel sentiero aggiunse indicando.
Senza scomporsi, Edward agit un braccio nella stessa direzione.
Io ho un esercito non so dove, da quelle parti, oltre ai quaranta uomini della mia battuta di caccia. Non ho certo paura dei tuoi fratelli, n di tuo padre se  per questo. E adesso il cane appartiene a me. Quindi ti ripeto la domanda: come si chiama?
Intendi portarmelo via? chiese lei scuotendo la testa, allibita. Non hai alzato un dito per salvarmi, e ora vuoi anche rubarmi il cane? E poi perch non hai nemmeno provato a prendermi, mentre cadevo?
Lui rest a guardarla. Aveva i capelli di un biondo ramato, pettinati allindietro alla meno peggio e annodati sulla nuca. Per met si erano sciolti e le circondavano la testa come unaureola. Qualcosa nelle sue palpebre pesanti gli fece rimpiangere di non averla afferrata, ma ormai era fatta. Si strinse nelle spalle.
Mi hai messo nei guai, coi tuoi lupi.
Non erano miei! Stavo cercando di salvare Beda.
Il mastino drizz le orecchie al suono del proprio nome e si appoggi alla ragazza fino a quando lei non prese a grattargli la schiena. Sentendolo gemere e sbuffare di piacere, Edward prov una strana stretta al cuore.
Beda, come lerudito? Non  un nome da cane. Io gliene darei uno diverso... Bruto, magari.
Ah, s? Be, e a dispetto della tua stazza tu non sei un uomo: non solo non mi hai salvata, ma daresti al mio cane lo stesso nome che sceglierebbe un bambino. Bruto!
Lui arross, le guance segnate mentre serrava la bocca. Torn a rivolgersi al mastino.
Magari Mos disse. O Macchia, per via del manto; ti piace, cagnone? Preferisci qualcosa di pi corto, tipo Mac? S, forse  meglio.
La sua voce si era raffreddata e lo sguardo incupito. Nel chinarsi sullanimale, appariva minaccioso quanto poco prima era sembrato gentile. La donna smise di contraddirlo. Il suo fisico laveva indotta in errore: solo ora si rendeva conto che era molto pi giovane di quanto avesse pensato e not la barba ancora soffice che gli copriva gran parte del volto. Anche stracciato dai lupi, il mantello gli scendeva enorme dalle spalle larghe, facendolo apparire persino pi grosso in quello spazio ristretto. Si alz, ancora incerta se temerlo oppure no. Il cane ormai si era lasciato sedurre e non poteva contare su di lui per difendersi. Aggrott la fronte, sentendo i graffi e i lividi che cominciavano a pulsare.
Comunque, un cane non si ruba. Se lo vuoi dovresti pagarmelo, e a un prezzo equo.
Anche Edward si tir su e di colpo il cielo parve oscurarsi. Non era soltanto la sua statura, ma la stazza, quelle spalle e braccia ingrossate da anni passati a esercitarsi con la spada e lo scudo. Aveva la barba arruffata e i capelli lunghi incrostati di polvere, ma il suo sguardo era fermo. Lei si sent le farfalle nello stomaco  e non solo  quando lui scosse la testa.
Immagino tu sappia essere persuasiva, donna, io per non ci casco. Qui, Mac. Vieni.
Il mastino torn a premersi sulle sue gambe e rest l, ansimante, il muso solcato da quello strano ghigno di piacere. Edward gli pass la corda intorno al collo, poi strinse lestremit nella mano sinistra come un guinzaglio.
Se te ne resta la forza, ti consiglio di arrampicarti in fretta da dove sei venuta disse, andandosene. I miei uomini mi staranno cercando e non ti conviene farti trovare da loro. Tengo il cane come risarcimento delle mie ferite, mia signora. Addio.
Elizabeth Grey lo guard allontanarsi. Intuiva, dietro la prestanza fisica di quel giovane gigante, un animo cupo e tormentato. E, mentre lui spariva, si rese conto che tale combinazione le suscitava uno strano languore. Ramment a se stessa che era una donna sposata, con due figli forti e un marito nellesercito di lord Somerset. E sir John Grey sapeva essere terribilmente sospettoso. Sospir. Avrebbe dovuto raccontargli che il cane era morto.
St Albans distava appena venti miglia da Londra, nemmeno un giorno di strada. Gli uomini al seguito del re e della regina sapevano che, mettendosi in marcia al mattino, avrebbero avvistato il Tamigi prima del tramonto. La prospettiva risollev il morale a tutti. Londra significava taverne e birra; in citt avrebbero ricevuto la paga e goduto di tutti i piaceri che quel denaro poteva comprare. In vista dellultima destinazione, lesercito di Margherita si era rimesso a nuovo per quanto possibile, ridendo e scherzando mentre caricava equipaggiamenti e masserizie sui carri.
La notizia della liberazione del re aveva cominciato a diffondersi poco dopo la ritirata di Warwick e Norfolk verso nord e quanti avevano partecipato alla battaglia erano ben consapevoli della sua importanza. Erano euforici, quasi folli di sollievo. Le loro grida di esultanza erano echeggiate in tutta la piana e fino alla citt, in ondate sempre pi poderose, finch gli uomini avevano perso la voce. Ed erano ricominciate non appena la famiglia reale era giunta a cavallo tra loro, quella sera.
Alcuni di quei soldati avevano marciato e combattuto per tutta la strada dalla Scozia fino al Sud, e tutti avevano attraversato foreste e valli per scontrarsi due volte con i nemici pi agguerriti del re, trionfando in entrambi i casi: a Sandal e a St Albans. Ora il sole tornava a sorgere e Londra li aspettava, ricca dei premi e delle posizioni di spicco che solo una capitale pu offrire. Con le sue corti, le sedi degli sceriffi, la reggia di Westminster e la Torre, la citt era il cuore stesso del paese. Non significava soltanto potere, ma anche sicurezza e, soprattutto, cibo e riposo in abbondanza.
Per una volta, Margherita non finse di consultare il duca di Somerset. Appena lalba illumin laccampamento, diram lordine di muovere verso sud. Ora che aveva accanto il marito e il figlio, i suoi lord non facevano che profondersi in inchini e sorrisi. La presenza di re Enrico era come un talismano. Quanti si erano indispettiti degli ordini della regina e avevano morso il freno sotto la sua autorit erano ora di nuovo prudenti, con le espressioni studiatamente neutrali. Altri che, abituati alla sua presenza, lavevano trattata con troppa confidenza erano tornati a rispettosa distanza.
I tamburi scandivano il ritmo e gli uomini cantavano canzoni su cui marciare, tenendosi una mano sul cuore. Sui loro visi, al contempo gioiosi e tesi, si leggeva un misto di sollievo per essere sopravvissuti e di sfinimento per quanto avevano sofferto. Pi di ogni altra cosa, per, erano allettati dalla prospettiva della ricompensa, ormai a portata di mano. Che Enrico non capisse niente di tutto ci non aveva importanza: il re e la regina dInghilterra cavalcavano insieme al principe di Galles verso la capitale del regno e solo questo contava. Lesercito prese a snodarsi per miglia e miglia lungo la strada, lasciando indietro lenorme cannone catturato a St Albans.
I reali avanzavano affiancati, preceduti da Somerset e Percy. Avevano vinto, certo, ma gli alti ufficiali sapevano che le forze di Warwick non erano lontane. Date le circostanze, non si poteva inscenare una marcia trionfale, n permettere a Margherita ed Enrico di cavalcare in prima linea, dove unimboscata di arcieri poteva abbatterli in un istante. Somerset aveva disposto intorno a loro i suoi migliori cavalieri; non aveva impartito ordini espliciti agli scozzesi, ma cerano anche loro: procedevano a lunghe falcate, le gambe nude e armati fino ai denti. Quegli uomini barbuti fissavano senza vergogna il sovrano pallido che avevano salvato, scambiandosi commenti nella loro strana lingua. Latmosfera era quella spensierata di una fiera destate e i soldati marciavano tranquilli, ridendo e cantando, mentre macinavano le poche miglia che li separavano da Londra.
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9.
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Lavanzata dellesercito lungo la strada per Londra si era quasi tramutata in una parata, o in un corteo reale. Lincalzare dei cavalieri, che galoppavano in file da quattro reggendo alti i vessilli sulle aste, costringeva i viaggiatori a trascinare i loro carretti via dal selciato, spostandosi sul terreno acquitrinoso. Contadini e commercianti toglievano il cappello e se lo premevano sul petto, appena saputo che quegli uomini in armatura annunciavano il ritorno del re e della regina. Alcuni levavano grida di benvenuto nel freddo e nel vento, e tutti restavano imbambolati a fissare Enrico e Margherita, come per imprimerseli per sempre nella memoria.
Certo, gli stendardi reali erano stracciati e incrostati di fango, ammuffiti dopo mesi trascorsi dentro un baule. E anche gli uomini che li reggevano erano malconci alla fine di una campagna tanto lunga, ma alzarono la testa e raddrizzarono le schiene alla vista delle imponenti mura di Londra, il loro arrivo annunciato da squilli di trombe. La citt aveva vissuto rivolte e invasioni per tutto lanno, la Torre era stata violata e i cannoni avevano sparato sulla popolazione per le strade. Da oltre un decennio, gli York minacciavano il legittimo sovrano con le loro soperchierie e i loro complotti.
Ormai, per, era acqua passata; Margherita lo avvert chiaramente nella frizzante aria invernale. Nei mesi pi caldi, quel posto puzzava di marcio e di fogne a cielo aperto, ma adesso la regina sentiva nel vento un profumo di legno e intonaco, mattoni, fumo e carni in salamoia. Di riflesso, ripens alla prima volta che aveva visto la citt, appena sbarcata dalla Francia. Allora lavevano portata in lettiga, fermandosi sul ponte di Londra a ricevere lacclamazione della folla esultante e gli inchini dei consiglieri municipali nei loro abiti multicolori. Quellaccoglienza laveva sopraffatta. Era appena una ragazzina di quindici anni e non aveva idea che al mondo ci fossero tante persone.
Sent il cuore accelerare quando Somerset tir le redini per affiancarla e cavalcare con lei. Non si parlavano dal ritorno di Enrico, anche se il giovane duca non si era mai allontanato, sempre pronto a darle un consiglio o a ricevere un ordine. Henry Percy avanzava dietro di loro insieme al principe Edoardo. Margherita si domand se il conte di Northumberland stesse pensando al padre e al fratello, caduti in quegli anni di battaglie ed eccidi. Forse adesso avrebbero potuto tutti lasciarsi alle spalle le proprie tragedie familiari. Perch lei aveva vinto: anche dopo tante traversie e sofferenze, suo marito restava il legittimo re dInghilterra. Era vivo e di nuovo sotto il suo controllo. Margherita aveva imparato molto da quando era approdata a Londra la prima volta.
La strada da St Albans conduceva direttamente alla porta del Vescovo, procedendo parallela a quella diretta a Moorgate, un altro ingresso posto poche centinaia di iarde pi a ovest lungo le mura. Quando Somerset chiese alla regina da quale porta il sovrano preferisse fare la sua entrata, lo sguardo di Enrico si rianim per un istante, illuminato dalla scintilla di un ricordo, e il re diede il proprio unico contributo dacch si erano messi a cavallo.
Mi piacerebbe passare dalla porta di mio padre disse con timidezza.
Si riferiva a Moorgate, scavata nella pietra massiccia delle mura romane prima ancora della sua nascita, quando il traffico di carri e viandanti aveva congestionato la via di comunicazione con il Nord fino a renderla impraticabile. Senza un commento, Somerset aveva trasmesso lordine alle avanguardie e queste avevano deviato sulla nuova strada, sollevata di sei piedi sopra il livello del terreno paludoso sul quale cavalli e uomini avrebbero rischiato di sprofondare. Era stata finanziata con le tasse pagate dai londinesi e lottima manutenzione la conservava asciutta anche in inverno. Nel giro di poco il grande varco comparve alla vista.
Le mura erano sorvegliate dalle guardie della guarnigione cittadina; Margherita ne intravedeva le sagome scure da mezzo miglio di distanza. Nel corso degli anni era andata e tornata da Londra molte volte, in un costante andirivieni con il castello di Kenilworth, rifugio privato dei suoi momenti pi bui. Eppure mai, in tutto quel tempo, aveva visto le porte chiuse prima del tramonto. Quel giorno invece erano sbarrate. La regina corrug la fronte, guardando di soppiatto i lord che le cavalcavano al fianco, in attesa di una loro reazione.
Fu Somerset ad assumersi la responsabilit di mandare avanti un manipolo dei suoi, indicando al resto del corteo di rallentare il passo. E quando giunsero ai piedi delle mura, a quegli uomini dolevano ancora i timpani per le urla furibonde del duca contro limbecille che aveva osato sbarrare il passo al re. Margherita si sporse sulla sella a guardare: gli inviati si sbracciavano mentre le guardie li osservavano dallalto dei camminamenti. E tuttavia, contro ogni previsione, le gigantesche ante di ferro e quercia non si scostarono di un pollice. Lesercito reale non poteva rallentare ancora. Provando una rabbia crescente, Margherita vide i messi di Somerset tornare sui propri passi, perplessi e paonazzi in volto. Ascoltandoli, il loro signore prese un colorito simile, poi gir il cavallo e si avvi verso di lei. Prima di raggiungerla, ordin allintera processione di arrestarsi.
Le file pi avanzate non distavano neanche cento iarde dalle mura, ma le porte massicce restavano chiuse.
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Spazientito, Edward di York si chiuse il mantello sul petto. Era stato richiamato alle sue responsabilit: un cappio che cominciava a stringergli il collo. Laveva avvertito per la prima volta quando lattendente principale di suo padre laveva rintracciato nel Galles. Per tre giorni di fila quelluomo aveva subito impassibile le sue imprecazioni, le sue sfuriate e le sue bestemmie. Hugh Poucher veniva dal Lincolnshire e dai capelli bianchi doveva aver superato la sessantina, anche se era impossibile esserne certi. Per quanto piccolo e magro rispetto a Edward, era rimasto inamovibile davanti a lui, con il volto atteggiato in unespressione di profondo fastidio, quasi di dolore, come se una vespa gli camminasse sulle gengive e lui cercasse di sputarla. Aveva sopportato i suoi tempestosi accessi di malumore con un silenzio sprezzante, finch il giovane gigante si era rassegnato a prestargli ascolto.
Insieme al titolo, Edward aveva ereditato dozzine di tenute, con centinaia, se non migliaia, di dipendenti tra servit e fittavoli. Suo padre aveva tenuto scrupolosamente sotto controllo quelle terre e i suoi amministratori conoscevano bene i limiti della propria autorit; non avrebbero osato la minima iniziativa, per timore di perdere lo stipendio. Agli occhi di Edward, doversi occupare di simili questioni costituiva solo un peso, una scocciatura, per quanto avesse apprezzato la borsa di monete doro e dargento che Poucher aveva portato con s.
Ma, insieme al denaro, lattendente gli aveva scaricato addosso un mucchio di responsabilit, che ora pesavano sul petto del ragazzo, soffocandolo di regole e vincoli. Per non parlare poi dellimposizione di conservarsi sobrio... Certo, Edward avrebbe potuto mandarlo allinferno; e in effetti era stato molto tentato, quando aveva scoperto che quelluomo aveva convocato uno stuolo di segretari dalle propriet pi vicine, incaricandoli di assistere e istruire il giovane padrone. Quel codazzo di scribi adesso lo seguiva in ogni cavalcata, con le dita macchiate dinchiostro e un carico di pergamene arrotolate, avvolte nel cuoio e sigillate con la ceralacca. Gli sottoponevano documenti da leggere a ogni passo, ostinati e imperterriti. E non contava quante volte Edward avesse reagito piantandoli in asso e andandosene come una furia, restando a caccia per giorni e giorni in compagnia del suo mastino e di alcuni dei cavalieri pi rudi. Quando, al ritorno, si sforzava di prendere visione delle loro scartoffie, non riusciva a concentrarsi sulle parole. La sua mente vagava, in genere ossessionata dal ricordo del padre e del fratello Edmund.
Edward aveva visto molte teste decapitate e conficcate in cima a una picca, dunque non gli serviva un grande sforzo di immaginazione per figurarsi quella di suo padre, marcia e decomposta, sulle mura di York. Aveva quasi tremila uomini al suo comando e la citt non distava poi molto; di tanto in tanto, mentre cacciava nelle vicinanze della citt, si domandava se non fosse il caso di darle subito lassalto, o se invece quelle teste fossero solo lesca di una trappola, pronta a scattare per farlo prigioniero. Nei suoi pensieri pi reconditi, a volte sentiva la mancanza di Richard Neville, il conte di Warwick. Anche lui aveva perso il padre in seguito alla vendetta della regina e avrebbe saputo cosa fare.
Certe mattine si svegliava deciso a mettere York sotto assedio. Poi per  dopo aver svuotato la vescica, fatto colazione e imprecato contro Hugh Poucher per il nuovo mucchio di conti sottoposti al suo vaglio  il terrore tornava a pervaderlo. Richard di York era stato tanto scaltro quanto potente e ciononostante la sua testa era finita conficcata su un muro di pietra. Per quanto Edward si affannasse a nasconderlo dietro una coltre di villania e scoppi dira, la morte del padre laveva privato di gran parte della sua spensierata sicurezza. Sapeva che gli uomini erano guardinghi in sua presenza e che la sua paura era una cattiva consigliera. Eppure non faceva che peggiorare le cose, tentando di farsi degli amici con la forza per poi finire ubriaco, a ribaltare i tavoli a calci o stendere un compagno con un pugno in pieno viso.
Sul lungo viale del maniero, i suoi cavalieri si disposero in una colonna compatta, in file da tre. Il parco era curato; la potatura invernale era stata tanto drastica che ogni albero e arbusto mostrava ancora i segni bianchi delle cesoie. Cavalcando, Edward risent la voce del vecchio duca, che ripeteva sommesso lantico consiglio contadino secondo cui al coltello segue la crescita. Si domand se avrebbe trovato la donna in casa, o se magari si fosse spostata in unaltra residenza, chiudendo quella per linverno.
Elizabeth era un altro pensiero fisso della sua mente ribelle, specie quando aveva il suo corpo surriscaldato e i sensi piacevolmente storditi dallalcol. Allora ricordava i suoi occhi, che lo fissavano tra le palpebre pesanti. Ogni volta che riviveva quel primo incontro, immaginava di averla salvata dalla caduta, afferrandola al volo tra le braccia. Arriv quasi a convincersi di averlo fatto. Non riusciva proprio a levarsela dalla testa.
La casa era costruita con grosse travi e aveva unaria solida: la residenza di un cavaliere di buona famiglia ma senza un gran patrimonio. Cera voluto del tempo per localizzarla, anche con la scusa di restituire un cane al legittimo proprietario. Edward smont da cavallo. Sulle pietre del cortile davanti al portone principale, le foglie danzavano in mulinelli. Alcuni dei suoi uomini scesero di sella con lui, altri si allontanarono al trotto per perlustrare la zona. Non ne avevano ricevuto lordine, ma a quel punto conoscevano bene gli accessi di collera del loro signore e si facevano in quattro per prevenirli.
Il portone conduceva a una corte interna, visibile da una grata. Edward dovette martellare a lungo il legno con il guanto ferrato prima che un servo arrivasse di corsa a rispondere. Il vecchietto  lunica presenza avvistata nei paraggi fino a quel momento  lanci unocchiata allo stemma sulla cotta e sullo scudo dello straniero: una rosa bianca. A quella vista cominci ad affannarsi come un matto, chiamando a gran voce la sua padrona mentre tirava con tutte le forze i grandi chiavistelli di ferro, per aprire il portone.
Quando, tutto tremante, ci riusc, la donna era gi al suo fianco. Edward la trov cambiata, e in meglio. I capelli non erano pi spettinati, n coperti di foglie o fili di ragnatele, e pot scorgere davvero un lampo di rosso nella folta massa oro scuro. Gli mancavano le parole per descrivere tutte le sfumature della chioma e lo stesso valeva per gli occhi, di un marrone intenso, quasi rossiccio. E poi quella figura piena, quei fianchi...
Mi hai riportato il cane? domand lei, stanca di restare l a farsi squadrare in silenzio.
La porta era spalancata: niente pi li separava. Edward aveva sognato quel momento a lungo, nel sonno e a occhi aperti. Avanz di un passo, le cinse la vita con un braccio, la attir a s e le premette laltra mano tra le scapole, costringendola a inarcare la schiena mentre lui si chinava in avanti. Lei rimase rigida ad aspettare il bacio; i loro denti cozzarono, strappando una smorfia di fastidio a entrambi. Dal cortile un bambino cominci a piangere. Edward lasci la presa ed Elizabeth Grey, rossa per il turbamento, si port le dita alle labbra, come temendo che sanguinassero.
Sei il peggior cafone che abbia mai incontrato esclam.
Ma, a dispetto del tono scandalizzato, i suoi occhi brillavano. Edward aveva sentito le sue labbra cedergli e, con una punta di compiacimento arrogante, not il rossore che le accendeva la pelle. Gli uomini pi deboli e meno influenti di lui non avrebbero mai potuto godere di una simile esperienza, pens, rianimato. E, senza provarla, non avrebbero mai potuto capire fino in fondo una bella donna. Quei cani potevano guaire e lagnarsi, scimmiottare i suoi modi o dargli della canaglia e del demonio, ma lui aveva intuito in queste cose. E sapeva di piacerle, ne era certo. Drizz le spalle e rest a bersela con gli occhi per un lungo istante.
Non avendo ottenuto risposta, Elizabeth guard oltre le sue spalle e individu il cane, tenuto al guinzaglio. Emise un fischio e lanimale si precipit in avanti, trascinandosi appresso come uno straccio luomo che avrebbe dovuto fermarlo. Edward si gir a guardare la corsa impetuosa del mastino e strinse le palpebre.
Se ti obbedisce tanto facilmente, perch mi hai permesso di portartelo via?
Ero stordita dalla caduta. Uno zoticone, grande, grosso e maleducato si era rifiutato di afferrarmi al volo. Ricordi?
Insomma, me lhai lasciato di proposito, per rivedermi ribatt lui, con un sorriso sornione.
Lei alz gli occhi al cielo.
Nemmeno per sogno. Temevo saresti diventato violento se lavessi richiamato. Era limpressione che davi.
Edward sbuff divertito. Non faceva alcun tentativo di nascondere ci che provava, lasciando che i sentimenti gli si leggessero in faccia con la disarmante sincerit di un bambino.
Io sono un uomo violento, mia signora. Lo sono stato in passato e lo sar ancora in futuro. Ma non con te. Tu mi addolcisci.
In tal caso non mi servi a niente, Edward di York.
Lui batt le palpebre, restando senza parole e arrossendo di colpo.
Non ti... Scusa, cosa?
Il bambino strill di nuovo e il sorriso malizioso che le aveva increspato le labbra evapor.
Mi reclamano, Edward.
Per sapere il mio nome basta guardare lo stendardo che porto disse lui. Ma anchio conosco il tuo, Elizabeth Grey.
S, adesso mi chiamo cos. Sono la moglie di sir Grey e la madre dei suoi figli.
Rest a scrutarlo a lungo; uno sguardo fermo, dal basso in su, mentre senza fretta prendeva una decisione. Suo marito era un bravuomo, ma non laveva mai fatta fremere di desiderio comera stato capace di fare quella specie di bue, con un unico abbraccio grossolano. Avvamp per la propria civetteria.
Torna a trovarmi, Edward. Magari senza il tuo seguito di cavalieri.
Lui ebbe appena il tempo di sgranare gli occhi, che la donna si era gi dileguata in un turbine di sottane. Il vecchio che aveva aperto il portone continu a fissarlo, come incantato, poi per un momento sembr provare la stessa fascinazione per i propri stivali.
Devo... ehm... portare in casa il cane, milord? Alla fine la padrona non lha detto.
Cosa? Oh...
Edward abbass lo sguardo sul mastino bianco e nero, ora sdraiato sul dorso a scalciare in aria con una zampa. A guardarlo, pareva non avere una preoccupazione al mondo, ma in realt lo teneva docchio.
Il gigante sospir. Quando la porta si era chiusa alle spalle di Elizabeth, qualcosa era cambiato dentro di lui, come se un nodo allentato si fosse stretto allimprovviso. A lungo i doveri ereditati dal padre gli erano sembrati un peso, ma scopr che non era pi cos. Portava su di s il carico di una responsabilit che toccava solo a lui e dun tratto avvert la spinta necessaria ad affrontare il compito. Nessun altro poteva assumersi tale ingombrante onere, ecco cosa gli dava forza. Fu una rivelazione.
Per la prima volta in vita sua, prov rimorso per il proprio comportamento. Elizabeth lo desiderava, e aveva mandato segnali piuttosto espliciti in tal senso, ma che importava? Corteggiare una donna sposata era come sbronzarsi fino a perdere la ragione, o fare a pugni con una squadra di maniscalchi e massacrarli di botte. Con un gemito soffocato, alz la testa. Gli mancava il respiro. Doveva aver fatto la figura di un bambino che scappa dal precettore, e se ne vergognava. Distolse lo sguardo per spingerlo oltre le case e gli alberi, immaginando la regina Margherita e i suoi nobili lord che levavano coppe di vino, congratulandosi lun laltro per le loro vittorie. Era lacerato: trascinato a sud dal bisogno di pareggiare i conti e al contempo inchiodato al Nord dal pensiero dellumiliazione subita dal padre. Come poteva andarsene, senza le teste dei suoi cari? E come poteva restare, se i suoi nemici vivevano ancora? Mancava poco alla primavera, ormai.
S, prendilo rispose finalmente al vecchio, turbato dal suo silenzio inquietante. Dovr andarmene per qualche tempo e per lui  meglio stare con la sua padrona. Dagli un cosciotto di montone, gli piacciono.
Posso confidare che vi rivedremo, milord?
Edward sorrise, torreggiante. Certo, aveva subito un grave lutto e il lacerante senso di perdita non si era ancora placato, ma non gli avrebbe pi permesso di disarmarlo e atterrarlo in un istante. Suo padre lo guardava: cera un debito da saldare. Il suo respiro si fece lento e profondo, la mente sgombra.
Forse, se sar ancora vivo. E se lo sarai anche tu. Ogni giorno in pi devessere una grazia, per un uomo che ha visto tanti inverni.
Il vecchio batt le palpebre, ammutolito, mentre il nobile girava sui tacchi e tornava a lunghe falcate verso il cavallo. I suoi capitani avevano visto e sentito tutto, e sembravano aver percepito il cambiamento nellaria. Si agitavano sulle selle, impazienti di partire quanto le loro cavalcature.
I vostri ordini, mio signore? domand uno di loro.
Avverti gli uomini di levare laccampamento rispose. Sono pronto, parler in nome di York. E mi far sentire.
Distinto, uno dei cavalieri al suo fianco si fece il segno della croce, mentre un altro fu percorso da un brivido lungo la schiena: stavano per tornare in guerra. Erano stati tutti presenti alla battaglia di Mortimers Cross, quando tre soli erano sorti, affiancati, gettando ombre impossibili sul terreno. Avevano visto Edward attraversare il campo disseminato di cadaveri nellarmatura rossa di sangue, la spada in pugno e senza elmo, pazzo di dolore. Sapevano bene di cosa fosse capace e lo fissarono intimoriti.
...
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...
10.
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Non erano rimasti viveri nellaccampamento della regina. Non si trovava un solo boccone danguilla  o di cane, se era per questo  con cui sfamare quei quindicimila uomini e avevano soltanto lacqua fangosa che filtrava dal terreno per bagnarsi la gola. Le ultime scorte erano state consumate prima dello scontro a St Albans e in vista di Londra. Con le mura della capitale davanti agli occhi, i soldati sentivano brontolare e gemere lo stomaco al pensiero dei densi stufati invernali, delle zuppe, dei budini e degli arrosti che giravano lenti sugli spiedi delle taverne, sfrigolando nei propri succhi.
Erano fermi da ore, in piedi o in sella, a bisbigliare tra loro, sconvolti allidea che il re fosse costretto ad attendere sulla soglia, come un mendicante. La regina non aveva impartito lordine di accamparsi n di mettersi a riposo, quindi le tende erano rimaste ripiegate sui carri nelle retrovie, e a nessuno era permesso sedersi. I pochi che lavevano deciso di propria iniziativa si erano rimessi sullattenti sotto le grida e le percosse dei sergenti.
Quando il sole tocc la linea dellorizzonte, tingendo le mura di una sfumatura dorata, Margherita acconsent alla preghiera dei capitani e permise agli uomini di andare a caccia. Furono autorizzati persino a razziare cibo dai villaggi vicini, entro un raggio di un giorno a cavallo. Di proposito, vennero incaricati del compito solo piccoli drappelli, appena una mezza dozzina di cavalieri ciascuno, ma in realt la situazione era disperata. Se la citt avesse continuato a bloccare laccesso, lesercito sarebbe stato costretto ad andarsene per non morire di fame. Impossibile sapere cosa sarebbe accaduto dopo. Londra, con tutte le sue ricchezze e il suo potere, si era rifiutata di accogliere il corteo del re: non cerano precedenti a un evento simile.
Sin dal loro arrivo sotto le mura, Derry Brewer non aveva smesso di affannarsi, consultandosi di continuo con il duca di Somerset. Lemergenza aveva indotto entrambi a mettere da parte i dissapori. Quindi, di comune accordo, avevano inviato una delegazione ufficiale alle porte, per esigere che venissero aperte al sovrano. Il sigillo reale era introvabile, ma Somerset aveva autenticato con il proprio una dozzina di lettere, in cui esprimeva la sua frustrazione senza mezzi termini. I messaggi, scritti e orali, inviati da Derry erano di altra natura. Il capo delle spie si era affidato a canali meno ufficiali, usando come corrieri i monelli che si aggiravano intorno alle mura, nei punti dove le guardie non erano poi cos dedite ai propri doveri.
In sostanza tutta Londra sapeva ormai dellesercito accampato l fuori e n Margherita n i suoi lord riuscivano a spiegarsi un simile comportamento. Avevano sconfitto York; erano i Lancaster, restituiti alla propria legittimit, e ciononostante non potevano mettere piede nella capitale. Soldati nervosi ne sorvegliavano le schiere con gli archi imbracciati, come se avessero davanti una forza dinvasione straniera o una nuova orda di ribelli al seguito di Jack Cade, il rivoluzionario irlandese.
La richiesta formale di ingresso raggiunse i camminamenti legata a delle funi, sparendo poi allinterno della citt. Somerset, tornato ad attendere in sella con la prima fila, appariva fiducioso che adesso i portoni si sarebbero spalancati. Dietro la sua spalla destra, il sole cominci a sparire; il cavallo raschiava il lastricato con uno zoccolo, ma rest sul posto. La capitale del regno di re Enrico non avrebbe lasciato lui e la regina a gelare alladdiaccio, ne era certo. Cos il giovane duca aspettava, gli araldi con i vessilli ben visibili sulla strada, pronti a dare di sprone e a superare i portoni come avanguardia nellistante stesso in cui si fossero aperti. La sera calava rapida e con il buio arriv il freddo, mentre la luna sorgeva bassa nel cielo.
Somerset si accorse di tremare sotto larmatura. Cerc di riscuotersi, scrollando la testa in un cigolio di metallo e incurvando appena la schiena per rilassare i muscoli indolenziti.
Trovate un posto per dormire sbott rivolto ai suoi uomini. Stanotte non apriranno. Se ne riparler domani, che gli venga il vaiolo!
Fece girare il cavallo e al trotto raggiunse il campo, improvvisato direttamente sulla strada. Sarebbe stato impossibile allestirlo sul terreno, cos molle e paludoso che bastava sostarci un paio di minuti per vedersi gli stivali coperti di fango verdastro. Non potevano accamparsi in un acquitrino simile, cos dovettero stiparsi alla meno peggio nei punti pi asciutti della strada: unaccozzaglia disordinata di tende che si snodava per miglia. Non erano attrezzati per una situazione del genere, ma daltra parte nessuno aveva immaginato di restare fuori dalle mura.
Come aveva previsto, Derry era stato convocato al cospetto di re Enrico appena Somerset aveva rinunciato alla sua inutile attesa davanti al portone. Non era chiaro se il sovrano avesse capito il motivo del ritardo, ma Margherita era fuori di s dalla rabbia. Camminava avanti e indietro in una specie di corridoio: due carri erano stati accostati per offrirle un riparo, con un telo tirato tra luno e laltro e sorretto da pali per resistere anche in caso di pioggia. Lo spazio angusto era illuminato dalla luce fioca di qualche torcia e di un braciere dellartiglieria. Derry si era chinato sotto il lembo di tessuto e aveva atteso di essere riconosciuto dalla guardia, poi era entrato. Quella sera avevano tutti i nervi a fior di pelle e non era il caso di beccarsi una pugnalata nel costato per aver tentato di superare una sentinella. Allimprovviso scorse uno dei suoi monelli che lo cercava e schiocc la lingua per attirarne lattenzione. Con sorprendente prontezza di riflessi, una guardia intercett il ragazzo in corsa e lo blocc prima che riuscisse ad avvicinarsi. Derry si affrett a raggiungerli.
 uno dei miei protest a denti stretti. Gi le mani.
Vi piacciono i ragazzini, eh? ribatt la guardia, indispettita.
Ventanni prima, Derry avrebbe punito quellinsolente riducendolo in ginocchio a suon di pugni, senza pensarci su un secondo; ora per era stanco, aveva superato i cinquantanni e sentiva sulla schiena tutto il peso della lunga campagna militare... Daltra parte la rabbia di vedersi ostacolato a un passo dalla meta gli faceva ribollire il sangue gi da un po. Cos decise di fregarsene della prudenza e della saggezza dellet: afferr il soldato e lo martell di colpi rapidi e violenti, l, sulla soglia della tenda. Continu a infierire anche quando la testa delluomo pendeva ormai inerme, dimentico di tutto e indeciso solo se strangolarlo o limitarsi a sfondargli la faccia di pugni. Nessuno cerc di fermarlo. Quando infine moll la presa, lasciando che la guardia stramazzasse a terra, si gir e si trov davanti gli sguardi fissi di Clifford e Somerset. Se il primo sembrava turbato, il secondo si limitava a ridacchiare divertito, scuotendo il capo.
Il piccolo messaggero stava gi prendendo fiato, pronto a fare rapporto, ma not lo sguardo muto della regina Margherita; Enrico invece sedeva in un angolo della tenda di fortuna, con il capo chino, non avrebbe saputo dire se addormentato o in preghiera. Il monello richiuse di botto la bocca e rest piantato l, a fissare le pietre del lastricato.
Andiamo fuori, ragazzo ordin Derry ansimando e lo afferr per la nuca con la mano indolenzita. Lindomani si sarebbe ritrovato le nocche gonfie e livide. Perdio, per, se ne era valsa la pena. Senza degnarla di uno sguardo, scavalc la guardia e trascin la sua piccola spia nel buio.
Spero che tu abbia qualcosa di utile da riferirmi, dopo tanta fatica disse chinandosi verso il messaggero. Sentiamo, dunque: coshai scoperto?
Il ragazzo, ancora su di giri per il pestaggio da manuale cui aveva assistito, gli rivolse un sorriso ammirato.
Ho parlato con Jemmy. Sarebbe che mi ha aiutato a entrare.
Con un gesto repentino, Derry gli tir uno scappellotto. Non era dellumore giusto per sorbirsi quelle balle: sapeva benissimo che un intruso abbastanza agile aveva a disposizione centinaia di passaggi per introdursi da solo in citt. Laveva fatto lui stesso parecchie volte, quandera pi giovane e le sue ginocchia meno acciaccate.
Perch non aprono il portone?
Il ragazzo si strofinava la testa, imbronciato, senza pi traccia del buonumore di poco prima.
Hanno tutti paura dei cani del Nord e dei servaggi che mangiano i bambini.
Selvaggi lo corresse Derry.
Quelli. Il sindaco e i suoi vecchi...
I consiglieri mormor ancora, mentre il ragazzo proseguiva.
Loro. Una folla di mercanti e ricconi  andata dal sindaco e ci ha detto che lo appendeva per il collo se anche solo pensava di aprire. Cos lui se ne sta nella sua tana, e non fa niente.
Hai visto il sindaco? chiese Derry. Posso arrivare a bussargli sulla schiena?
Il ragazzo conosceva il significato di quella frase: Brewer gli stava domandando se era possibile farlo uccidere e lui rispose con unalzatina delle spalle puntute.
Forse. Ma tutta la citt cha paura dei vostri cani rabbiosi. Da un mese si sente ripetere solo che stuprano e uccidono. E insomma... Consapevole di riferire cattive notizie, il ragazzo si strofin il naso e inspir a fondo, cercando il coraggio di proseguire. Hanno paura, ecco... Se uno si avvicina a una porta per aprirla, quelli gli piantano un pugnale nella schiena, sicuro.
Ma qui c il re dInghilterra... obiett Derry incredulo, alzando una mano.
Il ragazzo indietreggi.
Potrebbero starci Dio e tutti i suoi santi, qui fuori. Quelli non fanno entrare nessuno. Nessuno. Non fino a primavera.
Lo sguardo del capo delle spie si era perso allorizzonte e il ragazzo tese il palmo aperto. Derry si frug in tasca e cont una manciata di centesimi e monetine dargento. Sovrappensiero, pag pi di quanto convenuto.
Questa qui  diversa esclam dopo poco il moccioso, sollevando una moneta e restando a scrutarla. E la figura  strana.
Abbassando gli occhi, Derry riconobbe un penny scozzese. Sveglio, il ragazzo... La lega della moneta era dargento solo per due terzi. Uno dei soldati scozzesi di Margherita doveva averla rifilata a qualcuno perdendo al gioco.
Eccotene una migliore disse, mostrando al monello un penny inglese. E ora fila. Ti auguro di spenderlo in citt.
Io almeno posso farlo. I vostri signoroni eleganti invece no: quelli da qui non si muovono.
Vattene ordin Derry, tornando a tuffarsi nella nube di nebbia e sudore prodotta dai troppi corpi ammassati in quello spazio insufficiente.
Il rimpiazzo della guardia lo fiss con freddezza e allinterno della tenda ogni conversazione si spense quando apparve lui. Sapevano tutti che di certo aveva nuove informazioni. Somerset gli rivolse uno sguardo impaziente e per una volta Clifford tenne i suoi pensieri per s.
Ebbene, Brewer? esord Somerset. Quali notizie? Sono dunque tutti traditori dietro quelle mura? Devo ordinare ai miei uomini di usare il cannone sottratto a Warwick per sfondare le porte della nostra amata capitale?
Il tono era aspro e Derry rispose con un sorriso amareggiato, scuotendo la testa. Aveva parlato con una mezza dozzina di ragazzi e letto due lettere trasportate di nascosto fuori dalla citt. Il messaggio era sempre lo stesso. Ma non cera soddisfazione ad aver ragione, se il risultato era restare banditi da Londra.
Vostra maest, mia regina, nobili lord. Ritengo che quanto stiamo sperimentando sia pi leffetto della paura che il frutto delle azioni di traditori o di gente in combutta con York. I londinesi non vogliono ritrovarsi questo esercito sguinzagliato per le loro strade, ecco il punto. Hanno sentito i racconti, lord Somerset, e visto la columna nubis, la colonna di fumo. Fece una pausa eloquente, affinch il senso fosse chiaro, e Somerset abbass lo sguardo per un istante. Il sindaco ci vede come una forza di occupazione e ha udito a sua volta troppe storie sulle malefatte dei barbari del Nord e degli scozzesi dalle gambe nude.  un vile, questo  certo, ma a mio avviso non un traditore schierato con Warwick.
E non c modo di rassicurarlo? domand dun tratto Margherita. Somerset inghiott il commento che stava per fare, chinando la testa per lasciare la parola alla regina. Voi cosa suggerite, mastro Brewer?
La citt teme i nostri soldati, milady. Io allontanerei di un paio di miglia il grosso dellarmata, lasciando qui soltanto un piccolo contingente di guardie e lord, insieme a re Enrico. C la possibilit che il sindaco apra i portoni per...
Quel grasso bottegaio? lo interruppe lord Clifford. Ha gi osato sottrarsi agli ordini e allautorit del re. Li avr pur visti, gli stendardi reali! Io preferisco il cannone: diamogli un assaggio delle conseguenze del suo tradimento!
Nel piccolo spazio si lev un mormorio di approvazione. Erano ancora tutti sconvolti per laffronto fatto al re e provavano una certa soddisfazione al pensiero di abbattere a cannonate lingresso di Moorgate. Inoltre, potevano impiegare proprio le bocche da fuoco abbandonate sul campo da Warwick: come contrappasso, sembrava calzante.
Derry si schiar la voce. Lanci unocchiata veloce in direzione del re, per accertarsi che non desiderasse inserirsi nella conversazione. Enrico restava in silenzio e, salvo per un lieve tremito delle dita sulle cosce, immobile.
Milady, forse lord Clifford non afferra fino in fondo gli effetti che si produrrebbero nel paese, se cannoneggiassimo le mura di Londra. Lespressione di Derry era tesa e il suo sguardo concentrato sulla regina. Riflettendoci con calma, capirebbe che niente potrebbe indebolire lautorit del re quanto unazione simile. Forse potremmo ricorrere al cannone come ultima risorsa, ma vi rammento che quelle mura sono spesse dodici piedi e i portoni rinforzati con fasce di ferro.
Clifford scoppi in una risata sarcastica e Derry si affrett a proseguire, per impedirgli di interromperlo ancora. Non dico che non cadranno, ma ci vorr del tempo. E gli artificieri assegnati al cannone sarebbero un bersaglio facile per gli arcieri sui camminamenti, oltre che per qualsiasi bocca da fuoco che venga issata fin lass. In fondo le armi che abbiamo catturato provengono tutte dalle fucine londinesi. Senza contare che, tirando dallalto, la loro gittata sarebbe pari alla nostra... se non superiore.
Derry lasci agli astanti il tempo di contemplare mentalmente quellimmagine, che sembr almeno in parte raffreddarne gli animi.
Dunque, prima di cominciare a martellare Moorgate come un ubriaco alla porta di una taverna, credo sia il caso di esaminare le soluzioni alternative. Il sindaco teme di finire in trappola, preso in un qualche nostro tranello o sotterfugio, oppure  solo terrorizzato al pensiero della punizione draconiana che gli toccherebbe se infine si rassegnasse ad aprirci. Prender tempo con falsi negoziati e scambi di inutili missive. Chin la testa rivolto a Margherita. Ma immagino accetterebbe una garanzia di immunit da parte vostra, milady. Per come lo ricordo, la descrizione di lord Clifford gli calza a pennello: il sindaco Richard Lee non  un guerriero. In questo momento star sudando freddo. Non dobbiamo fare altro che mostrargli una via duscita da questa situazione spinosa e lui la imboccher senza esitare.
Non cera bisogno di rammentare ai presenti le ombre che incombevano su di loro. Avevano vinto una battaglia contro Warwick, ma non avevano distrutto il suo esercito; lavevano solo malmenato e costretto alla rotta. Il conte era ancora l fuori, da qualche parte tra valli e foreste, a leccarsi le ferite come un cane selvatico. Derry si strofin la fronte tra le sopracciglia. Aveva bisogno di dormire. Il loro avversario si aspettava che entrassero a Londra senza intralcio. Quanto tempo avrebbe impiegato prima di scoprire che erano ancora fermi sulla strada, esposti, con lintera famiglia reale vulnerabile a un attacco?
E, oltre a quella prospettiva angosciante, nel buio era in agguato un altro esercito, un altro figlio deciso a vendicarsi. Derry aveva sperato di portare il re e la regina al sicuro dietro le mura della capitale prima che Edward di York si unisse a Warwick. Non potevano dormire sugli allori finch quei due erano ancora appostati chiss dove. Erano rimasti alcuni spuntoni vuoti sulla torre della Micklegate Bar, a York. E finch non fossero stati riempiti, Derry non avrebbe goduto di un momento di vero riposo.
Allalba si assistette a un nuovo scambio di lettere, ma le richieste sdegnate furono ancora una volta ignorate dal sindaco e dai suoi consiglieri. Come primo magistrato della citt, il sindaco conosceva il fatto suo in materia di legge e tradizioni, e certamente sapeva di non avere alcun diritto di negare laccesso al re. Il sospetto di Derry era che gi rimpiangesse di aver creato una situazione di stallo tanto incresciosa. Per come stavano le cose, se mai la folla spaventata gli avesse permesso di aprire i portoni, la sua prossima e ultima destinazione sarebbe stata senzaltro la Torre, dove non sarebbe sopravvissuto pi di qualche giorno. Allo stesso modo, gli abitanti di Londra dovevano rendersi conto di aver fatto infuriare i soldati e i lord lasciati ad attendere fuori dalle mura. Nella loro immaginazione, il castigo cui si erano esposti si aggravava con il passare di ogni ora. Cos presidiavano gli ingressi senza scostarsi di un passo.
Nel pomeriggio, gli araldi reali raggiunsero a cavallo il portone massiccio e ne tempestarono di colpi i rinforzi in ferro. Non ottenendo risposta, fecero dietrofront. Era arrivato un po di cibo dai villaggi pi distanti dalla capitale, come Chelsea. L, quando i soldati si erano presentati a razziare le scorte invernali, la popolazione era ancora alloscuro della presenza dellesercito. Ma quelle magre razioni erano appena sufficienti a sfamare poche centinaia di uomini alla volta. La stragrande maggioranza dei quindicimila soldati digiunava ormai da due giorni e gi prima era ridotta pelle e ossa. Al tramonto, la situazione era disperata: stavano letteralmente morendo di fame.
Alla seconda sera, il consesso riunito intorno alla regina aveva perso gran parte della sua energia e irruenza. La fame indeboliva anche loro, per quanto Clifford sembrasse piuttosto satollo; con tutta probabilit nascondeva chiss quale dispensa privata, che aveva preferito non condividere. Alla vista di quella che gli sembr  lavrebbe giurato  unombra di salsa sul mento del nobile, Derry prov limpulso di strozzarlo. Erano tutti molto tesi, pronti a esplodere.
Margherita percorreva avanti e indietro quello spazio angusto, tre passi alla volta, soppesando le alternative. La tenda era cos bassa che i suoi capelli ne sfioravano il soffitto, producendo un fruscio simile a un sussurro. Almeno non pioveva. Era stata la loro unica grazia, ma quello era pur sempre linverno inglese: presto la situazione sarebbe cambiata.
Signori e lord, chi ha fame non ha scelta esord la sovrana.
Derry not che stringeva i pugni sotto le lunghe maniche dellabito. Guardando il tessuto, macchiato e polveroso quanto le giubbe dei soldati, si avvide che la regina tremava, ma non avrebbe saputo dire se fosse per il freddo o per il digiuno.
Dun tratto lei si ferm, lasciando correre lo sguardo sugli astanti. Enrico era il simbolo visibile del suo potere, ma in realt la presenza del marito non mutava di una virgola il suo ascendente su tutti loro. Andrew Douglas, il condottiero degli scozzesi  o laird, come lo definivano loro  con il suo sguardo cupo, la barba folta e il mantello avvolto sopra il kilt; poi Somerset, il conte Percy, Clifford, Derry Brewer e tutti gli altri, ammassati nel buio fuori dalla tenda: erano scesi in battaglia per lei, lavevano seguita sul nastro sottile di quella strada e ora la fissavano ammaliati, come fosse una calda fiamma in una notte gelida. In parte era merito della sua bellezza, naturalmente. Gli uomini fanno pazzie per un bel faccino. Ma alcuni dei presenti la conoscevano da anni, le erano stati accanto per met della sua vita, e in tutto quel tempo lei non aveva goduto nemmeno di dodici mesi di pace. Aggiogata a una macina in movimento, aveva coperto la pietra del proprio sangue. La lotta laveva indurita, ma in fondo valeva per tutti i presenti.
Gli uomini rintanati dietro le porte della citt sono traditori o idioti prosegu. Parlava in tono basso, pacato e pur nello spazio angusto i lord dovettero allungare il collo per sentirla. In ogni caso, non possiamo indugiare oltre. I soldati si stanno ammalando. Sono allo stremo, dopo tante fatiche, e non hanno nulla per rifocillarsi. Tra poco laccampamento si riempir di cadaveri. Oppure saranno Warwick e York a sorprenderci, intrappolati davanti alle mura, e allora a ucciderci saranno il ferro e il fuoco. Dunque gli ordini di mio marito sono di marciare a nord, verso terre pi accoglienti, come Kenilworth. Prima, per, punteremo su una citt dove ci sia del cibo, per recuperare le forze.
Nessuno contest la volont del re, trasmessa dalla sua regina. Gli occhi di Margherita brillavano di una luce innaturale, come se bruciasse di febbre o stesse per piangere. Derry prov pena per la frustrazione della sua sovrana, la stessa che provava lui. Avevano vinto ed erano arrivati a un passo dalla salvezza, solo per ritrovarsi chiusi fuori al freddo e al buio.
Le giornate erano ancora corte, a febbraio. La tenda si incresp e il tambureggiare improvviso della pioggia richiam i loro sguardi verso lalto. Derry percep loscurit addensarsi tuttintorno; uno scenario adeguato alla loro umiliazione, stanchezza e disperazione. Fu diramato lordine di rimettersi in marcia allalba, ancora una volta a stomaco vuoto.
...
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11.
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Per Warwick era difficile associare lEdward che ricordava al gigante barbuto e lurido che si trovava di fronte, con la tunica borchiata di bronzo, la calzamaglia di lana spessa e gli stivali ferrati. Il giovane York puzzava di cavallo e delle notti passate in viaggio. Con allegria rude, il colosso si sporse dalla sella e gli assest una pacca sulla schiena, la mano coperta da guanti pesanti.
Sembrava un selvaggio. Eppure, guardando con quanta grazia e agilit smontava dopo aver tirato le redini, Warwick sent tutto il peso dei suoi trentadue anni. Una volta a terra, si salutarono con un abbraccio rapido e brusco, per non rischiare di aprire la porta al dolore: al loro ultimo incontro, entrambi avevano ancora un padre.
Intorno a loro lesercito di York  meno numeroso rispetto a quello di Warwick  allestiva il campo per il suo nobile capitano, un ruolo in cui Edward sembrava calato alla perfezione. Non faceva altro che fischiare per impartire ordini a destra e a manca. La folta barba nera e gli occhi infossati lo facevano somigliare a un brigante o al capo di unorda di barbari. E Warwick non aveva dubbi: se fosse servito, si sarebbe rivelato altrettanto feroce. I racconti sul figlio guerriero di York avevano gi cominciato a diffondersi, ripetuti intorno ai focolari di migliaia di villaggi. Senzaltro venivano abbelliti via via, e ciononostante Warwick si sorprese a fissare lo spadone che Edward portava al fianco. Si raccontava che con la forza di un fendente ne avesse spezzato la lama per tutta la lunghezza. Secondo altri il ferro si era rotto nellistante in cui era giunta la notizia della morte di suo padre, risuonando come il rintocco di una campana.
Sono felice di rivederti esord Warwick, con cupa soddisfazione. Grazie al Cielo sei scampato ai Tudor.
Doveva alzare lo sguardo per parlargli, cosa che gli procurava un curioso fastidio, e tuttavia non aveva mentito. La rotta disastrosa a St Albans gli era costata parte della sua sicurezza e lumiliazione gli bruciava ancora. Dopo una sconfitta simile, dun tratto gli ottomila del suo esercito gli erano parsi insufficienti al compito. Si sentiva un idiota, perch sapeva che era stata la superiorit strategica, e non quella numerica, a schiacciarlo. Eppure lo rianimava vedere i tremila uomini di Edward unirsi ai suoi.
In quel preciso istante decise di non esigere il rispetto dovuto al proprio rango. Certo, Edward era pi giovane e meno esperto, per meritava un riconoscimento: avrebbe guidato lui il contingente pi numeroso. Per gerarchia, lonore sarebbe spettato al duca di Norfolk, e tuttavia Warwick giur a se stesso di non mortificare quel ragazzo. Sarebbe stato fin troppo facile. Stabil invece, seduta stante, di includerlo in tutti i piani a venire. Avrebbe onorato il vecchio York e al contempo ne avrebbe addestrato il figlio.
In parte la decisione dipendeva dal fatto che gli uomini di Edward avevano trionfato sul campo di battaglia. Loro stessi lo sapevano bene; lo dimostravano nellatteggiamento fiero e nelle occhiate sprezzanti che scoccavano a quelli del Kent. Erano gi scoppiati parecchi tafferugli, con insulti e reazioni sorprese o indignate. Warwick era rimasto impassibile quando i suoi capitani si erano affrettati a intervenire, armati di randelli, per sedare le risse e riportare la quiete. Sentendosi osservato, volt la testa. Edward di York lo stava fissando.
Non ti incolpo di quanto  accaduto a Sandal disse il giovane duca. Il tono deciso della voce sorprese Warwick. Non potevi dotare di ali i tuoi uomini, affinch volassero l a dare manforte. E so che condividi la mia perdita: tuo padre  morto insieme al mio, combattendo per la stessa causa e sul medesimo campo di battaglia. Ti hanno riferito le ultime parole di mio padre?
Ha detto alla regina che la sua non era una vittoria rispose Warwick, quasi in un sussurro. La prima volta che laveva visto, Edward era un ragazzino di tredici anni che imparava a bere e combattere con la guarnigione inglese a Calais. Ora cera unintensit inquietante nel guerriero enorme e muscoloso che lo fissava con i suoi occhi azzurri. E che per unico risultato, aveva ottenuto di scatenare due figli.
Esatto conferm il duca di York. Testuali parole, ripetute identiche da una dozzina di uomini venuti a riferirmi i suoi ultimi istanti di vita. E lui sapeva che le avrei sentite, anche se molto tempo dopo la sua morte. Stava parlando con me. Inspir a fondo gonfiando il gran petto, poi sbuff laria dal naso. Scateniamoci, dunque, Richard. Sotto gli occhi di questi uomini, che ci seguiranno. Scrolliamo via ogni redine, ogni vincolo, ogni mano che cerchi di trattenerci, finch ci saremo ripresi quanto ci spetta, da coloro che ce lo devono.
Edward si rese conto di aver parlato in tono fermo, limmagine stessa della sicurezza, eppure al contempo tremava di nervosismo. La sua collera era pura, ne distingueva con chiarezza i contorni, ma quando si placava non sapeva cosa dire, quali ordini dare. E in quegli istanti era convinto di apparire ai suoi soldati come la sagoma dipinta di un comandante, un ragazzo travestito da uomo, con laspetto di un fuorilegge pi che di un duca; confuso dalle sue stesse paure, non si accorgeva di quanto fossero in realt orgogliosi del loro gigante.
Sotto il suo sguardo penetrante, Warwick rispose con un solenne cenno di assenso, strappandogli un sospiro di sollievo.
Insieme disponiamo di... quanti uomini? Poco meno di dodicimila? domand Warwick, passandosi una mano sulle guance ispide. Le forze combinate della regina, di Somerset e Percy sono pi numerose, ma forse non di tanto.
Io sono il duca di York dichiar Edward, pur aggrottando la fronte: quel titolo suonava ancora strano alle sue orecchie. Cos come adesso tu sei anche conte di Salisbury. Le cittadine di campagna pullulano di fabbri, maniscalchi e robusti ragazzi di bottega impazienti di rialzare la testa. Si uniranno a noi, Richard, se lo chiediamo in nome dei nostri padri. Verranno a vendicarli. Risponderanno alla chiamata, in nome di quegli stramaledetti spuntoni sulle mura di York.
Fu scosso da un brivido. Chiuse gli occhi, preda di una visione orrenda, prima di riaprirli e mostrare uno sguardo ancora pi fiero e feroce.
La regina sar gi arrivata a Londra afferm Warwick.
Sent il collo avvampare per la vergogna: in quella frase era implicita la sua sconfitta; Edward, per, non sembr notarlo e fendette laria con la mano come con una mannaia.
In tal caso,  l che voglio andare. Non capisci?  semplice. Ovunque si trovino i nostri nemici, di giorno o di notte, l saremo anche noi. Quanto dista la capitale?
Circa una quarantina di miglia. Due giorni di marcia, pi o meno, purch gli uomini siano sfamati e in forze.
Il giovane York ridacchi.
I miei non resteranno indietro. Hanno camminato o corso al mio fianco fin dal Galles e alla partenza abbiamo portato con noi greggi di centinaia di pecore. Abbiamo mangiato una quantit tale di montoni da averne la nausea. Vi offriamo volentieri quelli che restano, anche se le bestie sono smagrite mentre noi ingrassavamo.
I miei uomini te ne saranno grati. Pi di quanto tu possa immaginare. Al solo pensiero, la bocca di Warwick si era riempita di saliva calda.
Il ragazzo alz le spalle con indifferenza. Quando riprese la parola, la sua voce era fredda come laria del giorno.
Mi servono forti, Richard. Ho visto mio padre trattare con rispetto re Enrico e i suoi alleati. E per tutto ringraziamento, gli hanno spiccato la testa dal collo. Ricordi quando mi fermasti la mano nella tenda del re, lanno scorso, perch lui era disarmato e inerme? Se potessi tornare indietro, gli taglierei la gola e forse... Il tono si era fatto pi acuto a mano a mano che il dolore gli stringeva la gola, soffocandogli la voce. Warwick attese in silenzio finch laltro strizz le palpebre e le lacrime sparirono nel folto della barba. ...Forse avrei salvato mio padre. Forse sarebbe ancora vivo, se avessi sgozzato quellomuncolo querulo quando ne avevo... Ah, al diavolo! Ormai  fatta. Non posso pi vivere nel passato o battermi il petto per gli errori commessi. Ho visto sorgere tre soli, te lho detto? Lo giuro, chiari come vedo te in questo momento.  accaduto nel Galles. E non potrei costringerne nemmeno uno a ripercorrere il suo tragitto a ritroso. Nemmeno per mio padre. Che Dio lo custodisca e Cristo salvi la sua anima.
Warwick si sent mancare il fiato. York irradiava ira, come il vapore bruciante da un forno semichiuso.
Forse ti aiuterebbe parlare con mio fratello George gli propose.
Nel Galles il ragazzo era rimasto senza il conforto della famiglia, circondato soltanto dagli uomini ai suoi ordini; gente rude e violenta, che lo avrebbe disprezzato se avesse mostrato il minimo segno di debolezza. Aveva perso un fratello minore che amava, oltre a un padre che aveva creduto troppo forte per finire sconfitto. Ancora non aveva superato il trauma.
No, non mi servono parole rispose. Ci di cui ho bisogno  vedere la morte di Margherita. Non porger laltra guancia a quellarpia dal volto slavato, Richard. Forse significa che non sono un uomo buono. Non lo so. Ma sar un bravo figlio... Un figlio scatenato.
Marciando verso nord, lesercito della regina non mostrava pi lesuberanza di quando aveva percorso la medesima strada in direzione di Londra. Uomini che prima avevano riso e chiacchierato ora si trascinavano a testa bassa, magri come levrieri, con gli stivali che cadevano a pezzi, tenuti insieme da giri e giri di tralci verdi.
Come ordinato dai lord, lesercito aveva deviato verso ovest per tenersi alla larga dalle case date alle fiamme e dalle cittadine razziate durante landata. Quasi da subito, la presenza del re aveva esercitato un effetto straordinario: era il simbolo concreto e visibile della bont della loro causa. Avevano marciato a sud per liberare il sovrano prescelto da Dio; e ora eccolo, in sella a una giumenta, ad annuire e sorridere alle folle assiepate lungo la strada.
Anche in mancanza del sigillo reale, le prospere citt di mercato non occultavano pi le loro scorte, non si ribellavano n chiudevano le porte al loro arrivo. Persino gli usurai si facevano in quattro, calcolando i prestiti a peso anzich in base al numero delle monete e sudando copiosamente alla vista dei propri patrimoni che svanivano al seguito del re e della regina. Grazie a quei fondi, e agli artigiani dei villaggi di campagna, lesercito si sarebbe sfamato e riequipaggiato. Il denaro aveva ripreso a scorrere e Margherita non sembrava preoccuparsi di quanto sarebbero maturati gli interessi. Aveva mandato avanti Derry con un centinaio di uomini, per negoziare lacquisto di rifornimenti, e loro avevano fatto ritorno con interi greggi di pecore belanti e lunghe code di oche chiassose. Era ben pi di quanto lei avesse sperato. Daltra parte, per chi disponeva di moneta sonante, lInghilterra era come unenorme dispensa e poteva nutrire quegli uomini cento volte. Cos, per la prima volta da mesi, i suoi soldati addentavano succulenti bocconi di carne dagli spiedi, riempiendosi la pancia fino a non poterne pi, e a poco a poco riprendevano le forze. Erano ancora troppo magri, ma almeno non avevano pi gli occhi vitrei. Pochi giorni di arrosti, stufati e pesce avevano restituito loro peso e muscoli. Era inebriante trovarsi al comando di uomini simili.
Giunti al castello di Kenilworth, Margherita ordin che lesercito si accampasse, dando istruzioni di distribuire provviste, equipaggiamenti e tutto ci di cui le truppe avessero bisogno. In file disordinate, i soldati si presentavano dai sergenti a riscuotere parte della paga cui avevano diritto; monete che saltavano fuori da forzieri nuovi, in legno di cedro. Le donne dei villaggi nei dintorni si avvicinarono allaccampamento a guadagnarsi alcune di quelle monete, ciascuna a suo modo. Alcune cucivano e rammendavano.
Il sole cal presto, come ormai faceva da mesi: le poche, preziose ore di luce erano insufficienti a sciogliere il ghiaccio sul terreno. Il clima era ancora rigido, nessun segno dellarrivo della primavera. Al contrario, il freddo non faceva che peggiorare. Ogni mattina gli steli derba brillavano di brina grigiastra, che in certi giorni non evaporava nemmeno.
In piedi davanti a unalta finestra, Margherita osservava la cittadina di Kenilworth illuminata da centinaia di fuochi da campo accesi tuttintorno. Qua e l sentiva gli uomini cantare, a dispetto del gelo. Non distingueva le parole, ma le melodie salivano e scendevano come un ronzio di api. Si domand se ne avrebbe avvertito le vibrazioni, appoggiando la mano sul vetro.
A volte mi sembrano tutti miei figli disse.
Sentiva la presenza di Somerset come un peso. Era pi giovane di lei di qualche anno, e pi agile, forte e impetuoso di quanto suo marito fosse mai stato. Si chiese se da vecchia avrebbe trovato attraente un corpo rugoso, o se ad attirare i suoi sguardi sarebbero stati comunque i muscoli saldi, le spalle dritte e il colorito sano. Giocherell con una ciocca di capelli sfuggita alle forcine, inclinando la testa piena di pensieri.
Non sapendo come reagire allidea che Margherita nutrisse un istinto materno nei confronti di soldati rozzi e blasfemi e di scozzesi in kilt, Somerset si schiar la voce mentre scioglieva il laccio di cuoio stretto intorno a un plico di lettere.
Sono certo che... apprezzino il pensiero, Margherita. Non potrebbe essere altrimenti. Ora, ho qui una richiesta di alcuni servitori.  un fastidio e un intralcio non disporre ancora del sigillo reale. Immagino sia rimasto a Londra, o forse nel bagaglio personale di Warwick. Fino a quando non lavremo recuperato, dovr continuare a imprimere sulla cera lo stemma della mia famiglia, insieme alleffigie dellanello del re, sottoscrivendo i prestiti con la sua garanzia. E tuttavia, alcuni ne noteranno lassenza. Margherita, siete sicura che il re... Si zitt, passandosi una mano sul volto per la stanchezza e limbarazzo. Detestava chiedere a lei quali fossero i pensieri e le intenzioni del marito, come se il sovrano non fosse altro che una bambola di pezza. Siete certa che firmer i documenti? Anche senza il suo sigillo, basterebbe il suo nome. Purch sua maest si degni di apporlo.
Credo di s. Aveva acconsentito quando glielho chiesto, ovviamente. Nel dirlo, scambi una brevissima occhiata con Somerset. Sapevano entrambi che Enrico acconsentiva a tutto. Era il cuore stesso della sua debolezza. Se sar necessario, firmer io col suo nome.
Notando lespressione turbata del duca, Margherita fece un passo verso di lui e agit una mano.
Oh, niente paura, milord. Non lo far sul serio, se non altro per la quantit di vescovi e nobili in possesso di altri documenti vergati di suo pugno, conservati e studiati con cura. Non posso permettermi accuse di contraffazione. Non fosse per questo, non avrei scrupolo a usare il suo nome e il suo sigillo. Scroll la testa, esasperata dal disagio di Somerset. Si tratterebbe soltanto di fare ci che farebbe lui stesso... se potesse. Non lo capite? Mio figlio  il principe di Galles e a tempo debito sar re a sua volta. Lunico ostacolo a tutto ci  la capitale del regno, che ha chiuso le porte in faccia a mio marito, negando laccesso al suo legittimo sovrano! Lunico intralcio sono le azioni di Warwick, York e di un esercito che si rifiuta di sottomettersi allautorit di diritto del re dInghilterra!
Tese la mano, sfiorando con il palmo il viso di Somerset, dallo zigomo al mento. Lui non si sottrasse al tocco, n allo sguardo che gli frugava gli occhi, in cerca della forza di cui aveva bisogno.
Adesso sono disposta a tutto, milord, per conservargli il trono. Lo capite? Non ho fatto tanta strada solo per cadere a un passo dal traguardo. Mi servono pi uomini di quelli accampati intorno a questo castello. Ventimila, cinquantamila... quanti ne saranno necessari a liberare il regno da chi si ostina a minacciare mio marito, mio figlio e me. Ora nientaltro conta. Qualunque cosa chiederete, la far.
Somerset era arrossito a quella carezza e continu a sentirne il calore sulla pelle anche quando lei ritir la mano.
Le porte di Londra si spalancarono davanti allesercito giunto sotto gli stendardi di York; la folla riunita non diede alcun segno di timore alla vista di Edward e Warwick che varcavano Moorgate cavalcando affiancati, in testa alla colonna. Certo, quando la notizia del loro arrivo si era diffusa nella capitale, ogni attivit era cessata, dal centro ai bassifondi. Uomini e donne avevano deposto gli attrezzi, spento i fuochi e abbandonato case e officine, coprendosi il pi possibile per proteggersi dal freddo che con il passare dei giorni sembrava peggiorare anzich addolcirsi.
Il cielo sopra la citt era terso, di un azzurro scuro e gelido. Si diceva persino che il Tamigi fosse ancora ghiacciato. Edward e Warwick percorrevano le strade affollate, i cavalli spinti al trotto in un clangore di metallo, preceduti e seguiti dai loro vessilli. Entrambi avevano indossato larmatura per lingresso ufficiale, con lo stemma dei rispettivi casati ben in vista sugli scudi, affinch tutti potessero riconoscerli al loro passaggio; gli uomini di Warwick avevano fatto del loro meglio con grasso e lucido ma, dopo mesi di usura, le piastre di metallo erano coperte di graffi e ammaccature, e gli inserti di cuoio si erano irrigiditi.
I portastendardi abbassarono le aste superando i consiglieri della citt, sfolgoranti nei loro mantelli blu e scarlatti. Insieme al sindaco, avevano lasciato il municipio per andare ad accogliere lesercito. Avevano il volto arrossato, come dopo una corsa, ma si prostrarono in un inchino profondo davanti allorso e al tronco di Warwick, e alla rosa bianca degli York che svettava su tutti loro.
Guardandoli, Richard Neville sorrise, scuotendo la testa. Avevano rifiutato laccesso al casato dei Lancaster, al re e alla regina dInghilterra. Avevano fatto la loro scelta e adesso non potevano pi tirarsi indietro. Nessuna meraviglia che avessero lasciato a met la colazione per precipitarsi a rendere omaggio a Edward Plantageneto: avevano legato il proprio destino, le loro stesse vite al casato degli York.
Passando, li studi con lo sguardo uno a uno. Il sindaco sembrava proprio un cinghiale, con enormi mani rosee e i tratti del volto nascosti dai rotoli di grasso. Cera da impazzire di rabbia al pensiero che un uomo simile mangiasse fino a scoppiare, mentre i suoi soldati smagrivano a vista docchio. Ma una cosa non dipendeva dallaltra... Be, a meno di dare il sindaco in pasto ai suoi uomini, come giusto castigo per le sue gozzoviglie. La trovata gli risollev il morale.
A mano a mano che procedevano verso il fiume, le strade laterali si riempivano sempre pi di gente, come ai tempi dellinvasione di Jack Cade. Allora Warwick aveva visto folle immense, e orrori indicibili. Fu scosso da un brivido, ma disse a se stesso che era il freddo. Poteva solo sperare di aver spinto Edward sulla via giusta. Si erano diretti verso sud perch il giovane duca di York era determinato a scagliare un nuovo attacco contro lesercito della regina, ma strada facendo erano stati raggiunti da una notizia inattesa: il re e la sua corte erano stati respinti alle porte, ricacciati indietro dalla capitale del loro regno. Un evento che cambiava tutto. Warwick e York ne avevano parlato fino a notte fonda. Infine avevano preso la loro decisione e il conte pregava che fosse quella giusta.
La reazione di Londra doveva aver minato la sicurezza dellesercito della regina, diffondendo il dubbio sulla bont della sua causa e offrendo a loro loccasione tanto attesa di sferrare il colpo decisivo sul fianco dei Lancaster. Invece di lanciarsi subito allinseguimento, per, Neville aveva insistito affinch lui e Edward entrassero nella citt che aveva respinto re Enrico. Da principio il giovane duca aveva perso le staffe, ruggendo il suo dissenso senza preoccuparsi di chi poteva sentirlo. Fuori di s dalla rabbia, aveva rinfacciato a Warwick di averlo trattenuto gi una volta, in passato, quando Enrico era stato alla loro merc. Era tornato sui fatti della battaglia di Northampton ancora e ancora, urlando a pieni polmoni, il viso deformato dal dolore. Tuttavia, non era un bambino: controllarsi gli era costato uno sforzo sovrumano, ma alla fine il diciottenne aveva ritrovato il contegno e permesso a Warwick di spiegargli ci che Londra poteva fare per loro.
Una volta comprese e accettate le pacate argomentazioni del conte, la sua imbronciata ostinazione si era tramutata dincanto in entusiasmo e risate selvagge, come se lidea fosse stata sua. Ma il compagno pi anziano aveva sudato freddo sotto la violenza della sua sfuriata. E la cosa non prometteva bene per la loro alleanza futura. Edward si era lasciato persuadere, ma era proprio questo il problema: bisognava convincerlo, non cera verso di costringerlo. Aveva acconsentito, per questo avevano imboccato una strada e non laltra.
Edward non si era mai piegato alla volont di nessuno, salvo quella di suo padre. Warwick lo ricordava bene e questo aggravava i suoi dubbi: ora che Richard di York non cera pi, chi sarebbe riuscito a tenerne a bada il figlio? Dopo averne subito per ore la collera e le imprecazioni, Neville tremava al pensiero che quel compito dovesse toccare a lui.
Per quanto vasta, la citt di Londra non poteva ospitare tutto il loro esercito; cos avevano lasciato otto o novemila uomini a circa un miglio dalle mura, su un terreno asciutto, ad aspettare che i tremila entrati di scorta trovassero un alloggio e facessero ritorno con i viveri. Rispetto al solito, per, avevano raddoppiato il numero di capitani a guida dei soldati in citt e adesso cera unottantina di ufficiali veterani a sorvegliarli. A un loro ordine, gli uomini si disposero lungo le strade, per tenere tranquilla la popolazione mentre il contingente in marcia passava davanti alle abitazioni o si fermava nelle botteghe e nelle taverne. I soldati avevano sentito la mancanza della birra, durante la campagna. Alcuni non bevevano altro che acqua da mesi. Persino i capitani si leccavano le labbra screpolate, immaginando boccali stracolmi. York aveva ordinato che venissero pagati, quindi parecchi avevano borse colme di denaro da spendere. Tra tutti, avrebbero prosciugato le cantine di Londra entro il mattino e allalba si sarebbero ridotti a una masnada di ubriachi schiamazzanti, ma era da troppo tempo che la vigilanza contro eventuali attacchi imponeva sobriet e disciplina: non avrebbe guastato annegare i pensieri, per una notte.
Solo un centinaio di cavalieri accompagn Richard di Warwick e Edward di York attraverso la citt. Non era chiaro se si sentissero onorati del ruolo assegnato o contrariati di dover rinunciare a una notte di bagordi ma, comunque fosse, cavalcavano a testa alta e spalle dritte. Seguirono il Tamigi verso sud fino allimponente residenza londinese degli York, il castello di Baynard. Ledificio di mattoni rossi sorgeva squadrato e maestoso sulla sponda del fiume, avvolto nelledera che lo ricopriva fino alla sommit delle torri. La notizia del loro arrivo li aveva preceduti e il portone era gi aperto ad accogliere le truppe a cavallo. In vista del cortile Edward diede di sprone, trascinandoli tutti con s in una galoppata a perdifiato, gli zoccoli dei cavalli che slittavano sulle pietre umide.
Infine si arrestarono, ansimanti ma esaltati dalla corsa. Ancora dubbioso, Warwick torn a fissare il compagno pi giovane. Ormai lazzardo era giocato e non si poteva tornare indietro. Ogni ora passata a Londra era, in qualche modo, anche un regalo alla regina: poteva preparare i suoi piani e reclutare soldati, o quanto meno mettere pi distanza tra s e loro. In ogni caso, adesso si trovavano in una fortezza degli York, protetta dal Tamigi che scorreva lungo le sue mura. Era strano trovarsi al sicuro in un luogo simile, proprio nella citt che aveva respinto i Lancaster. Warwick si rilass un poco quando sent Edward ordinare a gran voce vino, birra e un bel fuoco. Avevano disseminato tremila uomini nella capitale, sistemandoli in locande o nelle residenze principali, mentre il seguito dei due comandanti comprendeva il duca di Norfolk e i suoi consiglieri pi esperti, oltre al vescovo George Neville con i domestici. Per una notte, gli uomini pi importanti del suo schieramento avrebbero dormito sotto lo stesso tetto: Warwick si fece il segno della croce al pensiero di quanto sarebbe successo prima che il sole tornasse a sorgere.
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12.
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Sono il legittimo erede al trono annunci Edward agli astanti. Non pi di un anno fa, il parlamento di Londra nomin mio padre successore di re Enrico. Il tono rigido e appena incerto tradiva il suo nervosismo. Lui si schiar la voce e prosegu. Io sono il figlio primogenito di Richard di York. Quellonore ora spetta a me.
La sala era gremita, e non soltanto del seguito di Warwick e Edward. Al calare del buio, Neville aveva notato lingresso silenzioso di molti gentiluomini di spicco, usciti nel freddo notturno per venire ad ascoltare il discorso del giovane York. Su un lato della sala intravedeva la testa massiccia del sindaco, circondato da tre dei suoi consiglieri. Cerano anche membri del parlamento, giunti per giudicare e riferire ai colleghi. Pi importante ancora, forse, era la presenza dei rappresentanti di due corporazioni di mercanti e del priore del monastero della Santa Trinit: uomini che potevano garantire prestiti vitali, se avessero approvato quanto stavano sentendo.
Oltre alla voce di Edward, lunico suono era quello del fuoco. Quella notte, il gran salone del castello di Baynard era forse il luogo pi caldo di tutta Londra. Domestici trafelati continuavano a depositare dozzine di nuovi ceppi sul focolare, smuovendo le braci per poi correre via a prendere altra legna, mentre gli sguatteri aggiungevano carbone dai forni della cucina. A ogni scoppiettio di resina le fiamme salivano, mandando vampate di calore che costringevano i presenti a slacciarsi le giubbe e ad asciugarsi il sudore dalla faccia. Non che fosse sgradevole, dopo mesi di gelo invernale e dita intirizzite. E, nonostante lintenso calore, quel fuoco esercitava unattrazione magnetica: ben pochi resistevano alla tentazione di stringersi intorno alla sua luce.
In disparte, Warwick osservava la scena. Non era cosa da poco vedere gli uomini pi ricchi e autorevoli di Londra schierati con la loro fazione. Daltra parte, una volta respinti il re e la regina, i potenti della citt non potevano fare altro che sostenere la causa di York. Non cera una terza via, nessun margine di compromesso. Warwick strinse le labbra in una linea sottile e serr la mascella. Certo, prima di realizzare la sua ambizione Edward se la sarebbe dovuta vedere con Enrico di Lancaster e una dozzina di grandi lord, ma la prospettiva non sembrava preoccuparlo. Non aveva fatto segreto delle sue intenzioni, n era ricorso a grandi giri di parole. Avrebbe affrontato Lancaster sul campo e posto fine alla disputa con le armi, una volta per sempre.
Il figlio di York si appoggi alla massiccia sporgenza di mattoni della canna fumaria, che saliva sul muro fino a sparire nel soffitto per raggiungere il tetto. Il fuoco cantava alle sue spalle, facendo danzare luci e ombre sul corpo del giovane e ammantando di riflessi dorati ogni suo gesto. Warwick fece correre lo sguardo tra lui e gli altri uomini nella sala, osservandone la postura e le reazioni. Il sangue  potente. Il casato di York vantava una discendenza reale diretta, in linea maschile. Gi questo bastava a dare a Edward autorit su chiunque gli permettesse di esercitarla. Persino quel mucchio di ossa di Norfolk, che pure aveva il doppio dei suoi anni e della sua esperienza, lo ascoltava a capo chino, guardandolo da sotto le sopracciglia. Ottimo segno. Alla causa servivano i suoi soldati e la forza delle loro armi.
N guastava che Edward fosse tanto imponente. A renderlo tale non era solo la statura, sebbene in vita sua Warwick avesse incontrato soltanto altri due uomini alti quanto lui. Entrambi, per, avevano unandatura sbilenca e unaria da scherzi di natura, limitazione contorta di un guerriero; invece gli arti muscolosi e limpressionante larghezza delle spalle di Edward lo facevano spiccare in qualsiasi raduno. In armatura, poi, incuteva vero terrore. Al solo ricordo Warwick fu scosso da un brivido; perch, oltre alladdestramento e alla forza colossale, Edward aveva la giovent dalla propria parte, il che significava velocit di riflessi e una resistenza sconfinata. Era come affrontare un toro coperto di metallo. Se anche fosse stato figlio di un semplice fabbro o scalpellino, sarebbe bastata la stazza a elevarlo a cavaliere, o pi probabilmente a capitano di fama. Con laggiunta del suo sangue e del suo nome, non cerano limiti a ci che poteva diventare.
Ho visto mio padre tormentato dal dubbio prosegu, la voce che rimbombava in tutta la sala. Lacerato tra il rispetto che nutriva per la Corona dInghilterra e lo sconforto suscitatogli dalluomo che la indossava. Da un lato, egli rendeva omaggio al trono inginocchiandosi al suo cospetto. Era tenuto a farlo, vincolato da un sacro giuramento!
Un brusio dapprovazione serpeggi tra gli astanti, insieme a una vaga agitazione. Edward li pass in rassegna con lo sguardo, per poi indugiare sul volto di Warwick e rivolgergli un cenno.
Dallaltro, un ebete imberbe sedeva su quel trono, a disonorare lInghilterra intera con la sua inettitudine al governo. Ha perso la Francia. Aizzato le famiglie pi nobili le une contro le altre. Permesso che la plebe prendesse dassalto Londra e violasse la Torre. Ha seminato discordia e lasciato che uomini armati si aggirassero senza controllo per il paese. La sua debolezza ha portato lInghilterra e il Galles sullorlo di un baratro di anarchia. Non credo sia mai esistita una testa pi indegna di portare la corona.
Si ferm per bere un sorso di vino caldo e speziato, lasciando che i presenti innervositi prendessero fiato per un istante. Erano ben consapevoli di quanto fosse sedizioso il suo discorso e tremavano fin nelle ossa.
Warwick ricordava un tempo in cui quel ragazzo si sarebbe scolato una dozzina di boccali di birra, per poi ordinarne altrettanti. Edward deglut il vino e appoggi la coppa sui mattoni caldi, affinch la bevanda non si freddasse. Non sembrava pi nervoso, almeno agli occhi di Warwick. Con quella fornace alle spalle che gli cuoceva la schiena e il volto in ombra, se ne stava l a parlare agli uomini davanti a s come se li avesse riuniti per organizzare una battuta di caccia. E loro ascoltavano, impietriti dal peso di quelle parole e da quanto lasciavano presagire.
Nella linea di successione, il casato di Lancaster precede quello di York di un gradino soltanto riprese Edward. La distanza che passa tra un fratello pi grande  John di Gaunt, quel grande saggio  e quello pi piccolo: Edmund di York, il mio antenato. La famiglia Lancaster ci ha dato due grandi re, ma poi ha prodotto un debole, che ha guastato la stirpe. Quante volte  capitato che a un lungo periodo di ottime vendemmie seguissero anni di pessimi raccolti? Il sangue  simile al vino, ecco perch i membri del parlamento hanno deciso di nominare mio padre erede al trono. Come ogni buon giardiniere, sono risaliti al ramo rimasto sano quando laltro  avvizzito e hanno capito che bisognava potarlo.
Alcuni in sala risero della battuta, altri mormorarono unapprovazione tra s, a testa china; certi addirittura avvicinarono le coppe e gli improvvisi rintocchi metallici risuonarono fino alle travi del soffitto.
Ebbene, io appartengo al medesimo ramo di mio padre disse Edward.
In risposta, un coro di acclamazioni si lev, compresa quella di Warwick.
Sono il duca di York. Lerede al trono.
S! tornarono a ruggire le voci, frammiste a risate di trionfo.
E sar re concluse Edward, con voce pi forte e sicura. Stasera stessa.
A quelle parole la sala si zitt di colpo, come se qualcuno avesse sbattuto una porta. Restarono tutti immobili, salvo per il tremito di chi sentiva la schiena rigata di sudore o percorsa da un brivido. Warwick era tra i pochi informati in anticipo su cosavrebbe detto Edward, dunque pot scrutare a suo agio gli astanti, studiandone le reazioni in cerca di segni di contrariet. Pur concentrato in particolare sui pi potenti, nello scorrere con lo sguardo i volti dei presenti si stup che nessuno avesse distolto gli occhi dal gigante davanti al grande fuoco. Lo fissavano come fosse lui stesso la fonte della luce.
Poi listante di sgomento pass. Gli uomini cominciarono a battere le mani e pestare i piedi sul pavimento, gridando sempre pi forte mentre Edward si allontanava dal muro per piantarsi, dritto e fiero, proprio davanti a loro. Con un unico gesto, afferr la sua coppa e la alz in un brindisi. Il metallo doveva essere rovente, ma il calore non sembr scalfirlo. Bevve un lungo sorso. Gli altri lo imitarono, vuotando le coppe e urlando ai servi di portarne ancora.
Solo un paio, non di pi, miei lord e signori esclam lui, ridendo.
Il bordo del suo calice era cos arroventato da avergli arricciato la barba intorno alla bocca. Le labbra sorridevano ma lo sguardo era teso, e cerc Warwick tra la folla, come per invitarlo a farsi avanti. Avevano concordato che a quel punto avrebbe preso lui la parola, ma il conte si faceva attendere. Avvertiva limportanza del momento e presentiva che, appena avesse cominciato a parlare, il futuro gli sarebbe piombato addosso come un incendio divorante. Scosso da un brivido, inspir a fondo, lasciando che laria gli snebbiasse i pensieri.
Mio signore di York! esord poi, a gran voce. Se volete diventare re stasera stessa, vi serviranno una corona e un giuramento... e un vescovo, in rappresentanza della Santa Chiesa. Ah, se solo ne avessimo uno a portata di mano...
Al suo fianco cera il fratello, con indosso i paramenti vescovili e le mani giunte come in preghiera. Ora toccava a lui attenersi al copione. George Neville alz subito la testa e pronunci la propria battuta. A dispetto della sala enorme e del ruggire del fuoco, la sua voce risuon nitida, dimostrando una forza di cui loro stessi non lavrebbero creduto capace.
Milord, gli York hanno sangue reale. Per legge siete erede al trono, questo nessuno pu negarlo. Tuttavia,  altrettanto innegabile che quel trono  gi occupato. Come pensate di risolvere tale spinosa questione?
Pi di cento teste si girarono di nuovo verso Edward, fremendo per la suspense, come se stessero assistendo alla scena madre di una rappresentazione teatrale. Volevano vedere se avrebbe ceduto. Edward per era preparato alla domanda e non mostr segno di turbamento. Aveva posto lui stesso quel quesito, la sera prima: come poteva diventare re finch Enrico restava in vita? Era ben disposto ad affrontarlo sul campo di battaglia, ma non poteva negare il suo diritto al trono fintanto che ci sedeva.
Per qualche tempo, lInghilterra dovr avere due sovrani aveva risposto Warwick, mentre avanzavano sulla strada buia. Una volta assunto il titolo come re Edoardo Quarto, potrai arruolare gli uomini che ci servono. I cavalieri e i lord accorreranno per unirsi a un re Plantageneto e porteranno con s i loro armati. A Londra, dunque, dovrai impadronirti della corona a qualunque costo. Sar lei a darti lautorit necessaria ai nostri piani. In sua mancanza, Edward, la tua ambizione e la tua vendetta finirebbero nella polvere insieme ai tuoi stendardi. Devi pretenderla e ottenerla. O tacere, se te ne manca il coraggio.
Il coraggio non mi manca aveva ribattuto lui. Ne ho a sufficienza per qualsiasi impresa. Tu trovami una corona, ordina a tuo fratello di mettermela in capo e io la indosser. E dimostrer a tutti come va portata!
Ora, nel gran salone del castello di Baynard, accanto alla corrente impetuosa del Tamigi, riprese la parola senza traccia di esitazione nella voce.
Per come la vedo io, eccellenza, il trono dInghilterra resta vuoto fintanto che  Enrico di Lancaster a occuparlo. Una risata si diffuse in sala. Lo rivendico con la forza della legge, del sangue, del filo della mia spada e del mio diritto alla vendetta. E sar mio oggi stesso: questa sera sar incoronato a Westminster, come tanti altri prima di me, e prima dellalba sar entrato a far parte del novero dei re. Signori, chi tra voi  disposto a seguirmi allabbazia, per vedermi prendere il trono che mi spetta? Non ho tempo da perdere qui a Londra, ho ancora un compito da svolgere lontano dalla citt, quindi la cerimonia sar spartana. Chi di voi sar mio testimone? Lo chiedo per lultima volta.
Warwick si fece il segno della croce, e non fu lunico. Certo, tutti i presenti temevano di peccare di blasfemia e rischiare il disonore, ma in fondo, a non esaminarla troppo nel dettaglio, la pretesa di Edward era legittima. Era il figlio di un successore designato e aveva il sostegno di un esercito fuori dalle mura. A pensarci bene, era gi avvenuto con Guglielmo I, il Conquistatore, a sua volta incoronato nellabbazia di Westminster il giorno di Natale, anno di grazia 1066. Poteva accadere di nuovo. In situazioni di emergenza, le armi avevano la forza di riscrivere la legge.
La folla riunita avvert la forza di quelle parole, un vento che li pieg come erba alta. Se nutrivano dubbi, incertezze o persino timore alla prospettiva di sfidare un re scelto per diritto divino, nessuno di loro lo diede a vedere. Al contrario, levarono le coppe in aria, per poi scagliarle tra i ceppi e le braci del camino. I calici annerirono in fretta, riempiendosi di crepe nelle quali danzavano le fiamme. Alcuni recitarono una preghiera, altri ripeterono i giuramenti di fedelt del proprio casato o parole donore apprese nellinfanzia. E quando Edward si incammin, tutti lo seguirono.
La notte era buia e un velo di ghiaccio ricopriva ogni superficie. Irruppero rumorosi nel cortile, con la voce di Edward a sovrastare le altre; dopo qualche grido, per, il chiasso si spense: ci pensarono laria gelida entrata nei polmoni e il silenzio delle strade deserte a calmarli. Gli scudieri si affrettarono a prendere i cavalli, ma gli entusiasmi si erano ormai smorzati. A mente fredda, lentit del gesto che si apprestavano a compiere apparve chiara a ciascuno di loro. Nel silenzio, i domestici portarono dozzine di stendardi di York: grandi vessilli neri, su cui campeggiava la rosa bianca o il falcone posato su un ceppo di ferro. Spiegati al vento, schioccarono sotto la sua sferza, liberandosi dalla polvere in una nube diafana, i simboli che brillavano alla luce della luna. Edward si gir a guardarli e si inchin davanti allo stemma della sua nobile famiglia, mormorando una preghiera per lanima di suo padre prima di alzare di nuovo la voce.
Alcuni di voi erano con me nel Galles disse. Sotto i nostri occhi, prima della battaglia di Mortimers Cross, tre soli sono sorti gettando ombre bizzarre e senza precedenti. Tre soli affiancati hanno brillato sul casato di York. Io onorer la rosa bianca fino al mio ultimo respiro, ma porter un sole sullo scudo. Quellastro riscalda coloro che ama, eppure sa anche bruciare. Vita o distruzione: sar io a decidere.
Poi sorrise, tronfio dellautorit che sentiva di aver guadagnato. Warwick invece deglut a fatica: negli occhi del suo compagno vedeva brillare una rabbia profonda.
Non potevano esserci due re dInghilterra. Se quella notte ne avessero incoronato uno nuovo a Westminster, sarebbe stata la guerra; una lotta incessante e spietata, finch ne fosse rimasto uno solo. Come sciami di api infuriate, venute da alveari diversi, i seguaci delluno e dellaltro si sarebbero massacrati a vicenda. Era questa la strada che li attendeva, la direzione intrapresa, la via che Warwick aveva indicato e York aveva accettato di imboccare.
Usciti a cavallo dal castello di Baynard, gli uomini si diressero al palazzo di Westminster; nelle loro mani sventolavano gli stendardi di Edward, che garrivano incombendo sulla corrente nera e vorticosa del fiume.
Margherita osservava compiaciuta la scena da un angolo della sala calda ed elegante, respirando il profumo di legno lucidato e fiori essiccati. I suoi lord si erano alzati in piedi e avevano abbassato la voce, intimiditi dalla presenza del re. Prov compassione per loro, vedendoli fissare il sovrano in attesa di un cenno o di un segno di vita: Enrico non sapeva fare altro che annuire distrattamente, il vuoto negli occhi. Un vuoto che li aveva condotti tutti sullorlo della rovina. No, per il marito Margherita non provava pi pena da un pezzo. La sua debolezza esponeva al pericolo il loro unico figlio. La preoccupazione per quel dolcissimo bambino era unangoscia costante e, visti con la sua devozione di madre, lo sguardo vitreo e il sorriso ebete di Enrico erano come spine nel fianco.
Se quelluomo fosse stato un falegname, avrebbe anche potuto permettersi di perdere la ragione. Ma era re: la sua mancanza di volont metteva a repentaglio il principe, la regina e tutti i bravi sudditi che si erano prodigati per la sua causa. Ogni volta che si soffermava a pensarci, Margherita si sentiva pervadere da una rabbia acida.
Seduta a tessere un arazzo, udiva distintamente la conversazione in corso tra Somerset e Percy. Non riusciva a concentrarsi sul lavoro, e sapeva gi che in seguito avrebbe dovuto disfarlo, ma tenerlo in mano le dava la possibilit di restare l, in silenzio, finch tutti avessero dimenticato la sua presenza e si fossero lasciati andare ai discorsi che la interessavano. Doveva ricorrere a simili stratagemmi, ora che il ritorno del consorte aveva rammentato ai lord il suo ruolo di moglie.
Il pensiero le strapp un sorriso. Da giovane non si era resa conto di quanto gli uomini tenessero alle questioni di rango. Avevano sempre bisogno di sapere a chi dovevano obbedire e chi invece potevano calpestare con impunit. Le donne non perdevano tempo in certe sottigliezze. Per un istante, sul suo volto aleggi unespressione di disprezzo. Le donne calpestavano tutte le loro consorelle, senza distinzione. Era una strategia pi sicura. Ognuna fiutava il potenziale rivale nelle altre meglio di qualsiasi uomo.
Le pareti della sala, sede della corporazione dei sarti di York, erano tappezzate di splendidi arazzi, ciascuno il frutto di anni di lavoro. In essi, Margherita vedeva limportanza di una pianificazione lungimirante per avviare unimpresa impossibile da portare a termine in una sola stagione. Quella era lessenza stessa della civilt e dellordine, pens, con un pizzico di arroganza. Allo stesso modo, con impegno e pazienza, lei aveva atterrato i suoi nemici pi potenti. Ci erano voluti anni, ma la trama solida che aveva tessuto avrebbe conservato il suo colore ancora per un millennio, molto dopo che tutti loro si fossero ridotti in cenere.
Allinizio, quando Londra laveva respinta insieme al marito, Margherita era andata fuori di s dalla rabbia. Ci che non aveva previsto era la levata di scudi suscitata in tutto il regno dallepisodio. La citt di York aveva spalancato le porte a lei e ai suoi lord, e inviato con largo anticipo una delegazione di cavalieri incontro alla corte, affinch non ci fossero dubbi: la famiglia reale e il suo seguito erano i benvenuti entro le mura.
In parte era merito di Derry Brewer. Lui capiva quanto fosse importante diffondere nel paese i giusti racconti. Cos, in ogni taverna e sede di corporazione da Portsmouth a Carlisle, aveva bisbigliato storie su come, alla ricerca di uomini valorosi, la regina avesse rischiato la vita per richiamare gli scozzesi dalle loro roccaforti di montagna; su come, riunito un contingente di guerrieri dalle rudi citt del Nord, avesse salvato il re, strappandolo alle grinfie dei traditori e costringendo questi ultimi alla rotta; e su come, infine, fosse stata tradita da Londra, una capitale canaglia zeppa di mercanti e baldracche, una metropoli impazzita e bruciante di febbri. Una citt che andava marchiata a fuoco.
E alla fine, con il passare dei giorni, la disperazione di Margherita si era tramutata in sbalordimento: il suo esercito, prima tanto malconcio, cresceva a vista docchio. Ogni volta che attraversava un abitato, nuovi volontari si univano alle sue fila, decisi a vendicare lonta inflitta al re. La notizia si era diffusa in ogni borgo, villaggio, cittadina e citt, portata dai corrieri di Derry Brewer armati delle monete del re. In migliaia di taverne quel denaro aveva pagato da bere a tutti i presenti, mentre un sergente raccontava la vicenda. Lindomani quegli stessi avventori si presentavano per arruolarsi in difesa di Enrico.
Margherita pass in rassegna i presenti. Alcuni  i pi autorevoli  sedevano comodi al proprio posto, mentre gli altri  meno influenti  vi si affollavano intorno in capannelli, spostandosi spesso dalluno allaltro. O forse la sua analisi peccava dingenuit? In effetti Derry Brewer, alacre come unape, non faceva altro che infilare il becco in un fiore dopo laltro, per poi ricominciare da capo. Colta dal dubbio, si chiese se le api avessero davvero il becco. Be, in quel caso sarebbero somigliate al conte Percy: aveva un naso tanto pronunciato che, appena distolto lo sguardo, di lui si ricordava solo quello. Il lord stava parlando con un tizio irlandese, un tale... Courtenay, s. Conte di Devon. Cerano tanti nuovi capitani, cavalieri e signori che era impossibile ricordarseli tutti. Sembrava non avessero atteso altro che una giusta causa per scendere in campo. O forse sentivano solo odore di vittoria.
Scroll la testa, sentendo salire una vampata di rabbia. Non erano accorsi in suo aiuto quando la casa di York aveva catturato Enrico e la sua causa era parsa senza speranze. Daltra parte erano uomini pragmatici. Il loro realismo era comprensibile, per quanto spregevole, e almeno Margherita poteva dirsi fortunata: soppesate con freddezza le due fazioni, la sua era sembrata quella con pi possibilit di vittoria.
Reggere il filo del ricamo le aveva indolenzito le dita, cos abbandon le mani in grembo; erano talmente irrigidite dal lavoro di precisione che dovette massaggiarsi i palmi per distenderle. Torn a far vagare lo sguardo. Per quanto vasto, il salone risultava piuttosto stipato ora che ci si erano riuniti trecento uomini, intenti a mulinare da un gruppo allaltro, a mangiare, bere e sbellicarsi di risate. Cerano non solo i lord  Dacre, Welles, Clifford, Roos, Courtenay...  ma anche i loro capitani, che pur ridendo con apparente abbandono restavano comunque lupi. Uomini dai nomi impronunciabili quali Moleyns, Hungerford, Willoughby. La regina chiuse gli occhi e scroll la testa. Impossibile impararli tutti. Contava solo che si fossero schierati dalla sua parte, portando con s migliaia di armati, pi di quanti ne avesse mai visti. I suoi quindicimila erano stati fagocitati da una marea di cavalieri, scudieri, guerrieri, fanti, arcieri... Sorrise trasognata. York era diventata una nuova Londra. Anzi, una nuova Roma, i cui eserciti avrebbero annientato Richard Neville e Edward Plantageneto.
Ripens ai volti anneriti esposti sulla torre della Micklegate Bar. La pioggia e il gelo avevano impedito alle teste di Salisbury e York di conciarsi, cos una guardia le aveva coperte di catrame per renderle impermeabili allumidit. Margherita le rivedeva nitide nella memoria. Richard di York, Richard di Salisbury. La corona di carta era sparita da tempo dal capo del primo, salvo qualche brandello intrappolato nelle gocce di catrame. Si strofin una tempia, sentendo le prime avvisaglie di un dolore sordo, accompagnato da lampi di luce ai margini del campo visivo. Quegli episodi si erano fatti sempre pi frequenti negli ultimi anni. Non cera cura, tranne loscurit e il sonno. Si alz dalla poltroncina. I domestici le furono accanto allistante, mentre i nobili si giravano a guardarla, uno dopo laltro, finch lattenzione di tutti fu concentrata su di lei.
La regina arross, compiaciuta di saper ancora catturare gli sguardi di unintera stanza, anche se era costretta ad abbassare una palpebra per arginare le fitte. Notando lespressione di vago affetto negli occhi di suo marito, gli rivolse una riverenza, poi abbandon la sala lasciando gli uomini ai loro piani. Non le sarebbero rimasti ignoti a lungo. La lealt di quei signori poteva andare tanto a lei quanto al suo consorte; potevano persino considerarla alla stregua di unimpicciona francese, ignara delle regole del gioco. Non importava. Non era il loro giudizio a interessarle: non le avevano teso una mano nel momento di maggior bisogno, eppure lei aveva vinto comunque, aveva salvato il marito e spiccato la testa ai suoi due nemici pi potenti. Sorrise. Quel pensiero non avrebbe mai smesso di deliziarla.
Certo, restava ancora molto da fare. Bisognava distruggere Edward di York, e i Neville, dal primo allultimo. Le ferite inferte al regno erano profonde, cos come le radici gettate dallodio e dai rancori seminati in anni di guerra. Tuttavia, il popolo incolpava York e Warwick della situazione e, per quanti uomini loro riuscissero a reclutare, o per quante ricchezze avessero accumulato, non potevano resistere contro un paese intero. Una volta umiliati e sottomessi i loro casati, rasi al suolo i loro castelli ed estinta per sempre la loro discendenza, Margherita sarebbe stata libera di guardare Edoardo farsi uomo, mentre il marito pregava sereno. Forse la provvidenza le avrebbe persino concesso altri eredi, prima che fosse troppo tardi.
Quando i domestici richiusero la porta della sala alle sue spalle, il brusio delle conversazioni torn a salire. Margherita si chin a sollevare la gonna quanto bastava a non inciampare nellorlo, poi alz orgogliosa la testa; locchio per non voleva saperne di aprirsi, abbacinato persino dalla poca luce invernale.
Sopra la citt di York cavalcavano le nubi. Il cielo era di un grigio spento, simile a una lastra di piombo o al manto di un cavallo spettrale.
...
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...
13.
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Mancavano ore allalba e loscurit era ancora fitta. I servitori si erano affrettati ad accendere le lanterne, usando una lunga asta per avvicinare la fiamma agli stoppini. Nel gelo di Westminster Hall, il fiato dei presenti si addensava in nuvolette bianche.
Sopra larmatura, Edward di York indossava un mantello blu scuro e oro, chiuso da una cintura; portava la spada sul fianco, nel fodero appeso a un cinturone. Guardandolo grattarsi con foga la barba folta e notandone gli stivali ancora infangati, Warwick si domand se il ragazzo avesse mai visto la cappella di re Enrico Quinto, nellabbazia di fronte. Il re guerriero  o Martello dei Galli, come recitava lincisione sulla pietra  aveva fatto scolpire la propria effigie rivestita di una lunga tunica: limmagine di un santo, non di un condottiero. Accanto al vescovo George Neville, invece, Edward appariva ancora pi imponente, con i capelli arruffati e ritti sulla testa, senza lelmo a schiacciarli. Il giovane duca di York dominava con lo sguardo lintero cavernoso salone, che sfolgorava dorato alla luce di centinaia di candele.
Il Kings Bench  lo scranno del re  era un semplice seggio di marmo, trascinato di peso nella sala fino alla High Table, la cattedra reale, larga quanto due uomini distesi. Edward non si era ancora seduto: stava in piedi di fronte al tavolo massiccio, appena chinato in avanti per appoggiare i guanti ferrati sul legno di quercia scuro, le scapole contratte come le ali chiuse di un grande rapace.
La notizia della sua presenza l si stava diffondendo a una velocit incredibile. I membri del parlamento si erano gi sistemati nei rispettivi seggi, addossati alle pareti, ma avvocati, sceriffi, mercanti e personalit cittadine, buttati gi dai letti nel cuore della notte, continuavano a sfilare dal grande portone. Oltre la soglia si intravedeva una folla, tremante dal freddo, che sgomitava per sbirciare allinterno. Westminster Hall poteva ospitare migliaia di persone e gli uomini e le donne di Londra ci si intrufolarono intimiditi, cercando un angolo appartato da dove assistere in silenzio, senza farsi notare. Lannuncio aveva gi fatto il giro della citt, portato dal passo spedito e dalle voci dei panettieri, dei bambini, dei monaci e di chiunque fosse sveglio a quellora.
Edward si accomod sullo scranno, tenendo le mani sul tavolo. Il vescovo George Neville gli tese lo scettro dorato, prelevato dal tesoro della Torre. Nel gelo, un sospiro si lev dalla folla. Dunque era vero: il casato di York rivendicava la corona, con re Enrico Sesto ancora in vita.
Limponente cattedra, in uso da centinaia di anni, sembrava fatta apposta per la stazza di Edward, pens Warwick. Quanto a importanza simbolica, la High Table era superata solo dalla sedia di re Edoardo, il trono dellincoronazione, nellabbazia. Quella sarebbe venuta dopo. Secondo il protocollo, il primo passo era la proclamazione a Westminster Hall. Edward sorrideva compiaciuto. Sembrava nato per quel ruolo; dominava sulla folla dallalto del suo podio, illuminato dai fasci di luce dorata delle lanterne appese, mentre il soffitto altissimo si perdeva nellombra.
I paramenti sacri addosso e un crocifisso nella mano destra, George Neville gli appoggi la sinistra sulla spalla. Il messaggio era evidente: la Chiesa sosteneva la sua investitura. Quando il giovane duca chin la testa, il vescovo pronunci la sua benedizione, pregando i santi di concedere a tutti loro la saggezza. Quando termin, i presenti si fecero il segno della croce e alzarono gli occhi.
La sera prima, George aveva parlato al fratello e a Edward del giuramento necessario. Impaziente, laspirante al trono aveva tagliato corto sui dettagli. In fondo il senso gli era chiarissimo: gli servivano uomini disposti a combattere per lui, un esercito enorme, e solo un re dInghilterra poteva chiamare a raccolta i sudditi. Soltanto un sovrano poteva svuotare dei suoi giovani ogni villaggio di ogni contea.
Miei lord e gentiluomini esord. Sono Edward Plantageneto, conte di March, duca di York, vero e legittimo successore, per volere divino, al trono dInghilterra, Galles, Francia e Irlanda. Rivendico qui, in questo luogo sacro, il mio diritto di sangue. Mi spetta come primogenito di mio padre Richard, duca di York, discendente di re Edoardo I e, per suo tramite, di Guglielmo il Conquistatore. E mi spetta anche per linea materna, come discendente di Lionel di Anversa, primo duca di Clarence, figlio secondogenito di re Edoardo Terzo e dunque maggiore del terzogenito, John di Gaunt. Ecco i due rami che si riuniscono in me! Nessuno pu vantare titoli migliori per reclamare questo scranno, questo trono e questa terra. Pertanto, nego il diritto di Enrico di Lancaster sulla corona e la rivendico per grazia di Dio. Da adesso sono re Edoardo, quarto di questo nome. Non esiste sangue pi puro del mio e non riconosco nessun uomo sopra di me.
Quindi tacque. Warwick not i rivoli di sudore che gli scendevano sul volto; con quel fisico e quella folta barba nera, era fin troppo facile dimenticare che Edward era ancora un ragazzo di diciotto anni e aveva perso il padre appena due mesi prima. Tuttavia, come Edoardo Quarto, la sua voce era risuonata forte e sicura, rimbombando alta nel vasto spazio vuoto di Westminster Hall.
Il conte si guard rapido alle spalle: durante il giuramento il mormorio e il trambusto non erano cessati un momento, e si chiedeva quale ne fosse lorigine. Rest pietrificato quando, per la prima volta, il suo sguardo abbracci quel mare di volti. Erano migliaia, stipati su ogni panca e in ogni angolo, in piedi nelle nicchie delle finestre e arrampicati sui davanzali. Uomini e donne avevano sollevato in aria i bambini pi piccoli, affinch potessero vedere, e tenevano sulle spalle i pi grandicelli, che ciondolavano la testa e sbadigliavano dal sonno. In gran parte la folla sorrideva, con gli occhi sgranati accesi di riflessi alla luce delle candele, i colli allungati per cogliere ogni dettaglio, per non perdere una sola parola.
In piedi di fianco a Neville stava Hugh Poucher, primo attendente del padre di Edward, a bocca aperta per levento cui aveva appena assistito. Sorridendo, Warwick si chin a parlargli allorecchio.
Devo dedurne che il vostro signore non vi aveva informato dei suoi progetti, Poucher?
Luomo del Lincolnshire scosse piano la testa e richiuse la bocca, ritrovando il contegno. Poi  con gran sorpresa di Warwick  si asciug una lacrima con il dorso della mano e tir su dal naso, continuando a scrollare il capo.
No. Ma io non lo deluder, milord.
Warwick batt le palpebre; la responsabilit che si era assunto, contribuendo a elevare Edward al trono, non gli era mai stata tanto chiara. Certo, mancava ancora la cerimonia ufficiale dincoronazione a Westminster Abbey, un evento troppo importante per sbrigarlo in fretta e furia, nelle prime ore di un mattino dinverno. Quando fosse giunto quel giorno, lintera citt si sarebbe fermata e i brindisi a Edoardo Quarto sarebbero echeggiati in ogni stanza, ogni strada, ogni ponte di ogni nave intenta a risalire il Tamigi o a fare rotta verso il mare aperto. In tutto il regno, le campane delle chiese avrebbero suonato a festa.
Sono re Edoardo Plantageneto riprese il giovane York. Warwick si ritrov di colpo riportato al presente, con il terribile presentimento che quel gigante irruento avrebbe mandato a monte tutti i loro piani, per lincapacit di tenere a freno la lingua.
Vi starete domandando come possa lInghilterra avere due re prosegu Edward. Di nuovo la folla si zitt, pendendo dalle sue labbra. Be, non pu. Solo uno pu sedere sul trono. E, in quanto vostro sovrano, chiamo a raccolta tutti gli uomini donore per abbattere gli stendardi di Lancaster, lusurpatore, e combattere al mio fianco la guerra che gli ho dichiarato.
Warwick sgran gli occhi, vedendolo gettarsi il mantello sulle spalle e afferrare lelmo tesogli da uno dei suoi uomini, con la maglia di ferro che scendeva dai bordi e una fascia doro incastonata sulla fronte. Trasal e allung una mano, come a fermarlo: temeva fosse tanto folle da volersi incoronare da solo, in spregio delle prerogative della Chiesa. Un simile gesto blasfemo li avrebbe destinati tutti allostracismo generale, oltre che alla dannazione eterna.
Quali che fossero le intenzioni di Edward, comunque, i riflessi del vescovo Neville furono pi rapidi dei suoi. Prese lelmo dalle dita del ragazzo e, senza dargli il tempo di reagire, glielo calc sulla testa, la maglia di metallo drappeggiata sulle spalle.
La folla rugg la sua approvazione quando re Edoardo Quarto si gir di nuovo a guardarla. Sapevano tutti di aver appena assistito a un evento memorabile. Lavrebbero ricordato per sempre, insieme alla nascita dei loro figli e al giorno delle proprie nozze, finch si fosse ridotto a un rapido lampo dorato mentre la morte chiudeva loro gli occhi. Avevano visto un uomo diventare re e ascoltato una dichiarazione di guerra.
Le grida di esultanza si levarono fino alle travi del soffitto, riecheggiando da un lato allaltro della sala fino a divenire un boato. Alle voci rispose il rintocco dellantica campana in bronzo di Westminster, subito seguita da quelle dellabbazia e di tutte le altre chiese, finch lintera citt fu un tripudio di suoni cadenzati, ripetuti allinfinito. Il popolo cominciava ormai a svegliarsi e il sole sorgeva finalmente allorizzonte.
Warwick si tenne in disparte mentre dozzine di potenti, tra cui il suo caro zio Fauconberg, andavano a porgere omaggio a re Edoardo. Gli torn in mente un racconto sullincoronazione di Guglielmo I. Gli uomini del Conquistatore erano di sangue vichingo, parlavano norreno e francese, non una parola di inglese. Per parte loro, gli inglesi non parlavano una parola di francese. Gli uni e gli altri avevano ruggito le loro grida di acclamazione, in toni sempre pi alti e furiosi con il passare dei minuti, cercando di sovrastarsi a vicenda. Sentendo quelle urla, le guardie del re che erano rimaste fuori dallabbazia avevano temuto uno scontro e appiccato il fuoco alle case circostanti. A quanto pare, credevano che una coltre di fumo avrebbe distratto i presunti contendenti. Invece il terrore e la confusione dellincendio avevano scatenato tumulti in tutta Londra.
Warwick fiut laria. Niente fumo. Il sangue per non si sarebbe fatto attendere. Edoardo Quarto non desiderava altro. Il giovane guerriero non aveva timore di scendere in campo, gli servivano solo uomini a sufficienza. Immerso in simili pensieri, Richard Neville vide suo fratello George farsi largo tra la folla festante.
Ben fatto! gli grid, per superare il frastuono.
Il vescovo annu, applaudendo con gli altri.
Spero di aver preso la decisione giusta, Richard. Temo di aver infranto un giuramento, dando la mia benedizione a un altro re.
Warwick scrut il fratello minore e gli lesse un dolore sincero sul volto. Per un uomo di chiesa non era cosa da poco macchiarsi di spergiuro e il fatto stesso di aver espresso quel tormento ad alta voce tradiva la profonda sofferenza celata dietro il sorriso forzato e lo sguardo pensoso di George.
Sono stato io a costringerti gli disse, chinandosi su di lui tanto da sfiorargli lorecchio con le labbra. Se  stato un errore, la responsabilit  mia, non tua.
Laltro drizz le spalle e scroll la testa.
Non puoi assumerti il peso dei miei peccati. Ho violato un giuramento: dovr confessarmi e fare penitenza. Notando la preoccupazione negli occhi di Warwick, cerc di alleviarla, assumendo un tono scherzoso. Sono un vescovo ora, ma ero un Neville da molto prima dellordinazione. Richard ridacchi, sebbene lespressione di George fosse di colpo tornata seria. E sono figlio di nostro padre, proprio come te: voglio vedere i suoi assassini cacciati allinferno, il prima possibile.
York era la seconda citt del regno, con alte mura e commerci fiorenti, da cui era nata una florida classe di mercanti. Uomini che facevano a gara a chi costruiva la residenza pi grande o arruolava il maggior numero di armati in difesa del proprio patrimonio. Di giorno in giorno, lesercito cresceva, occupando ogni palmo di terra intorno alla citt; come ovvio, si tenevano per bene alla larga dal lebbrosario fuori dalle mura, circondato da corde e paletti perch la lenta corruzione dei suoi ospiti non scalfisse la robusta salute dei soldati.
Derry Brewer scol il boccale di birra, fece un gran sospiro e si asciug le labbra e la barbetta, che da qualche tempo aveva smesso di radere. Cresceva grigia, il che lo infastidiva. Daltra parte, egli stesso ammetteva di aver ormai passato i cinquantatr, anno pi anno meno. Gli scricchiolavano le ginocchia e per leggere senza problemi avrebbe dovuto tendere le braccia ben oltre la loro lunghezza. Eppure, niente di tutto ci riusciva a guastare il suo buonumore.
Lunico altro uomo nella stanza era incatenato al muro, sia pure senza eccessi di severit: i ceppi non erano chiodati e i ferri non avevano lingue acuminate per graffiargli o strappargli la carne. In quanto fratello del conte di Warwick, e a sua volta di sangue nobile, sir John Neville, barone di Montague, era troppo prezioso per strapazzarlo in modo eccessivo. Derry si pul le unghie con un coltellino che teneva, affilatissimo, proprio a quello scopo. Ogni volta che fingeva di distrarsi, il fratello minore di Warwick gli puntava gli occhi addosso. Non che ci fosse molto altro da guardare in quella piccola cella, nei seminterrati sotto la sede della corporazione dei sarti. Lunica luce proveniva da una feritoia al livello della strada, affacciata su un cortile privato per evitare sguardi indiscreti. Era un posto appartato, lontano dagli occhi e dalle orecchie di tutti.
Derry scrut linterno della caraffa. Era ancora mezza piena. John Neville aveva le labbra screpolate e linterno della bocca di un rosso acceso, infiammato, come di carne viva. La birra era destinata a lui, ma Derry aveva sete e, si sa, la birra non va sprecata.
Siete sveglio, milord? Le guardie dicono che avete ripreso a far baccano, pretendendo a gran voce un sacerdote e blaterando di diritti o roba del genere. Il riscatto non  stato pagato, John, non ancora. E finch le cose staranno cos vi terremo in vita, concedendovi il trattamento ragionevole che si addice a un uomo del vostro rango. O forse, invece, dovrei consegnare questo coltello alla nostra regina e lasciarla sola con voi, a farvi il solletico l sotto, che ne dite? Lei non ci penserebbe due volte a tagliarvi quelle due sacche raggrinzite per ricavarne unelegante borsetta, in cui tenere le sue forcine. Sarebbe ben contenta di averne lopportunit, non credete?
Il prigioniero si drizz nelle catene e fiss Derry Brewer. Mostrava tutta la sicurezza di un uomo che non  stato ancora tradito dal proprio corpo. Davanti al suo sdegno di aristocratico, Derry prov limpulso di azzopparlo. Un solo tendine dietro il tallone  appena uno, segato di netto  e la famiglia Neville avrebbe ricordato il nome di Derry Brewer fino al giorno del Giudizio.
O forse preferireste schierarvi con re Enrico? domand al giovane lord. Dio  con i Lancaster, figliolo, lo sanno tutti! Ricordo quando abbiamo tagliato la testa del vostro amato padre. Proprio in quel momento dissi...
Si zitt quando Montague tese le labbra sui denti, fino a imperlarle di sangue, e si scagli in avanti per quanto permettevano le catene, tirandole come se credesse davvero di poterle staccare dalla pietra. Poi, per, sotto lo sguardo gelido di Derry, si rassegn e indietreggi di un passo, lasciandosele ricadere ai piedi come serpenti arrotolati.
Vostro padre era uno sciocco, John riprese il capo delle spie. Teneva tanto alla sua faida con il conte Percy da essere arrivato a un passo dal deporre il re.
Se ci fosse riuscito, adesso uno York siederebbe sul trono ribatt Montague, dun fiato. Ti dai tante arie, ma sei soltanto un servitore prezzolato, Brewer. Non capisci il senso dellonore. Anzi, te ne infischi dellonore. Mi domando se sei mai stato leale, almeno verso chi ti paga. Chi sei, tu? Nientaltro che un servo.
No rispose laltro, con una strana luce negli occhi.
Che significa? Intendi dire che sei pi di un servo? Che non lo sei pi? O forse ammetti di non essere altro? Tutta qui, la tua celebre astuzia? Se avessi ancora una goccia di saliva, ti sputerei in faccia il mio disprezzo per i tuoi stupidi giochetti.
Gli volt le spalle e Derry avanz, arrivando a portata delle sue catene. Montague ruot di colpo su se stesso, ma il capo delle spie lo colp sul cranio con un manganello di ferro, tramortendolo e mandandolo a stramazzare sulla paglia sudicia. Poi rest a guardarlo, ansimando. Si sorprese che uno sforzo tanto insignificante lavesse lasciato senza fiato. Rimpianse la forza della giovinezza e il senso di sicurezza che infonde a ogni gesto.
Il suo problema, in quella gelida mattina, era che Warwick il riscatto per il fratello laveva pagato eccome, senza contestazioni o indugi. Lo scrigno di monete doro era gi arrivato a York, trasportato su un carro e sorvegliato da una dozzina di armati. Quegli uomini avevano rischiato la pelle, inoltrandosi nellaccampamento dellesercito del re ai margini della citt. E, poich non godevano delle tutele di lord Montague, adesso venivano interrogati sul conto dei loro padroni con lausilio dei ferri e del fuoco. In ogni caso, tra poco John Neville sarebbe sfuggito alla sua presa. Per i lord della corte di re Enrico era questione di semplice autoconservazione: se non avessero liberato i propri prigionieri aristocratici, non potevano pretendere di essere risparmiati a loro volta, qualora fossero caduti in mano nemica. Entro il tramonto, Derry avrebbe dovuto consegnare a Montague un cavallo e lasciarlo andare a sud. Nel rispetto delle consuetudini, gli avrebbero concesso tre giorni di vantaggio prima di lanciarsi allinseguimento.
Daltra parte, come lo stesso Derry aveva sperimentato pi volte, il capo delle spie del re non poteva comportarsi da gentiluomo. Il risentimento che covava era troppo profondo per non lasciarlo traboccare quando ne aveva loccasione. Per quindici anni gli York, i Salisbury e i Neville lavevano costretto a correre, nascondersi e sudare. Certo, ora le sorti sembravano mutate, la fazione della regina pareva la pi forte, ma questo non placava affatto il rancore accumulato.
Mastro Brewer?
Una voce dallalto interruppe le sue riflessioni, accompagnata da un suono di passi sulla scala. Era un uomo dello sceriffo di York, un ragazzo ancora imberbe, impacciato dalle responsabilit del nuovo incarico.
Avete liberato lord Montague? La sua cavalcatura lo attende... Io ho...
Le parole gli si strozzarono in gola. Senza bisogno di guardarlo, Derry intu che ad ammutolirlo era stata la vista della cella e del corpo privo di sensi del prigioniero.
Sta male? domand.
Niente di grave rispose Derry, ancora perso nei suoi pensieri. Lasciaci soli per qualche minuto, senza fiatarmi sul collo, daccordo? Devo ancora parlargli.
Con sua sorpresa, il ragazzo esitava.
Sembra svenuto, mastro Brewer. Lo avete colpito?
Sei un poppante o cosa, ragazzino? sbott lui. Che razza di domande sono? Fila ad aspettare insieme al cavallo. Lord Montague potrebbe aver bisogno di aiuto per montare in sella. Cristo santo...
Il ragazzo avvamp, non era chiaro se di rabbia o di umiliazione. A Derry parve quasi di sentire il calore allontanarsi con lui mentre risaliva i gradini. Sospir. Quel pivello sarebbe senzaltro corso ad avvertire un superiore. Gli restavano pochi minuti; non cera tempo per le sottigliezze.
Afferr la mano inerte di John Neville, la gir con il palmo verso il basso e gli chiuse il pugno. Con due rapidi fendenti, incise in profondit nella carne la T di traditore. Sangue scuro riemp subito le ferite, poi si rivers sul pavimento. Montague riapr gli occhi e ritir la mano con uno strattone. Era ancora stordito e incapace di nuocere quando Derry gli sganci le catene. Poi lo colp di nuovo con il manganello, facendolo accasciare faccia avanti.
Mastro Brewer? domand una voce rabbiosa dalla scala. Consegnatemi subito il prigioniero.
Lo sceriffo di York non era un ragazzino. Nel corso degli anni, quello spaventapasseri canuto doveva aver visto quasi ogni violenza di cui  capace luomo. Di sicuro non sembr sorpreso alla vista del sangue che usciva a fiotti dal naso e dalla mano di Montague, mentre Derry lo liberava dalle catene e lo trascinava di peso sulle pietre e la paglia. Si sofferm solo a leggere la lettera.
Ottimo lavoro disse, alzando il mento. Gli avete scombinato il cervello?
Non credo rispose Derry, compiaciuto dalla flemma dello sceriffo.
Ma rest sinceramente sorpreso quando il vecchio si scagli di colpo contro luomo tra le sue braccia, sferrandogli un pugno nel basso ventre. Montague emise un gemito, la testa ciondoloni.
Ha osato sfidare il re. Merita di lasciarci le palle comment lo sceriffo.
Sono daccordo replic allistante Derry.
Il vecchio sembr fermarsi a riflettere, mentre Montague si sforzava di riprendere i sensi. Forse aveva colto qualcosa della conversazione, persino in quello stato, e Derry prepar il manganello per zittirlo unaltra volta.
Meglio di no concluse lo sceriffo, controvoglia. Se lo permettessi, la responsabilit sarebbe mia. Lo far legare al cavallo, cos non cadr di sella. Per bisogner dargli una scrollata. Deve firmare con il suo nome, altrimenti non posso lasciarlo andare.
Derry gli batt una mano sulla spalla, riconoscendo in lui uno spirito affine. Insieme trascinarono Neville sulla scala, verso la luce del tramonto e la libert. Dalla sua mano penzoloni una scia scarlatta col sui gradini. E la ferita avrebbe senza dubbio lasciato una cicatrice.
Margherita fu scossa da un brivido sotto lo sguardo del contingente scozzese. Non era paura. Quegli uomini barbuti avevano dimostrato una lealt indefettibile, se non a lei quanto meno alla loro regina. Era il freddo a farla tremare, sempre pi pungente a dispetto dei suoi mantelli e degli strati di lana indossati sopra quelli di lino, per difendersi dal vento. Marzo era cominciato, ma ancora la primavera si faceva desiderare e i campi arati erano duri come pietra. La citt di York si stringeva intorno ai fal, mangiando stufati cucinati con una variet di fagioli in grado di durare decenni ed esumata dalle dispense solo come ultimissima spiaggia. Linverno significava gelo e morte, e Margherita non riusciva a capacitarsi che quei giovani stessero davvero per tornare al Nord a gambe nude. Un altro brivido, di natura diversa, le percorse la schiena al pensiero di perdere quattromila soldati, ma ormai aveva offerto loro tutto ci che aveva. Non restava pi niente per trattenerli.
Milady disse il laird Andrew Douglas, le labbra seminascoste dalla barba nera.  stato un onore per questi ragazzi vedere il comportamento di unaltra gran dama. Riferir alla nostra regina di come avete sgominato i vostri nemici pi potenti e strappato il vostro consorte, re Enrico, dalle grinfie malevole di chi pensava di distruggerlo.
Annu compiaciuto tra s e molti dei giovani in sella o appiedati lo imitarono, sorridendo orgogliosi di quanto avevano compiuto.
Nessuno potrebbe accusarci di non aver tenuto fede alla nostra parte di accordo. I miei ragazzi hanno versato il proprio sangue su queste terre; in cambio, voi avete promesso Berwick e una futura unione con il vostro piccolo Edoardo.
Non ricordatemi i miei doveri, Andrew lo interruppe brusca Margherita. Io non dimentico mai la parola data. Attese un istante, lasciando al laird il tempo di arrossire, poi prosegu. Manterr tutte le mie promesse. E ve ne farei altre, milord, se pensassi con questo di convincervi a restare. I vostri uomini si sono dimostrati forti e leali.
Le era costato riconoscerlo  in fondo, se si erano distinti, era stato solo per compiacere la loro sovrana  ma era pur vero che avevano rispettato gli accordi, aiutandola a riconquistare quanto aveva perduto.
I miei ragazzi devono tornare a seminare i loro campi, in primavera rispose Douglas. Comunque per noi  una soddisfazione saperci tenuti in cos alta stima anche tanto lontano da casa, al Sud.
Era sconcertante per Margherita pensare che, agli occhi di uno scozzese, York fosse una citt del Sud.
Tuttavia prosegu lui non ce ne andremmo se non fossimo certi che ormai mezza Inghilterra  accorsa per combattere al vostro fianco.
Con un gesto abbracci il vasto accampamento intorno alla citt, la fiumana di lord e i guerrieri giunti da nord, ovest, sud, persino dai villaggi costieri, dove le navi continuavano ad attraccare per sbarcarne altri. Non si era vista traccia di un sostegno simile quando Enrico era prigioniero e Margherita inseguita come una lepre da unorda di cacciatori. Adesso era cambiato tutto. Lei chin la testa in segno di rispetto verso il condottiero, che arross ancora di pi. Poi tese un braccio e gli prese la mano.
Avete le mie lettere di ringraziamento per la regina Maria. E posso garantirvi che non dimenticher quanto avete fatto, Andrew Douglas. Siete accorso quando ero smarrita nel buio, senza una torcia a mostrarmi la via. Che Dio vi benedica e vi protegga lungo la strada di casa.
Il laird alz una mano e i suoi capitani levarono un grido, agitando berretti e lance. Margherita gir appena la testa quando Derry Brewer si materializz al suo fianco per assistere alla loro partenza.
Mi viene da piangere... esord il capo delle spie. Allo sguardo sorpreso di Margherita, si affrett a precisare: ...al pensiero di tutto ci che hanno rubato, milady, e che adesso portano via con s, ben nascosto sotto le sottane.
Colta alla sprovvista, la regina si tapp la bocca con la mano mentre lui proseguiva, sorridendo per la soddisfazione di averla sbalordita: Sferragliano a ogni passo, mia signora. Credo che quel laird barbuto si sia impadronito del pugnale di Somerset e degli stivali di lord Clifford, anche se quelli glieli lascio volentieri.
Siete unanima nera, Derry Brewer. Sono venuti in mio aiuto nellora del bisogno.
Gi, ma guardatevi adesso rispose lui, indicando con un cenno le tende dellaccampamento tuttintorno.
I quindicimila dun tempo erano raddoppiati e larrivo di nuove reclute non accennava a diminuire. In effetti Margherita poteva permettersi di congedare gli scozzesi. E se anche non lavesse fatto, se ne sarebbero andati comunque, tornando a servire la loro sovrana.
In un silenzio amichevole, Derry e la regina restarono a guardare lo schieramento in marcia che spariva in lontananza, fino a quando la luce svan e il freddo li costrinse a rientrare.
Festeggiato dai rintocchi dei campanili e dallacclamazione della folla, Edward sorrideva raggiante. Fuori, i londinesi sciamavano come api tra labbazia e il gran palazzo di Westminster, occupando ogni pertugio disponibile fino ad arrampicarsi sulle colonne nel tentativo di intravedere il nuovo re. Sapevano di aver respinto Enrico e la sua consorte francese. Anche se lavevano fatto per timore dei saccheggi, il risultato era stato lo schieramento unanime della citt in favore di York. Lui stesso aveva dubitato che quella gente fosse pronta ad accettare il cambiamento e laccoglienza festosa lo rincuorava.
Avanz lungo la navata centrale, protetto da un cordone ininterrotto di uomini. Alle sue spalle lo spazio si richiudeva pian piano, invaso dalla folla che a spintoni scalzava le guardie. Tutti tendevano la mano, cercando di sfiorargli il mantello o larmatura.
I due fratelli Neville finirono travolti da una massa di persone che premeva per vedere il re e seguirlo. Il suono delle campane si mescolava alle grida in una cacofonia incessante, echeggiando allinfinito. Warwick imprec quando un grosso mercante rubizzo gli si piazz davanti, centrandogli lo stinco con il tallone e pestandogli un piede nel tentativo di allungare la testa sopra la calca; per tutta risposta lo scaravent a terra e lo scavalc, sbraitando agli altri di fare largo e sgomberare il passaggio. Norfolk e i suoi uomini non fecero complimenti nel respingere la folla, lasciandosi dietro grida di dolore a mano a mano che guadagnavano luscita. Riuscivano ancora a distinguere la testa e le spalle di Edward, svettante su tutti gli altri.
Il sole era sorto quando il re emerse nellaria ancora pi fredda dellesterno. La luce strapp un riflesso alla fascia doro incastonata nel metallo del suo elmo, lasciando Warwick immobile per un istante: pur schiacciato dalla ressa e gravato dal pensiero delle mille cose ancora da fare, il conte rest abbagliato a contemplare tale visione. Fu il boato che esplose assordante dalla strada a riscuoterlo. Riprese ad aprirsi un varco con maggiore energia, facendosi largo a viva forza, sordo sia alle richieste di scuse sia alle grida di rabbia di quanti finivano spinti allindietro o gettati a terra.
Quando infine arriv fuori, senza fiato e paonazzo, il sudore gli si ghiacci sulla pelle. Edward lo vide arrivare e scoppi a ridere per il suo aspetto stravolto.
Guardali, Richard! url per superare il frastuono.  come se avessero atteso questo momento quanto me!
Con un gesto plateale, sguain la spada e la sollev in aria. Warwick fece un mezzo sorriso: la lama era integra.
La folla alz le mani e rugg pi forte alla vista del suo nuovo re. Non una figura sottile e pia, ma un guerriero alto e potente, capace di irradiare maest con la sola presenza fisica. Alcuni si inginocchiarono su pietre tanto gelide da intirizzirli allistante. Da principio si tratt solo di qualche monaco, ma presto anche altri ne seguirono lesempio e nel giro di poco lintera piazza era prostrata. Solo i membri del parlamento erano rimasti in piedi a guardare.
Edward ne cerc lo sguardo, a uno a uno, continuando a fissarli con perfetta calma finch anche loro piegarono le ginocchia. Avevano nominato suo padre erede al trono e detenevano un certo potere, ma non potevano certo illudersi: in quel momento, gli sarebbe bastato puntare la spada e la folla li avrebbe fatti a pezzi, solo per dimostrargli la propria obbedienza.
Londra, grande fortezza sulla sponda di un fiume poderoso... chiam dun tratto Edward. La sua voce salda risuonava limpida, echeggiando sui muri degli edifici. Parlava come un novello Cesare. Guardandolo, Warwick sent rinascere la speranza, ed era la prima volta da quando aveva saputo della morte di Richard di York.
Oggi, per grazia di Dio e al cospetto della sua Santa Chiesa, sono diventato Edoardo Quarto, re dInghilterra, Galles e Francia, signore dIrlanda. Cos , nel nome di Ges Cristo. Amen.
La massa in ginocchio ripet linvocazione, facendosi il segno della croce. Nessuno os alzarsi, sebbene tutti tremassero nel vento implacabile. Dallalto della sua statura, Edward lasci correre lo sguardo su di loro.
Ora vi chiamo a raccolta, come vostro sovrano. Nobili e popolo, insieme al mio fianco. Portate le vostre spade, le asce, i pugnali, i bastoni e gli archi. Io sono Edward Plantageneto, Edoardo re dInghilterra, quarto di questo nome. Riferite a tutti le mie parole: vi ho chiamati, seguitemi.
...
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...
14.
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Edward sollev una met del sigillo dargento circolare, soppesandola nella mano. Gratt con lunghia un residuo di cera rossa, che gett via. Intorno a lui era disposto un anello di lunghi tavoli, almeno dodici, ingombri di convocazioni per cavalieri e lord. Trentadue contee e una dozzina di citt avrebbero ricevuto una pergamena con lordine di inviare i loro uomini migliori, in obbedienza allordinanza emessa dal nuovo re.
Sorrise, mentre i quattro custodi del gran sigillo si affrettavano nelle loro mansioni. Il caldo che saliva dai bracieri li faceva sudare. Uno di loro staccava la cera color sangue da un grande vaso, facendola cadere in giare dargilla pi piccole. Queste, poste in una pentola dacqua bollente, venivano costantemente controllate da altri due. Quando la cera fu sciolta del tutto, presero una giara per i manici, proteggendosi le dita con uno strofinaccio, e annuirono per indicare che erano pronti.
Edward tese una mano. Datemi laltra met disse.
Non serve che vostra maest... Dovremmo essere noi a... farfugli uno degli uomini, arrossendo e abbassando lo sguardo.
No, lo imprimer io. Il mio primo sigillo reale merita il mio tocco.
Il funzionario deglut a fatica, ma si avvicin ai tavoli con il collega. Edward ricompose il sigillo ed entrambi si affrettarono a eseguire il proprio compito. Uno dei due vers la quantit esatta di cera nella forma dargento, mentre laltro collocava un nastro doro sulla pergamena, insieme a un disco  sempre in cera  che avrebbe fatto da base. Servivano occhi e dita esperti, e Edward li osserv affascinato. Posizion quindi il sigillo, ruotandolo prima che il contenuto si indurisse troppo, e rest in attesa. Gli parve che il tempo non passasse mai. I funzionari, intanto, si affannavano intorno alla sostanza che dominava le loro vite.
Dopo un po, uno di loro separ le due met della matrice dargento, rivelando la nitida effigie di Edoardo Quarto, assiso in trono e con lo scettro in una mano. Era stata coniata la sera precedente dallargentiere reale della Torre e il nuovo sovrano rest ammirato per la precisione del ritratto. Laddetto alla pulizia del sigillo entr in azione, liberandolo dai residui di cera pi grossolani e immergendolo poi in un secchio dacqua gelata, per accelerare il processo.
La prossima disse Edward, scorrendo lo sguardo sulla distesa di pergamene bianche.
Con il vostro permesso, maest, quella appena completata la prendo io sintromise Warwick, comparso alle sue spalle.
Edward si volt, gli sorrise e indic al funzionario di consegnarla.  strano vedere le mie fattezze impresse nella cera comment. Non riesco a crederci.  successo tutto cos in fretta.
E non  ancora finita rispose Warwick. Ho ottanta messaggeri a cavallo che aspettano di portare ai quattro angoli del regno la tua chiamata alle armi. Intanto Norfolk  fuori a radunare cavalieri, proclamando lascesa al trono del nuovo re, uno York.
Edward annu, spostandosi a un altro tavolo insieme ai funzionari e imprimendo di nuovo il sigillo. Fiss limmagine nella cera, scrollando la testa per lo stupore.
Bene. Per ora pu bastare, signori. Continuate pure senza di me, finch ogni pergamena avr il suo sigillo. Poi consegnatele a lord Warwick.
I quattro gli rivolsero un inchino profondo, stringendosi al petto gli strumenti del mestiere. Edward scost un tavolo per uscire dallanello che lo circondava, spostando il mobile di quercia massiccia con una mano sola.
Due sere fa sono stato proclamato re disse. A quanto pare, il risultato  che tutti hanno mille incombenze da svolgere, mentre io me ne resto sfaccendato a giocare con la cera. O sbaglio?
Warwick ridacchi, tornando serio quando lo sguardo dellaltro si fece minaccioso. Lontano dalle torce e dai tavoli, il nuovo sovrano sembrava ancora pi imponente.
Preferiresti occuparti di chiodi, daghe e pesce in salamoia? gli domand. Gli uomini stanno arrivando, ma ci servono armi, viveri ed equipaggiamenti di ogni tipo per condurli sul campo. Oggi ho ottenuto in tuo nome un prestito di quattromila sterline e sono in attesa di altri fondi dagli istituti religiosi.
Edward fischi piano tra i denti, dopodich si strinse nelle spalle.
Basteranno? Voglio con me gli arcieri migliori, ovvio, ma anche i semplici sudditi dovranno fare la loro parte. Chi non sa usare larco avr bisogno di buone azze, ronconi, scudi, cotte, pugnali.
Restano pur sempre i lingotti alla Zecca reale rispose Warwick. Per il momento mi sono affidato ai prestiti ma, se ci trovassimo alle strette e ne avessimo bisogno, possiamo contare su quelli.
York alz una mano, gi stufo dei dettagli.
Solo come ultima spiaggia. Non voglio ridurmi al furto. Per il resto, fa ci che ritieni necessario, Warwick. Impegna pure il mio nome in cambio dei risparmi accumulati in una vita da tutti gli ebrei di Londra, se devi. Io avrei gi imboccato la strada per il Nord se avessi gli uomini che mi servono. Tu, per, insisti a rimandare... Mi stai trattenendo.
Warwick chiuse gli occhi per nascondere un impeto di rabbia. Stava per ribattere, ma Edward  la fronte aggrottata  parve arrivarci da solo.
No, in fondo hai ragione tu disse. Devo aspettare. Mio padre e il tuo si sono diretti a nord troppo presto.  stata la loro impazienza di abbattere il nemico a trascinarli nel baratro. Capisco perch vuoi attendere.
Per un istante lev gli occhi al cielo, sforzandosi di trattenere il dolore che gli aveva fatto tremare il respiro nel petto. Non osando parlare, per timore che la voce si incrinasse, batt una mano sulla spalla di Warwick, facendolo barcollare.
Quelle convocazioni sono scintille, Edward rispose questi, sommesso. Una volta partite, lintero regno sar pronto a esplodere. Attecchiranno su ogni collina di trentadue contee, dalla costa meridionale fino al fiume Trent.
Non oltre?
Oltre il Lincolnshire? Perch prendersi un simile disturbo? Lasciamo le terre del Nord alla regina: i suoi sostenitori sono tutti l e hanno gi scelto da che parte stare.
York scosse la testa, riflettendoci, poi disse: Mandane ancora una, allora. Una soltanto, agli sceriffi del Northumberland. Spediscila come se la famiglia Percy non avesse deciso di schierarsi in difesa di quel re debole nel corpo e nella mente, e della sua consorte francese.
La famiglia Percy non si unirebbe mai a noi obiett Warwick.
No, ma almeno saranno avvisati. Sono stati loro a dare inizio a questa guerra e sar io a vincerla. Lo giuro sulla santa croce. Voglio che sappiano che sto arrivando e che non li temo. Allacci le mani dietro la schiena e si chin allaltezza del compagno. Hai una settimana per reclutare lesercito. Dopodich intendo partire. Da solo, se necessario. Anche se sarebbe meglio con trenta o quarantamila uomini, eh? Gi, vorrei avere abbastanza soldati da eliminare la lupa una volta per tutte, ma marcer su York comunque; riprender quelle teste esposte sulla Micklegate Bar, Warwick. Le toglier dalle mura e ne spiccher altre da mettere al loro posto.
Margherita procedeva in sella a una giumenta grigia, con il figlio che le trottava accanto su un cavallo da guerra vecchio e stanco. La massa di sostenitori di re Enrico si era estesa in ogni direzione intorno alla citt di York, arrivando a inglobare ogni cittadina e villaggio della zona. Laccampamento ufficiale si trovava poco lontano, a sud, dove la strada per Londra incrociava il villaggio di Tadcaster. L, nel punto di ritrovo, i campi arati erano ancora solcati da uomini a piedi o a cavallo, venuti a unirsi al sovrano e pronti a combattere per il casato di Lancaster. Segretari e scribi ne annotavano i nomi sui registri della paga, poi consegnavano azze e ronconi affilati a chiunque si fosse presentato disarmato.
A mano a mano che Margherita e suo figlio si inoltravano nel paesaggio ingombro di tende e stendardi, centinaia di arcieri e fanti si inginocchiavano al loro passaggio. Li accompagnavano sei cavalieri su castroni bardati. I vessilli che sventolavano alle loro spalle mostravano limmagine dei tre leoni reali, oltre allantilope di Enrico e alla rosa rossa dei Lancaster. Era stata Margherita a ordinare di portarli, affinch tutti potessero vederli.
I suoi lord sembravano troppo indaffarati per unirsi a lei, ciascuno impegnato in centinaia di mansioni. Anche il marito avrebbe dovuto cavalcare al suo fianco, per mostrarsi ai volontari che affluivano allaccampamento; suo padre  Enrico Quinto  lavrebbe fatto senzaltro, visitando ogni tenda e rivolgendo qualche parola a ciascun capitano o suddito che avesse preso le armi per lui, rischiando la pelle. O, almeno, cos diceva la gente. Suo marito, invece, si era ritirato nel proprio mondo pacifico, fatto di preghiere e contemplazione, lontano dai rischi che lei affrontava al suo posto. Nelle giornate buone, il re si riscuoteva quanto bastava a disquisire di qualche spinoso dilemma morale con il vescovo della diocesi di Bath e Wells. A volte, con la propria erudizione, riusciva persino a mettere in difficolt quello studioso. Ma non voleva saperne di uscire a sovrintendere lesercito che si accampava e affilava le armi, pronto a mettere a repentaglio la propria vita in difesa del suo nome.
In mancanza del sovrano, Margherita mostrava loro il figlio. A sette anni, Edoardo appariva minuscolo in sella allimponente cavallo. Tuttavia cavalcava fiero, a schiena dritta e ammirando con sguardo fermo laccampamento.
Quanti sono, mamma! esclam a un certo punto. Lei, a quel tono orgoglioso, si sent stringere il cuore.
Somerset e Brewer si dicevano certi che nelle vene gli scorresse il sangue del nonno, il re guerriero che aveva trionfato ad Azincourt; lei continuava a scrutarlo, cercando indizi della debolezza del padre, ma finora non ne aveva trovati. Si fece il segno della croce e mormor una preghiera alla Vergine Maria: era stata madre anche lei e avrebbe compreso fin troppo bene i suoi timori.
Sono venuti per opporsi ai traditori, Edoardo. Per punire gli uomini cattivi di Londra.
Quelli che ci hanno impedito di entrare? domand lui, stringendo le labbra al ricordo.
S, proprio loro. Verranno ad aggredirci, rabbiosi e feroci, ma noi abbiamo radunato una moltitudine come non ne avevo mai viste in vita mia. Forse lesercito pi numeroso mai schierato in battaglia.
Tir appena le redini, rallentando il passo della giumenta, per voltarsi a guardare suo figlio.
Imprimiti i loro stendardi nella memoria, Edoardo. Questi uomini combatteranno al tuo fianco, un giorno. Quando sarai re per grazia di Dio, baster un tuo cenno ed essi accorreranno.
A quel pensiero il volto del bambino si illumin e, sia pure per un momento, lei si concesse una risata spensierata, tendendo la mano ad arruffargli i capelli biondi. Il principe parve non apprezzare e le scans la mano.
Non davanti ai miei lord, madre ringhi, arrossendo.
Offesa e al tempo stesso compiaciuta del suo spirito virile, Margherita ritir la mano, portandosela alla guancia. Daccordo, Edoardo disse, con una punta di tristezza.
Da grande avr bisogno di loro prosegu lui, cercando di giustificarsi per sciogliere limprovvisa rigidit nella postura di sua madre. Non devono considerarmi un bambino.
Ma tu sei un bambino. Sei la mia gioia, la mia delizia e ti strizzerei fino a soffocarti quando ti vedo tanto serio. Ti mangerei tutto, Edouard. Lui stava per fingersi contrariato  insieme felice e sconcertato per la repentinit con cui la madre passava dalla rabbia alla tenerezza  ma scosse la testa quando le sent pronunciare il suo nome alla francese.
Mamma, io non mi chiamo cos. Io sono Edoardo di Westminster, principe di Galles. Sar re dInghilterra. E di Francia, s; ma sono inglese. Nato dalle colline verdi della patria, la birra al posto del sangue.
Margherita gli scocc unocchiata fredda.
La voce che sento  la tua, Edoardo, ma le parole appartengono a Derry Brewer. O sbaglio?
Il bambino arross fino alle radici dei capelli e volt la testa, mutando di colpo espressione. Lei segu la direzione del suo sguardo e, incerta tra sollievo e fastidio, vide la vecchia cavalcatura dinoccolata di Brewer che trottava verso di loro, tutta zoccoli e spigoli. Quelluomo era un disastro, in sella.
Mastro Brewer! Mio figlio mi stava giusto spiegando di avere nelle vene la polvere delle verdi colline inglesi.
Compiaciuto, Derry rivolse un sorriso radioso al principe di Galles.
Infatti  cos, milady. Insieme allacqua delle nostre sorgenti. Ci render molto fieri, ne sono certo... Lespressione incupita della regina gli smorz la voce. Preferendo evitare ogni possibile discussione, Derry si strinse nelle spalle.  figlio di re, milady. Suo nonno  stato il pi grande sovrano guerriero della nostra storia, o quasi. Alcuni gli antepongono Edoardo III, ma per quanti tra noi riconoscono il vero valore, era Enrico di Azincourt luomo da seguire.
Capisco. Dunque, secondo voi, nelle vene di mio figlio non scorre una sola goccia di sangue francese?
Derry gratt via una piccola macchia di fango dallorecchio del suo cavallo prima di rispondere.
Milady, ho visto nascere abbastanza bambini da sapere che la madre  pi di un semplice vaso, o di un giardino per il seme, come dicono. Ci sono donne dalla chioma rossa i cui figli hanno tutti gli stessi ricci ramati. Dunque non nego che il ventre imprima qualcosa di s al bambino. Ma Edoardo  un principe dInghilterra. A Dio piacendo, un giorno sar re.  stato nutrito con la carne inglese e ha imparato i nostri modi. Ha bevuto birra, acqua e vino frutto di questo suolo. Secondo alcuni, sono cose che contano. Anzi, sosterrebbero che un privilegio simile lo renda superiore ai rappresentanti di ogni altro popolo, milady. Certo, c anche chi afferma il contrario. I francesi, soprattutto.
Sorrise e Margherita sbuff di scherno, volgendo lo sguardo sullaccampamento.
Immagino non siate venuto a cercarmi per discutere della natura inglese, mastro Brewer.
Lui inchin la testa, grato che fosse disposta a lasciar perdere la questione. Poi si rivolse a due portastendardi.
Ragazzi, perch non portate il principe a vedere il cannone? Ho sentito che il capitano Howard ha organizzato unesercitazione con le bombarde su ruote, che hanno palle grosse come il mio pugno. Diversamente dal capitano stesso...
Si trattenne. La pazienza di Margherita aveva un limite. Lei agit una mano e, ottenuto il permesso, suo figlio segu a cavallo i due uomini, i cui vessilli inquartati recavano i simboli del suo casato quanto del suo sangue: i leoni inglesi e i gigli francesi.
Derry guard il bambino allontanarsi con unespressione affettuosa sul volto arrossato.
 un ragazzo in gamba, milady. Non avete nulla di cui preoccuparvi. Quanto a me, rimpiango solo che non abbia una dozzina di fratelli e sorelle per garantire la vostra discendenza.
A quelle parole tocc a Margherita arrossire, e la regina si affrett a cambiare argomento.
Ci sono novit, mastro Brewer?
Non volevo dirlo davanti a vostro figlio, milady, ma dovete sapere: a Londra, Edward di York si  proclamato re, come Edoardo Quarto. Uno dei miei uomini si  quasi ammazzato per portarmi la notizia il prima possibile.
La regina si gir a fissarlo negli occhi, la bocca aperta per lo stupore.
Che cosa significa? Come pu proclamarsi... Mio marito  il re!
Derry trasal per il suo impeto, poi si costrinse a proseguire.
Suo padre era stato nominato successore ufficiale al trono, milady. Avremmo revocato la nomina, a tempo debito, ma a quanto sembra il figlio ne ha approfittato, tramutandola in qualcosa di ben pi grande. Secondo il mio corriere... be, pare che si sia aggiudicato un certo sostegno, milady. Londra aveva gi compiuto la sua scelta sbarrandoci la porta, adesso non pu che schierarsi con lui... E questo significa oro, uomini e autorit, sotto legida di Westminster Hall e dellabbazia. Significa trono, scettro... e la Zecca reale.
Ma, Derry, lui non  re.  un traditore, un usurpatore. E un ragazzo, per giunta!
Il mio uomo dice che  diventato un gigante, milady, e con indosso la corona recluta soldati, chiamandoli alle armi nel nome del re.
La regina era sbiancata e sedeva curva sulla sella. Vedendola in quello stato, Derry prov pena per lei, temendo che cedesse sotto il peso dellennesimo colpo.
Il lato positivo, mia signora,  che adesso  uscito allo scoperto. Niente pi sotterfugi. Molti fra quelli che si sarebbero tenuti in disparte finch durava lo stallo ora accorreranno al vostro fianco. Il vostro esercito  gi il pi vasto che abbia mai visto. E aumenter ancora, con larrivo degli uomini del Nord, venuti a difendere il vero sovrano dai traditori.
A quel punto avremo la forza di annientarlo? domand lei, con voce fioca.
Derry annu, tendendo una mano verso di lei per abbassarla subito, senza arrivare a sfiorare la sua.
Disponiamo gi di quasi quarantamila uomini, milady, con un solido nucleo di guerrieri e arcieri.
Ho visto intere armate distrutte sul campo, mastro Brewer rispose lei, flebile. Una volta suonati i corni, non ci sono certezze.
Derry deglut. La pena stava lasciando il posto a unirritazione crescente: aveva dozzine di cose importanti da fare e confortare Margherita non era tra queste. Allo stesso tempo, era consapevole di avvertire una certa attrazione. Qualcosa, nella vista di una bella donna in lacrime, risvegliava sempre la sua eccitazione. Chiss cosavrebbe provato a premere con forza la bocca sulla sua... Poi si riscosse, costringendo i propri pensieri su terreni meno azzardati.
Con il vostro permesso, signora, devo tornare ai miei doveri. Non possono esserci due re. Con questo gesto, York ha ottenuto solo di rinsaldare i nostri ranghi. Ora potremo combattere finch ne rester uno solo.
...
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...
15.
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Due settimane dopo essersi proclamato re a Westminster Hall, Edward mosse verso nord con un vasto seguito. Erano passati tre giorni dalle idi di marzo, la met esatta del mese, e lui si ritrov a pensare a Cesare mentre, guidando il cavallo per le redini, si incamminava sulla strada di Londra per lasciare la citt. Fuori dalle mura, i campi erano ancora stretti nella morsa dellinverno e non avrebbero trovato foraggio sulla via scelta da Margherita per i suoi uomini. Lungo il tragitto, Edward e i suoi capitani videro dozzine di manieri in fiamme; gli abitanti dei villaggi correvano a nascondersi nei boschi appena avvistavano i loro ranghi in marcia.
Limponenza stessa del suo esercito impediva di procedere sulla via lastricata. Durante le loro riunioni, Warwick e Fauconberg gli avevano spiegato che, restando sulla strada, avrebbero dovuto avanzare in colonna per giorni e giorni, come in processione. Rischiavano che, allincontro con le forze della regina, la loro avanguardia restasse isolata, senza possibilit di sostegno dalle retrovie. Anzich assottigliarsi in una fila interminabile, dunque, dovevano disporsi in unampia formazione orizzontale. Di conseguenza gli uomini stavano marciando in ranghi serrati larghi un miglio, disposti su tre blocchi. Le prime file si facevano strada a fatica tra le foreste, i rilievi e i torrenti, trascinando i piedi su argilla e fango cos densi da sembrare vivi. La citt di York distava duecento miglia, nel gelido Nord, e bisognava rassegnarsi a perdere nove o dieci giorni per raggiungerla. Almeno non mancavano i viveri per i soldati, grazie al sostegno e alle ricchezze di Londra. I mercantili avevano trasportato tutto il cibo necessario lungo il Tamigi e i prestatori della citt sembravano aver capito che il loro futuro era vincolato a quello di Edoardo Quarto.
Lui cavalcava fiero al centro delle prime file, circondato da vessilli con limmagine di un sole incendiato, del falcone di suo padre e della rosa bianca degli York. Aveva assegnato il comando dellala destra al duca di Norfolk, in riconoscimento del suo rango, e lala sinistra a Warwick e suo zio Fauconberg. Se i due Neville lavevano considerato un insulto, non lavevano dato a vedere. E, in realt, Edward non laveva inteso come un rimprovero nei confronti delle forze travolte e costrette alla rotta nella battaglia di St Albans, per quanto proprio queste costituissero la gran parte dellala. Se solo met dei rapporti provenienti dal Nord era veritiera, lesercito della regina era almeno pari al suo. Gli esploratori e i mercanti tendevano a esagerare, certo, ma Edward temeva comunque che il tempo stringesse: ogni giorno passato in marcia ne concedeva un altro alla regina e a quellinetto del marito per aggiudicarsi nuovi soldati e nobili.
Aver assegnato ai propri lord il comando dei vasti schieramenti laterali significava anche non doverci parlare: un pregio non indifferente per Edward. Lontano dai loro occhi, trascorreva le giornate in compagnia dei capitani e degli arcieri gallesi, sentendosi ancora una volta pi adatto al ruolo di capoclan che a quello di sovrano. E tuttavia, a un mese dal suo diciannovesimo compleanno, godeva della propria forza e sicurezza dintenti. Intorno a lui scintillava una massa di cotte multicolori, indossate sopra maglie e armature; migliaia di diversi vessilli campeggiavano ricamati o dipinti su tessuti e scudi. Oltre ai soldati di mestiere, ingaggiati da cavalieri e baroni, il suo seguito pullulava di semplici sudditi, stufi dei fallimenti di Lancaster e spinti a combattere dal ricordo delle ingiustizie commesse in nome di re Enrico. Il giorno in cui lord Scales aveva aperto il fuoco sulla folla londinese ne era solo un esempio. Simili a istrici irti di aculei, quegli uomini portavano azze e ronconi poggiandone i lunghi manici sulla spalla o usandoli come bastoni coronati di ferro. Le azze combinavano le caratteristiche di ascia, picca e martello, mentre i ronconi avevano dalla loro una lama pi pesante: tutte armi che, anche in mani inesperte, sapevano rivelarsi molto efficaci. Impugnate a dovere potevano sfondare unarmatura, permettendo a un semplice popolano di abbattere un cavaliere coperto di piastre di metallo.
Edward era rimasto allibito dal numero di giovani accorsi al suo fianco, incupiti e animati da un rancore personale contro il casato di Lancaster. Met del suo contingente del Kent e del Sussex pronunciava il nome di Jack Cade con rispetto reverenziale, quasi fosse un santo, e ripeteva a chiunque prestasse ascolto il racconto di come la regina avesse infranto una solenne promessa di amnistia. Avevano giurato fedelt a York per rabbia: si sentivano traditi. Da parte sua, lui poteva solo ringraziare la provvidenza per ogni errore commesso da Margherita.
Intanto, a mano a mano che si spostavano a nord, la temperatura scendeva. Da principio fu un sollievo per gli uomini, dopo il lungo cammino impantanati nel fango. Tremavano e si soffiavano sulle mani per scaldarle, imprecando quando scivolavano e cadevano sul ghiaccio, ma il terreno gelato li faceva procedere con minor fatica. E i carri, carichi di vettovaglie ed equipaggiamenti, tenevano il passo seguendoli lungo la strada lastricata.
Ogni sera, quando i suoi servitori allestivano una tenda e preparavano la cena, Edward leggeva elenchi di stivali consumati e ossa fratturate. Poi, prima di coricarsi, supervisionava per qualche ora le esercitazioni dei suoi cavalieri. Allinizio i soldati facevano ressa intorno allo spiazzo illuminato dalle torce, per vedere allopera il gigante che li guidava; per qualcosa nei loro sguardi fissi lo infastidiva e lui li aveva scacciati, ordinando che andassero ad allenarsi con la spada anche loro. Da quel momento, le notti avevano risuonato delle urla dei capitani e del cozzo del metallo.
Era esattamente il modo in cui gli altri lo guardavano a far percepire a Edward tutta la propria regale autorit. Notava limpazienza dei cavalieri, che si sfidavano lun laltro per brillare ai suoi occhi. E non soltanto per i favori o persino i titoli che potevano guadagnarci: in lui, quei giovani vedevano la personificazione di una nuova Inghilterra, dopo tanti anni di macerie e confusione.
A volte quel potere aveva qualcosa di magico. In unoccasione ne aveva parlato anche con Warwick: uno scudiero, nervoso e impacciato davanti al re, laveva annunciato agli astanti in maniera a dir poco inadeguata. Ogni volta che ripensava a quellepisodio, Edward si corrucciava. Anche a lui era capitato di trovarsi in imbarazzo davanti a unautorit, ma mai al punto di ammutolire. Forse si trattava di una virt innata, o del fatto che suo padre gli aveva mostrato fin da bambino il volto del potere.
Penderanno dalle tue labbra gli aveva detto Warwick, a Londra. Ti copriranno di lusinghe e combatteranno in tuo nome ben oltre il momento in cui dovrebbero darsela a gambe. Perch sei il loro sovrano. Conserveranno il ricordo di due parole scambiate con te come uno dei momenti pi preziosi della loro vita. Se gi sei un uomo degno di essere seguito, la corona innalzer ancor di pi la tua statura. Sarai... un vero gigante. Un re Art in armatura argentata. Ma se dovessi violare o percuotere una donna, se ti dimostrassi vile, anche solo uccidendo un cane che ti ha abbaiato contro, se rivelassi una natura meschina e vendicativa... Be, in quel caso sar come infrangere uno specchio.
Parole che gli erano rimaste impresse. Al momento aveva risposto con unalzata di spalle, ma le aveva custodite nella memoria, giurando a se stesso di esserne allaltezza. Sentiva fin nelle ossa di poterci riuscire. Sera dopo sera aveva declinato le coppe di vino che gli venivano offerte, mostrandosi sobrio ai suoi uomini. Si era coperto di sudore durante le esercitazioni. Adesso beveva acqua e mangiava montone o pesce salato, godendo a fondo della propria salute e giovinezza. Dormiva come un sasso e si svegliava prima dellalba.
Quattro giorni dopo la partenza da Londra, avevano incrociato John Neville: si era diretto a sud seguendo il lastricato della strada romana per la capitale. Per quanto possibile, aveva recuperato un po le forze, anche se la febbre lo tormentava ancora. Warwick lo aveva accolto con urla di gioia, almeno finch aveva visto i lividi ingialliti e i tagli infetti sul dorso della mano destra. A quel punto si era raggelato e si era limitato a voltare il cavallo del fratello di nuovo verso nord, ordinando agli altri di proseguire.
Per parte sua, John Neville era rimasto senza parole alla vista di tante migliaia di uomini. In sella a un cavallo fresco e sazio di carne per la prima volta da settimane, nei giorni seguenti si era ripreso quanto bastava a esplorare lo schieramento in lungo e in largo, spronando la cavalcatura per miglia, a est e a ovest. Aveva riferito tutto ci che era stato in grado di scoprire durante la prigionia, ma Derry Brewer era stato ben attento a tenerlo bendato ogni volta che cera qualcosa da vedere. Comunque fosse, Warwick era grato di riaverlo con s. Lui e Edward si adoperavano per una causa comune, ma cera qualcosa di inquietante nellindole da lupo scatenato del nuovo re. Non era un compagno facile, la sua collera scoppiava alla minima provocazione, e Warwick aveva sentito la mancanza del fratello minore, con cui poteva confidarsi senza soppesare ogni parola.
Il contingente di re Edoardo marciava da nove giorni quando gli esploratori pi avanzati si erano imbattuti nei primi segni di ostilit. La strada di Londra passava dal villaggio di Ferrybridge, il cui fiume  lAire  era da sempre attraversato da un solido ponte in legno di quercia e di pino. Il nemico laveva distrutto: ora la corrente vorticava libera tra i resti dei pali di sostegno. Lo schieramento di Edward si trovava un miglio a est del guado, cos lui ordin ai battaglioni di Fauconberg e Warwick di precederlo e riparare il danno. Avrebbero abbattuto degli alberi e costruito un nuovo ponte, per permettere al grosso dellesercito di proseguire la sua avanzata verso nord. Alla citt di York mancava appena una ventina di miglia e Edward era determinato a sfondarne le mura per recuperare i resti del padre e del fratello. Quellumiliazione era durata abbastanza: voleva metterle fine senza perdere un giorno pi del necessario.
Warwick osservava i carpentieri allopera. Sorvegliati da un paio di sergenti che avevano familiarit con pialle e perni, gli uomini si erano messi al lavoro di buona lena. Alcuni erano falegnami di mestiere e affrontavano la ricostruzione del ponte con la soddisfazione di chi conosce la propria abilit e sa di poter garantire un lavoro fatto bene. Sorridevano mentre abbattevano una betulla dopo laltra, aprendo a colpi di accetta un cuneo nel tronco per poi scansarsi. A quel punto intervenivano i compagni armati di seghe, scuri e roncole.
I supporti del ponte erano rimasti al loro posto, conficcati troppo in profondit nel letto del fiume per estrarli e troppo fradici per dar loro fuoco. Avrebbero resistito ancora un secolo. Gli uomini non dovevano far altro che aggiungere una passerella di travi. Assicurati soltanto con una corda girata in vita, trasportavano le assi e le fissavano martellando con forza su grossi perni, muovendosi da un sostegno allaltro con il rischio costante di cadere in acqua. Il risultato era una struttura di fortuna, ma non serviva che durasse per generazioni: bastava che resistesse per qualche settimana.
Fauconberg si avvicin, mangiando una mela avvizzita. Sentendolo addentare il torsolo, Warwick si volt.
Zio William lo salut. Come potete vedere, non manca molto. Per met il ponte  gi pronto. Domattina saremo di nuovo in marcia.
Non venivo a controllarti, ragazzo. Conosco bene queste terre, sai? Da giovani, io e tuo padre venivamo a cacciare a non pi di dieci miglia da qui.
Il sorriso di Warwick si irrigid. I ricordi dello zio lo coglievano sempre alla sprovvista, facendogli salire le lacrime agli occhi e chiudendogli la gola. La cosa lo irritava: era come una debolezza portata in superficie suo malgrado.
Me lo racconterete unaltra volta, zio. Adesso ho documenti da leggere e lettere da scrivere.
Alz gli occhi verso il sole, ridotto a un bagliore sfocato dietro una cortina di nuvole grigie. Nella tenda avrebbe dovuto accendere le torce. Oltretutto, il freddo era gi pungente.
Capisco rispose lord Fauconberg. Va pure, Richard. Non voglio trattenerti. Tuo fratello John era qui non pi di unora fa, sai? Era cos impaziente di avanzare da sembrare pronto a tuffarsi nella corrente. Sono orgoglioso di entrambi. E anche vostro padre sarebbe fiero di voi.
A quelle parole, Warwick sent al contempo una stretta al cuore e un impeto di rabbia. Chin la testa. Grazie, zio. Lo spero con tutto me stesso. Indic il fiume, cos gonfio da mangiarsi gli argini, trascinandoli con s in vortici di argilla scura. Il lavoro procede bene. Partiremo allalba.
Lumore di lord Clifford non era dei migliori. Il barone non aveva apprezzato lincarico di sbarrare a sud la strada da Londra ed era quasi certo che ci fosse Derry Brewer dietro la decisione di affidarlo proprio a lui. Di sicuro era un compito pi adatto a un sergente di basso rango, o addirittura a una brigata di semplici operai. Non cera alcun motivo di inviare un uomo del suo lignaggio a sorvegliare duecento arcieri e altrettanti fanti armati di roncone, che marciavano trascinando i piedi e guardandolo in cagnesco. Di sicuro Somerset o il conte Percy di Northumberland si sarebbero rifiutati. In ogni caso, adesso la missione era compiuta. Il ponte era stato distrutto, i resti delle travi gettati in acqua e trascinati via dalla corrente senza lasciare tracce. Aveva chiesto a un capitano perch non avessero eliminato anche i tronchi di sostegno. Luomo aveva risposto con un sorriso chiaramente insolente, guadagnandosi una dozzina di frustate. A giudicare dalla reazione dei suoi uomini, doveva essere benvoluto tra i sottoposti. Sembravano convinti che la giusta punizione comminata dal lord li autorizzasse a scoccargli occhiatacce durante il cammino, mentre procedevano per riunirsi al grosso dellesercito. Deciso a non degnare della minima attenzione una villania simile, lui proseguiva con lo sguardo fisso davanti a s.
Milord! Lord Clifford! grid una voce.
Si volt, gi tormentato da un brutto presentimento. Il tono di tensione del giovane esploratore non prometteva nulla di buono.
Rapporto ordin secco, restando in attesa mentre il ragazzo smontava da cavallo e si inchinava, come lui stesso li aveva addestrati a fare.
C un contingente di soldati al fiume, milord. Stanno gi tagliando e inchiodando assi nuove.
Clifford prov un brivido di eccitazione. Il ponte era ancora impraticabile e lui disponeva di un gruppo di arcieri. Finalmente avrebbe avuto loccasione di gettare lo scompiglio tra le fila dellesercito di York, avvistato per la prima volta. Con il vantaggio della sorpresa, cera persino la possibilit di conficcare una freccia in petto a Warwick, o a Edward in persona, quel falso re la cui sola esistenza scandalizzava i cieli. Al suo ritorno da re Enrico e dalla regina Margherita, sarebbe stato acclamato come un eroe...
Milord? Lesploratore ebbe la temerariet di interrompere le visioni multicolori che gli passavano davanti agli occhi. Chiedo perdono, milord, ma quali sono i vostri ordini? Il nemico sta utilizzando i vecchi sostegni e non impiegher molto a mettersi sulle nostre tracce.
Clifford decise di ignorare lirritazione per linsolenza del ragazzo. Laveva detto che quei sostegni sarebbero stati un problema. Se al capitano non fosse scoppiato il cuore durante la flagellazione, lo avrebbe trascinato di peso al fiume per dimostrargli che aveva ragione lui.
Il sole tramontava e il suo contingente si era allontanato soltanto di poche miglia dal ponte distrutto. Guard gli arcieri, rimasti immobili a fissarlo, e di colpo comprese perch Somerset avesse insistito tanto per assegnarglieli, a dispetto del compito in apparenza ordinario.
Si torna al fiume, signori! Coglieremo di sorpresa i traditori e mostreremo loro di cosa sono capaci i bravi arcieri inglesi.
Gli uomini girarono sui tacchi senza una parola. Scattarono in corsa, divorando le miglia di distanza mentre la luce del sole spariva.
Allimbrunire Warwick si era rifocillato con unottima trota, pescata nello stesso fiume che aveva sorvegliato per un giorno intero. La temperatura, intanto, era calata ancora. Stava ormai per assopirsi, godendo del tepore delle coperte pesanti tirate sopra giustacuore e calzamaglia, quando uno sferragliare di armati in movimento lo riscosse. Si sollev sui gomiti, fissando loscurit della tenda.
Dallaltra sponda del fiume, ud qualcuno ordinare agli arcieri di incoccare. Gett via le coperte e usc di corsa dalla tenda, chiedendo a gran voce uno scudo.
Con orrore, si rese conto che laccampamento non era al buio: aveva ordinato lui stesso che il lavoro proseguisse durante la notte, alla luce fioca e giallastra delle lanterne. Cos adesso gli operai si ritrovavano esposti, ben visibili nellalone di riflessi dorati che danzavano sullacqua e sordi allavvicinarsi del nemico per il fracasso di seghe e martelli.
Prendete gli scudi! Attenti agli arcieri! ulul.
Anche il terreno tuttintorno a lui era punteggiato di isole luminose: i bracieri delle cucine da campo, una per ogni gruppo di trenta o quaranta uomini.
Spegnete quei fuochi! grid. Portate dellacqua!
Gli risposero urla confuse. Tra i suoi serpeggiava la sorpresa, mentre al di l del fiume risuonava un unico ordine. Al sibilo delle frecce, sonoro a dispetto dello scroscio della corrente, Warwick trasal, inspirando aria gelida. Distinto si copr il volto con le mani, poi si costrinse ad abbassarle lungo il fianco. Senza armatura non sarebbero comunque servite a proteggerlo e lui non voleva mostrarsi vile agli occhi dei suoi uomini. Tuttintorno, sent le frecce conficcarsi nel legno, nel metallo e nella carne, lacerare tende e strappare grida soffocate ai soldati addormentati. Altre si piantarono nel terreno sul loro lato del fiume, con le piume bianche ben visibili.
Alla luce scarsa della sottile luna crescente, Warwick intravide uomini in camicia o farsetto che si precipitavano a raccogliere uno scudo, un sacco, qualunque riparo a portata di mano. Alcuni avevano persino sollevato le assi di betulla, tenendole davanti alla faccia; le frecce per penetravano il legno e li ferivano alle mani. Si ritrov a sudare, aspettandosi da un momento allaltro di sentirne una trafiggergli il corpo. Imprec sussultando quando il suo attendente lo afferr per un braccio; poi, imbarazzato, lo ringrazi dello scudo che gli aveva allungato.
Finalmente i fuochi si spensero e laccampamento sprofond nel buio. Anche le torce sul fiume erano sparite, buttate in acqua dagli operai. Warwick cerc di riprendersi dal panico. Lattacco laveva colto alla sprovvista e lui si era lasciato andare, smarrito. Gli arcieri nemici distavano appena duecento piedi, ma erano bloccati sulla loro sponda, impossibilitati ad attraversare il fiume. La soluzione si fece largo a fatica nella sua mente confusa.
Arretrate di trecento iarde... Forza, arretrate! Muoversi! rugg.
Altri riecheggiarono lordine, sovrastando le urla di dolore e i rantoli dei moribondi. Warwick sapeva che, sentito il suo comando, gli arcieri nemici avrebbero concentrato la mira su di lui, ma ormai aveva sollevato lo scudo: spostandosi rischiava solo di esporsi. Senza i riflessi a illuminarlo, il fiume si era tramutato in un nastro di tenebra impenetrabile. Dal lato opposto non provenivano bagliori, solo il suono degli uomini in movimento e le loro risate di scherno. Erano soddisfatti per il terrore scatenato nellaccampamento avversario.
Warwick ruot su se stesso, tremando di paura alla prospettiva di offrire le spalle agli arcieri mentre le frecce sibilavano ancora tuttintorno. Alcuni dei suoi uomini si erano appesi gli scudi o una trave sulla schiena, ma lunica protezione efficace era prendere le distanze dal nemico. La fuga nel buio fu tuttaltro che decorosa. Reso anonimo dalloscurit, Warwick fu travolto dalla calca. Cadde a terra, ma riusc a rialzarsi e si apr un varco tra gli altri, sforzandosi di non cedere alla paura della morte.
Dun tratto vide Edward che si avvicinava, circondato da un cordone di torce accese. I suoi stendardi brillavano argentati, riflettendo la luce della luna. La presenza del re esercit sugli uomini lo stesso effetto di una secchiata dacqua gelida. Dai loro occhi sgranati spar ogni traccia di spavento, sostituita dalla vergogna della fuga, e tutti si arrestarono di colpo.
Qualcuno faccia rapporto! url York. Si era svegliato di soprassalto nel cuore della notte, scoprendo che il proprio esercito era in rotta. Adesso bruciava di collera. Nessuno ebbe il coraggio di reggere il suo sguardo. Ebbene? Warwick, dove sei?
Sono qui, vostra grazia. Ho ordinato io agli uomini di arretrare, per levarsi dalla linea di tiro degli arcieri nemici. Sono appostati sullaltra sponda del fiume: non possono avanzare oltre.
Io, per, quel fiume devo attraversarlo sbott Edward. Come pensi possa farlo, senza un fottutissimo ponte?
Warwick soffoc lirritazione per la strigliata subita da parte di quel ragazzo. Suo zio Fauconberg non gli diede il tempo di reagire, rispondendo al suo posto.
C un altro punto di guado, vostra grazia, circa tre miglia a ovest da qui.
A Castleford? domand York. Conosco il posto. Ho cacciato su queste terre per tutta linfanzia. E anche pi di recente.
La sua mente fu attraversata dallimmagine di una donna, in una casa non lontana da l. Una donna di nome Elizabeth. Si chiese se pensasse mai a lui, poi sorrise tra s. Che domande: ovvio che s.
Bene disse, mettendo da parte pensieri pi piacevoli. Fauconberg, prendete tremila ragazzi in forze e correte a quel guado. Assicuratevi di avere arcieri con voi. Intesi? Possiamo ancora contare su qualche ora di oscurit e voglio che raggiungiate laltra sponda prima dellalba. Vediamo se ci riesce di cogliere di sorpresa i nostri impavidi aggressori. Con un gesto conged il lord, poi torn a rivolgersi a suo nipote. Warwick, bisogna completare quel dannatissimo ponte. Manda degli uomini con gli scudi a proteggere gli operai. Perch  questo che avresti dovuto ordinare. Fate tutto ci che serve, ma costruitemi un guado.
Warwick inchin rigido la testa. S, maest.
Girando sui tacchi, ringrazi il buio di aver occultato la rabbia che gli ribolliva dentro. Quel gigante diciottenne che gli doveva il trono adesso lo trattava come un servo. E tuttavia non aveva importanza che il re fosse impulsivo o sventato: contava solo annientare Enrico, e pi ancora Margherita. A York cerano ancora quelle teste conficcate sulle mura e Warwick era disposto a inghiottire qualsiasi umiliazione per levarle da l.
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Lo spettacolo rivelato dalla luce fioca dellalba superava persino le pi rosee speranze di Clifford. Appena il sole aveva cominciato a illuminare la sponda opposta, il lord era montato a cavallo e si era diretto al fiume, facendo attenzione a restare fuori dalla portata di eventuali arcieri nemici. Giunto a destinazione, era rimasto l a scrollare la testa, incredulo e compiaciuto. Intanto, i quattro capitani che lo accompagnavano si scambiavano manate sulle spalle, ridendo sbalorditi alla vista della strage compiuta.
Ecco, signori, che cosa si ottiene con una pianificazione adeguata e lungimirante sentenzi lui. Grazie a ununica mattinata di lavoro, passata a distruggere un ponte, abbiamo strappato il cuore allesercito del falso re.
Ci che il buio aveva nascosto ai loro occhi, e che ora potevano contemplare in tutta la sua enormit, era il numero di nemici uccisi nel sonno. La sera prima si erano avvolti nelle coperte come in un bozzolo, coricandosi sul terreno e addossandosi gli uni agli altri per proteggersi dal freddo. Con il calare della notte, e a mano a mano che i fuochi si spegnevano, per non congelare si erano avvicinati alle braci ancora accese, fregandosene se rischiavano di strinarsi capelli e vestiti. Be, su quel fitto groviglio di corpi erano piovute quasi tremila frecce: tra le dodici e le diciotto per ciascuno dei suoi duecento arcieri. Avevano continuato a scoccarle alla cieca finch, a dispetto dellallenamento, i muscoli della spalla avevano cominciato a bruciare. Colti di sorpresa e allo scoperto, gli uomini sulla sponda opposta non potevano scampare a quel diluvio di morte. Mentre la pallida luce dellalba prendeva vigore, Clifford poteva solo rammaricarsi che i cadaveri non fossero di pi.
Nellaccampamento nemico stavano raccogliendo i corpi, a centinaia, disponendoli in fila senza curarsi di Clifford sullaltra sponda. Ma per lo pi i morti si trovavano ancora doverano caduti: penzoloni dai resti del ponte o abbandonati sul campo irto di frecce bianche. Gli scudieri intanto correvano a recuperare i dardi ancora utilizzabili; lavoravano in fretta, raccogliendoli a bracciate e ritrovandosi punte uncinate impigliate nelle giacche, le aste che pendevano dal tessuto come pungiglioni dape.
Dietro i ragazzi indaffarati e le schiere di cadaveri, una linea scura di cavalieri stava avanzando in silenzio, sempre pi vasta. Al centro, Edward. Il sorriso di Clifford si tramut in una smorfia quando vide gli stendardi che sventolavano intorno allusurpatore del trono dInghilterra. Era impossibile non riconoscere il figlio di York: sedeva in groppa a uno stallone gigantesco, abbastanza aggressivo da tentare di mordere qualunque altro cavallo gli si avvicinasse troppo. Quanto alluomo che gli stava in sella, non diede il minimo segno di aver riconosciuto Clifford e i suoi capitani. Con le redini allentate nella mano guantata, li fissava e basta. Sopra di loro, il cielo aveva assunto un candore perlaceo. Il vento si era zittito, ma laria immobile era pi gelida che mai.
...
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16.
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Sul surcotto bianco, la sopravveste indossata sullarmatura, tutti e quattro i capitani di lord Clifford portavano lo stemma del signore: una viverna rossa. E tuttavia, a dispetto di quel simbolo di fierezza, il barone avvertiva che il suo drappello faceva una ben magra figura al confronto del re usurpatore e dei suoi cavalieri schierati sullaltra sponda del fiume. Oltre ai vessilli di York distingueva anche quelli di Warwick. Non si vedeva traccia, invece, degli emblemi di Fauconberg o del duca di Norfolk. Sentendosi sotto esame, l insieme al suo piccolo schieramento, Clifford drizz le spalle e si sforz di assumere una posa impavida sulla sella.
Con un sonoro colpo di tosse, il pi anziano dei suoi capitani si schiar la gola, poi si sporse a sputare nel fango. Corben era un uomo asciutto e bruno, con rughe profonde sulle guance e ai lati di una bocca la cui espressione appariva fissa in uno sdegnoso sorriso sarcastico. Era un veterano, da ventanni al servizio della famiglia Clifford, e aveva conosciuto il padre del barone.
Milord, potremmo tentare unultima salva di frecce intrise dolio e incendiate. Ormai il sole  sorto, ma potrebbero servire a rallentare di un altro po la ricostruzione del ponte.
Il lord gli rivolse uno sguardo di commiserazione, rammentando il motivo per cui non aveva mai nemmeno pensato di proporlo per lelevazione a cavaliere.
Non vogliamo rallentarla, capitano Corben. Sua maest re Enrico non ha certo radunato un esercito di quelle dimensioni solo per attendere la primavera. No. Ho gi conseguito il mio scopo, e ben oltre! Posso affermare di aver sferrato il primo colpo in questa guerra dei due re, come senzaltro sar ricordata dai posteri.
Sorrise tra s, di nuovo perso a immaginare le lodi che gli avrebbero tributato al ritorno allaccampamento. Staccando lo sguardo dalla sponda opposta per puntarlo verso il proprio futuro, il barone fu tra i primi a vedere ci che si avvicinava. Il capitano Corben lo fiss, sconcertato dal suo improvviso pallore.
Milord? domand, prima di guardarsi a sua volta alle spalle e lanciare unimprecazione.
Alla luce dellalba, i campi lungo il fiume brulicavano di soldati in corsa e cavalli al galoppo.
Arcieri! grid Clifford. Arcieri, a me!
Non hanno pi frecce, milord rispose Corben, prima che il suo signore ci arrivasse da solo e prendesse fiato per il contrordine. Con unocchiata imbestialita al capitano, il barone grid al contingente: Ignorate il primo ordine! Ritiratevi a nord! A ranghi stretti e ordinati. Ritiraaata!.
Capitani e sergenti ripeterono il comando mentre arrestavano gli arcieri in avanzata e li costringevano a forza a voltarsi, scansandoli per fare spazio agli altri. Sotto pressione per larrivo imminente del nemico, sembrarono impiegare un secolo a stringere i ranghi. La voce di Clifford si incrin e torn a levarsi, mentre riprendeva a urlare. Pi in fretta, capitani, fateli muovere! Dobbiamo raggiungere il grosso dellesercito.
Come per sottolineare lurgenza di tali parole, la prima linea di arcieri nemici si avvicin alla sponda del fiume, fermandosi appena fuori tiro a tendere gli archi. Le frecce scoccate non andarono a segno, ma si conficcarono bene in vista degli uomini che avevano voltato le spalle per scappare. Pur non ferendo nessuno, scatenarono il panico nei soldati in fuga, inducendoli ad abbandonare ogni disciplina per spingersi e strattonarsi lun laltro. Gli arcieri di Clifford, non impacciati da armatura e cotta, correvano pi veloci e cominciarono a superare i compagni per allontanarsi dagli inseguitori. Oltre al lord, non pi di una dozzina di uomini era a cavallo; nessuno di loro quella notte aveva chiuso occhio. Non diedero un bello spettacolo di s mentre si affannavano sferragliando ad abbandonare il fiume e i resti del ponte. Alle loro calcagna, tremila inseguitori scatenati stavano ormai accorciando le distanze, segnalati da ululati inquietanti che dovevano imitare i versi dei gufi o dei lupi.
Costringendosi a mettere da parte la paura che lo attanagliava, lord Clifford chiam il capitano Corben. Manda un corriere veloce a chiedere rinforzi e digli di sbrigarsi. Avresti dovuto inviare degli esploratori a perlustrare la zona, almeno ci avrebbero avvisati.
S, mio signore rispose Corben, accettando il rimprovero con unespressione impassibile, a parte lo sguardo da falco. Ho gi dato ordine al giovane Anson. Il ragazzo  leggero e il suo cavallo  il pi veloce che abbiamo.
Per un momento, Clifford pens di portare Corben con s. Quelluomo serviva la sua famiglia da ventanni. Per contro, non si era mai distinto in modo particolare.
Guardandosi alle spalle, scroll la testa, sentendo rimontare il terrore alla vista dei nemici che incalzavano. Forse dovrei... Strinse le labbra, cercando le parole giuste. A cavallo posso procedere pi in fretta degli uomini appiedati, Corben. Magari...
Capisco, milord. Ho giurato fedelt a voi, come prima a vostro padre. Non prendo alla leggera certe cose. Se cavalcate verso nord, dietro ad Anson, forse noi riusciremo a tenerli impegnati per un po.
Bene, vedo che hai inteso rispose Clifford, con un secco cenno affermativo della testa. Io... sono prezioso... per il re. Gli sembr giusto aggiungere qualcosa prima di abbandonare un uomo alla sua morte e si mordicchi il labbro ancora per qualche istante.
Corben cambi posizione sulla sella, tirando il cavallo di lato.
Milord, ci hanno quasi raggiunti. Devo pensare a disporre gli uomini.
S, s, certo. Volevo soltanto dire... non potrei chiedere di pi a un mio servitore, Corben.
In effetti no, milord! sbott il capitano.
Confuso, il barone rest a guardare luomo che, con unespressione lugubre, ruotava su se stesso e galoppava via, in un turbine di zolle sollevate dagli zoccoli del cavallo. Attese abbastanza a lungo da vedere la prima salva di frecce piombare sui ranghi del suo contingente in fuga e conficcarsi nelle carni dei soldati come tanti artigli. Non potevano proteggersi durante una ritirata. Ne sarebbero sopravvissuti ben pochi. Alzando lo sguardo oltre le loro linee, Clifford vide i nemici a cavallo avanzare da entrambi i lati, pronti a stringerli senza difficolt in una morsa letale. Deglut, mentre il terrore gli contraeva lo stomaco e la vescica, e il cuore gli saliva in gola. Nella notte appena trascorsa, gli uomini che ora urlavano, lanciati allinseguimento, avevano visto morire i propri compagni e capitani, massacrati nel sonno da una pioggia di frecce. Non avrebbero avuto piet e quanti in quel momento si affannavano nella fuga lo sapevano bene.
Sentendosi sfiorare da qualcosa di freddo, Clifford alz gli occhi. Era neve. Prima soltanto qualche fiocco sospeso a mulinare nellaria, poi una nevicata sempre pi fitta cal come un sipario bianco sul mondo intero, nascondendo alla vista le sagome nere dei cavalieri al di l del fiume e di quanti si precipitavano verso di lui sulla sua sponda. Il barone si asciug gli occhi, bagnati dalla neve, e strinse gli speroni al fianco del cavallo, facendolo trasalire e poi partire al galoppo.
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Lo sguardo acceso dalla rabbia, Edward di York seguiva la scena ad appena un quarto di miglio al di l del fiume. Avvertendone lagitazione crescente, il suo stallone da guerra sbuff forte dalle narici e sollev la testa, scuotendo le piastre di metallo che gli rivestivano il petto. Gli altri cavalli lungo lo schieramento risposero al richiamo, nitrendo e sbuffando finch il gigante tese una mano ad accarezzare il collo dellanimale, scrollando via la polvere e tranquillizzandolo. Quindi si sporse in avanti sulla sella, per distinguere meglio gli operai di Warwick che portavano a termine il lavoro.
Un ultimo carico di assi era stato trasportato su una carriola lungo una pedana scricchiolante, larga appena da garantire il passaggio di un solo cavallo o di due fanti affiancati per volta. Tutto il suo schieramento attendeva di infilarsi in quel collo di bottiglia. I capitani affrontarono tale problema tattico preparando squadre di picchieri da inviare per prime, a proteggere lapprodo dei compagni sullaltra sponda, seguite da drappelli di cavalieri da lanciare allinseguimento del nemico in fuga. Loperazione sarebbe stata complessa e rischiosa, e intanto la neve continuava a scendere dal cielo bianco, sciogliendosi nelle acque del fiume Aire con un suono simile a un sospiro.
Tutti gli uomini di re Edoardo sentivano montare leccitazione. La tensione era palpabile. Sullaltra sponda Fauconberg suonava i corni da caccia e i suoi uomini ululavano come una banda di briganti mentre si precipitavano addosso al nemico rimasto senza frecce con cui tenerli a bada. Si preparava una strage e chi era rimasto con Edward non vedeva lora di gettarsi nella mischia.
Warwick era concentrato a sorvegliare il lavoro dei suoi; stavano martellando dei perni nei fori delle assi, per unirle, e subito dopo sarebbero passati ai chiodi di ferro  grossi tanto da non sfigurare sul Golgota  con cui assicurarle ai pali di sostegno. Nel fiume profondo la corrente era vorticosa: se per la fretta avessero trascurato un dettaglio, e il ponte fosse crollato, gli uomini finiti in acqua ci avrebbero lasciato le penne. E tuttavia vedevano distintamente la viverna rossa di Clifford che si allontanava, con la coda arrotolata come un serpente. Di certo il particolare non era sfuggito a Edward. Il granduomo aveva tremato, riconoscendo lassassino di suo fratello. Voleva quel lord a tutti i costi, tanto da trattenersi a stento dal guadare il fiume a cavallo.
Fu proprio la sua voce a distogliere Warwick da quei pensieri. Da principio si rivolse solo a quanti gli stavano vicino, poi per si zitt e ricominci urlando a squarciagola, per farsi sentire dallo schieramento intero.
Sapete bene che sul campo di battaglia  consuetudine uccidere i soldati comuni ma risparmiare i nobili, almeno quelli che si arrendono e offrono di pagare un riscatto. Scroll la testa, con una smorfia di profonda amarezza sulle labbra. A mio padre tale privilegio  stato negato. Come pure al suo grande amico, il conte di Salisbury, e a mio fratello Edmund. Ebbene, ecco il mio ordine: uccidete ogni lord, senza distinzione. E che nessuno osi disobbedirmi. Inspir a fondo, gonfiando il torace tanto da far cigolare larmatura. Non accettate offerte di riscatto n segni di resa. Il mio popolo deve vivere, le stirpi corrotte che mi hanno sfidato devono morire. Northumberland, Somerset, Clifford... E John Clifford sar mio! Se il destino non si mette di mezzo, spezzandogli il collo con una caduta da cavallo, oggi stesso sar io a calarlo nella tomba. Fece una pausa, compiaciuto che non si udisse nemmeno un mormorio di protesta. Nellaria fitta di neve gli uomini trattenevano il fiato, bevendosi le sue parole. Questa mattina spargeremo sangue a fiumi. Fiumi vasti come quello che state per superare.  necessario, per lavare le vecchie ferite che minacciano di ucciderci tutti. La loro febbre ci brucia ancora, ma oggi saranno riaperte e purificate sotto questa neve.
Davanti a lui, gli operai di Warwick sventolarono le mani in aria per segnalare che il lavoro era finito, poi si precipitarono sullaltra sponda, restando l di vedetta. Le forze di Clifford e quelle di lord Fauconberg erano sparite alla vista, in parte perch il mondo si era chiuso su di loro, occultato dai mulinelli di neve. Edward scrut lacqua del fiume, dove i fiocchi cadevano sibilando. Non era rimasto nessuno a minacciare i suoi e la sua pazienza era esaurita.
Al diavolo questattesa sbott. Se volete rendermi onore, seguitemi adesso!
Si calc lelmo in testa e spron il cavallo, facendolo balzare in avanti. Gli zoccoli risuonarono cupi sul ponte di fortuna, mentre chiodi e perni scricchiolavano sotto il peso combinato del gigante e del suo grande destriero. Portastendardi e cavalieri lo seguirono di slancio, cercando di non perderlo di vista nellaria bianca. Gli altri si misero in moto in una fila fitta e ininterrotta, il muso di ogni cavallo incollato alla coda dellaltro, ogni uomo addossato al precedente, avanzando il pi in fretta possibile per lasciar spazio al successivo. A migliaia superarono il fiume, disponendosi sullaltra sponda mentre la neve continuava a scendere, coprendo i campi di una coltre candida.
Lord Clifford cap di essersi allontanato dalla strada principale quando il suono degli zoccoli del suo cavallo cambi: leco secca si era mutata in un tonfo sordo, sui solchi congelati dei campi. Per non osava fermarsi per tornare indietro. Intorno a lui, la visibilit si era ridotta a poche iarde.
Continu a spron battuto lungo una valle, scrutandola con lo sguardo ma senza vedere altro che la cortina di fiocchi fittissimi e incessanti. Vorticavano, riempiendo laria fino a soffocarlo, coprendo interamente il terreno e limitando la sua visuale. Lo consolava solo sapersi preceduto dal messaggero, Anson, partito tanto prima di lui e magari gi arrivato allaccampamento reale. Se era davvero svelto come sostenuto da Corben, forse aveva dato lallarme e i rinforzi erano per strada, pronti ad attaccare i suoi inseguitori. Quei cani che gli stavano alle calcagna erano destinati a finire sbranati. Il pensiero gli strapp una risatina.
Tremava di freddo e gli occhi gli lacrimavano per laria gelida. Continuava a girarsi per guardarsi alle spalle e ogni volta doveva asciugarli. Ormai si era lasciato indietro da un pezzo il capitano Corben e i quattrocento che lavevano accompagnato per distruggere il ponte. Uomini rimasti a compiere il proprio dovere, sacrificandosi per lui; strinse la mascella, rassegnandosi allevidenza che ormai fossero stati raggiunti e massacrati.
La notizia non avrebbe avuto buona accoglienza allaccampamento del re. Scroll la testa, considerando la propria sfortuna: se solo avesse abbandonato il fiume prima dellalba! A quel punto non aveva ancora cominciato a nevicare e lui sarebbe riuscito a staccare qualsiasi inseguitore, arrivando sano e salvo a destinazione con una storia epica da raccontare. Imprec contro la malasorte. Adesso Somerset e Percy avrebbero notato soltanto la perdita di quattrocento uomini, tra cui duecento preziosi arcieri. E, per di pi, aveva tardato per il gusto di vedere la strage compiuta durante la notte... Si sentiva uno straccio.
Di colpo il suo cavallo inciamp e lui si ritrov sbilanciato in avanti. Maledicendo lanimale, stratton il morso con violenza fino a ritrovare lequilibrio, senza fiato per la paura di cadere su quel terreno duro come acciaio. Tir le redini per un momento e rest ad ascoltare le grida e i suoni della battaglia in lontananza. Era quasi impossibile calcolare le distanze sotto la neve, ma almeno non cerano schieramenti in vista. Se il suo cavallo si fosse azzoppato, lui sarebbe rimasto inerme e vulnerabile come lultimo dei fanti. Strinse le ginocchia e la bestia sbuff, tornando a un trotto incerto. Lui chin il mento, battendo le palpebre per la neve, la faccia e le mani scoperte ormai quasi insensibili. Era deciso a resistere a ogni costo.
Laccampamento principale distava appena una dozzina di miglia da Ferrybridge, ma in quel momento gli sembrava un altro mondo. Possibile che Somerset non avesse inviato esploratori a perlustrare la zona? In ogni caso, presto Clifford si sarebbe ritrovato al riparo di una tenda, di nuovo al caldo, a raccontare di come aveva sferrato un colpo micidiale allesercito di York, posticipandone lingresso in battaglia. Aveva sentito dire che il titolo di conte di Kent era ancora vacante. Uno dei suoi capitani era andato a bere con Derry Brewer e, una volta alzato il gomito, il capo delle spie si era lasciato sfuggire quella succosa confidenza. Non era irragionevole pensare che lonorificenza venisse riconosciuta proprio a lui, il lord che aveva tenuto Ferrybridge contro lintero esercito di York. Ora ne era quasi certo: a fronte di un trionfo simile, la perdita di qualche soldato sarebbe senzaltro passata in secondo piano.
Derry Brewer ferm Riscatto e rest a scrutare attentamente il ragazzetto magro che si dibatteva tra le mani di due sentinelle impassibili, senza riuscire ad allentare di un pollice la loro presa.
Lasciatemi andare, idioti! continuava a strillare Anson, sempre pi disperato, come una volpe presa in una tagliola. Porto una notizia di importanza vitale, da parte di lord Clifford!
Era diventato paonazzo e, guardandolo meglio, Derry si avvide che era poco pi di un bambino. Doveva avere al massimo quindici anni e appariva gracile anche per quellet. Un cavallo grigio riposava poco lontano, le redini abbandonate sul collo mentre con il muso frugava la neve per raggiungere lerba. Il ragazzo era ancora senza fiato per la galoppata e un lato del suo volto si stava gonfiando, probabilmente per un pugno sferrato dalle guardie.
Come ti chiami? gli grid Derry.
Nathaniel Anson, signore. Se voleste chiedere a questi... signori... di liberarmi... Sono un araldo di lord John Clifford, e suo messaggero.
Clifford?  a Ferrybridge, incaricato di non so quale azione di disturbo. Se vuoi parlargli, lo trovi l.
No, signore,  da l che vengo! Ho una notizia da riferire a lord Somerset.
Somerset  un uomo molto impegnato, figliolo replic Derry, drizzando le orecchie. Il messaggio puoi affidarlo a me e io lo trasmetter a chi di dovere.
Il ragazzo si afflosci tra le mani delle guardie. Scoppiava dalla voglia di comunicare la sua notizia e ormai aveva capito che non avrebbe superato le sentinelle senza rivelarla almeno in parte.
Lavanguardia dellesercito di York ha raggiunto il fiume Aire, signore. Alcuni dei suoi uomini lhanno attraversato da un altro guado e minacciano il piccolo contingente del mio padrone. Una situazione che giustifica la mia urgenza, ne converrete.
S disse Derry. Per non possiamo permettere a un ragazzo qualsiasi di cavalcare dritto al cuore dellaccampamento solo perch urla di lasciarlo passare, giusto? Bisogna rispettare le regole, altrimenti quello stesso ragazzo rischia di ritrovarsi una freccia in pieno petto, o quanto meno un occhio pesto. Mi spiego?
Anson mormor il suo assenso, arrossendo di imbarazzo, e il capo delle spie rivolse un cenno brusco alla sentinella pi vicina. Forza, Walton, prendi il suo cavallo e riferisci la notizia a Somerset, ai capitani e a lord Percy, se lo vedi. Devono prepararsi a difendere laccampamento da York. O a marciargli incontro, la decisione spetta a loro.
La guardia balz in sella, costringendo lanimale ad alzare di colpo la testa e strappando al ragazzo uno sbuffo di indignazione. Derry lo trattenne a sua volta per la giacca, casomai pensasse di inseguirli.
E ora a noi prosegu, quando neve e foschia nascosero la sentinella alla vista. Anson era scosso da brividi sempre pi violenti, a mano a mano che il sudore della cavalcata a perdifiato gli si ghiacciava sulla pelle, ma Derry non si lasci distrarre.
Hai detto che lord Clifford  in pericolo? domand, brusco. Spiegati meglio.
Quando sono partito, cerano almeno due... no, forse tremila uomini che avanzavano sul nostro lato del fiume. Devono aver trovato un guado.
Certo, lAire si pu attraversare anche a Castleford, meno di tre miglia a ovest di Ferrybridge. Quanti soldati avevano accompagnato lord Clifford?
Poche centinaia, signore. Meno di uno per ogni dodici nemici, direi. Correvano come... Erano tantissimi. E ora, vi prego, lasciatemi andare. Devo chiedervi un cavallo, se ne avete, anche se quello requisito dalla guardia apparteneva a me, essendomi stato donato in regalo.  mio dovere tornare al fianco del mio padrone e cadere con lui, se necessario.
Oh, santo cielo sbuff Derry. A sentirti sembri un ragazzo istruito. Non sarai per caso il suo bastardo? No? Allora il suo efebo? Non che quelluomo mi sia mai piaciuto, ma non sapevo che gli interessassero...
Rest interdetto allarrivo dello schiaffo. Anson si era sollevato sulle punte dei piedi e laveva colpito con tutte le sue forze. Riprendendosi dalla sorpresa, rest a scrutarlo dallalto in basso, mentre un sorriso lento gli si allargava sul volto.
Come osate, signore... cominci il ragazzo.
Derry gli rise in faccia. Quando alz il pugno lo vide trattenere un tremito e armarsi di sdegno per prepararsi al colpo. Apr la mano con cui lo reggeva per la giacca e lo lasci cadere a terra; laltro strisci allindietro.
Figliolo, se vuoi che salvi il tuo padrone dalla sua stessa stupidit dovr radunare un gran numero di uomini duri e violenti, e partire a cavallo. Tu torna sui tuoi passi, seguendo la strada, e vedi di non morire di freddo nella neve. Fila! Hai comunicato il messaggio. Io sono mastro Brewer, attendente di re Enrico. Non ti deluder.
Concluse con un inchino teatrale. Il ragazzo si alz in fretta e fugg via, sparendo presto nel bianco.
Derry attese per un po, fino a essere certo che si fosse allontanato. Quando torn il silenzio, si rivolse alla sentinella rimasta impalata a guardarlo, in attesa di ordini.
Ebbene? domand.
Luomo, parecchio pi alto di lui, si strinse nelle spalle, senza aprire bocca. Tacere per non bastava e Derry gli si fece sotto. Come sta tua moglie? Si chiama... Ethel, giusto? Una sarta provetta. Bella donna, un fisico solido.
La sentinella arross e distolse lo sguardo. No, non si chiama Ethel. Comunque le minacce sono superflue, mastro Brewer: io non ho visto niente, n sentito una sola parola.
Cos mi piaci. Potresti persino guadagnarci qualcosa. Non  mia abitudine minacciare gli uomini onesti, ma a volte  necessario. Hai qualcosa da chiedermi sul conto di lord Clifford?
No, mastro Brewer. La faccenda non mi riguarda.
Ottima risposta, figliolo. Dio d e Dio toglie. Limportante  essere presenti quando concede... e altrove quando si riprende tutto.
Ridacchiando si massaggi la guancia. Nel freddo pungente, la pelle gli formicolava ancora per lo schiaffo del ragazzo. Le temperature invernali potevano tramutare una battaglia in un supplizio: indebolendo i soldati, rendendo pi lancinante il dolore delle ferite, irrigidendo e congelando gli arti. Non era un caso se abitualmente si combatteva in primavera e in estate. Meglio la canicola della stramaledettissima neve.
Infine mise da parte ogni ripensamento, la decisione ormai presa: non avrebbe alzato un dito. Distante poche miglia a sud, lord Clifford avrebbe proseguito la sua marcia alla disperata ricerca dellaccampamento reale, accecato e disorientato nel paesaggio coperto dalla neve. Il pensiero lo fece ridere di cuore. Non gli veniva in mente nessuno che lo meritasse pi di quelluomo.
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17.
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Clifford ferm di nuovo il cavallo, restando in ascolto. Era incredibile quanto la coltre di neve ovattasse ogni suono. Sotto lelmo non sentiva altro che il suo stesso respiro, cos lo sfil, girando la testa e drizzando le orecchie. La quiete innaturale amplificava lansimare del cavallo e il cigolio della sua armatura. Il paesaggio circostante era privo di punti di riferimento: una distesa enorme e vuota, senza tracce di vita. In quel preciso momento gli eserciti avanzavano, si scontravano e morivano, ma lui non riusciva a vederne nemmeno lombra. Di colpo si rese conto che forse, senza accorgersene, era tornato sui suoi passi. Fu preso dalla nausea alla sola idea. Cera gi una spanna di neve sul terreno, se non il doppio o il triplo. In ogni caso, aveva coperto le sue orme. Rischiava di procedere in tondo fino a ricadere in mano ai soldati nemici. E se anche non lavessero ammazzato loro, sarebbe stato il freddo a farlo. La prospettiva lo faceva imbestialire, ma non aveva altra scelta se non continuare ad avanzare, sforzandosi di individuare un segno dellaccampamento reale. Mai in vita sua dodici miglia gli erano sembrate lunghe quanto quella mattina.
A sinistra, un puntino nero attir la sua attenzione. Era minuscolo, ma spiccava in quel mondo candido e silenzioso. La fitta nevicata aveva cancellato persino le sagome scure degli alberi. Allung il collo, strofinandosi con forza il volto per ripulirlo dai fiocchi di neve e puntando lo sguardo in fondo al campo.
Ecco: laggi intravedeva un movimento, qualche figura. Sent un tuffo al cuore, la gola secca. Se erano sentinelle di re Enrico, era salvo. In caso contrario, era in pericolo mortale. Tormentato dal dubbio, strinse le dita intorno alle redini. Dopo un momento sguain la spada e la tenne di traverso sul petto, per nascondere la viverna rossa. Meglio prepararsi alla battaglia, anche se listinto gli suggeriva la fuga.
Salve, laggi! grid. Qual  il vostro stendardo?
Chiunque fossero, quegli uomini avanzavano a fatica nella neve. Nuove reclute, dunque; semplici popolani armati di ronconi dallasta di faggio, come i battitori di una spedizione di caccia. In quella foschia non avrebbero osato aggredire un nobile a cavallo: poteva sempre trattarsi di uno dei loro. Ringrazi Dio che il suo stemma rosso fosse dipinto sulla sopravveste bianca. Poteva avvicinarsi prima che riuscissero a distinguerlo e, se erano uomini di York, avrebbe spronato il cavallo, seminandoli. Sistem lelmo sul pomello della sella e allent le redini, avviandosi con cautela. Respirava a fatica.
Sent un grido di risposta, ma non cap le parole. Imprec contro quello schieramento in marcia senza stendardi. Ora poteva vederlo meglio, una lunga linea nera che interrompeva la distesa bianca. Da qualche parte nelle vicinanze si lev un rumore di zoccoli e il panico torn ad aggredirlo, insieme alla consapevolezza che il suo cavallo era stremato quanto lui. Non sarebbe riuscito a conservare a lungo il vantaggio. Daltra parte, se erano soldati del re fuggire sarebbe stata una follia. Cos rest immobile, battendo i denti per il freddo.
Ehi, laggi! Qual  il vostro stendardo? grid di nuovo, stringendo la presa sulle redini e sullelsa della spada. Sbianc alla vista di un vessillo con gli stessi quadranti a diamanti rossi e leoni rampanti blu che lo avevano spinto alla fuga sul fiume Aire. Fauconberg. A bocca aperta per lorrore, Clifford comprese di aver davvero girato in tondo e di essersi imbattuto proprio negli inseguitori che gli stavano alle calcagna. In un lampo, intravide una fila di arcieri. Erano centinaia. Ormai anche loro lavevano visto e avevano sentito il suo grido, per quanto smorzato dalla neve.
Cominci a far girare il cavallo, ma era gi troppo tardi e lui troppo lento. Gli uomini che avevano individuato la sua voce ora cercavano di localizzarlo; appena riconosciuto un cavaliere in sella, reagirono sfilando le frecce dalle lunghe faretre appese sul fianco, incoccandole e tendendo larco con la stessa facilit con cui respiravano. Quindi mirarono distinto e scagliarono una salva che, nel candore della nevicata, spar alla vista appena lasciata la corda.
Centrato in pieno sul fianco e nella schiena, Clifford oscill sul cavallo. Lanimale emise un nitrito acuto e si imbizzarr. Infine unaltra freccia si conficc nella gola del barone mentre, accecato dal panico, si dimenava per saltare dalla sella prima di finire schiacciato nella caduta. Tocc il terreno gi morto. Larmatura cigol la sua protesta metallica, accartocciandosi sotto il peso del cavallo, rovesciato sul dorso e con le zampe allaria.
Gli arcieri che lavevano colpito non potevano lasciare la posizione nello schieramento in marcia, ma lanciarono un grido di esultanza e sollevarono le armi, per invitare gli altri a prendere nota della loro abilit. Un piccolo contingente avanz fino a raggiungere il corpo massacrato di Clifford, identificandone con compiacimento la viverna rossa in campo bianco. Un sergente lasci tre uomini di guardia e invi una staffetta a riferire la notizia a re Edoardo. Poi ne mand una seconda a informare Warwick e Fauconberg, che subito spronarono i cavalli per avvicinarsi.
I generali dellesercito di York non impiegarono molto ad arrivare. Il primo fu Fauconberg, la cui espressione si incup alla vista del cadavere trafitto di Clifford. La notizia che Edward aveva vietato di fare prigionieri, anche a fronte di un riscatto, si era gi diffusa, causando un certo scontento. Un uomo del popolo poteva intascare una fortuna sul campo di battaglia, catturando laristocratico giusto. Ciononostante, i fanti armati di ronconi attesero rispettosi larrivo del loro re e si abbassarono su un ginocchio al suo cospetto. Warwick e Fauconberg gli rivolsero lo stesso segno di obbedienza, rendendogli omaggio sotto gli occhi di migliaia di soldati.
Quelli di Edward, invece, erano fissi sul cadavere. Tese una mano ad afferrargli i capelli e gli gir la testa per guardare meglio il volto gi irrigidito e sfigurato dalla caduta.
 questo il codardo che ha ucciso Edmund?
Warwick annu e Edward sospir tra s, lasciando ricadere la testa del barone con un tonfo.
Avrei preferito ucciderlo di persona, ma limportante  che sia morto. Ora mio fratello pu riposare in pace e il suo assassino non potr pi cantare vittoria, come un gallo in cima a un letamaio. Bene. Rimettiamoci in marcia, signori, anche se non vedo oltre il mio sputo. Qualcuno di voi ha incrociato Norfolk? Non avvisto i suoi stendardi da un secolo. No? Questa neve  un maledetto intralcio, per combattere. Avvertite quando sarete in vista del nemico, o se incontrate la nostra ala mancante. Inspir forte dal naso, tenendo a bada irritazione e nervosismo. Gli uomini che abbiamo catturato dicono che laccampamento principale si trova a Tadcaster. Ormai non manca molto. Marciate, dunque, e suonate i corni quando li vedrete tremare di paura e gettare le armi davanti al nostro schieramento.
Gli uomini del suo seguito risero, poi si affrettarono a diramare lordine.
Altezza gli disse Fauconberg. Io sono stato assegnato al centro dello schieramento, al vostro fianco. So che dovrebbe essere lala del duca di Norfolk a lanciare lattacco per prima ma, a proposito della neve... avrei unidea. Il mio battaglione comprende un migliaio di arcieri. Con il vostro permesso, maest, vorrei usarli per cogliere il nemico di sorpresa e impartirgli una lezione. Posto che il duca di Norfolk non si risenta se lo precedo.
Edward si volt, celando con un sorriso i suoi veri pensieri. Era una soddisfazione sentire lo zio di Warwick usare il suo titolo reale con tanta naturalezza, come se gli appartenesse da sempre.
Forse sarebbe cos, se lord Norfolk fosse presente, ma a quanto pare la mia ala pi robusta si  allontanata pi del dovuto. S, avete il mio permesso, lord Fauconberg. E mander un altro migliaio di arcieri a raggiungervi, se non vi affrettate troppo.
Notando che Warwick non si era mosso, Edward gli sorrise. Tu terrai il centro con me, Richard?
S, altezza rispose Warwick, lusingato. Ancora non si capacitava dellautorevolezza esercitata da quel giovane sovrano sbucato dal nulla.
York si rivolse quindi ai ranghi che lo fissavano attenti, con gli occhi pieni di trepidazione. Avvertiva la loro impazienza e mise da parte lansia per Norfolk e per gli ottomila spariti nella neve proprio nel momento in cui ne aveva pi bisogno.
Coraggio, muoviamoci. Oggi abbatteremo un re. Questo era soltanto il suo cane.
Gli uomini esplosero in un ruggito esultante e ripresero il cammino, battendo forte i piedi congelati per riattivare la circolazione. Il vento era tornato a soffiare gelido, pungendo i volti e le mani nude come una pioggia di spilli. Almeno quel silenzio inquietante era cessato, ma adesso il freddo si era fatto pi intenso. La bufera, trascinando frammenti di ghiaccio che colpivano la pelle gi insensibile, sembrava in qualche modo spronarli ad avanzare. Ogni tanto qualcuno allungava il collo per scrutare lo schieramento in lungo e in largo, e immancabilmente restava deluso da quanto si fosse ridotto rispetto alla partenza. La neve intanto continuava a scendere fitta, frustandoli e insinuandosi in ogni piega dei loro abiti. Accecati e tremanti di freddo, non potevano fare altro che proseguire la marcia, a testa bassa.
William Neville spron il possente battaglione di sinistra, superando quello centrale di re Edoardo e imponendo ai propri capitani una marcia a tappe forzate attraverso i campi innevati. I suoi esploratori erano ormai spariti nella foschia e lui desiderava solo raggiungere la formazione di Lancaster il prima possibile. I suoi uomini avevano gi combattuto quella mattina, ma si era trattato pi di una strage che di una battaglia: si erano riversati in tremila sui quattrocento di Clifford, met dei quali armati soltanto di archi e pugnali. Con una superiorit simile, i suoi soldati non avevano avuto nulla di cui preoccuparsi; semmai si erano sentiti rinfrancati dalla facilit con cui avevano massacrato il nemico. In almeno una dozzina di occasioni, Fauconberg li aveva visti accanirsi su un caduto, sferrandogli cinque o sei colpi dascia, fracassandogli le ossa e schizzando sangue rosso sulla neve. Usavano le armi di cui erano stati dotati con una perizia selvaggia. Erano ragazzi in gamba. Si sarebbero fatti onore.
Per il momento, per, erano gli arcieri che marciavano al suo fianco, ciascuno con la faretra carica di due dozzine di frecce, a occupare i suoi pensieri. Alto sulla sella, punt avanti lo sguardo sentendo il vento da sud-ovest, che si andava intensificando e sollevava la neve in getti gelidi. Qua e l emergevano sagome pi scure, a mano a mano che le folate scrollavano la coltre bianca da cespugli e alberi, subito ricoperti.
Ormai lo schieramento di re Enrico e della regina Margherita non distava molto, di questo Fauconberg era certo. I pochi uomini fatti prigionieri quella mattina avevano vuotato il sacco, disposti a tutto pur di salvarsi la pelle. Non che fosse servito, ma la cosa non lo riguardava. Contava solo la posizione dellaccampamento di Lancaster, e la sua vicinanza. Quegli uomini avevano marciato per met della mattinata, sebbene rallentati dalla neve sempre pi alta. Il terreno era accidentato e, tra un rilievo e laltro, si erano imbattuti spesso in fattorie isolate, mettendone in fuga le greggi belanti. Senza un lamento, avevano affrontato salite e discese, attraversando valli intere. Non sapeva se marciassero per lui o per lealt al nuovo re, Edoardo Quarto di York. Ai suoi occhi, non faceva alcuna differenza.
Ordin agli arcieri di disporsi in uno schieramento ampio, i preziosi archi avvolti in teli di cuoio cerato, per mantenerne lelasticit. Senza le lunghe picche sarebbero stati vulnerabili a una carica di cavalleria ma, in qualit di comandante, Fauconberg aveva accettato quel rischio in nome di tutti. Alle loro spalle il vento soffiava sempre pi forte, spingendoli nelle fauci nel nemico. Anche quella bufera, comunque, poteva rivelarsi utile.
Fu su un pendio scosceso che finalmente due dei suoi esploratori riuscirono a trovarlo. Costretto a galoppare sul terreno irregolare, uno dei loro cavalli si era azzoppato. Daltra parte bisognava correre qualche rischio per sopravvivere, e questo era quanto. Fauconberg rivolse un cenno di saluto al ragazzo appiedato davanti a lui e poi al suo compagno, che arriv al galoppo, tir le redini, salt gi dalla sella e si ritrov a barcollare per leccitazione. Rossi e tremanti di freddo, presero a gesticolare verso la direzione da cui erano venuti. Tentavano di indicare un punto preciso, bench la nevicata si fosse intensificata e il vento trascinasse i fiocchi da ogni parte, cos che i mulinelli vorticosi sembravano aver ingoiato il mondo intero.
Quattro o seicento iarde, mio signore disse uno di loro, senza fiato. Le bandiere di Lancaster. Hanno preso posizione. Aspettano.
Ho visto picche, milord aggiunse laltro, deciso a non lasciarsi ignorare. Spuntano fitte dallo schieramento come... aculei su un porcospino. Era difficile distinguere bene, nella neve, ma io ho strisciato sulla pancia e mi sono avvicinato fino a sentirli respirare. Sono immobili, in formazione, ad attenderci.
Fauconberg fu scosso da un brivido. Non cerano precedenti a una campagna invernale, quindi nessuno sapeva cosa aspettarsi o come sfruttare al meglio la circostanza inaudita di due eserciti che, senza saperlo, stavano in piedi quasi luno sui mantelli dellaltro. Con quelli inviati da Edward, il numero dei suoi arcieri era salito a duemila e lui sentiva sulle spalle il peso della fiducia accordatagli dal giovane re. No, si sbagliava: era un onore, non un peso. Si fece il segno della croce e baci lanello con il sigillo della famiglia.
Bene, ragazzi. Ora il successo del mio piano dipender dalla vostra abilit. La chiave  il calcolo esatto della distanza. Mentre trasmetto gli ordini agli altri, voglio che torniate sui vostri passi e li contiate. Poi venite a riferire. Avvicinatevi il pi possibile, ma senza farvi notare o tutto  perduto. Se le cose filano lisce, li vedremo versare le viscere su questa neve. E ora coraggio, andate!
Fauconberg fischi per chiamare a s i propri capitani, mentre gli esploratori correvano via, lasciando sul posto i cavalli. La neve inghiott il suono dei loro passi e lui immagin come dovesse sentirsi il nemico: quegli uomini aspettavano a orecchie tese, per cogliere il minimo rumore, e non sapevano fino a che punto fossero sordi e ciechi.
Trasmesso lordine, rest in attesa del ritorno degli esploratori, temendo di sentire da un momento allaltro il grido dallarme con cui il nemico avrebbe annunciato di averli sorpresi.
I due ragazzi tornarono a pochi istanti luno dallaltro.
Cinquecentoventi disse il primo.
Il collega gli lanci unocchiata di disprezzo. Cinquecentosessanta.
Bene, signori rispose Fauconberg.  sufficiente. Ora rimontate in sella e tenetevi pronti.
A un suo ordine i capitani e i sergenti abbassarono le picche, reggendole in orizzontale allaltezza della vita dei loro soldati. Era impossibile bloccarne tanti senza fare alcun rumore, ma con voci il pi basse possibile comunicarono lalt da un orecchio allaltro, finch tutti restarono immobili. Silenziosi e cauti, gli arcieri si staccarono dallo schieramento, allontanandosi. Dopo poco, tutti e duemila erano spariti nel bianco.
A cavallo, il duca di Somerset stava passando in rassegna le truppe ferme in attesa, le cui fila si confondevano nella distanza mentre la neve le ricopriva di bianco. Unarmata impressionante. Oltre a picchieri e arcieri, i ranghi brulicavano di uomini armati di ronconi, azze e spadoni. Ai lati dei fanti, truppe di cavalieri imbrattati di fango. Tamburini e portatori dacqua serpeggiavano tra le file insieme a una dozzina di altri garzoni al seguito dellesercito, mentre i soldati controllavano armi ed equipaggiamenti.
Il re e la regina erano al sicuro dietro le mura di York, a otto o nove miglia di distanza. Somerset aveva il comando dello schieramento; il conte Percy ne guidava il centro, insieme a una dozzina di baroni e decine di capitani veterani. Alla notizia di una vasta forza nemica in avvicinamento, Somerset aveva ordinato che lasciassero laccampamento per disporsi a met strada tra i villaggi di Towton e Saxton, su un terreno brullo e gelato. Eseguendo i suoi comandi, lesercito si era fermato su un campo incolto che digradava verso sud. Somerset scroll la testa, incredulo, davanti a un dispiegamento simile. Solo sei anni prima, a St Albans, Warwick, Salisbury e York avevano sfidato il re con appena tremila soldati, ed era mancato poco che vincessero. Ora i suoi tre battaglioni ne contavano almeno dodicimila ciascuno. Gli si allargava il cuore alla vista del fervore e della stoica obbedienza dei suoi uomini. Avrebbero difeso re Enrico fino allultimo. Gli erano fedeli. Inoltre la posizione scelta era ottima, con il fianco sinistro protetto dalle paludi e quello destro dal Cock Beck, un torrente gi di per s vorticoso e ora gonfio di neve sciolta. A dispetto di quei vantaggi, per, il maltempo gli giocava contro, mandandolo su tutte le furie.
Somerset indossava una lucida armatura di piastre, bordata di cuoio e imbottita di panno spesso, progettata apposta per assorbire impatti altrimenti letali. Strati che lo proteggevano anche dal freddo, ben pi della lana e del lino cerato indossati dai suoi picchieri, coperti soltanto dalle brache larghe e dal giacchetto. Il guaio era che nessuno aveva esperienza di una guerra ingaggiata dinverno. Persino i suoi capitani pi anziani non sapevano se per gli uomini fosse meglio stare accucciati o distesi, se il rischio di morire congelati fosse pi alto a terra o in piedi. Sembrava sensato tenerli in movimento, anche a costo di bruciare energie e di interferire con lordine dei ranghi e delle postazioni. Tuttavia, qualche veterano sosteneva che anche il sudore era un nemico subdolo: al precipitare della temperatura si ghiacciava sulla pelle di un uomo accaldato e lo stroncava sul posto. Durante lattesa il vento si era intensificato e ora le folate scagliavano cristalli di ghiaccio sui loro volti intirizziti. Molti cercavano di schermarsi con le braccia, le palpebre strette in una fessura.
Somerset scosse di nuovo la testa, come per un tic nervoso. Aveva a sua disposizione lesercito pi grande mai visto, quasi quarantamila uomini armati fino ai denti. In aggiunta, godeva del favore del re e della regina. Soprattutto di questultima. Ciononostante, laria gelida e la neve lo facevano dubitare di se stesso. Il freddo indeboliva le sue certezze; la sua sicurezza sembrava lasciarlo insieme al vapore emanato dal corpo, che sotto lelmo si rapprendeva in gocce e gli colava sul volto. In realt, sapeva di soffrire meno dei soldati pi anziani. Tra i suoi ranghi appiedati erano in parecchi ad aver superato i quaranta o i cinquantanni, e se ne stavano l con il volto illividito dal gelo. Si erano arruolati spinti dal ribollire del proprio sangue, senza immaginare che lavrebbero sentito gelare in quel silenzio immenso, interrotto soltanto dal fischio del vento.
Alt! grid qualcuno da qualche parte, nel bianco. Allarmato, alz di colpo lo sguardo. Il suo spavento contagi il cavallo, che prese ad agitarsi, come danzando sul posto. I soldati in prima fila si guardarono lun laltro, domandandosi se avessero davvero udito quellurlo.
Arcieri, incoccate e tirate! grid la stessa voce, vicinissima. Tirate... Tirate... Incoccate e tirate! Ancora!
Somerset costrinse il cavallo a voltarsi in direzione delle urla e strizz gli occhi nella neve, ma ancora non si vedeva niente.
Al riparo! ordin ai suoi capitani, stupefatti. Alzate gli scudi e copritevi! Avanti gli arcieri! A me, a me!
Nessuno dei suoi picchieri portava uno scudo. Servivano due mani per reggere il peso della punta di ferro e dellasta enorme, tanto efficaci contro una carica di cavalleria. E anche gli uomini armati di ronconi e azze dovevano brandirli a due mani, come boscaioli al lavoro su un tronco. Per un istante restarono immobili, impietriti dallo sconcerto. Poi il sibilo sempre pi stridulo delle frecce scaten il panico. Sentendole saettare in aria, molti si gettarono a terra coprendosi la testa con le mani; altri si accucciarono su se stessi, nel tentativo di rimpicciolirsi. A urla e strattoni, i capitani li costrinsero a rialzarsi, sbraitando che dovevano comportarsi da uomini.
Somerset scrutava invano il cielo, di un biancore accecante, ma anche lui sentiva il suono delle frecce. Fu il momento pi spaventoso della sua vita.
In aria, i dardi erano troppo veloci per riuscire a distinguerli. Sbucavano dalla foschia come un vortice sfocato, per materializzarsi di colpo conficcati nella carne o nel terreno gelato e restare l a oscillare, le aste scosse dalla loro stessa vibrazione o dal movimento convulso di chi era stato colpito. Sotto quel fuoco di fila, Somerset incass la testa tra le spalle coperte dallarmatura, le cui piastre di metallo erano arrotondate e levigate proprio per non offrire presa alle frecce. Ma, nellistante in cui ringraziava Dio per quella protezione, sent un dolore lancinante alla coscia. Abbass lo sguardo, restando senza fiato alla vista delle penne doca bianche. La punta del dardo aveva trapassato ferro e carne, inchiodandogli la gamba al cuoio spesso della sella. Con unimprecazione, afferr lasta e cominci a tirarla, grugnendo, finch dal legno spunt la testa di metallo nero, insieme a un fiotto rosso di sangue. Fortunatamente la punta sottile, liscia e acuminata, non era uncinata. Nessuno aveva sentito le sue grida di dolore, sovrastate dalle urla, dallo strepito e dai gemiti di altre centinaia di uomini che agonizzavano sotto i suoi occhi, dimenando e contorcendo gli arti finch, poco alla volta, non restavano inerti.
Prime file, indietro! ulul lui. Arcieri al contrattacco! Mandate qui gli arcieri!
Lunico modo di interrompere quella tempesta letale era rispondere colpo su colpo. Sotto la pioggia di frecce, fitta e incessante quanto la nevicata, i suoi arcieri si fecero largo tra le schiere. Il terreno era disseminato di penne imbrattate di sangue e punte spezzate dal metallo. Barcollando, le prime file arretrarono, nel tentativo di sottrarsi a quelle invisibili portatrici di morte da cui non potevano ripararsi. Ripiegarono, terrorizzati e storditi dallassalto a sorpresa.
Somerset sapeva che era trascorsa appena una manciata di minuti dalla prima salva, ma laria continuava a risuonare di frecce in un ronzio costante. Non poteva durare ancora a lungo, era quella lunica speranza cui aggrapparsi. Il nemico avrebbe esaurito le munizioni e, tendendo le dita verso le faretre, le avrebbe trovate vuote. A quel punto, loro avrebbero risposto per le rime.
Le frecce si diradarono, cadendo come le ultime gocce di un temporale estivo e lasciando sul campo centinaia di uomini che piangevano e gemevano di dolore. Chiss quanti altri erano stati ormai zittiti dal dissanguamento. Imprecando, gli arcieri scavalcarono i moribondi, imbracciarono gli archi e sciolsero le spalle. Somerset prov un moto di esultanza vedendone il numero, pi che sufficiente a restituire il favore. Pregava soltanto che York e Warwick venissero colti alla sprovvista quanto lui, fermi a scrutare nel bianco mentre le punte di ferro cadevano vorticando su di loro.
Attese che partisse la loro prima salva, seguita da altre in successione. Una pioggia di distruzione, senzaltro pari a quella caduta sul suo schieramento. Poteva bastare. Indifferente alla gamba ormai insensibile e al sangue che gli aveva riempito lo stivale ferrato, alz una mano per trasmettere nuovi ordini alle staffette, mentre gli arcieri continuavano a puntare gli archi verso il cielo, inviando i loro colpi in unalta parabola destinata a piombare sul nemico.
Fauconberg taceva, ascoltando le grida in lontananza. Per quanto livide di freddo e irrigidite dalla stanchezza, le labbra gli si tesero in un sorriso. I suoi arcieri avevano usato al meglio larma pi potente in campo e poi, rapidissimi, erano corsi fuori tiro, eseguendo gli ordini alla perfezione. Ormai distavano trecento iarde dalla linea nemica. A quel punto non avevano pi frecce e i carri con le scorte erano rimasti troppo indietro o si erano persi insieme allala destra di Norfolk, cos Fauconberg aveva stabilito di tenerli a distanza di sicurezza finch avessero ricevuto nuove munizioni.
La risposta degli arcieri di Lancaster non si fece attendere e, quando arriv, il sorriso gli si allarg sul volto, gli occhi che brillavano. A differenza loro, gli avversari tiravano controvento; inoltre la fitta nevicata impediva di vedere dove si fossero ritirati i suoi arcieri. Migliaia e migliaia di frecce caddero nel punto in cui, fino a un attimo prima, erano schierati i suoi uomini, conficcandosi con un penetrante sibilo di morte poco lontano da loro, ma senza strappare un grido a nessuno n costare ununica vita. I suoi arcieri sogghignarono in silenzio e Fauconberg rise a piena gola per laudacia della propria idea. Attese che il vibrare delle aste si zittisse. Non avevano finito, non ancora.
Recuperate le frecce! grid.
Quegli uomini si sentivano davvero al sicuro solo a faretra piena e si scagliarono in avanti senza esitare, strappando i dardi dal terreno. Alcuni si erano spezzati o deformati, ma altri erano utilizzabili. Li controllarono confrontando tra loro le nuove scorte, compiaciuti, e risero dellastuzia con cui Fauconberg aveva beffato il nemico.
Appena rifornite le faretre, lui diede lordine ai suoi capitani e gli arcieri tornarono a tendere gli archi, ricacciando le frecce di Lancaster in gola a quanti le avevano scoccate.
...
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...
18.
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Edward di York emise un ringhio di soddisfazione alla vista dellesercito in marcia contro di lui. A quella distanza i nemici erano ancora figure indistinte nella neve, nientaltro che macchie scure e sfocate, con le picche sollevate. Da ambo le parti i corni risuonarono, mentre le forze di re Enrico affrontavano a fatica il pendio che le avrebbe condotte sul campo di battaglia. Levando lo sguardo verso il cielo pallido, Edward ebbe limpressione che la visibilit stesse migliorando. Ora riusciva a vedere pi lontano, anche se laria era ancora densa di grossi fiocchi e a ogni passo i suoi uomini sprofondavano nella coltre immacolata, lasciandola sfondata e infangata alle loro spalle. Tuttavia non aveva radunato quei ventimila uomini, trascinandoli in una marcia di duecento miglia, per giocare al corteggiatore timido. Il suo obiettivo era chiudere la faccenda, una volta per sempre.
Ho confessato i miei peccati e offerto lanima a Dio. Sono pronto, lord Warwick disse, a gran voce. E tu, sarai al mio fianco?
Ci sar rispose Warwick.
A mano a mano che il nemico si avvicinava, accompagnato dallincitamento dei tamburi e dal gemito delle cornamuse, cominciarono a distinguere gli stendardi di Somerset e Percy. Edward sorrise al suo alleato ed entrambi smontarono di sella. A quel punto i capitani vicini abbaiarono un ordine e il battaglione centrale si arrest con una disciplina impressionante. Migliaia di sguardi passarono dal giovane re allo schieramento in avanzata di fronte a loro, pronto ad annientarli: sembrava non finire mai.
Warwick accarezz il collo del suo cavallo. Poi, senza preavviso, strapp lazza di mano a un soldato, la brand dal lato del maglio, la fece roteare e la abbatt di schianto sulla vasta fronte della sua cavalcatura. Lanimale stramazz a terra, morto sul colpo. Gli uomini intorno a lui levarono un grido eccitato, mentre Edward, lanciata unimprecazione per la sorpresa, scoppi in una risata.
Un nobile gesto, Richard url, a beneficio delle truppe. Quindi non intendi fuggire. Io per non posso imitarti: dove lo trovo un altro cavallo abbastanza robusto da reggermi?
Si compiacque nel sentire i soldati ridere e ripetere la battuta ai compagni pi distanti. Poi affid il suo gigantesco destriero a giovani scudieri che, orgogliosi del loro compito, lo portarono nelle retrovie. Altri corsero in avanti a distribuire lacqua a quanti ne chiedevano. E intanto la linea indistinta dello schieramento nemico continuava ad avvicinarsi, le due ali che emergevano dai mulinelli di neve mostrando uomini su uomini.
Appiedati, York e Warwick presero posizione in terza fila. I portastendardi reggevano alti i vessilli tuttintorno, per annunciare la loro presenza sul campo tanto agli alleati quanto ai nemici. Entrambi nascosero il nervosismo sciogliendo i muscoli delle spalle e fischiando ai capitani. Il battaglione centrale si rimise in moto di slancio, ora che un re marciava tra le sue fila. Il cavallo morto spar alla vista, sommerso dalla calca.
Lelmo di Edward lasciava scoperti gli occhi e il naso, coprendogli invece il mento e la mascella. Lui non voleva saperne di quelli che riducevano il mondo a una feritoia, a costo di beccarsi una freccia in pieno volto. Preferisco vederla mentre arriva aveva risposto a quanti gli raccomandavano prudenza. I suoi occhi pallidi e crudeli scrutavano lesercito nemico senza mostrare una traccia di esitazione.
Annientiamo quei codardi! grid. Niente pax! Niente resa! Nessun riscatto! La sua voce colp chi gli stava intorno come una palla di cannone.
Per re Edoardo! tuon Warwick.
Migliaia di uomini ripeterono lincitamento ruggendo ancora pi forte, sgolandosi e battendo asce e daghe le une contro le altre. Edward rise come un bambino, sollevando la spada in un saluto. Il fragore era assordante, spaventoso, tanto che alcuni tra i nemici in marcia sobbalzarono o inciamparono. I soldati di York non permisero a quellurlo di smorzarsi, ma dopo un po le loro grida si tramutarono nel ringhio incoerente di uomini imbestialiti, esposti al gelo dellinverno e costretti a impugnare le armi.
Warwick sent la vescica contrarsi e il respiro farsi pi rapido, come se i polmoni non riuscissero a riempirsi. Sapeva di aver fatto la propria parte per incoronare il nuovo re e lanciare quella sfida audace e blasfema in faccia a re Enrico e al trono dei Lancaster. E adesso si trovava l, a mostrare lemblema di famiglia sul surcotto, sopra larmatura, e i colori dei Neville sulla spada e sullo scudo.
Tuo zio ha ottenuto un successo sorprendente, poco fa, Richard gli grid allorecchio Edward, interrompendo i suoi pensieri. Credo capisca la neve meglio di noi. E di chiunque altro.
 un bravuomo url lui di rimando, alzando le spalle.
Il fragore intorno a loro era diventato ormai un rombo di tuono, il grido di battaglia di un branco di leoni inferociti. La terra stessa sembrava tremare sotto i loro piedi. Warwick si sent trasportato come da una grande onda, sospinto da una forza enorme e irresistibile. E tuttavia restava concentrato su dettagli che Edward fingeva di non notare, come il nugolo di robusti soldati che avanzavano decisi di fronte a loro, lo sguardo acceso dallimpazienza di abbattere lusurpatore. Distinguevano chiaramente i vessilli con la rosa bianca e avrebbero puntato dritti su quelli.
Nessuna notizia di Norfolk?  dallalba che non ne so pi nulla. Edward laveva afferrato per la spalla, i loro elmi che cozzavano luno sullaltro. Temo il peggio.
Warwick azzard unocchiata di sbieco, rendendosi conto per lennesima volta della giovane et di Edoardo Quarto. Quel re ancora fresco di incoronazione marciava contro un esercito gigantesco ad appena tre mesi dalla morte del padre e del fratello. Ciononostante, le sue parole non erano solo un modo per sfogare il nervosismo. Con ogni passo, lo schieramento di Lancaster si faceva pi nitido e appariva pi numeroso. Senza Norfolk, il loro era in netta minoranza. Lespressione di Edward ne denunciava la consapevolezza.
Norfolk  un uomo affidabile, vostra altezza grid Warwick, sovrastando il tumulto. Aveva usato il titolo di proposito, affinch il ragazzo lo sentisse e rammentasse il proprio ruolo. Lesercito che avevano radunato doveva essere spavaldo e selvaggio, non potevano permettersi dubbi. La neve e loscurit della notte devono averlo disorientato. Lui per  originario di queste terre. Non tarder molto a raggiungerci e, quando lo far, piomber sul nemico come una furia. Tanto pi visto che  in ritardo per lappuntamento.
Edward rispose con un cenno affermativo, ma le ombre nei suoi occhi si erano incupite e la sua espressione si era fatta ancora pi gelida. Ora che si trovavano entro la gittata degli archi, Warwick capiva quante vite avesse salvato Fauconberg quella mattina, spuntando gli artigli agli arcieri di Lancaster. Aveva sperimentato sulla propria pelle il terrore delle frecce e lev una preghiera di profonda gratitudine per il tranello ordito dallo zio. Non esisteva al mondo un suono pi spaventoso dello stridere rapace di una salva di frecce.
Ormai i due schieramenti erano separati da appena cento iarde. Allinizio molti soldati avevano riso in faccia al nemico, urlando insulti e provocazioni o citando vecchi conti rimasti aperti; poi, uno dopo laltro, si erano zittiti, la gola secca. I tamburi rullavano ancora, capitani e sergenti esortavano i propri uomini a colpire duro e farlo per primi, ma battute e risate si erano spente. I grandi battaglioni si estendevano a perdita docchio sotto la neve che continuava a scendere.
Warwick si prepar alla fatica pi grande mai affrontata. Vi si addestrava da una vita, fin da quando, ancora bambino, aveva conficcato la lancia nei fantocci di dozzine di tornei. Ora era allapice della forza e della salute, eppure respirava in fretta, ansimando sotto lelmo e imprecando contro il vento e la neve che insistevano a tormentarli. Se nessuno combatteva in quella stagione, cera un perch: dinverno era uno strazio anche solo raggiungere il campo, con il freddo che sfiniva i soldati prima ancora dello scontro.
Da ambo le parti i capitani si riempirono i polmoni di aria gelida, poi urlarono a squarciagola il segnale di attacco. I corni risuonarono lungo gli schieramenti; al loro barrito metallico e penetrante gli uomini sussultarono prima di cominciare a correre, caracollando. Infine le armate si precipitarono luna contro laltra reggendo alte le lame, ognuno pronto a sferrare un colpo letale al primo infido figlio di puttana che gli si fosse parato davanti.
Sprofondavano nella neve intonsa e immacolata, tramutandola allistante in un fango bruno che si macchi di rosso ai primi getti di sangue versati dai feriti.
Derry Brewer usc dalla tenda immerso nei suoi pensieri. Un vento gelido spazzava laccampamento nelle retrovie, distante dallo scontro. La perdita del piccolo contingente di Clifford era stata insignificante; piuttosto, Derry non riusciva ancora a capacitarsi della quantit di vittime mietute dal fuoco di fila di dardi sbucati a sorpresa da quel cielo bianco. I comandanti inglesi conoscevano la pericolosit degli arcieri da almeno un secolo, persino da prima della battaglia di Crcy. Nessun esercito si sarebbe mai messo in moto senza radunarne quanti pi possibile, non se contava di sopravvivere, almeno. E lattacco subito da Somerset aveva lasciato sul campo seimila uomini, morti o feriti troppo gravemente per tornare a combattere. Derry non ne aveva mai visti abbattere tanti in cos poco tempo. Anche la stramaledetta neve si era messa di mezzo. In mancanza di qualcuno a fasciarne le ferite, entro il tramonto molti dei superstiti sarebbero morti dissanguati. I medici del re avevano addestrato un manipolo di garzoni e servitori, ma era un lavoro ingrato e, a battaglia appena cominciata, i feriti erano gi troppi.
Lo attravers un brivido, al ricordo degli uomini disperati e sofferenti appena visti sotto la tenda, i volti contratti dal dolore e sfigurati da ferite orrende. Derry era sopravvissuto ad altre battaglie e quella sera si sarebbe goduto comunque unottima cena, ma laveva disturbato vedere il chirurgo sgusciare dallorbita un occhio maciullato. Uno spettacolo raccapricciante, che laveva costretto a uscire per una boccata daria.
Ovviamente aveva gi inviato un messo alla regina. Margherita doveva essere sulle spine, in attesa di notizie. Protetta dalla cinta muraria della citt insieme al marito e al figlio, seguiva lo scontro da lontano. Ma, con oltre trentamila uomini a combattere in suo nome, aspettava senzaltro lannuncio di una grande vittoria e della fine delle guerre.
Immerso in quei pensieri, il capo delle spie si stava lasciando alle spalle la tenda e i suoi orrori quando fu bloccato da una mano sul petto. Reagendo distinto, la afferr e alz di colpo lo sguardo, trovandosi davanti un tizio dal volto duro, la barba incolta, una tunica borchiata chiusa dal cinturone sopra la calzamaglia e il tanfo selvatico di un corpo non lavato. Derry lo immobilizz con una leva al polso, ma nel farlo avvert la presenza di altri alle sue spalle. Lasci la presa. Erano in quattro. Quello di fronte a lui gli scocc unocchiataccia, massaggiandosi larticolazione.
Lavevano accerchiato. Eppure, nel comprendere la situazione, Derry si sent pervadere da una strana calma, mista a una profonda stanchezza. Alla fine siete arrivati comment, quasi in tono di rimprovero. Chi  stato, dunque? Chi ha dato lordine?
Il mio signore, lord Clifford replic fiero uno di loro. Aveva messo una taglia sulla tua testa, un ordine da eseguire in caso fosse morto. Reclameremo il premio che ci spetta dal tesoriere, mastro Brewer. Ti consiglierei di non fare scene, ma in realt per me  lo stesso.
Derry lo vide prepararsi allo scatto. Si guard intorno in cerca di testimoni, una persona qualunque in grado di accorrere in suo aiuto; nellaccampamento, per, restavano soltanto le puttane e i feriti. I servitori, i mercanti, le mogli e le sarte al seguito dellesercito... tutti si erano precipitati ai margini del campo, sforzandosi di seguire landamento dello scontro. Mentre capitani e sergenti erano nel fitto della battaglia.
Era solo. Chiuse gli occhi un istante, sorpreso dallintensit della propria rassegnazione. Ormai era vecchio, ecco la verit. Non sarebbe riuscito a sopraffare quattro soldati robusti, pronti a ficcargli un pugnale nel costato al primo segno di ribellione. No, era finita. Il meglio che potesse fare, adesso, era andarsene con dignit.
Daccordo, ragazzi disse in tono sommesso, scrutandoli in volto uno per uno. In seguito, per, qualcuno verr a cercarvi. Vi snider ovunque sarete e vi dimostrer perch sarebbe stato meglio disobbedire agli ordini di un lord gi stecchito e darvela a gambe quando ne avevate la possibilit.
Ancora pieno di piscio e di vento, eh, figliolo? esclam uno di loro con una risata rude, spintonandolo sul sentiero fangoso. Muoviti. Rivolse un cenno brusco ai suoi complici. Andiamo nel bosco, cos staremo tranquilli. Assest a Derry un altro spintone, facendolo inciampare nella melma. Se ti comporti bene, non dovrai soffrire. Ti tiro il collo come alloca di Natale.
Derry scroll la testa mentre lo scortavano via. La neve continuava a cadere. Non si vedeva niente, anche a breve distanza, e se avesse gridato i sicari lo avrebbero pugnalato seduta stante, lasciandolo a dissanguarsi sul terreno. In ogni caso, non sarebbe accorso nessuno. Gli uomini di Clifford avevano scelto bene il momento. Il pensiero gli strapp quasi un sorriso, a dispetto del fiotto di bile dun tratto salito in gola. Non avrebbe mai immaginato che quel vecchio bastardo e astioso avesse le palle per un gesto simile. Ma la cosa peggiore era dover lasciare la propria opera incompiuta, un lavoro cui era necessaria la sua particolare combinazione di abilit. O, almeno, cos ripeteva a se stesso. Chin le spalle e accett levidenza, sentendosi leggero. Tanto leggero da rialzare la testa. I sicari lo stavano portando a ovest, fuori dallaccampamento, mentre lattenzione di tutti era rivolta a sud, verso la radura insanguinata nei pressi del villaggio di Towton.
Warwick si domand se il suo cuore avrebbe retto. Forse a stroncarlo sarebbe stato un colpo apoplettico, una crisi che lavrebbe lasciato sul campo incapace di esprimersi, i tratti del volto molli come cera. Il suo respiro si era ridotto a un rantolo; un grugnito a ogni esalazione, come se invece di sbuffare aria sputasse fuoco dai lembi di una ferita. Faticava a respirare, a camminare. Non esisteva impegno o sforzo paragonabile a quello di combattere. Solo abbattere alberi ci si avvicinava e proprio per questo i cavalieri che volevano scendere in campo si esercitavano per ore, ogni giorno, con la scure e la spada. Labilit innata non contava niente quando la fatica ti paralizzava le braccia. Un guerriero doveva irrobustirsi le ossa e tramutare i muscoli in tronchi di quercia per proteggerle. Solo cos poteva sperare di sopravvivere.
Edward si aggirava nella mischia come un leone. Non era soltanto il fisico a distinguerlo tra tutti: quel ragazzo era nato per fare la guerra. Si muoveva con grazia e misura, quindi si stancava meno in fretta degli altri. Nessuno dei suoi colpi andava a vuoto, nessun fendente lo sbilanciava. Aveva gi abbattuto almeno una dozzina di soldati nemici e la sua armatura era ammaccata, piena di bozzi e di crepe. I ronconi branditi dai suoi avversari avevano lame lunghe dieci pollici, di ferro temprato, con una punta progettata per perforare le corazze, quanto meno se accompagnata dal peso di un uomo. Le piastre del suo pettorale mostravano tre fori triangolari, da uno dei quali gocciolava sangue. Ma i tre che erano riusciti a superare la sua guardia se li era lasciati indietro da un pezzo, calpestati e gi freddi sul terreno.
Warwick non riusciva a smettere di guardarlo mentre continuava ad avanzare, inarrestabile, equilibrato, instancabile. Nessuno osava pi sfidarlo. Aveva davvero qualcosa di selvaggio, come un leone o un lupo. Warwick fu percorso da un tremito. Per lui era una lotta anche solo respirare o tenersi al passo. Non nutriva pi alcun dubbio che York fosse adatto al trono: aveva sangue reale nelle vene e sul campo di battaglia era un Golia. Si erano costruiti imperi su fondamenta meno solide. Ora, davanti ai suoi occhi appannati dal dolore e dalla fatica, quel ragazzo sembrava volare sulla terra smossa, in cerca di un avversario disposto ad affrontarlo; ma, alla vista del guerriero colossale nellarmatura sfolgorante, tutti si facevano in disparte, come davanti a un incendio. Edward rideva, vedendoli scivolare e cadere. Avanzava facendo cozzare la spada contro lo scudo, mentre quelli si mettevano a strisciare allindietro, per sfuggirgli.
Warwick sobbalz sentendo dei corni dare lallarme. Il suono sembrava provenire da sinistra, ma sotto lelmo era difficile individuarne lorigine esatta, cos continu a guardarsi intorno mentre procedeva al fianco del suo re, per coprirgli le spalle. Come cera da aspettarsi, a un certo punto un giovane contadino vestito di cuoio e lana comparve da un lato, agitando il roncone nel tentativo di cogliere Edward di sorpresa. Richard abbatt la spada sul braccio di quelluomo, spezzandogli losso e lasciando larto appeso al filo di un tendine. Il contadino croll a terra, urlando e stringendosi il moncherino al petto. Un affondo lo mise a tacere, ma i corni seguitavano a suonare.
Sforzandosi di localizzarli, Warwick punt lo sguardo in lontananza. Guidato da Edward, il battaglione centrale si era aperto un varco profondo nello schieramento di Lancaster, tramutandosi in un cuneo, con la punta sottile ma la base sempre pi ampia. Ogni palmo di terra era costato caro, tuttavia dovevano aver guadagnato almeno un centinaio di iarde, scavalcando i corpi dei nemici. Dalla loro posizione era impossibile sapere come se la stesse cavando lala sinistra di Fauconberg, ma il valore e limpeto di Edward trascinavano avanti il centro, circa ottomila uomini che ruggivano la loro sfida, contagiati dalla spavalderia e dalla sicurezza del loro re guerriero.
Warwick sent un rumore di cavalli dove non avrebbero dovuto essercene, da qualche parte alla sua sinistra. Deglut a forza, con la gola cos stretta e secca da riuscire a stento a gracchiare un grido. Altezza... Edward! Lala sinistra!
Suo zio doveva trovarsi su quel lato, insieme a suo fratello John, anche se non aveva pi visto n luno n laltro dopo limboscata al fiume di quella mattina. Aveva imparato a odiare la neve per quanto lo accecava; la odiava persino pi del freddo, che esacerbava il dolore delle ferite e impediva alle mani di stringere lelsa.
Edward si volt, seguendo con gli occhi la direzione indicata dal suo guanto ferrato. Poi si guard intorno a labbra serrate, valutando con freddezza quali uomini chiamare a s. Cavalieri, laggi, sbucati dal bosco grid a Warwick.
Segu un rumore intenso, brutale: un gran cozzo di metallo misto a grida dagonia, che rimbomb come un tuono su tutto il campo di battaglia. A centinaia si girarono a guardare che cosa stesse accadendo, pagando con la vita quellattimo di distrazione.
Quanti? domand Neville, di rimando. Sebbene il gesto gli avesse garantito il rispetto delle truppe, ora rimpiangeva di aver ucciso il suo stallone.
Troppi rispose Edward. Si port le mani ai lati della bocca. Il mio cavallo! Portatelo qui!
Si lasci superare dalla prima e dalla seconda linea, inghiottito nella loro ressa, per inserirsi nella terza e attendere il grande animale capace di reggere il suo peso in armatura. Intuendo le sue intenzioni, Warwick invi le proprie staffette a quattro capitani vicini, con lordine di accorrere subito al fianco del re. Quelli obbedirono, stringendosi intorno a Edward.
Tu continua a guidare il mio centro, Warwick! gli grid lui. Sono i miei uomini migliori. Non cederanno.
Il conte rest interdetto: Edward stava ridendo, rallegrato da un piacere oscuro. Aveva la corazza coperta di fango e sangue, i leoni rampanti imbrattati di rosso sul surcotto. Eppure bastava guardarlo in quel momento, traboccante di giovent, di lutto e di collera, per capire che stava assaporando la gioia pi intensa della sua vita. Era ubriaco di violenza. Il campo di battaglia poteva spezzarti, Warwick lo sapeva bene. Alcuni, per, ne uscivano rinvigoriti: l potevi dar sfogo a tutta la tua forza, abilit e prontezza di riflessi, mentre ogni altro pensiero passava in secondo piano.
Re Edoardo  lesultanza palese nella fiamma che gli accendeva lo sguardo e nellimpeto dei gesti  fece leva con il ginocchio sulle mani accostate di chi gli aveva portato lo stallone, balz in sella con un movimento rapido e disinvolto e in un batter docchio si tramut in una specie di colossale statua equestre, formando un tuttuno con lanimale cos da triplicare la propria potenza e il proprio raggio dazione. Colto di sorpresa da quel peso, il destriero scalci mancando di un soffio un soldato alle sue spalle.
Premete sul centro! grid Edward per farsi sentire da tutti, ma senza distogliere lo sguardo da Warwick. Quelli di Lancaster sono soltanto mocciosi. Non riusciranno a resistervi!
Poi spron il cavallo e i ranghi si aprirono al suo passaggio, lanciando grida di incitamento. I cavalieri si disposero a falange intorno a lui, reggendo alti gli stendardi. In centinaia li seguirono, sorridendo come impazziti allidea di andare in battaglia preceduti dal re sul suo stallone da guerra. In un gruppo compatto, si precipitarono verso il tumulto sullala sinistra, per rintuzzare la forza sconosciuta sbucata dal fitto degli alberi.
Fauconberg imprec, parando laffondo di una picca con lelsa della spada. Sembrava impossibile che un boschetto rado come quello alle sue spalle avesse potuto celare una simile orda di cavalieri, ormai lanciati al galoppo. Avevano colto alla sprovvista lestremo sinistro dei suoi ranghi, la cui attenzione era concentrata sullo scontro di fronte a loro.
Solo un istante prima, ad appena quaranta iarde da lui, la sua fila avanzata stava ancora spaccando ossa e ferro, versando il proprio sangue, i capitani e i sergenti sui due lati che ruggivano a ogni passo conquistato. Gli opposti schieramenti oscillavano avanti e indietro, aprendosi e serrandosi come labbra insanguinate. Alternando una pressione costante a cariche improvvise, Fauconberg aveva guadagnato un po di terreno, ma il prezzo pagato era stato altissimo. Per tradizione, lala sinistra era il contingente pi debole, lultimo mandato in campo; per quella battaglia sotto la neve, tra due eserciti tanto numerosi, stava riscrivendo le regole di ingaggio. Secondo i piani, lala destra di Norfolk avrebbe dovuto gettarsi per prima nella mischia, sostenuta da Edward e Warwick al centro. Solo alla fine, in caso di necessit, sarebbe intervenuto il contingente di Fauconberg. Invece la vastit delle armate aveva fatto s che il centro e la sinistra si trovassero contemporaneamente catapultati nel cuore dello scontro... e Norfolk era svanito nella neve.
Cos, a ondate incessanti, gli uomini di William Neville si erano scagliati in avanti, combattendo fino a crollare ed essere sostituiti da nuovi compagni. Fauconberg marciava mantenendosi allaltezza della seconda o terza fila; da l, attraverso due sergenti, dirigeva i movimenti delle truppe per bilanciare avanzate e ripiegamenti. Tentava di dare un po di respiro ai soldati delle prime linee, perch non si lasciassero semplicemente trucidare in preda alla stanchezza estrema. A peggiorare le cose, stavano affrontando lala pi forte di Lancaster, con gli stendardi di Somerset ben visibili ad appena cento iarde da lui.
E, mentre si trovavano in quella situazione di stallo, era arrivata limboscata: duecento cavalli pesanti, nascosti tra gli alberi, si erano scagliati contro il suo fianco. I cavalieri, che portavano lunghe lance o picche, erano gi al galoppo quando Fauconberg li aveva visti sbucare sulla neve; dapprima erano solo una macchia sfocata, poi il rombo si era fatto sempre pi assordante finch ranghi interi si erano arrestati di colpo, come ragazzini di fronte a un cane rabbioso.
Infine, il nemico aveva sfondato le file; quegli uomini che avanzavano stolidi, attendendo con pazienza e coraggio di gettarsi a loro volta nella mischia, erano stati travolti e maciullati allistante dal peso dei cavalli e delle armature, o trapassati dal ferro e dalle aste scheggiate. Sotto quella carica, lintera ala sinistra aveva vacillato, cercando di sottrarsi allimpatto. Il contingente pi esposto si era bloccato, comprimendo le linee ancora in marcia e costringendole a fermarsi a loro volta, mentre altre le superavano dai lati, ignare della situazione. Alcuni piantarono a terra le picche, come avevano imparato a fare per difendersi dalla cavalleria, ma erano troppo pochi. Fauconberg stava sudando freddo: continuava a sbraitare ordini, rinserrare i ranghi, spostare fanti per riformare le linee... E intanto si lasciava alle spalle le strida dei feriti e i corpi dei morti che si raffreddavano.
Si sfil un guanto per asciugarsi la faccia. Come sempre, il vero nemico era il panico. Duecento cavalieri non potevano certo sconfiggere un esercito, e nemmeno una sola ala, se quellala contava ottomila uomini. Ma mentre il nemico cavalcava a briglia sciolta, uccidendo impunemente e senza intralcio, i suoi ranghi appiedati si ritraevano, in attesa che qualcun altro rispondesse alla minaccia. Fauconberg vide uno dei suoi scagliare la picca come un giavellotto e disarcionare un cavaliere. Quando quello ruzzol a terra, il soldato gli si butt addosso, ma fu subito costretto ad arretrare: i compagni del caduto stavano arrivando, lanciati al galoppo. Avevano sguainato le spade e dallalto delle selle non avevano difficolt a mietere vittime. Scoppiando di rabbia e frustrazione, Fauconberg invi un ragazzo nelle retrovie, doverano schierati gli arcieri. Sarebbero bastate poche centinaia di frecce a risolvere il problema. In realt le avevano esaurite da ore, ma forse qualcuna... Una speranza vana, lo sapeva bene.
Una dozzina di cavalieri caric nuovamente il loro fianco. Alcuni dei suoi sergenti ordinarono agli uomini di piantare le picche e di colpo la linea ne brulic; a quel punto, per, gli avversari avevano gi fatto dietrofront, le spade grondanti sangue fresco. Ruggivano di gioia, godendo appieno della loro superiorit su quei poveretti a terra, l davanti a loro.
Fauconberg lanci unocchiata alla sua destra, in cerca di aiuto, e il cuore sembr sfuggirgli dal petto alla vista dei vessilli di re Edoardo che si avvicinavano.
S! mormor tra i denti. Bravo ragazzo. Cos si comporta un sovrano.
Rise tra s mentre Edward si gettava nella mischia. I ranghi si aprivano al suo cospetto; alcuni uomini restarono addirittura impalati a fissarlo, mentre gli ufficiali si sgolavano per rimetterli in moto. Per un solo istante, dopo ore di battaglia, i soldati di entrambe le parti si fermarono. Fissavano rapiti York, che piombava come un falco per dare manforte alla sua ala spezzata.
Fatevi indietro! grid Fauconberg a quanti lo circondavano. Lasciate passare il re! Sorrideva come un ebete, e ne era consapevole, ma quei vessilli lavevano rianimato. La rosa bianca, il falcone, il sole incendiato, i leoni reali...
Anche i cavalieri nemici riconobbero il giovane condottiero. Alcuni indicarono il bosco alle proprie spalle, preferendo mettersi al sicuro. Altri invece additavano quel gigante, lanciato tra i suoi ranghi per raggiungerli. Non era difficile immaginare il dibattito in corso: se lo avessero abbattuto, potevano ribaltare le sorti della battaglia in favore di re Enrico.
Fauconberg sent una stretta al petto, come se la carne gli fosse avvizzita sulle ossa. Edward gli pass davanti a non pi di venti iarde, galoppando con grazia sul suo enorme cavallo da guerra. Era affiancato dai portastendardi e ai loro lati correvano uomini robusti, armati di ronconi e azze.
York e i suoi cavalieri ruppero la formazione, precipitandosi sugli uomini a cavallo rimasti ad attenderli. In un lampo, il giovane re abbatt i primi due che avevano cercato di affrontarlo. Fu colpito dalle loro lance, ma le punte scivolarono sullarmatura. Poi un uomo si piant davanti a lui e ne scagli una terza con tutte le sue forze. Manc il bersaglio e Edward gli and dritto addosso, disarcionandolo dal cavallo pi piccolo con un semplice colpo di spalla. Fauconberg trasal allimpatto. Era come vedere un falco colpire un piccione e lasciarlo schiantato sul terreno. La velocit e il peso contavano, certo, ma soprattutto era quasi impossibile conservare i nervi saldi alla vista di un tale energumeno che ti puntava. Non esitava, non rallentava nemmeno. Cavalcava dritto addosso a chiunque gli sbarrasse il passo e lo abbatteva con un fendente della spada o un pugno guantato dacciaio. Pi abile e molto pi veloce di tanti veterani, li induceva con una finta a scansarsi da una parte, per poi colpirli dallaltra. Al confronto con il fulgore della sua giovinezza, persino i soldati pi esperti sembravano marmocchi impacciati.
Intorno a lui, i fanti armati di roncone si trovavano nel proprio elemento. Mentre i cavalieri roteavano su se stessi e si stringevano gli uni agli altri, cercando di difendere la posizione, quei rudi popolani si facevano sotto a recidere i tendini ai cavalli, o infilzavano gli uomini da dietro, facendoli cadere e sputare sangue. Erano macellai, fabbri, conciatori e scalpellini, abili con il loro strumento e abituati al mestiere.
Presto Edward si trov circondato dai cadaveri dei nemici e dai nitriti disperati dei loro cavalli agonizzanti. La strage era stata brutale, eppure lui ne gioiva; veniva da domandarsi se non fosse il caso di nascondere una simile esultanza, come qualcosa di osceno, ma lui non ci sarebbe riuscito nemmeno volendo. Cos lev alta la spada, lanciando un urlo di vittoria. Centinaia di uomini intorno a lui risposero al grido, sorridenti, e il suono si propag per tutta lala sinistra e oltre, verso il centro, dove Warwick scoppi a ridere, senza smettere di menare fendenti. Si era trattato di unazione isolata, ma re Edoardo aveva dimostrato il proprio valore. Lavevano visto tutti attraversare al galoppo il campo di battaglia. Chiunque ne avesse ancora dubitato, adesso sapeva di combattere per il vero sovrano dInghilterra. Quella certezza infuse nuova forza ai suoi ranghi.
...
FINE Parte 1.